
OLTRE ALL’ALLARMISMO: GLI IMPATTI ECONOMICI DELL’AI
Radio Blackout 105.25FM - Wednesday, September 23, 2026C’è davvero una probabilità del 10% che l’AI ci uccida tutti entro i prossimi 10 anni? Boh, d’altronde si sa: questa percentuale Jacob Coxon se l’è inventata mentre si licenziava da Anthropic dando il là a Dario Amodei e ai principali volti delle Big Tech della Silicon Valley per altisonanti prese di parola sulla necessità di rallentare una tecnologia così potente che nemmeno loro sono in grado di controllare. Per chi volesse approfondire, rimandiamo alla puntata “Buttiamola in caciara con l’apocalisse!” del programma Stakka Stakka.
Il problema non è tanto se l’auto-training dell’AI ci sfuggirà o meno di mano, quanto piuttosto gli effettivi impatti economici, ambientali e sociali a cui questa tecnologia ci espone.
In questa intervista siamo partiti dall’enorme rischio di bolla finanziaria che pende sulla testa degli investitori e dei fornitori di tecnologie AI per delineare l’impatto economico che questa scommessa potrebbe avere sull’intero mercato globale. A partire dalla stabilità dei mercati, dalla molteplicità di aziende il cui destino è legato al settore dell’Intelligenza Artificiale, dalla dipendenza che i paesi europei hanno sviluppato dai fornitori del digitale statunitensi, fino alla ricaduta dei costi di un’eventuale crisi sui consumatori comuni, i rischi sono molteplici e sono reali.
Rimangono rilevanti le modifiche radicali che l’AI proietta nel futuro del mercato del lavoro. Secondo un’analisi del Fondo monetario internazionale presentata ai ministri delle Finanze dell’Unione durante l’Ecofin di Dublino, circa il 60% dei lavoratori nelle economie europee avanzate è occupato in professioni fortemente esposte all’AI.
Ne parliamo con Lorenzo Tecleme autore del libro “Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio”, nato dal podcast “Unchained” per Valori.it: