Tag - assemblea

[2026-11-04] Assemblea Plenaria Food Not Bombs @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo
ASSEMBLEA PLENARIA FOOD NOT BOMBS Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113 (mercoledì, 4 novembre 18:30) 🥕Food Not Bombs Torino: quando ci vediamo a novembre! ✊ 👉🏻 mercoledì 4 novembre dalle 18:30 assemblea plenaria! 🥦 sabato 7 novembre ci troviamo nei mercati di Piazza Barcellona (h. 13:30) e Foroni (h. 14:00) per la recupera dell'invenduto. Dalle 15 si cucina a Manituana e per le 19 circa si parte per la distribuzione (sotto il Duomo). 🫂 Qualunque aiuto e contributo, anche solo per una breve frazione di tempo, è fondamentale! Non esitare a scriverci su Instagram per info ✨
torino
assemblea
manituana
food not bombs
assemblea plenaria
Puntata del 27/10/2026@12
Il primo argomento della puntata lo abbiamo affrontato in compagnia di due lavoratrici dello spettacolo in presidio davanti al Teatro Stabile di Torino, per lo sciopero nazionale dei dipendenti e scritturati dei teatri di prosa. Questo ha visto l’adesione di tutti e tre sindacati confederali, un estratto dal comunicato di CGIL SLC: “Oggi i teatri di tutta Italia hanno incrociato le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale fermo dal 2018. A Torino annullati: – Le Ultime Lune al Teatro Carignano e Lù Santo jullàre Francesco al Teatro Gobetti Lavoratrici e lavoratori dipendenti e scritturati, uniti nella lotta, con il sostegno del pubblico. La mobilitazione continua con il blocco degli straordinari. Il 9 Novembre tutti a Roma per la manifestazione nazionale! Perchè senza diritti non c’è cultura. Il sipario si abbassa sugli spettacoli, non sulla nostra lotta“. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto sull’assemblea del 30 ottobre 2026 a Genova, presso il Circolo di Autorità Portuale promossa dal CALP come internazionale dei portuali: Dettagli principali dell’incontro Tema centrale: Bloccare il transito di armi, la guerra, il riarmo e la militarizzazione in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa. * Organizzatore: Promossa dall’Unione Sindacale di Base (USB) insieme a sigle sindacali internazionali. * Obiettivo: Fare della giornata di mobilitazione internazionale dei porti uno sciopero generale di tutte/i i lavorator* prevista per il 30 ottobre 2026 . * Partecipanti: Delegati di sindacati e organizzazioni provenienti da diversi Paesi (tra cui USB e ORSA Porti per l’Italia, CGT Francia, ENEDEP Grecia, LAB Paesi Baschi, Liman-İş Turchia, ODT Marocco). Ad oggi più di 100 porti hanno aderito: Sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita. Sarà anche giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di veri paesi tra cui USB che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra. Lista in aggiornamento: FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste: ore 9 Varco 4 Punto Franco Nuovo VENETO Padova: ore 8:00 Stazione Vicenza: ore 8:00 Piazza Castello Verona: ore 7:30 Piazzale 25 Aprile PIEMONTE Verbania: ore 17:00, Piazza Ranzoni Novara: ore 9:30 Piazza Cavour Torino: ore 9:30 Piazza Palazzo di Città Alba: ore 8:30 Piazza Garibaldi LOMBARDIA Milano: ore 10:00 Piazza Duca D’Aosta Brescia: ore 9:00 stazione metro San Faustino Bergamo: ore17:00 Piazza Gaza (porta nuova) EMILIA ROMAGNA Piacenza: ore 8:00 parcheggio Cheope (Facsal) Bologna: ore 9:30 Piazza Maggiore Ravenna: ore 9:00 Piazza del Popolo (preconcentramento) – ore 10 in Darsena concentramento – ore 11 partenza corteo verso Marina di Porto – ore 12:30 pranzo sociale a Piazzale della Marina – ore 14 corteo con partenza da Piazzale della Marina Rimini: ore 9:00 Arco d’Augusto LIGURIA Imperia: ore 9:30 piazza Ulisse Calvi Genova: 9.30 Varco Albertazzi, ore 10 Stazione Principe La Spezia: ore 9:30 prefettura TOSCANA Massa: ore 17:00 piazza Garibaldi Carrara: ore 6:00 porto Pisa: ore 9:00 piazza Gaza (XX settembre) Livorno: ore 6:00 rotatoria Ponte Penova – ore 9 piazza Cavour Firenze: ore 10:00 piazza Bambine e Bambini di Beslan (Fortezza) Siena: ore 9:00 terminal bus di Pescaia Piombino: ore 16:00 piazzale Premuda – porto MARCHE Ancona: ore 10:30 Corso Carlo Alberto – lato P.zza Ugo Bassi UMBRIA Perugia: ore 8:30 Piazza Partigiani LAZIO Civitavecchia: ore 9:00 C.so Centocelle (davanti il Teatro Traiano) Roma: ore 10:30 Piazza dei Cinquecento ABRUZZO Pescara: ore 10:00 Piazza Italia MOLISE Campobasso: ore 9:00 piazza San Francesco Termoli: ore 8:30 Piazza Donatori di Sangue CAMPANIA Napoli: ore 9:30 Piazza Mancini Benevento: ore 9:30 Pia,za Vittoria Colonna BASILICATA Potenza: ore 9:00 Piazza Cagliari PUGLIA Bari: ore 9:30 Piazza Prefettura Lecce: ore 9:00 Porta Napoli CALABRIA Cosenza: ore 9:00 Piazza Loreto Reggio Calabria: ore 9:00 Piazza De Nava SICILIA Palermo: ore 9:00 Piazza Politeama Catania: ore 9:30 porto di Catania Ragusa: ore 17:00 Piazza dei Marinai SARDEGNA Sassari: ore 9:30 Piazza San Vincenzo Nuoro: ore 9:00 via Dante Cagliari: ore 9:30 Piazza Garibaldi, corteo fino a Porto di Cagliari Buon ascolto Introduzione: Questi sono gli interventi da noi selezionati: Thoralf Sindacato Verdi Tedesco Josè Nivoi CALP Genova Saif Abukeshek Global Sumud Flottilla No Harbour for Genocide Mimmo Macrì Orsa Porti Sophia We Do Not Enlist Guido Lutrario USB Linda Maggiori Altraeconomia Weapon watch Raja UDAP -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stato quello del lavoro in università, ne abbiamo parlato in compagnia telefonica con Leo dell’ Assemblea Precaria Universitaria. Mentre il Campus Luigi Einaudi di Torino da poco occupato dagli studenti proprio in vista del prossimo sciopero generale, abbiamo voluto sentire il punto di vista di chi da tempo pone l’ accento sul e condizioni di chi opera in ambito universitario,  le quali inevitabilmente ricadono sul servizio prestato. Leo ci ha raccontato le loro ragioni per la partecipazione allo sciopero nazionale e invitati alla loro prossima assemblea organizzativa al Politecnico. Buon ascolto
presidio
assemblea
teatro
Sciopero Generale
calp
Liberi di Lottare: verso assemblea nazionale del 18 ottobre
Fra i lasciti più incisivi del quadriennio Meloni sono certamente la decretazione repressiva presente nei pacchetti sicurezza e in particolare nella direzioni di dispositivi che limitano le possibilità di lotta nel mondo del lavoro, nel contrasto alle grandi opere e contro l’economia di guerra. Per domenica 18 ottobre alle 10e30, è stata lanciata l’ottava assemblea nazionale della Rete Liberi di Lottare. Il focus dell’assemblea sarà l’appello per una campagna per l’abrogazione dei decreti sicurezza e la cancellazione della delibera 26/88 “strangola scioperi” della Commissione di garanzia. In compagnia di Eddie della rete7novembre, abbiamo ripercorso la decretazione sul tema dell’attuale governo e anche i progetti di ulteriori decreti in cantiere.
