Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani
rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il
caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …
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Un audio di racconto registrato direttamente dalle persone recluse nel CPR di
Torino, che chiedono di far uscire e di diffondere il più possibile le loro
voci, direttamente da dentro quel lager.
Dai racconti emergono le condizioni di detenzione all’interno del centro, la
violenza ordinaria esercitata dalla polizia e le responsabilità di Sanitalia,
l’azienda che gestisce la struttura, cioè che lucra sulla pelle delle persone
recluse.
Dalla riapertura del CPR, avvenuta lo scorso anno, le prime due aree del centro
sono state rese inagibili dalle rivolte dei reclusi, in alcuni casi anche
attraverso l’uso del fuoco. Da allora, la gestione procede a rotazione: si
chiude un’area e se ne apre un’altra, senza interventi reali di
ristrutturazione. Intanto i fondi continuano a essere incassati, mentre alcune
sezioni restano danneggiate e vengono comunque utilizzate per detenere persone.
Le voci raccontano anche il passaggio dal carcere al CPR, spesso conseguenza
della revoca del permesso di soggiorno, e raccontano situazioni di abuso e
abbandono legale.
Quattro braccianti uccisi in Calabria. Piantedosi, Salvini e Meloni
continueranno a parlare di sicurezza e invasione. Ma dietro questa strage ci
sono le loro leggi, il sistema dei decreti flussi …
Mentre lottiamo a fianco dei popoli in rivolta contro il colonialismo e la
guerra, guardiamo a quello che l’assetto da guerra produce qui da noi. Oltre
alla partecipazione diretta al…
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì su Radio
Blackout alle ore 15, abbiamo tentato una disamina del nuovo disegno di legge
migrazione, che ad oggi vediamo approvato dal governo italiano e che si trova in
fase di discussione al senato. Un disegno di legge che viene varato nell’ottica
di spianare la strada al patto europeo Migrazione e Asilo (per approfondirlo
rimandiamo al podcast: “Sul patto UE Migrazione e Asilo 2026”) e di dotare la
legislazione italiana di ulteriori strumenti disciplinanti, repressivi e
detentivi nei confronti delle persone migranti.
Dalle nuove diposizione relative alle persone presenti sul territorio italiano,
alla normativizzazione di pratiche già ampiamente utilizzate all’interno dei
CPR, passando per le nuove ipotesi di espulsione giudiziale e le disposizioni
sull’interdizione dalle acque territoriali, sino ad arrivare all’adeguamento
della normativa in relazione al Patto UE, il tentativo di analisi di questo DDL
lo faremo oggi con Giorgia, avvocata che in più occasioni ci ha aiutato a capire
il groviglio e la recrudescenza delle legislazioni anti-migranti.
Ascolta qui il podcast:
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì su Radio
Blackout alle ore 15, abbiamo tentato una disamina del nuovo disegno di legge
migrazione, che ad oggi…
“L’omicidio razzista di Bakari Sako, taciuto per giorni, traccia la misura di
una violenza sistemica che negli ultimi anni si è andata intensificando – a suon
di interventi legislativi sempre più punitivi e securitari, di manipolazione
dell’informazione in chiave razzista e di pratiche di sfruttamento sempre più
intense e generalizzate, che alimentano disagio sociale e guerre tra poveri,
soprattutto in quei territori da secoli soggetti ad operazioni di rapina,
estrattivismo e abbandono sociale”.
Partendo da alcune riflessioni tratte dall’esperienza di Campagne in Lotta,
proviamo ad inquadrare e a parlare della morte di Bakari Sako come un caso non
isolato né tantomeno eccezionale.
Uno dei tanti episodi di violenza razzista che seppur in via eccezionale non è
stato invisibilizzato o rilegato ai margini della cronaca locale, ha finito per
essere raccontato facendo ricorso alla propaganda contro le baby gang, in un
loop di razzismo che strutturalmente sorregge il nostro paese.
Riuscire a smontare una retorica che rende alcune persone sacrificabili o ne
giustifica la sacrificabilità mostrificandone delle altre diventa
quotidianamente più necessario.
Per questo abbiamo colto l’occasione per rilanciare la tre giorni
LUOGHI-CORPI-FRONTIERE: contro la mercificazione dei territori che il 26-27-28
Giugno in Salento aprirà spazi di confronto su pratiche di lotta ma anche di
sussistenza e di resistenza, forme di organizzazione e modi di intendere il
nostro essere nel presente (per la presentazione della tre giorni vedi il
programma del compleanno di Porfido)
Qui il podcast della diretta con un compagna di Campagne in Lotta:
Dopo la tragedia del 16 maggio, i fascisti provano a speculare sul dolore per
seminare odio razzista. In piazza centinaia di persone contro la provocazione
nera: ancora una volta manganelli …
di Marco Sommariva* Serve smettere di raccontare la salute mentale come una
minaccia sociale anche perché, come diceva Basaglia, “visto da vicino nessuno è
normale Cominciamo da una breve e …
di Christian Argine La tragedia di via Emilia non autorizza Salvini, Vannacci e
il trittico FdI-FI-Lega a trasformare il dolore delle vittime in propaganda
islamofoba: la sicurezza vera si costruisce …