(disegno di peppe cerillo)
Luglio inizia con la conferenza dei servizi sugli ex Mercati Generali:
Campidoglio e Regione concordano sulla prosecuzione del progetto di studentato
privato di Hines, e danno, al solito, solo i mesi estivi per opporsi (quando gli
uffici sono chiusi). L’assessore Zevi apre il Festival del patrimonio con il
titolo infantilizzante e ipocrita di Felicittà (era il nome della città di
Richard Scarry, prima tradotto come “Sgobbonia”). Intanto, nelle serate più
calde degli ultimi trent’anni, la sinistra cittadina continua a discutere sulle
esternazioni di Valerio Carocci della Fondazione Cinema America contro il
sindaco Gualtieri, e sulla trasformazione del cinema Metropolitan in cento
commerciale.
Il 3 viene pubblicato un appello di Nonna Roma: un gruppo di urbanisti critici
chiede una nuova direzione per l’urbanistica romana, per una città più vivibile
e partecipata. Il 4 dall’ospedale israelitico di Roma vengono sottratte ottanta
fiale di Fentanyl: abbastanza per confezionare ventimila dosi. La cassaforte che
le conteneva è stata aperta con la chiave. A Ostia muore un trentenne buttandosi
dal pontile. L’8 il Tar del Lazio respinge il ricorso sull’affidamento diretto
del Rialto Sant’Ambrogio alla comunità ebraica, affermando che i ricorrenti non
erano parte in causa. L’ex candidato sindaco Adinolfi viene arrestato con
l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Il 9 grande picchetto antisfratto a
Garbatella, per evitare lo sfratto di una donna di cento anni dalla casa di un
ente previdenziale acquistato da Fabrica SGR (Caltagirone). Il Comune ritira
l’assurdo progetto dell’albero bioclimatico a Termini: una struttura di trenta
metri di metallo, dal costo di cinquecentomila euro, che avrebbe dovuto
rinfrescare l’aria dopo il taglio di tutti gli alberi della zona.
Il 10 il Municipio X (Ostia) pubblica la nuova mappa dei quartieri: per la prima
volta si riconosce l’Idroscalo, quartiere interamente autocostruito e
costantemente sotto minaccia di sgombero. L’11, il giorno dopo la scarcerazione
dei prigionieri anarchici arrestati a fine giugno, viene rioccupato il c.s.o.a.
Bencivenga sulla Nomentana, ma lunedì 13 viene sgomberato di nuovo e sessanta
persone vengono identificate. Il 14 inizia la conferenza dei servizi sullo
stadio di Pietralata, che formalizza l’“interesse strategico nazionale” dello
stadio della Roma, praticamente come una base militare. All’aeroporto di
Fiumicino la polizia sequestra 216 chili di khat a un cittadino israeliano
proveniente da Tel Aviv, che chiede di essere estradato in Israele. La sera a
Trastevere un senegalese filma un italiano che piscia sul muro, questo per
risposta tira fuori la pistola, spara per aria e poi spara a un braccio del
senegalese. Il 15 si annuncia che il fondo Kryalos di Blackstone ha comprato due
nuovi palazzi di lusso al centro di Roma – uno a Termini e l’altro a piazza di
Spagna – per farne due hotel. Il 17 si annuncia che i vigili del fuoco di Ostia
non si trasferiranno a Fiumicino come previsto ma si sposteranno all’ex Colonia
Vittorio Emanuele. L’assessore Zevi annuncia anche l’assegnazione del locale di
Esc a via dei Volsci (San Lorenzo) e la cancellazione del debito.
Il 18 c’è una manifestazione di poliziotti, finanzieri, carabinieri e soldati,
per chiedere gli aumenti degli stipendi. Il Times pubblica un articolo
sull’apertura di spiagge libere a Ostia, con intervista all’assessore al
patrimonio Zevi: fa notizia che in un paio di spiagge vicino Roma siano
applicate le direttive europee sugli arenili. Il 20 a Bastogi una donna
precipita in un garage dopo il cedimento della grata su cui stava passeggiando,
per fortuna si salva. Incidente stradale con un morto sull’Appia, tra Velletri e
Genzano. Presidio al Viminale in protesta contro l’omicidio di Fakir da parte
della polizia a Bologna; finito il presidio, un grande corteo prosegue verso la
stazione Termini al grido di “Tout le monde déteste la police!”. Il caldo e
l’umidità sono sempre più insostenibili.
