Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
AMNISTIA CLIMATICA
La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano
altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può
avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica?
REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA
Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari
(sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante
l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per
interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero
anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno
concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma:
SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA”
Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro
internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di
sinistra e anarchici.
Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI?
Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro?
Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo,
l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa”
come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali:
Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026:
“Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco,
sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la
presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che
hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere
nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione
anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ”
Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia
Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia.
DATA CENTER E OBELISCHI
Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere
computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza
digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi:
LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE
Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe,
come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova
tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag.
Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei
dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del
cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli
spostamenti.
Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana,
ma con un evidente profilo dual-use:
Tag - intelligenza artificiale
Estratti dalla puntata del 6 Luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
INTELLIGENZA ARTIFICIALE A SCUOLA
Commentiamo i decreti attuativi del mese scorso che disciplinano l’applicazione
dell’intelligenza artificiale a scuola, nei luoghi di lavoro e nelle operazioni
di polizia. Torniamo ad intervistare Stefano Barale, uno tra i promotori
dell’appello neo-luddista I.A.Basta! che promuove una sottrazione dall’adozione
imposta dell’intelligenza artificiale nella didattica nella scuola pubblica.
Oltre alle argomentazioni razionali chi domandiamo “che genere di mutamento
antropologico rende possibile, perfino indifferente, la sostituzione della
relazione umana con l’interazione con una macchina? Che genere di umanità
produce l’utilizzo massivo dei Large Language Models in ambiti sociali
particolarmente densi di relazione come quello dell’educazione? Con quale idea
di vita degna di essere vissuta accettiamo l’adozione dell’I.A. a scuola? E
ancora, nella pratica quotidiana, come può resistere un* insegnante all’imperio
dell’innovazione tecnologica?
TENTATIVI DI INFILTRAZIONE DEI SERVIZI SEGRETI
A partire dalla recente vicenda di un compagno e lavoratore accademico che ha
subito ripetuti tentativi di approccio da parte dei servizi segreti, ragioniamo
sull’utilizzo sempre più diffuso degli infiltrati e dei tentativi di
arruolamento di persone interne ai movimenti come dispositivo repressivo. Come
socializzare e gestire queste ingerenze limitandone i danni? Allargando lo
sguardo, come si sta evolvendo l’istituzione accademica, sempre più aruolata sul
fronte interno ed esterno?
OBIEZIONE DI COSCIENZA IN UNIVERSITA’, CONTRO LA GUERRA
Marco Cervino, professore al CNR di Faenza ci racconta la mobilitazione dei
tecnici e ricercatori del CNR per interrompere le collaborazioni con Israele e
con le industrie belliche. Partito dall’istituto ISSMC di Faenza, il dissenso
contro l’accordo militare con lo Stato d’Israele si esteso a livello nazionale,
con una certa rilevanza mediatica negli scorsi giorni. Discutiamo di possibili
strumenti pratici e canali formali per la sottrazzione dalla partecipazione alla
macchina bellica e all’occupazione sionista come l’obiezione di coscienza.
Estratti dalla puntata del 29 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SORVEGLIANZA BIOMETRICA, SPORT E VULNERABILIZZAZIONE
Partiamo da un’analisi del contratto recentemente stipulato tra la WNBA (lega
del basket professionistico femminile statunitense) e l’organizzazione delle
giocatrici, dal quale emerge la normalizzazione dei cosiddetti “wearables”:
dispositivi biometrici indossabili per estrarre dati sulle condizioni di salute
e le prestazioni fisiche.
La sorveglianza biometrica delle atlete apre a scenari di vulnerabilizzazione,
quali l’utilizzo del loro corpo trasformato in dati nelle fasi di assunzione o
di rinnovo del contratto, ma anche di commercializzazione degli stessi.
Se possiamo osservare queste dinamiche all’interno di un contesto relativamente
privilegiato come lo sport professionistico, immaginiamo quanto dispositivi per
il monitoraggio delle performance della forza lavoro (bossware) possano
comprimere ulteriormente le tutele e incrementare i margini di sfruttamento.
