Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA
Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha
recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della
mobilitazione di Prisoners for Palestine.
La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs
a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi.
OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA
Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI
promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili
sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC
(Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News.
Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un
insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare
solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un
deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico.
Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il
marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra
in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da
esportare.
Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura
sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale
competizione tra Palantir e Oracle?
INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO
In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano,
ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa:
un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di
formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli
organizzati all’interno del SISFOR].
L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa
di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del
genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per
Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani.
Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad
altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica”
alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza
della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi
fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica.
Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso
da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”.
GROENLANDIA E GAZA
Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di
ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di
osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze
artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un
territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo
sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
Tag - intelligenza artificiale
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le
condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di
morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della
giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di
esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando
morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio,
quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di
vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un
territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano
delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo?
Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute
per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e
contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la
compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e
licenziamenti.
Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto
militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle
reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte
interno).
COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA
Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un
corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere
una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra
l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano.
Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino
sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo
Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di
legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo:
INFOWAR E CAMPISMO
Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili
all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi
geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro.
Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista?
Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di
informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati
al potere?
Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario
zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di
Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante
i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina
e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots
Anduril sul potere della propaganda…
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
PRISONERS FOR PALESTINE
Prosegue lo sciopero della fame, entrato in fase critica, mentre si moltiplicano
le azioni di pressione su rappresentanti politici e ministero della giustizia.
Mentre Prisoners for Palestine lottano con i propri corpi nelle carceri, nuovi
scandali coinvolgono Elbit Systems:
Aggiornamenti urgenti:
Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre 2025, apprendiamo di un incatenamento
davanti all’ingresso della televisione di stato ceca (Ceska Televize) come
pressione affinché si tratti dello sciopero della fame nelle carceri
britanniche, a maggior ragione visto che Jon Cink è formalmente cittadino della
Repubblica Ceca.
Nelle prime ore del 17 dicembre 2025 apprendiamo che le condizioni di salute di
Qesser Zuhrah sono precipitate: dopo essere collassata nei giorni scorsi
continua a lamentare forti dolore al petto e – nonostante ripetute richieste di
trasferimento in ospedale nel corso della notte – le autorità del carcere
privato di Bronzfield (gestito da Sodexo) rifiutano il suo ricovero. Dal mattino
sono in corso presidi sotto le carceri e al ministero.
Link al documentario di Declassified UK sulla base RAF di Akrotiri e il suo
ruolo nel genocidio a Gaza
Vi segnaliamo anche una significativa intervista a Qesser Zuhrah
CYBERSICUREZZA E GUERRA IBRIDA
Torniamo a parlare di cybersicurezza, commentando il documento del ministro
della sicurezza Crosetto “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia
attiva”. Oltre che a contenere indicazioni operative sulla guerra d’informazione
algoritmica, il documento dipinge una società perennemente minacciata dove la
sovranità nazionale si estende alle menti della popolazione.
Secondo il ministro Crosetto bisogna quindi superare la “visione binaria
pace-guerra”, producendo una società che sia costantemente immersa nello spettro
della minaccia e del conflitto.
Non-paper di Crosetto
Analisi ISPI su guerra ibrida e resilienza
Analisi della NATO Foundation sul “Cognitive Battlefield”
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLO DIDATTICO E AUTOMAZIONE DELLA SCUOLA
La digitalizzazione dell’esperienza umana ha raggiunto, con lo sviluppo
dell’intelligenza artificiale, nuove frontiere di estrazione di profitto dai
dati, estendendosi alla simulazione e sostituzione delle relazioni umane, come
ad esempio quelle di cura ed educative.
Ma che tipo di umanità é disposta ad accettare una macchina come insegnante?
Commentiano insieme ad uno dei promotori l’appello “I.A. Basta” che propone a
docenti, genitori, allievi e allieve una critica all’adozione calata dall’alto
dell’intelligenza artificiale istituzionalizzata nelle scuole.
LEGGI L’APPELLO I.A. BASTA
AGGIORNAMENTO E SALUTO DI GABRIEL POMBO DA SILVA
Riceviamo un saluto e degli aggiornamenti dal compagno anarchico Gabriel Pombo
da Silva
UNA COMPAGNA NELL’OMBRA
Ricordiamo la compagna Gabriella Bergamaschini grazie al contributo di compagne
e compagni del biellese e di Milano:
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
/ / immagine da 404media.co
BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS
Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono
sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza
artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e
territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi.
Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere
la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e
USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad
assumere una scala rilevante.
Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha
resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che
avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI,
Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan.
A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio
Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan
(corsa al primato cognitivo e militare dell’AI).
per maggiori info su Ypsilanti
Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME
Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in
ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le
complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista
nel Regno Unito.
A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono
aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi
McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come
obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure
cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione
di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK.
Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a
qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura
del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi.
In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della
categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata
avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione
neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da
quelli repressivi.
Aggiornamento:
L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato
Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato
per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello.
Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non
sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere
trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”.
AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO
Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo
di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti.
Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le
categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di
censura ancor più che di sorveglianza.
Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo
provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline
e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale
e Real Name Internet.
A margine una riflessione su pornografia e biopotere.
I “MURI DI DRONI”
Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della
“bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging”
(copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la
perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in
Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di
droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e
fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean.
GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA
Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi
mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE,
che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento.
Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano
la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento
di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di
truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica
dissuade gli interventi solidali di search and rescue.
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della
dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due
prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere
di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CRETA: MOBILITAZIONI CONTRO BASI MILITARI E INTERESSI SIONISTI Grazie al
contributo di una compagna ci facciamo raccontare come si articolino le
mobilitazioni contro gli interessi israeliani nell’isola di Creta: un territorio
cruciale su un piano strategico (basi nella di Baia di […]
Estratti dalla puntata del 6 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
MOBILITAZIONI IN CARCERE Apprendiamo dell’inizio dello sciopero della fame del
prigioniero palestinese Anan Yaeesh nel carcere di Melfi e della giornata di
astensione dal lavoro dei detenuti della FID nel carcere della Dozza in
solidarietà con la Freedom Flotilla e contro […]
Le nuove tappe della traiettoria autoritaria intrapresa dagli USA, le tecnologie
in campo, Antifa come gruppo terroristico, l'epurazione del nemico; il sionismo
nelle scuole italiane con Docenti per Gaza; Microsoft molla Unit 8200; uno
sguardo alla lotta dentro Polaroid contro l'apartheid...
La competizione strategica tra Cina e Stati Uniti è più complessa e meno lineare
di come viene solitamente rappresentata dai media generalisti. Conta, in prima
luogo l’interdipendenza economica tra i due giganti che da qualche decennio
struttura quel fenomeno che abbiamo conosciuto come “globalizzazione”, basato
sui due macro-fenomeni: una corposa delocalizzazione delle produzione verso il
[…]