
MEDITERRANEO CIMITERO D’EUROPA: naufragi di Gennaio e 1000 possibili morti
Radio Blackout 105.25FM - Thursday, February 5, 2026A pochi giorni dal terzo anniversario della strage di Cutro – nella quale 94 persone persero la vita e altre decine furono dichiarate disperse – si prospetta l’ennesima grande e preannunciata strage nel Mediterraneo.
Attraverso i dati provenienti dai monitoraggi delle ONG italiane e di gruppi di attivisti del nord Africa è presumibile ritenere che, a causa delle condizione meteo estreme tra il 19 e il 26 Gennaio (cosiddetto ciclone Harry), circa 1000 persone abbiano perso la vita in pochi giorni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.
Gli spazi retorici a disposizione per parlare di “tragedia” risultano ormai essere estremamente risicati.
Rendere il Mediterraneo non solo frontiera, ma cimitero d’Europa, è una scelta politica cosciente e deliberata, che prende la forma di memorandum d’intesa – come quello con il governo libico e quello tunisino – patti e legislazioni europee o ancora di normative nazionali: un crimine di Stato formalizzato.
Insieme a Fabio Gianfrancesco, rescue coordinator della ONG Meditterranea, tracciamo un quadro di quanto avvenuto nelle scorse settimane, provando a tracciare le responsabilità politiche, riconoscerne gli strumenti e come si evolvono nel tempo.