Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad
arrestarsi.
Nonostante un importante impegno da parte delle forze dell’ordine per tentare di
disarticolare la forza di questa fase di mobilitazione contro il governo,
l’appuntamento è per sabato 31 ottobre per il terzo atto. Queste settimane hanno
posto alcune questioni importanti da analizzare, dalla possibile ricomposizione
di diversi settori sociali alla radicalità delle rivendicazioni. E’ interessante
anche vedere come il governo Macron non accenni ad arretrare. Quali bisogni del
movimento e quali prospettive?
Ne abbiamo parlato con Mathieu Rigouste, compagno e ricercatore in scienze
sociali in Francia
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Si è svolta lunedi 26 ottobre al Tribunale di Torino una nuova udienza del
processo d’appello per il processo Sovrano che vede sul banco degli imputati il
centro sociale Askatasuna, il Movimento No Tav e lo Spazio Popolare Neruda. La
sentenza di primo grado aveva escluso l’esistenza dell’associazione a delinquere
contestata agli imputati. Oggi, in appello, l’accusa torna a chiedere che quella
lettura venga ribaltata, “proiettando sul conflitto sociale lo spettro di una
presunta organizzazione criminale” sostengono le realta’ di movimento torinesi.
Prossima udienza il 30 novembre.
Ne parliamo con Dana del Movimento No Tav
il 17 ottobre la mobilitazione torinese contro il carovita si è rivelata essere
una piazza molto giovane, in aperta continuità con la mobilitazione studentesca
del giorno prima e le occupazioni in corso.
Per molti e molte studentx e giovani lavoratorx, queste sono le prime grosse
mobilitazioni a cui partecipano. Questo contributo non pretende essere
rappresentativo della composizione della mobilitazione, ma fornisce alcuni
spunti rispetto a chi si affaccia per la prima volta. In particolare, emerge
dalla voce giovanile un legame chiaro tra carovita, guerra e attacchi ai propri
diritti, sentito materialmente nella propria vita e in quella dei genitori.
Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a
partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a
Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti
nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento,
continueranno a farlo.
Non sono ritenute risposte sufficienti le promesse di Salvini di ieri a Milano,
al tavolo di negoziazione con gli auto trasportatori. Si aspetta il prossimo
incontro e intanto la mobilitazione continua. Anche perché sul piano agricolo,
le risposte arrivate finora sono ancora meno.
Proseguono i blocchi degli auto trasportatori in Puglia, Calabria e Campania, e
da ieri si estendono al centro Italia, in particolare Lazio e Molise. Le
conseguenze materiali si sentono già: supermercati senza prodotti freschi in
diverse di queste regioni e più in generale perdite economiche non indifferenti
per il sistema. Insomma emerge forte chiaro la voce ma anche il potere di alcune
delle categorie che il sistema della GDO prova ad invisibilizzare.
L’assemblea dei lavoratori e lavoratrici del bar Sodexo Student Zone è in
sciopero da tre settimane per denunciare i maltrattamenti da parte della azienda
verso i dipendenti.
A scatenare la mobilitazione è stato il licenziamento improprio di Samuele, che
è stato lincenziato a seguito di svariate richieste per recepire la
remunerazione a lui dovuta per gli straodinari fatti e che non gli erano stati
riconosciuti.
Dopo i primi due scioperi l’azienda è disposta a trattare pagando gli
straordinari dovuti a Samuele, ma non a tutti i/le dipendenti a cui sono dovuti.
Tuttavia non sono ancora venuti incontro ad altre richieste riguardo le
condizioni di lavoro e contrattuale che sono state denunciate dall’assemblea.
Lo scipero continua ogni venerdì davanti allo Student Zone ai Murazzi e sabato
17 ottobre è stato convocato un presidio alle 10.
Ascolta la diretta in collegamento con COLPO (Coordinamento Lavoro Precario
Organizzato) e con Samuele:
Son passati due mesi dalla possesione di Abelardo De la Espriella che ha
compiuto le sue promesse riguardo il securitarismo e le alleanze con USA,
Israele e le destre latinoamericane.
La misura piu recente riguarda il decreto alla protesta sociale, che
modificherebbe il Decreto 003 del 2021 e definisce i protocolli di comportamento
delle forze dell’ordine durante una manifestazione.
In altre parole, vengono ridefinite le situazioni che legittimerebbero le forze
dell’ordine a reprimere la protesta creando vuoti giuridici e zone grigie
riguardo l’obbligo di applicare i meccanismi di diaologo e mediazione che erano
stati stabiliti dopo gli scioperi del 2021.