Il 21 muore l’attore Pippo Di Marca, cadendo dal suo balcone di Trastevere,
forse suicida. Scoppia un incendio al Parco dell’Acqua fredda, probabilmente
doloso. Il 22 al Tufello appare un murale che rappresenta Abderrahim Fakir,
ucciso dalla polizia a Bologna: l’artista Harry Greb lo dipinge sullo stesso
muro dov’era ritratto Stefano Cucchi. Il 23 il Comune annuncia l’apertura di
undici sale cinematografiche e undici biblioteche come rifugi climatici… fino al
5 agosto. Seguendo la tendenza corrente per cui basta nominare una cosa per
farla esistere, il progetto è stato chiamato il grande freddo (ai cittadini che
chiedono quando invece si pianteranno alberi, il Comune risponde che se ne
riparla a novembre). Intanto l’assemblea capitolina approva le norme tecniche
d’attuazione del piano regolatore, perdendo una grande opportunità per
affrontare la catastrofe climatica. Il 25 notte scoppia un rogo nel carcere di
Mammagialla a Viterbo, dove ci sono 676 persone rinchiuse (il limite massimo
sarebbe 470). Muore un detenuto marocchino, Abdelkarim Talba, secondo le
autorità carcerarie suicida. La sua avvocata dice che è strano che si sia
suicidato, visto che aveva appena chiesto i domiciliari.
Il 27 quattro carabinieri di Roma vengono sospesi per otto mesi dal servizio per
aver dichiarato di essere stati aggrediti da un uomo che non si era fermato al
loro segnale; un video di un residente dimostra invece che non era vero, e che
lo hanno picchiato senza ragione. Presidio di abitanti di Pietralata davanti al
ministero dei trasporti a Porta Pia, in corrispondenza con l’avvio della
conferenza dei servizi per lo stadio dei Friedkin. Il 29 notte scoppia un
incendio a Spin Time. Gli abitanti lo domano ed escono dal palazzo per far
entrare i vigili del fuoco, che però non permettono loro di rientrare. Centinaia
di persone rimangono per strada; nel pomeriggio del 30 si convoca un presidio di
solidarietà, si attiva un conto per le donazioni, e centinaia di persone
accorrono in sostegno. Il mese si chiude con gli occupanti ancora in strada
sotto il caldo infernale, come durante la terribile estate dello sgombero di
piazza Indipendenza, quasi dieci anni fa. Mentre decine di sgomberati e
sgomberate (tra cui molti minori), stremati dalla sete e dal sole, sono accolti
dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dal Polo Civico Esquilino, dal
Centro anziani del quartiere, dal centro per l’infanzia Matemu, il sindaco fa
una passerella elettorale a tema green con Elly Schlein, in un parchetto del
Pigneto che viene ribattezzato “bosco urbano”. Intanto modifica anche lo statuto
di Acea per inserire nel consiglio d’amministrazione il marito della senatrice
Lorenzin. Benvenuti a Felicittà. (stefano portelli)
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– 2026 | Anno in corso:
gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno
– 2025 | Anno Santo:
gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre
– 2024 | Anno non Santo:
gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre
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(disegno di peppe cerillo)
Il 2 giugno la festa della Repubblica si celebra con una parata militare sulla
via che Mussolini fece sventrare proprio per farci le parate militari. Il 3 uno
studioso palestinese con una borsa di studio dell’Università di Tor Vergata
viene arrestato all’aeroporto prima di partire perché Israele, che ha già ucciso
venticinque membri della sua famiglia, lo considera un terrorista di Hamas e lo
rinchiude nella famigerata prigione di Ashkelon. Il 5 c’è un presidio a Roma per
chiederne la scarcerazione. Continuano le multe contro i monopattini, nonostante
chi li guida sia la vittima, non il carnefice, nei numerosi incidenti che li
coinvolgono. A Ostia un signore in monopattino colpisce con un pugno i vigili
che provavano a multarlo. Il 7 c’è un presidio davanti all’ambasciata della
Libia per la liberazione dei membri del Global Sumud Convoy trattenuti
illegalmente nelle carceri libiche.
L’11 c’è un grosso incendio al Mandrione: un ramo cade sui fili del tram,
bloccando il traffico. Il 12 i comitati di Santa Palomba annunciano il
ritrovamento di una strada romana nel cantiere dell’inceneritore, e ne chiedono
il blocco. Sabato 13 è una giornata campale: da Prati parte un corteo per la
“remigrazione”, che non conta più di qualche migliaio di fanatici; da piazza
Repubblica sfilano circa duecento militanti contro l’aborto; Casa Pound
organizza un festival rock segreto dal nome “La tana delle tigri”, e Vannacci
presenta il suo partito Futuro Nazionale all’Auditorium del Vaticano. Il grande
corteo Fuck Remigration (almeno ventimila persone) attraversa intanto la città,
sfidando tutta questa marmaglia. Il 15 l’influencer qualunquista Simone
Carabella si presenta al centro sociale La Maggiolina denunciando l’uso di
droghe e alcool e staccando una bandiera palestinese al grido di: «Siamo in
Italia». Come risultato di questa visibilità, un carrozziere italiano che usava
un locale senza permesso rischia di chiudere. Il giorno dopo, il 16, la polizia
irrompe all’alba nel centro sociale occupato Bencivenga, in un’operazione
contemporanea ad altre perquisizioni e arresti a Napoli, Milano, e Val di Susa.
