La guerra in Ucraina ha superato la durata della Prima guerra mondiale ed è
diventata una guerra d’attrito che sta coinvolgendo i paesi della Nato sempre
più esposti nel sostegno al governo di Kiev . Zelensky non fa mistero delle sue
simpatie revansciste anche a costo di inimicarsi i fedelli alleati polacchi
,come è accaduto con il conferimento ad un’unità d’elite delle Forze Armate
Ucraine del titolo di “Eroi dell’UPA”, in onore all’esercito insurrezionalista
di Stepan Bandera che durante la Seconda Guerra Mondiale commise una serie di
stragi su larga scala contro la minoranza polacca nelle regioni della Volinia e
della Galizia orientale. Pochi giorni prima Zelensky aveva ricevuto con gli
onori di Stato la salma di un altro collaborazionista di Hitler, criminale di
guerra: Andrii Melnyk, fondatore dell’OUN (Organizzazione dei nazionalisti
ucraini).
Le spoglie sono state riesumate dal Lussemburgo e riportate in Ucraina su
richiesta del governo di Kiev. Il presidente ucraino le ha ricevute dandone
sepoltura con una cerimonia in pompa magna .
Sul terreno della propaganda ,l’unico codice narrativo utilizzato dallo spazio
mediatico occidentale,sembra che l’Ucraina sia all’offensiva e con l’utilizzo
dei droni stia mettendo alle corde i russi sul piano delle scorte energetiche e
della logistica. Effettivamente gli ucraini stanno colpendo alcuni snodi
importanti ,in particolare in Crimea sull’autostrada M14 che collega la penisola
al resto del Donbass. Sul resto del fronte i russi hanno il controllo di
Kostantinivka ,una delle città fortificate del Donbass, e continuano gli attachi
aerei sulle infrasrtutture industriali nelle città ucraine.
Mentre a Tallin il vertice dei Paesi nordici e baltici esprime sostegno
all’adesione dell’Ucraina “nel suo percorso irreversibile verso la piena
integrazione euro-atlantica, compresa l’adesione a UE e NATO il prima
possibile”, in centro Europa e Balcani aumentano gli stati membri di NATO e
Unione Europea che si smarcano dalle forniture militari (equipaggiamento e
stanziamenti finanziari) all’Ucraina. Dopo Ungheria, Slovacchia e Repubblica
Ceca , la Bulgaria ha reso noto che non invierà’ altre armi a Kiev.
Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Canada hanno respinto il 25 maggio scorso
la proposta del segretario generale della NATO Mark Rutte che voleva imporre
agli alleati di spendere lo 0,25 per cento del Pil in aiuti militari
all’Ucraina.
Anche dalla Coalizione per le munizioni d’artiglieria all’Ucraina, promossa da
Praga, si sono sganciate in questi giorni ben nove nazioni europee, inclusa la
Repubblica Ceca stessa.Il numero di Paesi membri dell’Unione Europea che
partecipano all’iniziativa volta a fornire milioni di proiettili all’Ucraina si
è dimezzato da dicembre, passando da diciotto a nove. Dal 2024, Praga ha
coordinato la fornitura di oltre quattro milioni di proiettili d’artiglieria a
Kiev per aiutare a ricostituire le scorte di munizioni ucraine in esaurimento.
Il 7 giugno a Downing Street Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer e
Volodymyr Zelensky hanno concordato cinque condizioni per quella che definiscono
una “pace giusta e duratura”: cessazione delle ostilità con l’attuale linea del
fronte come punto di partenza negoziale; garanzie di sicurezza giuridicamente
vincolanti per l’Ucraina, incluso il dispiegamento di forze multinazionali sul
territorio ucraino; mantenimento degli attivi russi congelati fino alla fine del
conflitto e al pagamento dei risarcimenti; tutela degli interessi della
sicurezza europea in qualsiasi futuro accordo.
In parallelo, la dichiarazione congiunta ha confermato l’intenzione di produrre
congiuntamente armi a lungo raggio e sistemi di difesa aerea per Kiev, armamenti
in grado di minacciare il territorio russo.
Inoltre è operativa la filiera produttiva dei sistemi senza pilota che oggi
permette a Kiev di colpire la Russia in profondità. Per citarne alcuni, abbiamo
la società danese Fire Point Rocket Technologies (FPRT ApS) che ha prodotto i
droni utilizzati per la strage di Starobelsk. In Germania c’è poi la Quantum
Frontline Industries (QFI) che produce i droni Linza 3.0 con una capacità
prevista di 10.000 unità annue. Nel Regno Unito, UkrSpecSystems fabbrica fino a
1.000 droni al mese, tra cui i ricognitori Shark e gli intercettori Octopus . In
Italia, CMD Avio sviluppa i motori per UAV(Unmanned Aerial Vehicle, o aeromobile
a pilotaggio remoto) tattici, MWFly produce motori aeronautici a pistoni per
droni e velivoli leggeri, ed EPA Power realizza propulsori da 160 CV per droni a
lungo raggio. Infine, Gilardoni fornisce cilindri in alluminio per motori da
60–170 CV, componenti compatibili con propulsori impiegati anche nei droni
tattici.
In questo scenario, le parole del tenente generale Christian Freuding, capo
dell’esercito tedesco, rilasciate l’11 giugno a margine del salone aerospaziale
ILA di Berlino,sono impressionanti . “Dobbiamo essere preparati… Dobbiamo essere
pronti a combattere”, ha dichiarato il generale, citato da Politico . Freuding
ha precisato che esiste un ampio consenso alleato sul fatto che la Russia
potrebbe attaccare il territorio della NATO entro la fine del decennio: “2029
non è una cronologia tedesca. È un’intelligence concordata dalla NATO. Tutti i
32 partner della NATO concordano sul fatto che la Russia potrebbe avere la
capacità di invadere un paese partner nel 2029.”
A dimostrazione delle divisioni all’interno della Nato,il generale statunitense
comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur) della Nato Alexus G.
Grynkewich ha dichiarato sulle pagine del Financial Times”La Russia non cerca il
conflitto con la NATO e non ha intenzione di attaccare. Ho monitorato
attentamente i dati dell’intelligence”.
Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio esperto di Europa orientale e di questioni
strategico militari, autore del canale Telegram war room.