Questi scioperi sono stati estremamente violenti.
Soltanto tra aprile e luglio sono registrati al meno 1661 casi di violenza da
parte della polizia di cui al meno 46 omicidi, i il 76% causati da colpi di
pistola.
(https://www.pares.com.co/el-nuevo-decreto-para-regular-la-protesta-social-y-el-fantasma-del-pasado-reciente-se-limitan-las-garantias/)
Abbiamo ricevuto un contributo audio di Nicolás, redatorre del medio
indipendente Contracorriente che mette in luce due questioni principali: il
contesto in cui si presenta questa iniziativa e la forma in cui è stata
discussa.
Ascolta la registrazione in spagnolo:
Traduzione spagnolo-italiano:
La prima cosa è che nel contesto di ciò che sta accadendo nel governo di
Abelardo de la Espriella è che ci sono una serie di misure economiche che
iniziano a perfilarsi sostenendosi una presunta crisi causata dal governo di
Gustavo Petro. Questo è un presupposto contrafattuale, nel senso che non è vero
che è soltanto il governo precedente ad aver lasciato una crisi che il governo
De la Espriella sostiene di dover risolvere.
Al contrario è questo governo, con le misure che sta promuovendo (oltretutto in
soli due mesi) che iniziano ad essere indicative di attentati contro la vita
della popolazione.
Da una parte è aumentata l’inflazione e le tasse di disoccupazione. Le
organizzazioni sociali che comprendono che il programma di De la Espriella è
contrario agli interessi delle classi popolari hanno già convocato una serie di
mobilitazioni.
Il 14 ottobre è prevvista una manifestazione nazionale contro il governo ed è
ancora non è stato deciso se sarà convocato uno sciopero nazionale simile a
quello del 2019 e del 2021. Questo è ancora uno sforzo attraverso il quale il
movimento si sta organizzando apellandosi alla resistenza civile e pacifica che
è stata la principale forma di lotta del movimento e che intende difendere
questo diritto protetto dalla costituzione.
Cosa succede? Davanti a questa situazione, e di fronte agli anni a venire che
saranno di aggiustamenti promossi dal Fondo Monetario Internazionale e altri
attori, il governo De la Espriella prevee una salita dei settori di opposizione,
per ció propone questa iniziativa, che oltrettutto non conta l’approvazione o il
dialogo con la società civile, ma conta principale con l’approvazione del
dipartimento di Stato degli USA.
Attualmente il progetto non è stato presentato ufficialmente ma non per via di
critiche mosse dalle organizzazioni di diritti umani di ma perche gli USA devono
approvarlo. È una gravissima violazione alla sovranità nazionale.
Questo rientra dunque nell’investimento del governo Trump e Rubio in materia
estera per quanto riguarda le modalità in cui i governi si organizzano
giuridcamente per far fronte alle presunte minacce di terrerorismo.
Qui rientrano le principali critiche fatte dal Ivan Cepeda e le org e vari
difensori di diritti umani.
In primo luogo: la violazione alla sovranità introducento un meccanismo
straniero nel diritto colombiano. Il progetto si basa nella replica delle liste
OFAC che si introdurrebbe in Colombia con l’obiettivo di deteriorare la vita di
gruppi cosiderati terroristi.
Qua si inserisce un secondo punto è la mancanza di definizione di cosa si
considera terrorismo e come l’ambiguità può dare spazio a una serie di abusi in
cui si segnali come terrorismo sia l’opposizione democratica che il dissenso
civile. Questa mancanza di definizione comporta a che personaggi scomodi vengano
perseguitati in quanto terroristi e vengano congelati gli attivi finanzieri di
personaggi come Gustavo Petro e che si inserisca nelle liste il Pacto Historico,
che è il principale partito di opposizione.
C’è un terzo aspetto denunciado da Ivan Cepeda ed è che viene compromessa la
divisione di poteri e sopprattuto che venga a mancare la presunzione di
innocenza. In questo senso vediamo il ritorno di un precedente avvenuto nella
fine degli anni degli ’70 e inizio degli ’80 nei quali durante il governo di
Turbay Ayala, prendendo esempio delle dittature del cono sur e del Plan Condor,
imposto dagli Stati Uniti sull’America Latina per bloccare la presunta influenza
del comunismo, presero la decisione di implementare uno statuo securitario che
lascio gravissime ferite nella colombia rispetto alla persecuzione delle
organizzazioni, del dissenso e delle lotte per le libertà civili e contro la
disugualianza.