OPERAZIONI ISRAELIANE NEGLI USA
Il Dipartimento di Intelligence Militare statunitense (DIA) a emanato un’allerta
sulle attività portate avanti dai servizi segreti israeliani sul territorio
statunitense. Ripercorriamo alcuni casi eclatanti, come quelli di Jonathan
Pollard nel 1987 e di Lawrence Franklin nel 2004, o la recente clemenza di un
procuratore israelo-americano (Sigel Chattah) rispetto a casi di adescamento di
minori e di potenziale bioterrorismo che coinvolgevano cittadini israeliani, per
arrivare all’ultimo fenomeno emerso: un modulo FARA (Foreign Agents Registration
Act) dal quale si evince l’interesse da parti di attori sionisti nel manipolare
le opinioni delle comunità cristiane americane.
/ / / Vedi anche il ruolo di Black Cube (agenzia di intelligence privata
israeliana) nelle elezioni 2026 in Slovenia
IL POTERE DI PALANTIR E L’ASCESA DI MISTRAL
Nella puntata precedente avevamo descritto la cornice all’interno della quale si
sta producendo lo svincolamento dell’intelligence francese da Palantir, oggi
torniamo sul tema cercando di osservare il livello di pervasione di questa
struttura di potere tecnologico all’interno della “cosa pubblica”.
Partiamo dall’elenco delle strutture governative statunitensi colonizzate da
Palantir per descrivere il livello di implementazione della Technological
Republic teorizzata dal suo CEO Alex Karp, ci soffermiamo sulle sue recenti
espansioni in ambito militare, per arrivare ai tentativi di concorrenza da parte
della francese Mistral AI:
Estratti dalla puntata del 22 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SINCRONIE REPRESSIVE
All’alba del 16 giugno 2026, la Digos ha eseguito diverse misure cautelari e
perquisizioni in giro per l’Italia, nonché lo sgombero dello spazio occupato
Bencivenga a Roma: un’operazione repressiva coltivata da tempo e fatta scattare
in concomitanza con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero
anarchico Alfredo Cospito.
Un apparato accusatorio che vorrebbe dimostrare il coinvolgimento di una
“cellula anarchica” nella realizzazione dei sabotaggi alle linee alta-velocità
in concomitanza con le Olimpiadi di Milano-Cortina, ricorrendo alla classica
architettura del reato associativo (270 bis) con l’aggiunta
dell’auto-addestramento con finalità di terrorismo (270 quinquies aka “reato di
terrorismo della parola”).
Riprendiamo da Radio Onda Rossa un estratto dall’intervista all’avvocato Falvio
Rossi Albertini e integriamo con un contributo sulle iniziative in solidarietà
con Alfredo e con compagne/i attualmente sotto processo per le mobilitazioni
contro ergastolo ostativo e 41bis del 2022/2023:
RETE O.S.A.RE: SALUTE E CARCERE SONO INTRINSECAMENTE INCOMPATIBILI
Raccogliamo alcuni contributi della rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie Anti
Repressione) per esplorare in modo approfondito (e non banale) la violenza che
il carcere infligge sul corpo e sulla mente di chi rinchiude:
GRU LETALI SU GAZA, NIANTIC (POKEMON GO) E VANTOR
Partiamo con la notizia – fatta emergere dal giornalista gazawi Tamer Nahed –
inerente il piazzamento di 23 gru, dotate di telecamere, controlli da remoto e
armi automatizzate, per bersagliare dall’alto la popolazione di Gaza.
I territori palestinesi sono un laboratorio imprescindibile per gli interessi
del l’industria bellica e sorvegliante israeliana, ma anche interazioni
apparentemente ludiche con il territorio alimentano i processi di automazione
della letalità: Niantic ha recentemente stretto una partnership con l’industria
di software militare Vantor, fornendole i modelli per l’orientamento di robots e
droni che ha addestrato grazie al “lavoro” degli utenti di PokemonGo:
AI, POTERE GLOBALE, RESISTENZE
Partiamo dall’istantanea del G7 di Evian: rappresentanti di sistemi politici
obsolescenti siedono a fianco dei signori dei tecno-imperi.
Sullo sfondo si sviluppano importanti attriti geotecnologici: la Casa Bianca
vieta l’utilizzo dei modelli di frontiera di Anthropic (Mythos 5 e Fable 5)
fuori dai confini statunitensi, i servizi segreti francesi rescindono il
contratto con Palantir, sondaggi dimostrano la sfiducia delle giovani
generazioni nell’AI.