L'informazione di Blackout
repressione
guerra
assemblea
ddl 1660
[2026-10-16] Chi decide per la città? @ Csoa Gabrio
CHI DECIDE PER LA CITTÀ? Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino (venerdì, 16 ottobre 18:00) Quanto sono stati ascoltati bisogni e voci di chi vive la città nella stesura del nuovo Piano Regolatore Generale dell’assessore Mazzoleni? Abbiamo posto il problema della partecipazione fin dall’inizio dell’iter di approvazione del nuovo piano nel 2023, eppure malgrado sia stata costruita una narrazione di coinvolgimento e di interesse nei confronti delle richieste della cittadinanza, queste sono state in gran parte deluse. È sempre stato così in questa città? Chi la amministra ha sempre deciso da solo il suo futuro? Per rispondere a queste domande il centro sociale Gabrio ha organizzato, nei propri locali, la mostra “Un’altra Torino: le lotte dei comitati di quartiere anni 60-70” che ripercorre, partendo dai documenti dell’epoca, le mobilitazioni e le rivendicazioni di allora: in quegli anni infatti si costituirono numerosi comitati di lotta nei quartieri per chiedere un miglioramento della vivibilità e dei servizi di Torino. L’amministrazione comunale di allora seppe dialogare e farsi influenzare dalle richieste dal basso, mentre oggi la giunta Lo Russo non ha fatto altro che voltargli le spalle. La mostra resterà aperta da domenica 11 a venerdì 16 ottobre, tutti i pomeriggi, nei locali del 1° piano del CSOA Gabrio. Proprio venerdì 16 ottobre, alle 18, come Assemblea Un altro piano per Torino, in concomitanza la chiusura della mostra medesima, proporremo un dibattito pubblico dal titolo “Chi decide per la città?” in cui, oltre a costruire un filo tra le lotte del passato e quelle di oggi, ribadiremo la necessità che siano ascoltati i bisogni di chi abita la città, come da quasi ormai 4 anni chiediamo al sindaco Lo Russo e all’assessore Mazzoleni. Invitiamo tutt* a partecipare al dibattito e visitare la mostra, anche per raccontare le esperienze e gli anni a cui questa fa riferimento.
assemblea
Piano regolatore dal basso
Lotta per la casa
Puntata del 06/10/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello dei lavoratori agricoli nella zona della Langhe, una zona di grandi introiti per produttori di vini e non solo, fatti sulle spalle di chi lavora in condizioni terribili e con altrettante condizioni abitative. Abbiamo ospitato in collegamento telefonico Nicola del Collettivo Monoke per lanciare il corteo che si terrà ad Alba il 9 ottobre “Corteo contro lo sfruttamento lavorativo”: Nonostante gli anni di mobilitazioni dal basso e d’attenzione mediatica nazionale e internazionale, la situazione dello sfruttamento nelle Langhe e nell’albese non è cambiata. Anzi è peggiorata: sia dal punto di vista abitativo (più di 50 persone costrette all’addiaccio), sia dal punto di vista contrattuale. Facciamo chiarezza: il problema è il sistema economico, non si tratta di un’emergenza temporanea. Dopo quattro anni di mobilitazioni continuiamo a ribadire che chi detiene il potere sceglie di rimanere cieco di fronte all’ovvietà. Le soluzioni esistono, ma sono scomode per chi vuole arricchirsi attraverso lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. 1. Occorrono soluzioni abitative pubbliche dedicate ai lavoratori, specialmente per i lavoratori immigrati. Non bastano dormitori, dove non è garantita la dignità. Inoltre il ricongiungimento familiare è possibile solo con la regolarità d’affitto e i documenti di residenza in ordine. 