Le stragi di migranti di gennaio sono stragi di Stato, derivanti dalla chiusura
sempre più forte delle frontiere decisa dal governo Meloni.
Lo stato italiano sostiene i governi di alcuni stati del Nordafrica nelle loro
politiche razziste e violente, volte a terrorizzare chi, soprattutto provenendo
da paesi subsahariani, vive sulle coste e nelle città in attesa di imbarcarsi
per l’Europa. Queste violenze, spesso condotte da forze di polizia addestrate e
finanziate dalla stessa UE, mettono a rischio la vita e la sicurezza di migliaia
di persone costringendole a partire anche nelle condizioni più disperate.
L’approvazione da parte del governo italiano lo scorso 11 febbraio di un nuovo
disegno di legge in materia di immigrazione, mentre ancora si contano i dispersi
di questa ennesima strage, suona come una rivendicazione da parte del governo di
questa politica assassina di frontiera.
E all’orizzonte si delinea la possibilità di trattenimenti alla frontiera di chi
viene sbarcato dalle navi delle ONG nei porti del nord, dove sono obbligate ad
attraccare.
Ne abbiamo parlato con Dario Antonelli, giornalista free lance
Ascolta la diretta: