Estratti dalla puntata del 19 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
TORINO: PARASSITI IN CARCERE
Quali sono le soglie di degrado tollerabili secondo i ragionieri della pena?
Sezioni infestate da parassiti di varia natura all’interno di un habitat
artificiale – come quello detentivo – dove individui deumanizzati possono
sperare di muoversi tra livelli di schifo più o meno intensi, in uno schema di
gerarchie informali di vivibilità che assumono spesso funzioni premiali.
Insieme a Giorgio Rossetto torniamo a parlare della sua recente esperienza
detentiva nel carcere di Torino, soffermandoci sulle condizioni igienico
sanitarie, le differenze tra sezioni, fino ai proclami governativi di esecuzione
della pena in strutture riabilitative per persone con diagnosi di
tossicodipendenza.
GRECIA: IL CASO MARFIN E L’AI APPLICATA AI “COLD CASE” DI MOVIMENTO
Il 5 maggio 2010, durante una grande mobilitazione contro le misure di austerità
in Grecia, un incendio colpì la filiale della Marfin Bank, ad Atene. Tre
lavoratori, Angeliki Papathanasopoulou, Vivi Zoulia ed Epaminondas Tsakalis,
persero la vita, rimanendo intrappolati nell’edificio perché erano stati
costretti dal loro capo a non poter prendere parte allo sciopero.
Nel luglio 2026, le autorità greche hanno annunciato nuovi sviluppi nelle
indagini, con l’identificazione di tre presunti responsabili attraverso il
riesame di materiale audiovisivo risalente al 2010, elaborato con strumenti di
AI e di analisi biometrica.
Ne parliamo grazie al contributo di una compagna dalla Grecia:
IL FALLIMENTO DI CHARCTER.AI, LA BOLLA FINANZIARIA E A16Z
La bancarotta di Charcter.ai descrive un possibile modello del collasso
dell’economia dell’AI.
Partendo da questo evento arriviamo a soffermarci su una struttura di venture
capital che ha sostenuto questa come altre aziende del settore: a16z, dove
apparato tecnomilitare sionista e accelerazionismo transumanista trovano la loro
sintesi finanziaria.
GUERRA IBRIDA SIONISTA: PUBBLICITÀ ONLINE E ACQUA COME ARMI
Una struttura di cyberguerra sionista perfettamente inserita nella routinaria
quotidianità della rete: le pubblicità online veicolate dall’azienda israeliana
Discover-Tech erano dei vettori virali per gli spyware dell’azienda israeliana
Candiru. Colpiti i dispositivi di Al Jazeera, Nato, Nazioni Unite e migliaia di
altri bersagli (tra i quali l’agenzia australiana per il nucleare).
/ / / Qui l’analisi di Citizen Lab
Parallelamente l’azienda nazionale idrica Mekorot sta replicando nel continente
Americano i modelli di espulsione e colonizzazione sperimentati in Palestina.
COLONIZZAZIONE COGNITIVA: MUSE CHARM ET SIMILIA
“Ti presentiamo Muse Charm, il primo dispositivo con agente IA di Meta,
progettato per gestire ogni momento della tua vita.” da meta.com
L’esternalizzazione della mente si diluisce nella quotidianità e non è mai stata
così cute:
Tag - intelligenza artificiale
Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
REPRESSIONE IN SICILIA
Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni
aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione.
Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No
Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva
nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà.
Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri
avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025
contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e
repressione del conflitto sociale in Sicilia.
/ / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre
USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA
Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli
USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per
persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa
scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7
Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il
National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si
classificava Antifa come network terroristico globale.
FRANCIA: PARCOURSUP
La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra
gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di
formazione superiore.
La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità
tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento.
Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si
paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella
dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove
se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la
tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover
compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE
Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della
resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione,
scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.
Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale
all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di
deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza
sociale:
RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA
Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A
scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie
ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per
tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di
sorveglianza.
Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come
rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente
delle guardie.
Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da
Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio
della Polizia Penitenziaria.
Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:
FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA
Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi
di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli
investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da
parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per
l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on
Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come
l’Eastern Flank Deterrence Initiative.
Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di
tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:
Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo
la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA
Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo
lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura
che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono
alla macchina bellica statunitense.
Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford
in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il
sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi
imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno
di scenari di guerra.
[Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità
delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford]
ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA
Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese
Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft.
Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro
relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante
le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di
sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square
Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato
di dominio sionista.
A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla
NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa
Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF.
In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da
Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con
le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in
Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab.
MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE
Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia
sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza.
Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele,
gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale
di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato
coloniale sionista.
VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato
questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi
conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro
la fine del 2026.
La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i
tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione
militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera
alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e
gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.
C’è davvero una probabilità del 10% che l’AI ci uccida tutti entro i prossimi 10
anni? Boh, d’altronde si sa: questa percentuale Jacob Coxon se l’è inventata
mentre si licenziava da Anthropic dando il là a Dario Amodei e ai principali
volti delle Big Tech della Silicon Valley per altisonanti prese di parola sulla
necessità di rallentare una tecnologia così potente che nemmeno loro sono in
grado di controllare. Per chi volesse approfondire, rimandiamo alla puntata
“Buttiamola in caciara con l’apocalisse!” del programma Stakka Stakka.
Il problema non è tanto se l’auto-training dell’AI ci sfuggirà o meno di mano,
quanto piuttosto gli effettivi impatti economici, ambientali e sociali a cui
questa tecnologia ci espone.
In questa intervista siamo partiti dall’enorme rischio di bolla finanziaria che
pende sulla testa degli investitori e dei fornitori di tecnologie AI per
delineare l’impatto economico che questa scommessa potrebbe avere sull’intero
mercato globale. A partire dalla stabilità dei mercati, dalla molteplicità di
aziende il cui destino è legato al settore dell’Intelligenza Artificiale, dalla
dipendenza che i paesi europei hanno sviluppato dai fornitori del digitale
statunitensi, fino alla ricaduta dei costi di un’eventuale crisi sui consumatori
comuni, i rischi sono molteplici e sono reali.
Rimangono rilevanti le modifiche radicali che l’AI proietta nel futuro del
mercato del lavoro. Secondo un’analisi del Fondo monetario
internazionale presentata ai ministri delle Finanze dell’Unione durante l’Ecofin
di Dublino, circa il 60% dei lavoratori nelle economie europee avanzate è
occupato in professioni fortemente esposte all’AI.
Ne parliamo con Lorenzo Tecleme autore del libro “Storie di (ordinario)
capitalismo selvaggio”, nato dal podcast “Unchained” per Valori.it:
Estratti dalla puntata del 21 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
ORIZZONTE DI GUERRA E RIFORME DEI SERVIZI SEGRETI
La guerra è il principale motore riorganizzativo degli stati europei in termini
economici, industriali e repressivi; un riorientamento diffuso che riguarda
anche un apparato profondo e per sua natura ambiguo e opaco, come i servizi
segreti.
Possiamo osservare l’attivazione di processi di riforma che riguardano vari
servizi segreti nazionali, fino alla promozione, sotto impulso di Von Der Leyen,
di un nuovo servizio segretoeuropeo sotto il controllo del Segretariato Generale
della Commissione Europea.
Una funzione dichiarata nel giustificare i nuovi poteri conferiti ai servizi
segreti di vari paesi europei è il contrasto della guerra ibrida russa; ne
osserviamo un recente esempio, così come la sottovalutazione della guerra ibrida
portata avanti da Israele.
Nella seconda parte ci concentriamo sulla riforma dei servizi segreti tedeschi
(BfV e BND) e in particolare su come questo processo coinvolga anche il settore
automobilistico, dei servizi digitali e di quelli bancari:
/ / / Per approfondire Singal Trace di Leonardo
PSICOLOGIA DELLE MACCHINE
Le intelligenze artificiali (LLM) producono risposte e prendono decisioni, ma
non si capisce completamente perché, all’interno di uno scenario dato, l’output
sia proprio quello.
Per sondare i meccanismi riflessivi della AI si ricorre all’analisi del loro
“prodotto” in termini psicologici: disvelare il “mondo interno” di queste
tecnologie cognitive a parte dall’analisi dei loro “discorsi”.
Si sviluppa così la Machine Psychology:
A prescindere dalle prevedibili derive antropizzanti di questa disciplina, le
studio del funzionamento profondo delle entità cognitive artificiali assume una
crescente centralità in ambito militare. Leggiamo alcuni estratti da uno studio
realizzato all’interno del Lawrence Livermore National Laboratory (centro studi
del Dipartimento dell’Energia statunitense, come i Los Alamos Labs) con un focus
su AI e rischio escalation nucleare:
Estratti dalla puntata del 14 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
ESTREMA DESTRA E FORZE DELL’ORDINE
A Torino si terrà un incontro, organizzato dal sindacato di polizia FSP, tra
membri delle forze dell’ordine, imprenditoria locale, un criminologo, un
direttore di media post-verità, un Vannacci.
Sarebbe dovuto essere un momento ufficiale di formazione per il personale di
polizia certificato da Ministero degli Interni e questura, ridimensionato a
“tavola rotonda sull’insicurezza urbana” in seguito alle polemiche suscitate.
Partiamo con una breve carrellata di episodi internazionali di relazioni tra
forze dell’ordine e gruppi di estrema destra, da quelli che perseguono
obbiettivi elettorali come Alba Dorata a quelli terroristici come il movimento
Reichsbürger.
Analizziamo quindi il profilo politico di questo momento di propaganda
ultra-reazionaria organizzato da un sindacato di polizia, partendo dalla
simbologia del volantino.
COME NASCE IL PRODOTTO VANNACCI
L’ipervisibilizzazione mediatica ha sicuramente giocato un ruolo cruciale nella
promozione di questa figura e nello sdoganamento delle sue parole d’ordine, ma
come funziona la macchina politica di Futuro Nazionale?
Un gioco di scatole: Associazione “Il Mondo al Contrario”, Centro Studi
Rinascimento Nazionale, Fondazione Generazione Xa”, Futuro Nazionale.
Grazie a un’importante inchiesta di Antonella Silipigni, approfondiamo la
struttura organizzativa, i finanziamenti e una rete che si articola tra
ex-ufficiali della Folgore, massoneria e l’internazionale nera di Steve Bannon.
Un bouquet dall’aroma destra golpista anni ‘70…
RETI NEURALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI BERSAGLI E DRONI DORMIENTI
Riprendiamo in modo più approfondito alcune recenti evoluzioni riguardanti il
crescente livello di autonomia operativa dei droni nel conflitto russo-ucraino e
la relazione tra ambiente e letalità all’interno della Kill Zone.
Analisti dell’esercito di Kiev descrivono l’evoluzione delle reti neurali per il
riconoscimento dei bersagli montate sui droni russi Molniya; parallelamente
emerge l’introduzione di droni dormienti attivati dal suono dei veicoli in
transito.
L’automazione della letalità rimanda a tecnologie precedenti come le mine
antiuomo, mentre Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia escono dal
trattato per la loro messa al bando.
Estratti della puntata del 7 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI
Con un comunicato rilasciato il 6 settembre 2026 si annuncia la fine del
progetto Autistici/Inventati.
La chiusura di A/I non è “l’ennesima disgrazia”, ma un evento che incarna
diverse traiettorie da analizzare e con le quali è urgente confrontarsi.
Il provvedimento dell’OFAC (ufficio beni stranieri del Dipartimento del Tesoro
statunitense) descrive il contesto di arbitrarietà e di potere sanzionatorio
globale di questa agenzia, così come l’impossibilità di disobbedire ai suoi
diktat da parte di provider e banche.
La questione non è semplicemente quella di trovare strumenti alternativi dove
trasferire il proprio blog o la propria casella di posta elettronica, ma come
muoversi collettivamente per contrastare la desertificazione di progetti che
esulino dalle logiche del capitalismo della sorveglianza.
PERCHÉ ATTACCARE A/I: CORNICE DI URGENZE E INTERESSI IN CAMPO
L’attacco statunitense risponde ad almeno tre scopi:
– fronte interno USA: corroborare la tesi di Antifa come network terroristico
globale
– testare l’adesione a un’internazionale reazionaria della repressione
– completare l’egemonia sulla rete (guerra alla crittografia, all’anonimato,
ecc.)
Questi tre scopi non vanno letti come segmentati, ma rispondono all’agenda di
classe dei tecnomiliardari: il rischio concreto di esplosione della bolla
dell’AI, le contraddizioni insanabili di un completamento dei processi di
automazione all’interno del sistema capitalista, l’ipotesi di una rabbia sociale
organizzata che inizi a rivolgersi contro di loro, suggeriscono l’investimento
in strutture di potere reazionarie.
Se diversi attori geopolitici giocano alla guerra di informazione con le loro
squadre di chatbots e AI agentiche, il “campo da gioco” prinicpale sono i social
media statunitensi.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E POLITICA
In ambito politico, i chatbots non servono solo a manipolare il consenso, ma
vengono progressivamente utilizzati in modo crescente da legislatori, ministri,
funzionari di vario ordine e grado.
Un’analisi di algorithmwatch.org ci consente di tornare sulla relazione tra AI e
politica, osservando scenari attuali e futuribili:
APP PER LE VACANZE DEI CRIMINALI DI GUERRA
Shachpatz (giubbotto antiproiettile) è un’app israeliana, realizzata dal
movimento ultra sionista di azioni legali Shurat HaDin, per tutelare veterani di
IDF in vacanza da eventuali ripercussioni per i crimini di guerra commessi a
Gaza.
