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CONTRO IL 41bis – OPEN.AI: ROSALIND BIODEFENS E LA MINACCIA DELLA BIOLOGIA DI SINTESI – TARGETING PUBBLICITARIO LETALE@0
Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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O.S.A.RE: street medics – USA: opposizione data centers come nemico interno – Mapuche: frammentazione e resistenza@0
Estratti dalla puntata del 1 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia O.S.A.RE: la cura nei momenti di piazza Torniamo ad approfondire la rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie Anti-Repressione) grazie al contributo di chi la pratica attivamente. Nel primo blocco di questo approfondimento ci si concentra sulla attività di street medics e sull’organizzazione di questi momenti operativi, mentre nel secondo sul profilo psichico dell’intervento calato nel contesto e calibrato sulla persona che necessita di cura: USA: opposizione a data centers e AI come nuovo “nemico interno” Mentre procede l’infrastrutturazione di un mondo organizzato attorno al primato cognitivo ed economico dell’AI, l’ostilità verso i data centers e il loro impatto – tanto ambientale quanto sociale – inizia ad assumere una dimensione minacciosa. Contestazioni e attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e Sam Altman, pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau. Iniziamo questo approfondimento analizzando un nuovo mega-progetto nello Utah, che ci consente di osservare le differenti modalità di relazione tra data centers e apparato militare, per arrivare a delineare alcune traiettorie repressive che aggiornano le strategie degli apparati agli imperativi dei nuovi padroni: Mapuche: repressione, frammentazione, resistenza Grazie al contributo di un compagno torniamo ad approfondire alcuni aspetti della resistenza Mapuche. Tra pratiche di assimilazione, di repressione paramilitare, ma anche di resistenza rivoluzionaria (anticoloniale e spirituale), cercheremo di osservare le strategie messe in campo per frammentare le comunità, ma anche la volontà di quest’ultime di difendersi e contrattaccare. Per maggiori informazioni e aggiornamenti vi rimandiamo al sito lottamapuche.noblogs.org
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COME LA SOCIETA’ SI STA RIORGANIZZANDO@2
Tornano i Saperi Maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale, questa volta cercando di approfondire come la società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia. Siamo partit3 anche stavolta intervistando l3 nostre collegh3 unoversitari3 delle materie STEM, grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada nell’aspetto più tecnico per capire davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e ai generativa. L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza degli utilizzi bellici dell’AI riscontrando non solo una disillusione della potenzialità di sottrarvisi a livello individuale e, ancora una volta, come l’ipostazione delle istituzioni preposte ad educarci evada sistematicamente la tematizzazione delle contraddizioni degli utilizzi dual use di quanto studiamo, lasciando gli studenti con in mano insufficienti strumenti, prima dell’imbocco diretto in azienda. Le evidenze della natura bellica dello sviluppo di queste tecnologie digitali non sono state difficili da trovare: dagli utilizzi specifici dell’ISIS, all’IDF, alla guerra in Iran fino ai report del ministero della difesa italiano, che abbiamo menzionato per poi concentrarci sul teaming uomo-macchina, teaming macchina-macchina e autonomia decisionale con le sue estreme conseguenze. Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetane3 anche sul proprio personale utilizzo di ai consumer, come chat gpt, per andare a scoprire il rapporto tra noi e questo mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento, come le big tech cercano di indurci. È emersa una grande consapevolezza delle problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo dovuto alla delega cognitiva e di apprendimento nell’utilizzo dell’AI, come testimoniato da uno studio approvato dall’Università della Pennsylvania e condotto su 1000 studenti di una scuola di secondo grado in Turchia. Su questi temi abbiamo intervistato il professore Juan Carlos Demartin, fondatore nel 2006 del gruppo NEXA e Alessio Andrioli, del gruppo di ricerca Ippolita nato a Milano nel 2005, nell’ambito degli hacklab politicizzati. Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per estrarre valore ma il mercato consumer dell’AI però sta evidentemente fallendo. In questo contesto delle aziende stanno provando allora a rendere dipendenti direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa della popolazione. Una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili. Non si può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra. Qui riportiamo l’intervista con Juan Carlos Demartin, uno dei fondatori del centro interdisciplinare Nexa che studia come le tecnologie informatiche interagiscono con la società: Di seguito potete trovare l’intervista con Alessio Andrioli del gruppo di ricerca Ippolita, che si occupa di filosofia dell’automazione, tramite la pratica dell’hacking del sé per agire la cultura come strumento di consapevolezza dei rapporti di forza. Il gruppo fa ricerca indipendente sulle tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi piattaforme addestrano:
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Salento: luoghi, corpi, frontiere – O.S.A.RE – Polizia Basca e Israele – AI e colonialismo cognitivo@1
Estratti dalla puntata del 25 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LUOGHI, CORPI, FRONTIERE: 26-27-28 GIUGNO 2026 IN SALENTO Un’iniziativa che cerca di intaccare l’apparente monodimensionalità del concetto di “frontiera” osservandone le declinazioni sul territorio, all’interno di un contesto – come quello pugliese – dove si compenetrano e interlacciano “confini” e “guerre”: il confine tra il turismo e lo sfruttamento, tra la guerra alle persone migranti e quella che foraggia l’industria militare, tra la devastazione ambientale e la deumanizzazione. Tre giorni per discutere, analizzare, confrontarsi, ascoltare testimonianze e desiderare scenari: O.S.A.RE: Operazioni Sanitarie Anti-Repressione Iniziamo, grazie al contributo di Tia, un percorso di presentazione di O.S.A.RE: una rete che si occupa di operazioni di cura, tanto nei cortei quanto negli spazi della cattura. In questo primo incontro cerchiamo di operare uno sguardo complessivo sull’origine di questo progetto, i suoi ambiti di intervento, le traiettorie verso cui desidera evolversi: Per contatti: osare.info@autistici.org POLIZIA BASCA E SIONISMO A partire dalle cariche sugli equipaggi della Flotilla appena rientrati all’aeroporto di Bilbao dopo il sequestro nei centri detentivi israeliani, osserviamo i legami politici e materiali tra le milizie repressive operative nei Paesi Baschi e le strutture israeliane per l’addestramento e la sorveglianza: COLONIALISMO COGNITIVO E AI L’AI opera diverse forme di colonialismo cognitivo, dalla produzione di dipendenza generata dall’esternalizzazione di funzioni, all’estrazione di competenze umane per addestrare la concorrenza robotica. A fianco della proliferazione di aziende focalizzate sull’imitation learning, osserviamo tecniche di apprendimento che ritraggono dalla prospettiva umana le operazioni di manualità fine e di compiti quotidiani (vedi approfondimento su Tasks di DoorDash), o – come la definisce Egolab – produzione di “dati egocentrici”. Dalla letalità del drone FPV (First Person View) che uccide l’umano, all’umano FPV che addestra il robot che intende sostituirlo. Humyn AI, Egolab e la capofila Build.ai, estraggono competenze da forza lavoro vulnerabile e semi-schiavizzata per venderli all’industria della robotica. Se la spinta disciplinante dell’AI sulla forza lavoro si basa sulla “minaccia della sostituzione”, cosa può accadere a quei pezzi di popolazione già sfruttata ai massimi livelli concepibili? Proviamo a dare un primo sguardo superficiale al fenomeno:
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GUERRA: TUTTO COMINCIA NELLE NOSTRE UNIVERSITÀ?@3
Tornano i Saperi Maledetti con una nuova puntata in cui approfondiremo una forma di sapere particolarmente moderna e sempre più pervasiva nelle nostre vite: l’Intelligenza Artificiale. Siamo partit3 dal consueto lavoro di interviste, in particolare alle facoltà STEM del Politecnico e di Fisica, per sviluppare ragionamenti e considerazioni con l3 student3, intorno a quanto l’IA stia plasmando il presente e come plasmerà il futuro. Per concentrarci sull’aspetto, spesso ignorato, degli utilizzi bellici di questa tecnologia, abbiamo avuto il piacere di interpellare Dario Guarascio, professore di economia politica all’università della Sapienza di Roma e autore di Imperialismo Digitale, che ci ha fornito un prezioso contributo sull’apparato digitale militare, i meccanismi di automazione delle guerre e le loro conseguenze geopolitiche, delineandone anche i collegamenti con il mondo accademico. Proseguendo con l’indagine universitaria, abbiamo esplorato come il sapere prodotto all’interno degli atenei anche in questo caso risulti essere subordinato al mercato della guerra e di come la ricerca libera sia ormai un miraggio nel nostro paese. Questo aspetto è stato affrontato con la testimonianza di Marco Rondina, dottorando presso la facoltà di ingegneria informatica del Politecnico di Torino che si occupa nel suo lavoro di ricerca dell’equità dei dati per promuovere uno sviluppo e un uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale, con il quale abbiamo parlato del mondo della ricerca e del ricatto intrinseco nella precarizzazione ed aziendalizzazione delle università. Le necessità delle student3 e delle ricercatric3 ancora una volta risultano essere allineate nella volontà di generare un sapere indipendente dai meccanismi stantii di un sistema che l3 relega ad un ruolo di strumenti passivi nella catena del valore.  Qui trovate il podcast integrale: Qui trovate l’intervista a Dario Guarascio in vista del dibattito tenuto da lui e Dario di Conzo”Imperialismo digitale” che si terrà Sabato 13 Giugno al Blackout Fest: Dario Guarascio è autore del libro:“Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA” edito per Laterza (2026) e docente di Politica economica a La Sapienza. Dario di Conzo è collaboratore di Radio Blackout e co-curatore su Radio Onda d’Urto di Levante, ricercatore alla Normale Superiore e docente a contratto a “L’Orientale” di Napoli in “Riforme economiche della Cina Contemporanea”. Qui trovate l’intervista con Marco Rondina, dottorando presso il Nexa Center for Internet and Society e laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, con specializzazione in Data Analytics: Qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto al Politecnico: Infine qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto a Fisica:
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Le strutture informatiche illegali di Europol – Sorveglianza dei (e nei) veicoli@0
Estratti dalla puntata del 11 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia EUROPOL: STRUTTURE ILLEGALI DI SORVEGLIANZA E SCHEDATURA Grazie al contributo di Giacomo Zandonini, co-autore di un’importante inchiesta sulle strutture informali e illegali di sorveglianza e conservazione di dati al servizio di Europol, cerchiamo di esplorare la genesi di questi strumenti, la natura operativa di questo potere, la connivenza strutturale e le potenziali conseguenze per la popolazione. Architetture informatiche parallele e strumenti come la “pentola a pressione”, raccolta ed elaborazione di dati che vulnerabilizzano strutturalmente le persone coinvolte, mentre la principale agenzia repressiva e sorvegliante europea si candida a diventare una versione comunitaria del FBI: SORVEGLIANZA DEI VEICOLI, SORVEGLIANZA NEI VEICOLI Analizziamo la rete di sorveglianza veicolare di Flock Safety e i progetti di espansione di questa azienda statunitense, ma anche le pulsioni allo stalking tra le forze dell’ordine e il crescente dissenso (anche vandalico) contro queste maglie di controllo digitale del territorio. I veicoli non sono solo oggetto della sorveglianza, ma progressivamente ambienti che estraggono a loro volta dati di diversa natura: una dimensione sicuramente esacerbata da una norma che entrerà in vigore nel 2027 negli USA e che prevede che ogni nuova vettura sia dotata di tecnologie biometriche e algoritmiche in grado di valutare le condizioni della persona al volante e di bloccare eventualmente il veicolo. Cosa descrive (e cosa produce) questo modello di relazione con oggetti come i veicoli iper-digitalizzati?
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TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO – UCRAINA: DISTANZA E LETALITÀ – DRONI IRRORATORI E BIOARMI DIY@2
Estratti dalla puntata del 4 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO I data centers sono i gangli su cui si costruisce un progetto di mondo fondato sull’estrattivismo (tanto di risorse quanto di dati), sulla sorveglianza, sull’automazione e sulla delega cognitiva. Grazie al contributo di due compagne cerchiamo di approfondire il progetto di Asja Energy di realizzare un “data center green per la riqualificazione” di un’area industriale dismessa nel quartiere di Lucento a Torino: GUERRA IN UCRAINA E NUOVE RELAZIONI CON LA LETALITÀ Hornet Vision Ctrl è un sistema di pilotaggio di droni che ha introdotto nuove distanze tra operatore e macchina: senza bisogno di strutture militari, con un semplice joystick, un laptop e (volendo) un visore, si può governare uno strumento potenzialmente letale da qualche migliaio di chilometri. Questa tecnologia si inserisce all’interno di processi di distanziamento emotivo e di gamification, di sostanziale azzeramento dei tempi di addestramento e di potenziale produzione di una nuova categoria di foreing fighters e mercenari da salotto: DRONI IRRORATORI E BIOLOGIA DI SINTESI NELLA CIVILTÀ DELLA PAURA Riprendiamo in modo più articolato la notizia del furto di 15 droni irroratori in New Jersey, la facilità di realizzare wetlabs amatoriali coadiuvati da chatbots per la realizzazione di attacchi biologici, la possibilità di aggirare i blocchi di questi modelli di AI e in generale il fatto di essere entrati in un’epoca terrificante che ci dovrebbe interrogare come specie. Minacce al limite dell’implausibile che giustificano architetture di controllo profonde: Parte I Parte II
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Jeff Bezos a buste di piscio
Piracy Shield, AGCOM e Cloudflare – interviene il TAR Lazio: Il TAR del Lazio ha emesso un’ordinanza collegiale che accoglie parzialmente il ricorso di Cloudflare contro il diniego di accesso agli atti opposto dall’AGCOM nell’ambito del sistema antipirateria Piracy Shield. Cloudflare, destinataria di una sanzione da 14 milioni di euro, aveva chiesto di accedere alle relazioni istruttorie e agli allegati delle riunioni del Consiglio dell’Autorità (6 novembre, 17 e 29 dicembre 2025) per poter contestare la delibera sanzionatoria. Il TAR ha riconosciuto che tali documenti hanno un rilievo difensivo concreto e attuale, richiamando l’insegnamento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato secondo cui, una volta accertato il nesso di strumentalità tra documento e situazione da tutelare, né la PA né il giudice dell’accesso devono fare ulteriori valutazioni sulla decisività del documento. Il tribunale ha inoltre rigettato la difesa dell’AGCOM basata sulle clausole di esclusione del proprio regolamento interno sull’accesso (note, appunti e bozze preliminari), ritenendole inapplicabili al caso. UK Online Safety Act – i controlli sull’età non funzionano: A mesi dall’entrata in vigore dei requisiti rafforzati di verifica dell’età previsti dall’Online Safety Act britannico, una ricerca condotta da Internet Matters su oltre 1.000 minori e i loro genitori dimostra che il sistema sta fallendo nel suo obiettivo principale. Il 46% dei bambini intervistati dichiara che i controlli dell’età sono facili da aggirare, mentre solo il 17% li trova difficili. I metodi usati sono banali: inserire una data di nascita falsa, usare il documento di identità di qualcun altro, utilizzare un personaggio di un videogioco per ingannare i sistemi di selfie video, o addirittura disegnarsi i baffi sul viso per superare i filtri di riconoscimento facciale. Il problema è aggravato dal comportamento dei genitori: il 17% ammette di aiutare attivamente i propri figli a eludere le verifiche, e un ulteriore 9% chiude semplicemente un occhio. Il 49% dei minori dichiara di aver incontrato contenuti dannosi online di recente, indipendentemente dai controlli. La CEO di Internet Matters ha chiesto un’azione più decisa da parte del governo e dell’industria, sostenendo che la sicurezza deve essere integrata nella progettazione dei servizi dall’inizio, non aggiunta come risposta ai danni. Uber brucia l’intero budget AI 2026 in quattro mesi: Uber ha esaurito il budget annuale destinato all’intelligenza artificiale in soli quattro mesi, da dicembre 2025 ad aprile 2026, a causa dell’adozione esplosiva di Claude Code e Cursor da parte del team di ingegneria. L’accesso a Claude Code è stato distribuito a dicembre 2025 e l’utilizzo è raddoppiato entro febbraio, man mano che gli sviluppatori ne scoprivano le capacità multi-step. I costi mensili per le API oscillano tra 500 e 2.000 dollari per ingegnere. Ad oggi il 95% degli ingegneri Uber utilizza strumenti AI mensilmente e il 70% del codice committato è generato dall’intelligenza artificiale. Il CTO ha dichiarato che l’azienda è “tornata al punto di partenza” sulla pianificazione del budget AI, dovendo decidere se può permettersi questo livello di produttività su scala. Con una spesa R&D annua di 3,4 miliardi di dollari, gli strumenti di coding AI rappresentano ormai una porzione significativa che nessuno aveva previsto richiedesse così tanto capitale così rapidamente. Cursor, l’altro strumento principale, ha raggiunto un plateau nell’utilizzo mentre Claude Code domina i flussi di lavoro.
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[2026-05-09] 𝗔𝗶 𝗱𝗶 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 - 𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 - 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝘀𝘁 𝗱𝗶 𝗨𝗜-𝗥𝟭 @ Salotto di Miranda
𝗔𝗶 𝗱𝗶 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 - 𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 - 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝘀𝘁 𝗱𝗶 𝗨𝗜-𝗥𝟭 Salotto di Miranda - Via Buscalioni 17/21 Torino (sabato, 9 maggio 16:00) UI-R1 è un'AI bambina. Sabato 9 maggio lanciamo pubblicamente UI-R1, il nostro modello di AI di quartiere. Quasi tutte le AI che usiamo ogni giorno nascono già adulte. Arrivano già formate, già piene di opinioni, già convinte di sapere. Addestrate statisticamente su miliardi di parole raccolte lontano da noi, in lingue che non sono le nostre, da chi non vive dove vivremo le conseguenze di quello che dicono. Un'AI bambina parte da meno. Cresce dentro un quartiere, impara dalla voce di chi lo abita, riflette la mentalità di chi la usa e aiuta a condividere le diverse opinoni, a confrontarle per raggiungere una sintesi comune. Non copre tutto lo scibile umano, solo quello che impara da chi viene a parlarle, dalle storie del quartiere, dalle parole che scegliamo insieme e da come le mettiamo in relazione. Come la IAQ idea di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi è una AI bambina che ha bisogno di adulti che la educhino con cura. È un esperimento di infrastruttura culturale, e una responsabilità: scegliere cosa una macchina deve sapere, prima che qualcuno scelga al posto nostro che la cosa non ci riguarda. Crescerà con noi. Sabato 9 maggio la lanciamo pubblicamente, e la apriamo a chi vorrà costruirla con noi. Il pomeriggio si divide in due momenti. Prima il lancio. Raccontiamo cos'è UI-R1, da dove viene, dentro quale visione di futuro la stiamo facendo nascere. Una macchina poetica pensata per stare dentro un quartiere, non sopra di esso. Poi il workshop. Proviamo per la prima volta a utilizzare inisieme UI-R1 sul tema "Vogliamo un futuro bello" una frase importante per noi che siamo della scuola Solarpunk. Quando sabato 9 maggio 2026, ore 16:00 Dove Salotto di Miranda, via Buscalioni 19, Torino Ingresso gratuito, posti limitati, iscrizione obbligatoria al link. per sostenere il nostro lavoro: https://liberapay.com/Miranda_APS
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Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@4
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
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