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Ma quali pappagalli stocastici!
Il paper “Automated Profile Inference with Language Model Agents” (arXiv:2505.12402) studia una nuova minaccia per la privacy online resa possibile dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa minaccia, chiamata inferenza automatizzata del profilo, consiste nell’uso di agenti AI per raccogliere e analizzare automaticamente le attività pubbliche degli utenti su piattaforme pseudonime (come forum o social media) al fine di estrarre informazioni personali sensibili, con il rischio di re-identificare le persone. WHY I DON’T THINK AI IS A BUBBLE https://honnibal.dev/blog/ai-bubble L’autore, sostiene che, al di là delle valutazioni finanziarie, i progressi tecnici dell’IA non mostrano segni di imminente plateau. Contesta l’argomento comune secondo cui i miglioramenti derivino solo dallo “scaling” (modelli sempre più grandi e costosi) e siano quindi destinati a esaurirsi. Honnibal spiega che questa visione, forse valida per i primi modelli come GPT-1 e GPT-2 (definibili “fancy autocomplete”), è oggi superata. Il vero salto di qualità è arrivato dall’integrazione con il reinforcement learning, che ha permesso di creare i cosiddetti “reasoning models”.
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Affaire Anthropic e Iran – Servizi Segreti in tempi di guerra – AI wearables@2
Estratti dalla puntata del 2 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SERVIZI SEGRETI IN TEMPI DI GUERRA Come avvenuto in Italia con il Pacchetto Sicurezza del 2025 (ex DDL 1660) anche in Germania è in corso di approvazione una riforma dei servizi segreti che ne aumenterebbe la possibilità di commettere reati, incluso il sabotaggio; l’intelligence francese dichiara di fornire i 2/3 delle informazioni all’esercito ucraino. A margine, nelle carceri italiane la Polizia Penitenziaria potrà infiltrarsi tra la popolazione detenuta. AI DI GUERRA Mentre si consuma l’affaire Anthropic, cerchiamo di descrivere alcuni processi di integrazione profonda tra tecnologie di AI e apparati militari. Una ricerca del King’s College di Londra osserva la propensione delle AI (ChatGPT-5.2 di OpenAI, Claude Sonnet 4 di Anthropic e Google Gemini 3 Flash) a scatenare una catastrofe nucleare nel corso di simulazioni di crisi geopolitiche. L’esercito israeliano schiera “Bina”, una nuova unità composta da ricercatori (formati dalla Lotem) per lo sviluppo di strumenti di AI. L’Italia, con il documento “IA E DIFESA – Strategia della Difesa in materia di Intelligenza Artificiale – Edizione 2026”, stabilisce una simbiosi profonda dal piano tattico al quello organizzativo. IL POTERE ISTITUZIONALE DEI COLOSSI DELL’AI Per avvicinarci alla questione Anthropic partiamo da alcuni progetti di SpaceX e Starlink (Elon Musk) riguardanti datacenter orbitanti e fabbriche di satelliti sulla Luna. I tecno-miliardari costruiscono le strutture materiali e cognitive del potere contemporaneo: alcuni giurano fedeltà a Trump, altri – come Dario Amodei di Anthropic – puntano su una narrazione (funzionale al marketing) che insiste maggiormente sulla precauzione; motivi per cui l’amministrazione Trump può bollare l’azienda come una “radical left, woke company” e cercare (con significative difficoltà operative) di estrometterla dai contratti governativi. DISINSTALLA ANTHROPIC… La scorsa settimana era iniziata con gli anatemi della Casa Bianca contro Anthropic, accusata di voler mantenere troppe restrizioni nell’impiego della sua AI (Claude) in ambito militare e sorvegliante, per arrivare alla dichiarazione di una sua rimozione dai sistemi del Pentagono e concludersi con l’attacco sionista-statunitense all’Iran… dal quale emerge l’utilizzo di Claude. Anthropic è stata a lungo l’unica azienda in grado di accedere alle “reti classificate” dell’apparato militare statunitense, sia per la qualità di Claude sia per la sua compatibilità con le reti di Amazon (AWS) che compongono l’architettura informatica strutturale del Pentagono; ora stanno subentrando Grok (Elon Musk) e ChatGPT (OpenAI). Cerchiamo di descrivere lo scenario e sottolineare il ruolo simbiotico dei colossi dell’AI nelle strutture di potere e nelle macchine da guerra contemporanee. META GLASSES E CIONDOLI MAGICI In conclusione, un brevissimo accenno ai Meta Glasses, alle intelligenze artificiali senza schermo (Screenless Ais) e a come queste tecnologie intendano colonizzare e riplasmare gli umani:
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SENTENZA PALESTINE ACTION – DOXXING SIONISTA – UK: POLICE.AI – FINANZA E ICE@0
