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Voci dal CPR di Torino
Un audio di racconto registrato direttamente dalle persone recluse nel CPR di Torino, che chiedono di far uscire e di diffondere il più possibile le loro voci, direttamente da dentro quel lager. Dai racconti emergono le condizioni di detenzione all’interno del centro, la violenza ordinaria esercitata dalla polizia e le responsabilità di Sanitalia, l’azienda che gestisce la struttura, cioè che lucra sulla pelle delle persone recluse. Dalla riapertura del CPR, avvenuta lo scorso anno, le prime due aree del centro sono state rese inagibili dalle rivolte dei reclusi, in alcuni casi anche attraverso l’uso del fuoco. Da allora, la gestione procede a rotazione: si chiude un’area e se ne apre un’altra, senza interventi reali di ristrutturazione. Intanto i fondi continuano a essere incassati, mentre alcune sezioni restano danneggiate e vengono comunque utilizzate per detenere persone. Le voci raccontano anche il passaggio dal carcere al CPR, spesso conseguenza della revoca del permesso di soggiorno, e raccontano situazioni di abuso e abbandono legale.
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DDL MIGRAZIONE: GESTIRE E REPRIMERE LE PERSONE RAZZIALIZZATE
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì su Radio Blackout alle ore 15, abbiamo tentato una disamina del nuovo disegno di legge migrazione, che ad oggi vediamo approvato dal governo italiano e che si trova in fase di discussione al senato. Un disegno di legge che viene varato nell’ottica di spianare la strada al patto europeo Migrazione e Asilo (per approfondirlo rimandiamo al podcast: “Sul patto UE Migrazione e Asilo 2026”) e di dotare la legislazione italiana di ulteriori strumenti disciplinanti, repressivi e detentivi nei confronti delle persone migranti. Dalle nuove diposizione relative alle persone presenti sul territorio italiano, alla normativizzazione di pratiche già ampiamente utilizzate all’interno dei CPR, passando per le nuove ipotesi di espulsione giudiziale e le disposizioni sull’interdizione dalle acque territoriali, sino ad arrivare all’adeguamento della normativa in relazione al Patto UE, il tentativo di analisi di questo DDL lo faremo oggi con Giorgia, avvocata che in più occasioni ci ha aiutato a capire il groviglio e la recrudescenza delle legislazioni anti-migranti. Ascolta qui il podcast:
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Bakari Sako: uno di tanti, troppi, morti di razzismo e sfruttamento
“L’omicidio razzista di Bakari Sako, taciuto per giorni, traccia la misura di una violenza sistemica che negli ultimi anni si è andata intensificando – a suon di interventi legislativi sempre più punitivi e securitari, di manipolazione dell’informazione in chiave razzista e di pratiche di sfruttamento sempre più intense e generalizzate, che alimentano disagio sociale e guerre tra poveri, soprattutto in quei territori da secoli soggetti ad operazioni di rapina, estrattivismo e abbandono sociale”. Partendo da alcune riflessioni tratte dall’esperienza di Campagne in Lotta, proviamo ad inquadrare e a parlare della morte di Bakari Sako come un caso non isolato né tantomeno eccezionale. Uno dei tanti episodi di violenza razzista che seppur in via eccezionale non è stato invisibilizzato o rilegato ai margini della cronaca locale, ha finito per essere raccontato facendo ricorso alla propaganda contro le baby gang, in un loop di razzismo che strutturalmente sorregge il nostro paese. Riuscire a smontare una retorica che rende alcune persone sacrificabili o ne giustifica la sacrificabilità mostrificandone delle altre diventa quotidianamente più necessario. Per questo abbiamo colto l’occasione per rilanciare la tre giorni LUOGHI-CORPI-FRONTIERE: contro la mercificazione dei territori che il 26-27-28 Giugno in Salento aprirà spazi di confronto su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resistenza, forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente (per la presentazione della tre giorni vedi il programma del compleanno di Porfido) Qui il podcast della diretta con un compagna di Campagne in Lotta:
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