di Giansandro Merli* Ogni anno la metà delle persone rinchiuse in un Cpr non
viene rimpatriata per una ragione semplice: non è possibile rimandarle indietro.
È chi le sottopone ugualmente …
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INSORGE L’AURORA FUORI DAL GHETTO - SEA-WATCH E MEDITERRANEAN HOPE
Comala - corso Francesco Ferrucci 65/a, 10137 Torino
(venerdì, 22 maggio 19:30)
La storia di quando una nave di Sea-Watch salvò 32 persone attaccate ad una
piattaforma petrolifera si intreccia con quella di un’Italia costruita sullo
sfruttamento e sul caporalato, cercando di dare voce a lavorator invisibili che
la mantengono. Un viaggio attraverso due libri illustrati, narrati da Francesco
Piobbichi, per unire i punti di una storia lunga e attuale.
🍲 A seguire aperitivo senegalese a cura di Jigeenyi, ad offerta libera a
partire da 10 €. I proventi andranno all’ostello sociale Dambe So Revello.
👚 Merchandising stand di Sea-Watch per acquistare t-shirt e accessori!
Dopo il salvataggio di 90 persone nel Mediterraneo centrale, miliziani libici
aprono il fuoco contro la nave umanitaria. È il risultato criminale degli
accordi tra Italia, Unione Europea e Libia …
Israele accelera sulle esecuzioni per i palestinesi, blocca le ONG e intanto uno
studio stima oltre 75mila morti nella Striscia Mentre Gaza continua a contare i
morti e la Cisgiordania …
Il governo ha varato un disegno di legge che segna un ulteriore passo nella
persecuzione dei migranti. Viene istituito il “blocco navale”, che prevede che
“nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale,
l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente
interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro
dell’Interno”. L’interdizione – diretta alle ong pur senza nominarle, visto che
non è applicabile ai barconi – potrà essere disposta in quattro casi: rischio
terrorismo, pressione migratoria eccezionale, emergenze sanitarie, eventi
internazionali che richiedano misure di sicurezza. I blocchi sono declinati in
base a circostanze tanto vaghe ed estese da consentire all’esecutivo ampi
margini di arbitrio. Il blocco è decretato per 30 giorni, rinnovabili sei volte.
Ma nulla esclude, visto che il testo non lo dice, che poi possa essere disposto
ancora, a catena, cambiando le motivazioni.
Va da se che la norma è incompatibile con il divieto di respingimento
collettivo, peraltro già ampiamente aggirato dalla normativa attuale. Di certo
non basta a chiarirlo il fatto che l’interdizione sia legata alla possibilità di
trasportare i migranti «in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o
provenienza» con i quali l’Italia ha accordi che ne prevedono assistenza,
accoglienza trattenimento.
Si alza un muro davanti alle navi delle ONG che effettuano operazioni di
soccorso nel Mediterraneo centrale.
Ne abbiamo parlato con Riccardo Gatti di Medici senza Frontiere
Ascolta la diretta:
Meloni vara lo Stato di polizia, e il centrosinistra la segue: silenzi sul
blocco navale, ammiccamenti sui Cpr, gara a chi è più “duro” C’è una fotografia
perfetta dell’Italia di …
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il
soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia C’è
una verità che andrebbe stampata a caratteri …
Un salto di qualità nella guerra ai diritti: interdizione delle acque fino a sei
mesi, confisca delle navi, protezione umanitaria smontata e ricongiungimenti
demoliti. Salerni: “Si certifica il potere discrezionale …
A pochi giorni dal terzo anniversario della strage di Cutro – nella quale 94
persone persero la vita e altre decine furono dichiarate disperse – si prospetta
l’ennesima grande e preannunciata strage nel Mediterraneo.
Attraverso i dati provenienti dai monitoraggi delle ONG italiane e di gruppi di
attivisti del nord Africa è presumibile ritenere che, a causa delle condizione
meteo estreme tra il 19 e il 26 Gennaio (cosiddetto ciclone Harry), circa 1000
persone abbiano perso la vita in pochi giorni nel tentativo di attraversare il
Mediterraneo.
Gli spazi retorici a disposizione per parlare di “tragedia” risultano ormai
essere estremamente risicati.
Rendere il Mediterraneo non solo frontiera, ma cimitero d’Europa, è una scelta
politica cosciente e deliberata, che prende la forma di memorandum d’intesa –
come quello con il governo libico e quello tunisino – patti e legislazioni
europee o ancora di normative nazionali: un crimine di Stato formalizzato.
Insieme a Fabio Gianfrancesco, rescue coordinator della ONG Meditterranea,
tracciamo un quadro di quanto avvenuto nelle scorse settimane, provando a
tracciare le responsabilità politiche, riconoscerne gli strumenti e come si
evolvono nel tempo.
71mila morti accertati, aiuti bloccati, ong sotto ricatto: mentre Israele
ammette il bilancio delle vittime, la distruzione sistematica della vita
palestinese continua nell’impunità generale. Settantamila. Anzi, più di
settantunomila. È …