Oggi quindi stiamo assistendo al ritorno di questo statuto antiterrorista degli
Stati Uniti.
Perciò possiamo definire questo uno statuto securitario in steriodi e non c’è
altra alternativa che appelarsi all’opposizione e alla società civile per
resistere a questo processo.
Venerdì mattina un’altra ondata di perquisizioni domiciliari, 14 in diverse
parti d’Italia, ha colpito compagne e compagni per la manifestazione nazionale
del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna a Torino. Per quel corteo la
procura ha chiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, che
non sono ancora in vigore: prima dovranno passare dall’interrogatorio di
garanzia. Le accuse vanno dalla resistenza aggravata alle lesioni a pubblico
ufficiale, fino al tentato omicidio, contestato per un fumogeno che avrebbe dato
fuoco a una camionetta con una guardia a bordo. Un tentativo di punire alcuni
per una giornata di rabbia popolare a cui hanno partecipato oltre 50mila
persone.
Intanto la procura di Torino riapre anche il processo Sovrano contro il
movimento No Tav, il Neruda e Askatasuna con l’accusa di associazione a
delinquere. Il 31 marzo l’ipotesi associativa era caduta, ma la procura ha fatto
appello: stamattina alle 9 presenza solidale in aula per la prima udienza dopo
la pausa estiva.
Ne abbiamo parlato con Martina di Askatasuna
In diretta con lx compagnx che hanno partecipato al corteo indetto oggi 11
ottobre a Saluzzo: il centro del distretto agroindustriale della frutta più
grande del Piemonte, dove da anni lavoratori e lavoratrici immigrati e solidali
rivendicano contratti giusti, alloggi e documenti. La manifestazione di oggi
chiede anche tutele per i lavoratori che rischiano la propria vita ogni giorno
sulla strada per il lavoro e nei campi. La conta dei morti di quest’anno nelle
campagne del saluzzese arriva a cinque: morti tenute nascoste e mai collegate
allo sfruttamento sistemico e alle responsabilità di chi trae il maggior
profitto dalla filiera della frutta.
La lotta contro lo sfratto di Maricarmen una donna di 87 anni a Madrid ha
generato una sollevazione per il diritto all’abitare che scuote la Spagna. Da
giorni Madrid ribolle con migliaia di persone scese in piazza e la mobilitazione
si è allargata in tutto il paese, riempiendo le piazze di decine di città.
Il Consiglio dei ministri spagnolo ha successivamente approvato, martedì 29
settembre, due decreti per rispondere alla crisi abitativa in corso, al termine
di intense trattative fra i partiti che fanno parte del governo. I decreti
prevedono alcune forme di protezione contro gli sfratti per i soggetti più
vulnerabili fino alla fine del 2030 e regole più stringenti per gli affitti
brevi.
Entriamo nel merito con il giornalista Victor Serri, in collegamento da
Barcellona. Victor ci racconta come la crisi abitativa rischia di rimanere una
questione centrale anche dopo questi provvedimenti spiegandoci come la
continuazione delle mobilitazioni dal basso (e delle pratiche di resistenza agli
sfratti) rimangono fondamentali in questa fase.
Aniello Lampo ci racconta più nel dettaglio delle piazze madrilene nate dallo
sfratto di Maricarmen.
Il 29gennaio è stato firmato un accordo tra l’Amministrazione autonoma
democratica della Siria del nord e dell’est e il neonato governo di Damasco in
seguito di scontri a fuoco. Il 25 agosto è stato annunciato lo scioglimento
delle Forze democratiche siriane, ed è in corso un processo di integrazione
nello stato siriano delle forze e delle istituzioni del confederalismo
democratico.
In questo momento delicato e complesso una delegazione di “Donne che tessono il
futuro” ha raggiunto la Siria del nord per comprendere da vicino la situazione e
portare solidarietà alle Ypj impegnate nel preservare le conquiste ottenute con
la Rivoluzione in particolare per quanto riguarda l’autonomia e l’autodifesa
delle donne.
Il tema dell’integrazione è molto complesso, i negoziati sono ancora in corso ed
è un processo che richiederà tempo. Con una compagna che ha preso parte alla
delegazione abbiamo ragionato su quali sono le sfide che questo pone, in
particolare per la tenuta delle istituzioni autonome delle donne. Un altro tema
è quello dell’educazione e la forza delle idee che hanno tenuto in piedi la
rivoluzione e come le compagne delle Ypj auspicano che possano essere motrici di
un cambiamento culturale più ampio.
Ascolta la diretta: