ASSEMBLEA CITTADINA VERSO LA MOBILITAZIONE DELL’8 E SCIOPERO DEL 9 MARZO
Spazio Popolare Neruda - Corso Ciriè 7, 10124, Torino
(lunedì, 16 febbraio 19:00)
Ci troviamo allo Spazio Popolare Neruda, per confrontarci e organizzarci in
vista della giornata di lotta dell’8 e lo sciopero del 9 marzo.
Lunedì 16 febbraio, ore 19
Le nostre vite valgono! Noi scioperiamo! 🔥
Tag - mobilitazione
SENZA CONSENSO E’ STUPRO: BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO!
Murazzi, lato sinistro - Via Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione 18, 10124,
Torino
(domenica, 15 febbraio 15:00)
Domenica 15 febbraio mobilitazione cittadina contro il disegno di legge sul
reato di violenza sessuale.
Il DDL proposto in queste settimane dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno
cancella il consenso dalla legge sul reato di violenza sessuale e rappresenta un
gravissimo attacco alle donne, alle persone trans e non binarie e a tuttə coloro
che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale.
Questo DDL ha già ricevuto l’approvazione della commissione giustizia al Senato
e - se diventasse definitivamente legge - si tratterebbe di un enorme
arretramento e peggioramento rispetto all’attuale norma contro la violenza di
genere e sessuale, che di fatto aprirebbe la strada alla normalizzazione e
all’istituzionalizzazione dello stupro.
Non possiamo accettarlo! Dopo la partecipatissima assemblea tematica, scendiamo
in strada per un primo momento di mobilitazione cittadina contro il DDL
Bongiorno: ci vediamo domenica 15/02 alle 15 ai Murazzi
Se vuoi saperne di più o vuoi aiutarci a diffondere l’informazione, scarica il
volantino che trovi a questo link:
https://www.slideshare.net/slideshow/blocchiamo-il-ddl-bongiorno-cosa-succede-con-il-nuovo-ddl-sulla-violenza-sessuale/285981895
SENZA CONSENSO E’ STUPRO: BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO!
Murazzi - Lungo Po murazzi, lato destro
(domenica, 15 febbraio 15:00)
Domenica 15 febbraio mobilitazione cittadina contro il disegno di legge sul
reato di violenza sessuale.
Il DDL proposto in queste settimane dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno
cancella il consenso dalla legge sul reato di violenza sessuale e rappresenta un
gravissimo attacco alle donne, alle persone trans e non binarie e a tuttə coloro
che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale.
Questo DDL ha già ricevuto l’approvazione della commissione giustizia al Senato
e - se diventasse definitivamente legge - si tratterebbe di un enorme
arretramento e peggioramento rispetto all’attuale norma contro la violenza di
genere e sessuale, che di fatto aprirebbe la strada alla normalizzazione e
all’istituzionalizzazione dello stupro.
Non possiamo accettarlo!
Dopo la partecipatissima assemblea tematica, scendiamo in strada per un primo
momento di mobilitazione cittadina contro il DDL Bongiorno: ci vediamo domenica
15/02 alle 15 ai Murazzi
Se vuoi saperne di più o vuoi aiutarci a diffondere l’informazione, scarica il
volantino che trovi a questo link:
https://www.slideshare.net/slideshow/blocchiamo-il-ddl-bongiorno-cosa-succede-con-il-nuovo-ddl-sulla-violenza-sessuale/285981895
SENZA CONSENSO È STUPRO! BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO - ASSEMBLEA PLENARIA
TEMATICA
aula break-campus luigi enaudi - Lungo Dora Siena 100
(martedì, 10 febbraio 18:30)
SENZA CONSENSO È STUPRO: BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO CHE ISTITUZIONALIZZA LA
VIOLENZA SESSUALE
Martedì 27 gennaio è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato la nuova
versione del DDL sulla violenza sessuale, proposto dalla senatrice della Lega
Giulia Bongiorno.
Questo DDL costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone
trans e non binarie e a tuttə coloro che vivono sulla propria pelle la violenza
patriarcale.
Questo DDL fa a pezzi il valore del consenso — inteso come manifestazione
libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale — e
pretende che la persona offesa sia in grado di dimostrare in un aula di
tribunale che quella che ha subito era violenza. Con le parole del decreto,
pretende che ogni persona denunciante sia capace di dimostrare il dissenso
manifestato al momento dell'atto.
Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a
prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza,
urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente
profonde.
Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa,
pesantemente peggiorativa dell'attuale legge contro la violenza di genere e
sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni
impianto normativo sulla violenza.
Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle
nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale
significa decidere anche che cos'è violenza, chi detiene il diritto sui corpi,
chi può essere credutə, chi invece viene sistematicamente protetto.
Significa aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza
sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le
soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza
istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie,
sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società.
Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive
nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel
climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e
transcidi ogni anno.
Come transfemministə non possiamo permettere che questa legge venga approvata.
Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale.
Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme allə nostrə
amichə, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei "no" detti e
non rispettati, ma anche di quelli che da solə non siamo riuscitə a dire.
Senza consenso è stupro.
Organizziamoci insieme.
Il decreto di espulsione che ha colpito nella giornata di Lunedì 24 Novembre
Mohamed Shahin – imam della moschea nel cuore di San Salvario a Torino – ha
rappresentato un attacco del governo alla solidarietà contro il genocidio
palestinese.
Un attacco che utilizza le procedure amministrative che regolano ingressi,
deportazioni e centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) per colpire e
intimorire chi non gode del privilegio dei cosiddetti “giusti documenti”. Un
attacco che mette sotto accusa partecipazione e dissenso, richiesto e firmato
non solo del ministro Piantedosi, ma anche della deputata di fratelli d’italia
Augusta Montaruli.
Un attacco contro cui, però, non si è fatta attendere una rapida risposta:
quella legale, che attraverso l’istanza di richiesta di asilo presentata
tempestivamente da avvocate e avvocati ha bloccato la deportazione di Mohamed; e
quella politica, iniziata con la conferenza stampa sotto la prefettura di Torino
e che adesso si allarga con una serie di iniziative previste nei prossimi giorni
da Torino a Caltanissetta (qui, per seguire le iniziative su Instagram).
Insieme a Brahim, attivista per la Palestina e membro della comunità islamica
torinese, ricostruiamo inizialmente cosa è accaduto da Lunedì ad oggi:
Affrontiamo poi, sempre con Brahim, come islamofobia, degrado e retorica dei
maranza rappresentino sfumature diverse nella costruzione del nemico interno e
della necessità di coordinarsi per lottare contro razzismo e violenza di stato:
Con il contributo di Hafsa, compagna di Torino per Gaza, registrato durante al
presidio in conferenza stampa di martedì 25 Novembre continuiamo a parlare di
solidarietà e mobilitazione:
Attualmente Mohamed Shahin è rinchiuso a più di 1500 km da casa nel CPR di Pian
del Lago a Caltanissetta, il rischio di persecuzioni a seguito della
deportazione in Egitto è tanto concreto, quanto attuale e non si possono non
notare le similitudini tra gli strumenti repressivi utilizzati in Palestina nel
progetto coloniale sionista e quelli in via di sviluppo nel nostro paese.
Per condividere un quadro del funzionamento e della vita all’interno di un CPR
punitivo, come quello di Caltanissetta, gestito dalla cooperativa Albatros di
San Cataldo (CL), condividiamo un intervento di alcun* compagn* sicilian* che si
organizzano contro frontiere e detenzione amministrativa:
Solo nel 2024, le deportazioni collettive verso l’Egitto effettuate con voli
charter sono state 10. I voli sono stati operati dai velivoli dalle compagnie
aree Aeroitalia, Albastar, Air Cairo, Egypt Air, Smartwings e ETF airways
Mese dopo mese i bandi ministeriali consentono a due compagnie di broker che si
spartiscono il mercato dei cosiddetti rimpatri – la PAS (Professional Aviation
Solutions, tedesca) e la AIR PARTNER (britannica, acquisita nel 2022 dalla
statunitense WHEELS UP) – di gestire le tratte deportative al miglior prezzo.
Per saperne di più sulle espulsioni in Egitto, qui.
Infine, condividiamo un contributo audio dal presidio in piazza Castello
dell’avvocata che sta seguendo la tutela legale di Mohamed:
Il 5 ottobre 300.000 persone sono scese in piazza ad Amsterdam alle parole
d’ordine di “fermare il genocidio”. Si tratta della terza mobilitazione della
“Linea Rossa Per Gaza”, lanciata da associazioni e ONG, ma che ha visto anche la
presenza di un nutrito “Revolutionary block“, che ha raccolto le energie delle
soggettività più radicali. Dalle […]
I divieti, le precettazioni ministeriali e la violenza poliziesca non arginano
la mobilitazione al fianco della resistenza palestinese e delle flotte impegnate
a sfidare il blocco navale dell’esercito israeliano. A Torino, come a Bologna,
ieri – Martedì 7 Ottobre – migliaia di persone hanno deciso di riprendersi le
strade e sfidare le limitazioni del questore. […]
Questo lunedì l’inaugurazione dell’anno accademico è stata contestata da precari
universitare e studenti. Condannata la situazione insestenibile dei lavoratori
precari, la rivendicazione della partnership con Israele da parte del rettore
Geuna e la compartecipzione dell’ateneo al disinvestimento continuo
nell’istruzione per il reindirizzamento dei fondi nel settore bellico. Non da
ultimo contestata la presenza dell’ex ministro […]
Contro il decreto ex 1660 e la corsa al riarmo .
IL FREDDO NON È UN'EMERGENZA
Torino -
(martedì, 17 dicembre 15:30)
Mail bombing al Comune di Torino
16-17-18 dicembre
Siamo stanch* che la precarietà abitativa venga trattata come un’emergenza.
Guardiamola per quello che è: il frutto di politiche sociali inesistenti, tagli
ai servizi, razzismo, complicità delle istituzioni con palazzinari e
speculatori. La casa è un diritto che va garantito sempre, non una concessione
fatta per evitare che le persone muoiano congelate sotto i portici del centro e
le luci d’artista. Facciamo sapere al Comune di Torino che sappiamo bene di chi
sono le colpe, inondiamolo di e-mail!
Qui info, testo e indirizzi
by Sportello Il-legale