Estratti dalla puntata del 16 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia FINANZA, LAGER PER MIGRANTI E RASTRELLAMENTI ICE La recente conference call trimestrale degli azionisti di CoreCivic e GeoGroup segnala come i rastrellamenti di massa non siano sufficienti per il raggiungimento degli obbiettivi della lobby della carcerazione privata statunitense. “Penso che la gente (gli azionisti) si aspettasse saremmo arrivati a livello di 100.000 (persone rinchiuse) Siamo a poco più di 70.000.”… ecco i target aziendali di questo comparto del capitalismo contemporaneo. INTERFERENZE SIONISTE SULLA REPRESSIONE Torniamo a parlare di interferenza sionista sugli apparati repressivi europei. Iniziamo con uno sguardo sulla contestata presenza di militari israeliani, come partecipanti a “soggiorni di decompressione” o come atleti olimpici, soffermandoci sull’episodio dell’identificazione – in stile Betar e Canary Project – del commesso di un negozio di souvenir, reo di aver replicato “Free Palestine” a dei supporter del team israeliano; è evidente la gravità di questo primo episodio di doxxing sionista in Italia, mentre resta da confermare la notizia del licenziamento di questo ragazzo [aggiornamento 1], rilanciata e rivendicata da attori di propaganda come Stop Antisemitism. Passiamo quindi ai dati – recentemente diffusi da Declassified UK – sulla presenza di individui con doppia cittadinanza attivi nelle fila di IDF durante il Genocidio a Gaza: gli italiani sono quasi 1000. Verranno trattati come “foreing fighters” e subiranno lo stesso trattamento riservato a compagne/i partiti per supportare la resistenza kurda contro Daesh in Rojava? Parallelamente, dal Regno Unito, arriva notizia della richiesta del gruppo di avvocati filo-israeliani (UK Lawyers For Israel – UKLFI) di rimuovere dal British Museum la dicitura “Palestina” presente per indicare la provenienza di alcuni reperti [aggiornamento 2]. Passiamo quindi ad approfondire qualcosa di positivo come la recente vittoria di Palestine Action: nonostante le pressioni politiche, la tesi dei finanziamenti iraniani e le prove secretate (Closed Material Proceedings), Huda Ammori e Palestine Action hanno vinto il ricorso alla High Court riguardo alla proscrizione per terrorismo del movimento. 1 – AGGIORNAMENTO COMMESSO DOXXATO DA STOP ANTISEMITISM Da comunicazione ufficiale della Fondazione Milano Cortina confermiamo che il commesso non è stato licenziato, al contrario di quanto sostenuto da Stop Antisemitism 2 – AGGIORNAMENTO SU BRITISH MUSEUM: Rispetto alla presunta adesione del British Museum alle richieste degli avvocati sionisti, nel pomeriggio arriva una smentita dallo storico scozzese William Dalrymple: “Ho appena chiacchierato con Nick Cullinan, l’eccellente nuovo direttore del British Museum, e sono molto sollevato di dire che l’articolo pubblicato dal Daily Telegraph sulla cancellazione del nome Palestina da parte del British Museum è una completa travisazione dei fatti […]”. Altri gruppi britannici a sostegno della Palestina suggeriscono di attendere una comunicazione ufficiale del British Museum. LA RIORGANIZZAZIONE ALGORITMICA DELLA POLIZIA Partiamo dalla recente pubblicazione di una white paper per la riorganizzazione della polizia britannica attorno a tecnologie di intelligenza artificiale, sorveglianza biometrica, analisi predittive. Una traiettoria anticipatoria che possiamo osservare come tendenza comune a diversi apparati repressivi, trainata da una visione meccanica ed etnicizzata della “criminalità”: RICERCA MILITARE E mRNA Vista la sinergia tra AI e biologia di sintesi, gli eserciti devono iniziare a strutturare programmi per prepararsi a scenari di guerra biologica… Questa la tesi espressa in un editoriale da Jeff Coller (scienziato e imprenditore biotech, attivo nel programma Operation Warp Speed per lo sviluppo di vaccini e strumenti diagnostici in fase covid-19):
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Repressione UK – Formazione sionista per la Polizia Italiana – Gaza: CMCC e apartheid algortimico@0
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
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PRISONERS FOR PALESTINE – ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE – INFOWAR E CAMPISMO@1
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio, quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo? Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e licenziamenti. Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte interno). COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano. Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo: INFOWAR E CAMPISMO Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro. Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista? Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati al potere? Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots Anduril sul potere della propaganda…
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PRISONERS FOR PALESTINE: SCIOPERO DELLA FAME IN FASE CRITICA – “GUERRA IBRIDA” E CONTROLLO SOCIALE – SCUOLA E A.I. – UNA COMPAGNA NELL’OMBRA@3
