Dopo oltre settanta giorni di resistenza, agenti federali armati hanno
sgomberato un presidio ambientalista al confine con il Messico. Almeno dieci
arresti, un albero di duecento anni distrutto e una …
Tag - immigrazione
«Qui nessun* è stranier*»: due agenti in borghese rimuovono lo striscione della
scuola primaria Daneo. «Qui nessun* è stranier*». Una frase scritta su un grande
striscione colorato all’ingresso di una …
di Vincenzo Scalia* Anche l’aggressione all’insegnante di Roma dimostra che la
correlazione lineare tra criminalità minorile e maranza che anima la narrazione
dominante si regge su uno stereotipo falso L’accoltellamento …
di Giansandro Merli* Ogni anno la metà delle persone rinchiuse in un Cpr non
viene rimpatriata per una ragione semplice: non è possibile rimandarle indietro.
È chi le sottopone ugualmente …
di Livio Pepino* La campagna elettorale per le elezioni del 2027 è ormai
iniziata e il suo terreno principale sarà, ancora una volta, quello della
sicurezza. E già risuonano le …
La puntata di ferragosto di Harraga è dedicata alle recenti proteste nel centro
di detenzione amministrativa di Pastrogor, in Bulgaria. Con due compagne del
collettivo Rotte Balcaniche, siamo partite dalle proteste delle persone migranti
recluse delle scorse settimane per fare un quadro dei recenti sviluppi in tema
di detenzione, controllo e repressione delle persone in movimento dopo l’entrata
in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione, avvenuta lo scorso 12
giugno.
La rapida attuazione del Patto in Bulgaria -il cui governo ha annunciato i
progetti per la costruzione di due nuovi centri di detenzione, due di screening
e due per il trattenimento dei minori non accompagnati, oltre alla
ristrutturazione di centri preesistenti per aumentarne la capienza- ha provocato
un forte aumento della reclusione delle persone in movimento in strutture di
tipo carcerario. Nel solo centro di Pastrogor, il numero delle persone recluse è
passato da poche decine prima del 12 giugno a oltre 220. Al suo interno viene
applicata la nuova “procedura di asilo di frontiera”, uno stratagemma giuridico
introdotto dal Patto che rafforza il ricorso alla detenzione prolungata delle
persone in movimento. La procedura accelerata di frontiera aumenta i rigetti
sistematici e le deportazioni di massa, spesso attuate sotto forma di rimpatri
“volontari” coercitivi con la collaborazione di Frontex e IOM.
Le proteste delle persone recluse, che chiedono di essere trasferite in un
centro d’accoglienza di tipo aperto mentre le loro procedure di richiesta asilo
sono ancora in corso, sono state represse duramente con pestaggi e minacce da
parte delle forze dell’ordine. Nonostante ciò, le persone trattenute hanno
mantenuto le loro rivendicazioni, con una lettera scritta ed uno sciopero della
fame.
La loro lotta ci permette di analizzare quanto il regime di controllo delle
persone in movimento in Bulgaria, da anni terreno di sperimentazione delle
politiche migratorie europee, rappresenti l’essenza dell’esternalizzazione delle
frontiere, all’interno delle frontiere EU: attraverso la cosiddetta “finzione di
non ingresso”, i sempre più violenti e massicci respingimenti al confine turco,
il ricorso ai rimpatri volontari forzati, la criminalizzazione delle persone
immigrate etichettate come “minaccia per la sicurezza nazionale” e il confine
sempre più labile tra detenzione amministrativa e penale.
Per ulteriori approfondimenti: Collettivo Rotte Balcaniche , No Borders – Без
граници Bulgaria
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familiare stabile, era stata rimpatriata forzatamente in applicazione del
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