La guerra all’Iran viene letta anche come un tentativo da parte degli USA di
adottare una Grand Strategy di contenimento dell’ascesa cinese dal punto di
vista tecnologico e non solo, colpendo i Paesi che riforniscono la RPP di
petrolio. Nonostante gli impatti della guerra sull’ambito energetico globale
siano evidenti la Cina dimostra una capacità di reggere le interferenze in
materia energetica grazie alla sua gestione e pianificazione in tale ambito.
Non si può dire lo stesso del contesto “occidentale”, dove il limite maggiore è
dato dalla quasi totale finanziarizzazione dell’energia e dell’aggancio dei
prezzi alla Borsa di Amsterdam. A livello nostrano, a fronte del neonato decreto
per lo sconto sulle accise dei carburanti, un decreto palliativo che non risolve
i rincari in quanto durerà venti giorni soltanto, è chiaro che non esista alcun
tipo di ragionamento prospettico sul tema energetico, ma anzi si continui ad
agevolare la speculazione.
Ne parliamo con Dario Di Conzo, docente a contratto all’Università di Napoli
“L’Orientale” dove insegna “Riforme economiche della Cina Contemporanea”