Il 2 settembre, a Torino, un ragazzo viene inseguito da agenti in borghese. Per
sottrarsi alla macchina che lo bracca attraversa corso Principe Oddone e viene
falciato da un auto. La dinamica è tutt’altro che chiara ma per la cronaca si
tratta di un “pusher investito”.
E’ proprio su questa sproporzione tra accaduto e racconto che ci siamo
concentratə.
La forza pubblica, storicamente interviene in un ordine sociale che la precede
fatto di proprietà, confini, diseguaglianze o appartenenze. Per questo con
ritorna con regolarità sugli stessi corpi, invertendone la polarita: sicurezza,
degrado, decoro, emergenza e legalità, sono termini così generici che
classificano senza dover descrivere. Il “bengalese” il “tossico” “il magrebino”
sono i profili socio-razziali della paura.
Come ci ha raccontato Folaye questo succede ogni giorno al Pilastro con
l’intensificarsi dei controlli agli stranieri: una zona rossa o prigione urbana
altamente controllata, con specifici protocolli basati sulla appartenenza
razziale, legittimata da leggi pronte all’uso, scritte su misura per liberare il
campo alle azioni di forza, per far si che le morti siano “accidentali”.
Come la storia di Hamid Badoui,uscito cadavere dal carcere delle Vallette non si
sa come nè perchè, sfuggito ai Lager in Albania, e poi incappato nel cassepipe
dello Stato che non gli ha lasciato scampo.
Come tutto ciò possa essere possibile lo spiegano i fatti: La propaganda arriva
prima della forza e le prepara il campo. Stabilisce chi deve apparire
minaccioso, chi merita credibilità, quale violenza può essere amministrata come
routine e quale invece deve essere vista come scandalo; leggi sempre piu
violente come il pacchetto sicurezza,lo scudo penale, il fermo preventivo fanno
da complemento. La domanda che resta è semplice abbastanza da disturbare: quale
ordine protegge la polizia, e chi paga il prezzo di quella protezione
Questa trasmissione speciale nasce dall’incontro tra Harraga, Black In,
Collettivo Ujamaa e Arsider. Contiene una selezione musicale a cura di dj
Subumano