Di fronte a scenari incerti, gli imperi dell’AI cercano di consolidare il
proprio potere costruendo la minaccia e offrendo la protezione:
Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
NO AL 41BIS
Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico
Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023
contro 41bis ed ergastolo ostativo.
Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è
stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con
quello di Roma di venerdì 12 giugno.
LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO
Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di
sintesi e droni.
Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli
apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato
recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e
lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo
rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma
Rosalind Biodefense.
Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni:
– la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione
di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi;
– la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale
per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica.
Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del
Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di
legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il
livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di
sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino
israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore
israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà
trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e
HIV.
Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del
programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore
integrazione negli apparati di “sicurezza”:
GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE
Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base
del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal
targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari
statunitensi.
Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia
come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie.
In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime
iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando
vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
Estratti dalla puntata del 1 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
O.S.A.RE: la cura nei momenti di piazza
Torniamo ad approfondire la rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie
Anti-Repressione) grazie al contributo di chi la pratica attivamente.
Nel primo blocco di questo approfondimento ci si concentra sulla attività di
street medics e sull’organizzazione di questi momenti operativi, mentre nel
secondo sul profilo psichico dell’intervento calato nel contesto e calibrato
sulla persona che necessita di cura:
USA: opposizione a data centers e AI come nuovo “nemico interno”
Mentre procede l’infrastrutturazione di un mondo organizzato attorno al primato
cognitivo ed economico dell’AI, l’ostilità verso i data centers e il loro
impatto – tanto ambientale quanto sociale – inizia ad assumere una dimensione
minacciosa. Contestazioni e attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e
Sam Altman, pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di
dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie
repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau.
Iniziamo questo approfondimento analizzando un nuovo mega-progetto nello Utah,
che ci consente di osservare le differenti modalità di relazione tra data
centers e apparato militare, per arrivare a delineare alcune traiettorie
repressive che aggiornano le strategie degli apparati agli imperativi dei nuovi
padroni:
Mapuche: repressione, frammentazione, resistenza
Grazie al contributo di un compagno torniamo ad approfondire alcuni aspetti
della resistenza Mapuche. Tra pratiche di assimilazione, di repressione
paramilitare, ma anche di resistenza rivoluzionaria (anticoloniale e
spirituale), cercheremo di osservare le strategie messe in campo per frammentare
le comunità, ma anche la volontà di quest’ultime di difendersi e contrattaccare.
Per maggiori informazioni e aggiornamenti vi rimandiamo al sito
lottamapuche.noblogs.org
Tornano i Saperi Maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema
dell’intelligenza artificiale, questa volta cercando di approfondire come la
società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia. Siamo partit3 anche
stavolta intervistando l3 nostre collegh3 unoversitari3 delle materie STEM,
grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada nell’aspetto più tecnico per capire
davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e ai generativa.
L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza degli utilizzi bellici dell’AI
riscontrando non solo una disillusione della potenzialità di sottrarvisi a
livello individuale e, ancora una volta, come l’ipostazione delle istituzioni
preposte ad educarci evada sistematicamente la tematizzazione delle
contraddizioni degli utilizzi dual use di quanto studiamo, lasciando gli
studenti con in mano insufficienti strumenti, prima dell’imbocco diretto in
azienda.
Le evidenze della natura bellica dello sviluppo di queste tecnologie digitali
non sono state difficili da trovare: dagli utilizzi specifici dell’ISIS,
all’IDF, alla guerra in Iran fino ai report del ministero della difesa italiano,
che abbiamo menzionato per poi concentrarci sul teaming uomo-macchina, teaming
macchina-macchina e autonomia decisionale con le sue estreme conseguenze.
Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetane3 anche sul proprio personale utilizzo di
ai consumer, come chat gpt, per andare a scoprire il rapporto tra noi e questo
mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento,
come le big tech cercano di indurci. È emersa una grande consapevolezza delle
problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo dovuto alla delega
cognitiva e di apprendimento nell’utilizzo dell’AI, come testimoniato da uno
studio approvato dall’Università della Pennsylvania e condotto su 1000 studenti
di una scuola di secondo grado in Turchia. Su questi temi abbiamo intervistato
il professore Juan Carlos Demartin, fondatore nel 2006 del gruppo NEXA e Alessio
Andrioli, del gruppo di ricerca Ippolita nato a Milano nel 2005, nell’ambito
degli hacklab politicizzati.
Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si
presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per
estrarre valore ma il mercato consumer dell’AI però sta evidentemente fallendo.
In questo contesto delle aziende stanno provando allora a rendere dipendenti
direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa
della popolazione. Una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA
e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili
in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla
dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili. Non si
può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.
Qui riportiamo l’intervista con Juan Carlos Demartin, uno dei fondatori del
centro interdisciplinare Nexa che studia come le tecnologie informatiche
interagiscono con la società:
Di seguito potete trovare l’intervista con Alessio Andrioli del gruppo di
ricerca Ippolita, che si occupa di filosofia dell’automazione, tramite la
pratica dell’hacking del sé per agire la cultura come strumento di
consapevolezza dei rapporti di forza. Il gruppo fa ricerca indipendente sulle
tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi
piattaforme addestrano:
Estratti dalla puntata del 25 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LUOGHI, CORPI, FRONTIERE: 26-27-28 GIUGNO 2026 IN SALENTO
Un’iniziativa che cerca di intaccare l’apparente monodimensionalità del concetto
di “frontiera” osservandone le declinazioni sul territorio, all’interno di un
contesto – come quello pugliese – dove si compenetrano e interlacciano “confini”
e “guerre”: il confine tra il turismo e lo sfruttamento, tra la guerra alle
persone migranti e quella che foraggia l’industria militare, tra la devastazione
ambientale e la deumanizzazione.
Tre giorni per discutere, analizzare, confrontarsi, ascoltare testimonianze e
desiderare scenari:
O.S.A.RE: Operazioni Sanitarie Anti-Repressione
Iniziamo, grazie al contributo di Tia, un percorso di presentazione di O.S.A.RE:
una rete che si occupa di operazioni di cura, tanto nei cortei quanto negli
spazi della cattura.
In questo primo incontro cerchiamo di operare uno sguardo complessivo
sull’origine di questo progetto, i suoi ambiti di intervento, le traiettorie
verso cui desidera evolversi:
Per contatti: osare.info@autistici.org
POLIZIA BASCA E SIONISMO
A partire dalle cariche sugli equipaggi della Flotilla appena rientrati
all’aeroporto di Bilbao dopo il sequestro nei centri detentivi israeliani,
osserviamo i legami politici e materiali tra le milizie repressive operative nei
Paesi Baschi e le strutture israeliane per l’addestramento e la sorveglianza:
COLONIALISMO COGNITIVO E AI
L’AI opera diverse forme di colonialismo cognitivo, dalla produzione di
dipendenza generata dall’esternalizzazione di funzioni, all’estrazione di
competenze umane per addestrare la concorrenza robotica.
A fianco della proliferazione di aziende focalizzate sull’imitation learning,
osserviamo tecniche di apprendimento che ritraggono dalla prospettiva umana le
operazioni di manualità fine e di compiti quotidiani (vedi approfondimento su
Tasks di DoorDash), o – come la definisce Egolab – produzione di “dati
egocentrici”. Dalla letalità del drone FPV (First Person View) che uccide
l’umano, all’umano FPV che addestra il robot che intende sostituirlo.
Humyn AI, Egolab e la capofila Build.ai, estraggono competenze da forza lavoro
vulnerabile e semi-schiavizzata per venderli all’industria della robotica. Se la
spinta disciplinante dell’AI sulla forza lavoro si basa sulla “minaccia della
sostituzione”, cosa può accadere a quei pezzi di popolazione già sfruttata ai
massimi livelli concepibili?
Proviamo a dare un primo sguardo superficiale al fenomeno:
Tornano i Saperi Maledetti con una nuova puntata in cui approfondiremo una forma
di sapere particolarmente moderna e sempre più pervasiva nelle nostre vite:
l’Intelligenza Artificiale. Siamo partit3 dal consueto lavoro di interviste, in
particolare alle facoltà STEM del Politecnico e di Fisica, per sviluppare
ragionamenti e considerazioni con l3 student3, intorno a quanto l’IA stia
plasmando il presente e come plasmerà il futuro.
Per concentrarci sull’aspetto, spesso ignorato, degli utilizzi bellici di questa
tecnologia, abbiamo avuto il piacere di interpellare Dario Guarascio, professore
di economia politica all’università della Sapienza di Roma e autore
di Imperialismo Digitale, che ci ha fornito un prezioso contributo sull’apparato
digitale militare, i meccanismi di automazione delle guerre e le loro
conseguenze geopolitiche, delineandone anche i collegamenti con il mondo
accademico.
Proseguendo con l’indagine universitaria, abbiamo esplorato come il sapere
prodotto all’interno degli atenei anche in questo caso risulti essere
subordinato al mercato della guerra e di come la ricerca libera sia ormai un
miraggio nel nostro paese.
Questo aspetto è stato affrontato con la testimonianza di Marco Rondina,
dottorando presso la facoltà di ingegneria informatica del Politecnico di Torino
che si occupa nel suo lavoro di ricerca dell’equità dei dati per promuovere uno
sviluppo e un uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale, con il quale
abbiamo parlato del mondo della ricerca e del ricatto intrinseco nella
precarizzazione ed aziendalizzazione delle università.
Le necessità delle student3 e delle ricercatric3 ancora una volta risultano
essere allineate nella volontà di generare un sapere indipendente dai meccanismi
stantii di un sistema che l3 relega ad un ruolo di strumenti passivi nella
catena del valore.
Qui trovate il podcast integrale:
Qui trovate l’intervista a Dario Guarascio in vista del dibattito tenuto da lui
e Dario di Conzo”Imperialismo digitale” che si terrà Sabato 13 Giugno al
Blackout Fest:
Dario Guarascio è autore del libro:“Imperialismo digitale. Economia e guerra ai
tempi delle piattaforme e dell’IA” edito per Laterza (2026) e docente di
Politica economica a La Sapienza. Dario di Conzo è collaboratore di Radio
Blackout e co-curatore su Radio Onda d’Urto di Levante, ricercatore alla Normale
Superiore e docente a contratto a “L’Orientale” di Napoli in “Riforme economiche
della Cina Contemporanea”.
Qui trovate l’intervista con Marco Rondina, dottorando presso il Nexa Center for
Internet and Society e laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di
Torino, con specializzazione in Data Analytics:
Qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto al Politecnico:
Infine qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto a Fisica:
Estratti dalla puntata del 11 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
EUROPOL: STRUTTURE ILLEGALI DI SORVEGLIANZA E SCHEDATURA
Grazie al contributo di Giacomo Zandonini, co-autore di un’importante inchiesta
sulle strutture informali e illegali di sorveglianza e conservazione di dati al
servizio di Europol, cerchiamo di esplorare la genesi di questi strumenti, la
natura operativa di questo potere, la connivenza strutturale e le potenziali
conseguenze per la popolazione.
Architetture informatiche parallele e strumenti come la “pentola a pressione”,
raccolta ed elaborazione di dati che vulnerabilizzano strutturalmente le persone
coinvolte, mentre la principale agenzia repressiva e sorvegliante europea si
candida a diventare una versione comunitaria del FBI:
SORVEGLIANZA DEI VEICOLI, SORVEGLIANZA NEI VEICOLI
Analizziamo la rete di sorveglianza veicolare di Flock Safety e i progetti di
espansione di questa azienda statunitense, ma anche le pulsioni allo stalking
tra le forze dell’ordine e il crescente dissenso (anche vandalico) contro queste
maglie di controllo digitale del territorio.
I veicoli non sono solo oggetto della sorveglianza, ma progressivamente ambienti
che estraggono a loro volta dati di diversa natura: una dimensione sicuramente
esacerbata da una norma che entrerà in vigore nel 2027 negli USA e che prevede
che ogni nuova vettura sia dotata di tecnologie biometriche e algoritmiche in
grado di valutare le condizioni della persona al volante e di bloccare
eventualmente il veicolo.
Cosa descrive (e cosa produce) questo modello di relazione con oggetti come i
veicoli iper-digitalizzati?