2. Le assunzioni devono avvenire in maniera diretta. Ove circolano i grandi flussi di denaro, fioriscono pratiche e atteggiamenti mafiosi. Eliminare le false cooperative, significa eliminare l’intermediario che specula sull’operaio. 3. I veri responsabili vanno nominati: non soltanto le false cooperative, ma anche il comparto delle aziende agroalimentari, che da Foggia e Rosarno fino al Piemonte alimenta il circolo del lavoro povero, e che fa leva sulle fragilità dei soggetti più precari, per ricattarli con paghe misere e contratti fasulli o inesistenti. Una delle aggravanti è il fatto che gran parte del vino delle Langhe è un prodotto di lusso, non un prodotto della grande distribuzione. Alla luce di ciò, sono ancor più imperdonabili le condizioni al limite dello schiavismo subite da persone di cui portiamo il racconto. Tutto questo va contestualizzato: Alba è la città che ospita alcune tra le più grandi e ricche aziende/società d’Italia. La fiera del tartufo di ottobre e vinum in primavera sono due eventi che raccolgono capitali e attenzioni enormi. Ci vediamo in piazza il 9 ottobre per la manifestazione dei collettivi. Seguiteci per news. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato Centrale Fiom sulla retro marcia apparente che Electrolux ha presentato davanti al governo. Electrolux fa marcia indietro sui licenziamenti forzati, ma il prezzo sociale della ristrutturazione resta altissimo. Sotto la pressione della mobilitazione operaia e del duro scontro sindacale, la multinazionale svedese dell’elettrodomestico ha depositato le armi della cacciata unilaterale al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La minaccia dei decreti di espulsione immediata si converte in un “piano morbido”, fatto di uscite esclusivamente volontarie e incentivate, sostenute dagli ammortizzatori sociali. Una parziale vittoria del conflitto dal basso, che tuttavia non cancella lo svuotamento strutturale dei siti produttivi del paese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello del nuovo ddl scuola, che con una riforma carica di razzismo, ha voluto più fare propaganda che agire sui bisogni effettivi del sistema scolastico. In compagnia telefonica di Viviana del Collettivo Ujamaà e redattrice di Radio Blackout, abbiamo voluto lanciare l’assemblea organizzata dal collettivo, assieme a Docenti per Gaza, proprio riguardo al ddl scuola, venerdì 9 ottobre: Con l’ultimo decreto, l’opera di distruzione della scuola pubblica compie un ulteriore, inquietante passo. La propaganda razzista non risparmia neanche i bambini le bambine, ma anzi li strumentalizza per beceri fini di campagna elettorale. Come collettivi e realtà che si occupano di antirazzismo a ogni livello, non possiamo esimerci dall’opporci con forza a questo ennesimo attacco alla scuola pubblica, che nei prossimi mesi potrebbe diventare un nuovo baluardo del razzismo e dell’islamofobia di stato. Sappiamo bene quali sono i problemi della scuola: infrastrutture fatiscenti, docenti che non bastano, classi pollaio, riforme che non altro obiettivo se non quello di rendere gli studenti sempre più ignoranti e proni all’obbedienza. Il nemico della scuola non sono gli studenti stranieri e le loro famiglie, bensì i governi di ogni colore che negli ultimi decenni hanno sottratto fondi all’istruzione pubblica per impiegarli nel riarmo e nel finanziamento delle scuole private. Venerdì 9 ottobre ci troviamo nel quartiere Aurora, uno dei più meticci della nostra città, per confrontarci su come costruire insieme una risposta popolare a questo decreto. Diffondi la voci e invita collegh* e amic*! Buon ascolto
