[2026-02-10] Senza consenso è stupro! Blocchiamo il DDL Bongiorno - Assemblea plenaria tematica @ aula break-campus luigi enaudi

Gancio - Wednesday, February 4, 2026

Senza consenso è stupro! Blocchiamo il DDL Bongiorno - Assemblea plenaria tematica

aula break-campus luigi enaudi - Lungo Dora Siena 100
(martedì, 10 febbraio 18:30)

Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale

Martedì 27 gennaio è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato la nuova versione del DDL sulla violenza sessuale, proposto dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno.

Questo DDL costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone trans e non binarie e a tuttə coloro che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale.

Questo DDL fa a pezzi il valore del consenso — inteso come manifestazione libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale — e pretende che la persona offesa sia in grado di dimostrare in un aula di tribunale che quella che ha subito era violenza. Con le parole del decreto, pretende che ogni persona denunciante sia capace di dimostrare il dissenso manifestato al momento dell'atto.

Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza, urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente profonde.

Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa, pesantemente peggiorativa dell'attuale legge contro la violenza di genere e sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni impianto normativo sulla violenza.

Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale significa decidere anche che cos'è violenza, chi detiene il diritto sui corpi, chi può essere credutə, chi invece viene sistematicamente protetto.

Significa aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie, sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società.

Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e transcidi ogni anno.

Come transfemministə non possiamo permettere che questa legge venga approvata. Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale.

Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme allə nostrə amichə, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei "no" detti e non rispettati, ma anche di quelli che da solə non siamo riuscitə a dire.

Senza consenso è stupro.

Organizziamoci insieme.