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE Prosegue lo sciopero della fame, entrato in fase critica, mentre si moltiplicano le azioni di pressione su rappresentanti politici e ministero della giustizia. Mentre Prisoners for Palestine lottano con i propri corpi nelle carceri, nuovi scandali coinvolgono Elbit Systems: Aggiornamenti urgenti: Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre 2025, apprendiamo di un incatenamento davanti all’ingresso della televisione di stato ceca (Ceska Televize) come pressione affinché si tratti dello sciopero della fame nelle carceri britanniche, a maggior ragione visto che Jon Cink è formalmente cittadino della Repubblica Ceca. Nelle prime ore del 17 dicembre 2025 apprendiamo che le condizioni di salute di Qesser Zuhrah sono precipitate: dopo essere collassata nei giorni scorsi continua a lamentare forti dolore al petto e – nonostante ripetute richieste di trasferimento in ospedale nel corso della notte – le autorità del carcere privato di Bronzfield (gestito da Sodexo) rifiutano il suo ricovero. Dal mattino sono in corso presidi sotto le carceri e al ministero. Link al documentario di Declassified UK sulla base RAF di Akrotiri e il suo ruolo nel genocidio a Gaza Vi segnaliamo anche una significativa intervista a Qesser Zuhrah CYBERSICUREZZA E GUERRA IBRIDA Torniamo a parlare di cybersicurezza, commentando il documento del ministro della sicurezza Crosetto “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”. Oltre che a contenere indicazioni operative sulla guerra d’informazione algoritmica, il documento dipinge una società perennemente minacciata dove la sovranità nazionale si estende alle menti della popolazione. Secondo il ministro Crosetto bisogna quindi superare la “visione binaria pace-guerra”, producendo una società che sia costantemente immersa nello spettro della minaccia e del conflitto. Non-paper di Crosetto Analisi ISPI su guerra ibrida e resilienza Analisi della NATO Foundation sul “Cognitive Battlefield” INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLO DIDATTICO E AUTOMAZIONE DELLA SCUOLA La digitalizzazione dell’esperienza umana ha raggiunto, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nuove frontiere di estrazione di profitto dai dati, estendendosi alla simulazione e sostituzione delle relazioni umane, come ad esempio quelle di cura ed educative. Ma che tipo di umanità é disposta ad accettare una macchina come insegnante? Commentiano insieme ad uno dei promotori l’appello “I.A. Basta” che propone a docenti, genitori, allievi e allieve una critica all’adozione calata dall’alto dell’intelligenza artificiale istituzionalizzata nelle scuole. LEGGI L’APPELLO I.A. BASTA AGGIORNAMENTO E SALUTO DI GABRIEL POMBO DA SILVA Riceviamo un saluto e degli aggiornamenti dal compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva UNA COMPAGNA NELL’OMBRA Ricordiamo la compagna Gabriella Bergamaschini grazie al contributo di compagne e compagni del biellese e di Milano:
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NUOVO PROGETTO MANHATTAN, BOLLA AI, LOTTA AI DATACENTERS
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia / / immagine da 404media.co BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi. Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad assumere una scala rilevante. Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI, Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan. A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan (corsa al primato cognitivo e militare dell’AI). per maggiori info su Ypsilanti
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Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@0
Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito. A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK. Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi. In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi. Aggiornamento: L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello. Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”. AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti. Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza. Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet. A margine una riflessione su pornografia e biopotere. I “MURI DI DRONI” Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean. GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento. Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.
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ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@3
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
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CRETA SI MOBILITA PER LA PALESTINA E CONTRO LE BASI – CHATGPT: DAL CULTO A.I. AL PORNO
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CRETA: MOBILITAZIONI CONTRO BASI MILITARI E INTERESSI SIONISTI Grazie al contributo di una compagna ci facciamo raccontare come si articolino le mobilitazioni contro gli interessi israeliani nell’isola di Creta: un territorio cruciale su un piano strategico (basi nella di Baia di […]
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