razzismo
sfruttamento
corteo
scuola
assemblea
[2026-10-04] Cosa vuole dire vivere vicino ad un datacenter? @ parco di via calabria
COSA VUOLE DIRE VIVERE VICINO AD UN DATACENTER? parco di via calabria - Via Forlì, 15B, 10149 Torino TO, Italy (domenica, 4 ottobre 16:00) Com'è vivere vicino ad un datacenter? Domenica 4 Ottobre al Parco di via Calabria ci ritroviamo per parlare del Datacenter che vogliono costruire a Lucento * 16:00 merenda * 18:00 passeggiata in quartiere (andiamo a vedere i cantieri e dove verra' costruito il datacenter) * 19:00 assemblea pubblica * 20:00 proiezione dei documentari From mark to datacenter e Exposing the dark side of AI ( documentari doppiati completamente in italiano!) vieni a conoscerci e a scoprire come possiamo informarci e resistere insieme alla costruzione del datacenter in zona Lucento Per maggiori informazioni scrivici a: nodatacenterlucento@riseup.net https://nodatacenterlucento.espivblogs.org
torino
discussione
assemblea
proiezione
Proiezione
[2026-07-12] Merenda Antirazzista @ Saluzzo
MERENDA ANTIRAZZISTA Saluzzo - Giardini Villa Aliberti (domenica, 12 luglio 16:00) Le lotte si fanno nelle piazze, nei campi, ma anche attorno a una tavola condivisa. Domenica 12 luglio ci troviamo al Parco Gullino per la Merenda Antirazzista: un pomeriggio di convivialità, musica e discussione insieme a chi ogni giorno si batte contro lo sfruttamento dei braccianti e contro un sistema che produce disuguaglianze e razzismo. Ci saranno giochi, open mic, dibattiti, Radio Black Out in diretta e, dalle 20, concerti e spettacoli (nel rispetto dell'orario in cui chi dorme al parco Gullino si ritirerà per riposare) Porta un po' di cibo da condividere. Porta domande, idee e curiosità. Perché l'antirazzismo si pratica, la solidarietà si costruisce e i diritti si difendono insieme. Ci vediamo domenica 12 luglio, dalle ore 16, al Parco Gullino di Saluzzo.
migranti
Benefit
antirazzismo
benefit
antifascismo
[2026-05-21] DECOSTRUIRE IL REGIME - Secondo incontro pubblico sul DL Sicurezza @ Centro Studi Sereno Regis
DECOSTRUIRE IL REGIME - SECONDO INCONTRO PUBBLICO SUL DL SICUREZZA Centro Studi Sereno Regis - Via Giuseppe Garibaldi, 13, 10122 Torino TO, (giovedì, 21 maggio 17:30) DIFENDERE LA DEMOCRAZIA E LA TERRA, RIFIUTARE LA GUERRA Vista la partecipazione all’assemblea di giovedì scorso, ne lanciamo un’altra! Giovedì 21 H.17.30 al Sereno Regis. Oggi in Italia se fai un’assemblea in un parco senza avvisare la polizia rischi una sanzione amministrativa fino a 10.000 euro. Puoi essere trattenuto arbitrariamente prima di un corteo in commissariato fino a 12 ore. Rischi sanzioni fino a 10.000 euro se ti siedi davanti a un ministero, alla sede di una banca, agli uffici di una grande azienda fossile. Il Decreto-sicurezza prevede norme che ci aspettiamo di trovare in una vera e propria dittatura: tutto è possibile in nome della sicurezza. Ma sicurezza per chi? Non per le periferie, non per le famiglie in difficoltà economica, non per i più giovani, non per persone marginalizzate. Il Governo getta la benzina della repressione sul fuoco della crisi sociale, sperando che scoppi un incendio. Continuiamo a incontrarci per difendere lo stato di diritto e le nostre libertà, ma anche per proporre una società alternativa dove ci sia vera sicurezza: sicurezza dalla crisi climatica, dalle guerre, dall’ingiustizia sociale e dalla precarietà. Vi aspettiamo!
torino
Repressione
repressione
assemblea
decreto sicurezza