Se gli strumenti di autodifesa digitale vengono criminalizzati come funzionali
alla commissione di reati, se collettivi come autistici/inventati sono tacciati
di facilitare reati politici e network terroristici internazionali come Antifa,
può essere interessante segnalare altri strumenti che tutelano poveri genocidari
indifesi.
SPOILER PROSSIMA PUNTATA
Droni dormienti attivati da segnali acustici, automazione dei sistemi d’arma
russi in Ucraina… breve introduzione di argomenti che affronteremo insieme
lunedì prossimo:
Estratti dalla puntata del 31 agosto 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LISTE NERE, TERRORISMO ANTIFA E CENSURA GLOBALE
Il 26 agosto 2026 il collettivo Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito in
una lista nera del Dipartimento del Tesoro statunitense che include anche
l’organizzazione della diaspora palestinese Masar Badil (Palestinian Alternative
Revolutionary Path Movement), e il movimento britannico Palestine Action.
Il collettivo non è accusato di aver compiuto azioni criminali, ma di aver
consentito l’anonimato online e strumenti di comunicazione protetta grazie alle
sue strutture autogestite.
In compagnia dell’avvocato Gianluca Vitale, che si sta occupando della tutela
legale di Autistici/Inventati, affrontiamo diversi aspetti politici, geopolitici
e geotecnologici della vicenda: dall’attacco alla libera comunicazione del
pensiero, alla censura facilitata anche da normative come il Digital Service Act
europeo, all’utilizzo delle liste nere come esercizio di egemonia repressiva su
scala globale, alla possibile influenza sulle autorità italiane e a
ripercussioni legali, fino al conflitto intrinseco tra il modello di interazioni
digitali difeso da A/I e quello dei colossi del web statunitensi.
/ / / intervista a un compagno di Hacklab Torino
A margine riprendiamo alcune cornici all’interno delle quali leggere l’attacco
del Dipartimento del Tesoro statunitense contro A/I:
– il fronte interno degli USA trumpiani e la necessità di rappresentare Antifa
come network terroristico internazionale
– il tentativo di testare la possibilità di consolidare un’internazionale
reazionaria della repressione
– la multipolare guerra all’anonimato online e alla crittografia delle
comunicazioni digitali
CHATBOT E CYBERMAFIE
L’indicazione da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense delle strutture
di Autistici/Inventati come facilitanti attività illegali e terroristiche
diventa quasi ridicola se si osserva il ruolo dei chatbot statunitensi nella
costruzione di industrie della truffa e nel supporto a eserciti non-statali come
Boko Haram:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE UCRAINA
L’Ucraina sta seguendo le orme di Israele nella strutturazione di una rete di
diplomazia tecno-militare?
Gli accordi Ucraina-Honduras per l’uso di droni sul fronte interno, l’accesso
dell’apparato militare industriale britannico ai dati degli Avengers AI Labs
ucraini, l’ex ministro della difesa Fedorov (architetto delle guerra
automatizzata) arruolato da Crosetto, Leonardo che apre la sua filiale a Kiev,
ma soprattutto la dimensione laboratoriale del confitto… ci suggerirebbero di
sì.
Sulle reti di diplomazia industriale sionista vedi anche:
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Il saggio di Dario Guarascio “Imperialismo digitale” analizza la forma del
capitalismo attuale a partire dalla militarizzazione del paradigma tecnologico.
Nella fase di crisi egemonica e dello scontro sullo sfondo tra Stati Uniti e
Cina anche la tecnologia assume un ruolo centrale e soprattutto il rapporto
stato-capitale si trasforma.
Nella discussione è stato affrontato il circolo vizioso che si crea tra la
guerra e la necessità di farla e viceversa quando ad entrare in campo sono le
Big Tech e i soggetti privati che ne detengono il dominio.
L’incontro si è chiuso con domande che rimangono aperte e che interrogano
l’agire a fronte dell’evoluzione tecnologica del presente: dagli impatti
ambientali a quelli sulla formazione della soggettività, dalla sempre più
incessante richiesta di energia allo sviluppo anche alle nostre latitudini dei
data center come nuovo orizzonte di profitto, dal ruolo della tecnologia nella
società in guerra alle forme di luddismo tecnologico ipotizzabili in un futuro
non per forza troppo lontano..
Buon ascolto