Domani, giovedì 12 marzo, al tribunale di Alessandria è prevista l’udienza
preliminare del processo per disastro ambientale colposo legato all’inquinamento
da PFAS: i giudici dovranno decidere se autorizzare il procedimento nei
confronti di due ex dirigenti dello stabilimento chimico di Spinetta Marengo. In
altre parole, si stabilirà se ci sono gli elementi sufficienti per aprire il
dibattimento vero e proprio.
In concomitanza il Comitato Stop Solvay e le associazione del territorio hanno
convocato un presidio a partire dalle 9:30.
Ricordiamo che i PFAS sono sostanze chimiche di sintesi usate da decenni in
prodotti industriali e di consumo. Sono estremamente persistenti nell’ambiente e
nell’organismo umano — tanto da essere definiti ‘inquinanti eterni’ — e possono
avere effetti sulla salute, dall’interferenza endocrina ai rischi oncologici.
Studi locali indicano che circa l’8‑9% della popolazione residente entro pochi
chilometri dallo stabilimento di Spinetta Marengo presenta livelli nel sangue
superiori ai valori soglia, e la maggior parte ha comunque tracce misurabili.
Lo stabilimento di Spinetta Marengo, storico polo chimico prima di Montedison,
poi di Solvay, oggi è gestito da Syensqo, società che ha ereditato le attività
chimiche avanzate e continua a produrre composti fluorurati. La vicenda ha
mobilitato cittadini e associazioni, tra cui il Comitato Stop Solvay, da anni
impegnato nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Ne parliamo con Viola Cereda del Comitato Stop Solvay, ripercorrendo la storia
del sito industriale e approfondendo le implicazioni dell’udienza preliminare: