Dietro la retorica della rivolta contro le élite si consolida una convergenza
tra estrema destra, grandi patrimoni, think tank conservatori e piattaforme
digitali. Il migrante viene trasformato nel responsabile dell’impoverimento …
Tag - razzismo
di Giovanni Iozzoli * Dalla morte di Abdelrahim Fakir a quella di Monica
Esposito, due tragedie lungo la via Emilia raccontano una società attraversata
da solitudine, marginalità e paura. Mentre …
di Emanuele Braga* Dalla Palestina alla Val di Susa, passando per Bologna e gli
Stati Uniti: una riflessione sul doppio standard con cui media e politica
raccontano la violenza, criminalizzano …
Da Ceuta alla Fortezza Europa, la crisi delle migrazioni non racconta il
fallimento delle politiche di controllo, ma il successo culturale delle destre.
Mentre il razzismo diventa senso comune e …
Nella puntata di oggi di Harraga (in onda ogni venerdì dalle 15 alle 16 su Radio
Blackout) parliamo della detenzione amministrativa negli Stati Uniti, un tema
centrale per capire come la macchina del razzismo istituzionalizzato
dell’amministrazione Trump – dalle retate ICE nelle strade alla detenzione – si
muova nel cuore del capitalismo. Dopo aver raccontato retate e mobilitazioni di
piazza, oggi facciamo un passo avanti nella catena: la detenzione amministrativa
delle persone migranti, gli Administrative Detention Centers, il corrispettivo
statunitense dei nostri CPR, viene gestita in gran parte da colossi privati che
lucrano miliardi sulla pelle delle persone recluse, con investimenti pubblici
esplosi dalla seconda amministrazione Trump.
Ripercorriamo due momenti di lotta che hanno scosso quei centri dalle fondamenta
negli ultimi anni: lo sciopero della fame collettivo dell’aprile 2020 all’Otay
Mesa Detention Center di San Diego, e di come una forma di protesta di solito
individuale sia diventata lotta collettiva, “contagiandosi” tra vari centri di
reclusione negli USA – un parallelo che ci risuona con le rivolte nelle carceri
italiane della stessa primavera 2020 e con la repressione durissima che le ha
seguite. Poi le proteste e lo sciopero della fame e del lavoro del maggio 2026 a
Delaney Hall, New Jersey, dove la lotta interna si è saldata con la solidarietà
e i blocchi fuori dal centro, incontrando anch’essa una risposta repressiva
molto violenta.
Ne abbiamo parlato con Ettore, che si è occupato e ha fatto ricerca sul campo
proprio sulla detenzione amministrativa negli USA.
Oltre cinquantamila persone hanno tentato di raggiungere l’enclave spagnola in
Marocco. Dietro la narrazione dell’«invasione» ci sono disoccupazione, crisi
sociale, ricatti geopolitici e un sistema di esternalizzazione delle frontiere
che …
Un esponente di Futuro Nazionale diffonde sui social il video dell’aggressione a
un cittadino iracheno in stato di fragilità psichica e viene applaudito da
centinaia di commenti. Non è solo …
di Vincenzo Scalia Da Vannacci e Cruciani all’apologia della giustizia
fai-da-te, cresce una cultura politica che sdogana l’uso della forza e alimenta
la paura, mentre il potere continua a indicare …
Dietro la guerra ai migranti e la remigrazione si nasconde una vecchia funzione:
dividere il lavoro salariato, alimentare la guerra tra poveri e proteggere chi
concentra ricchezza e potere. Roberto …
Antonella Bundu e altri attivisti colpiti con sanzioni fino a 20 mila euro per
aver contestato il raduno della remigrazione. Mentre le piazze antifasciste
vengono criminalizzate, il razzismo organizzato trova …