A Roma una persona viene arrestata. Sempre lo stesso giorno Tarek Idrissi esce
finalmente dal carcere di Frosinone, dopo un anno e otto mesi rinchiuso per aver
partecipato al corteo per la Palestina del 5 ottobre 2024.
Il 17 inizia la demolizione delle strutture centrali del complesso di case
popolari di Tor Sapienza, abbandonate e occupate per viverci da decenni. Il
18 doveva iniziare la riqualificazione del litorale di Ostia e la costruzione di
un Parco del mare, ma tutto tace. Crolla il tetto del mercato ittico nel
complesso dei Mercati generali che la giunta Gualtieri vuole concedere per
quattro soldi al maxifondo texano Hines. Lo stesso giorno un articolo rivela un
nuovo scandalo sull’ex convento Sant’Ambrogio dietro piazza delle Tartarughe,
ceduto senza bando e gratuitamente alla comunità ebraica per farvi una scuola
confessionale privata (le associazioni culturali e politiche che lo abitavano
furono sgomberate nel 2017 perché il palazzo doveva andare alla Sovrintendenza
per i beni culturali). Si scopre ora che gli otto milioni previsti per la
ristrutturazione verranno in gran parte da un magnate delle slot machine,
l’israeliano Uri Poliavich, proprietario di e di altri siti di giochi
d’azzardo, alcuni dei quali proibiti nell’Unione Europea. Il 19 manifestazione
in Campidoglio contro l’inceneritore. A Borgo Pio il pugile fallito Simone
Carabella aggredisce un venditore ambulante al grido di: «Africano, torna a casa
tua». Durante la votazione per sospendere le collaborazioni tra il comune di
Roma e Israele, metà consiglio esce dall’aula per invalidare la mozione,
evidenziando iI disprezzo degli eletti verso i sedicimila cittadini che
l’avevano firmata. L’associazione LGBTQ+ Keshet Italia annuncia la sua
partecipazione al gay pride nonostante il suo sostegno alle politiche genocide
di Israele e l’uso costante di un linguaggio islamofobo. L’organizzazione del
Pride dichiara che non ci sono le condizioni per concedere loro di sfilare su un
carro, poiché la manifestazione condanna esplicitamente il genocidio e la
pulizia etnica in Palestina.
Il 21, solstizio d’estate; presidio dietro al carcere di Regina Coeli, in
solidarietà con le persone arrestate la settimana prima nel blitz contro gli
spazi anarchici. Il 22 nuovo presidio davanti al tribunale di piazzale Clodio,
dove si celebra l’udienza per la persecuzione a persone che hanno partecipato a
una manifestazione del 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito. Il
23 manifestazione a Montecitorio contro l’approvazione del Piano Casa, che
prevede anche un commissario straordinario, strapagato, che potrà decidere anche
al di sopra dei presidenti eletti delle regioni. Il 24, festa dei fuochi di San
Giovanni, viene scarcerato l’ex sindaco Alemanno, dopo due anni a Regina Coeli
per le truffe di Mafia Capitale (e il tentativo di falsificare i documenti per
evitare i lavori socialmente utili). La sera stessa viene invitato a cena da
Vannacci, che forse spera di rimpolpare con un truffatore la scarsissima presa
del suo movimento per la remigrazione. Il 25 la rete Roma sa da che parte
stare manifesta davanti al Campidoglio per interrompere le collaborazioni del
Comune con Israele. Si apre una nuova polemica interna alla sinistra capitolina:
il giovane gestore dell’associazione Cinema America, Valerio Carocci, attacca
duramente l’amministrazione Gualtieri che fino a quel momento lo aveva
finanziato copiosamente, per poi dichiarare di voler creare una nuova lista
civica alternativa a quella del sindaco. L’oggetto del contendere è il cinema
Metropolitan a via del Corso, che una serie di artisti internazionali chiedono
di non cedere a l’ennesimo fondo immobiliare. Intanto, a Ostia Antica un operaio
di cinquantacinque anni ne uccide uno di trentacinque durante una lite al bar, e
al Pigneto, di notte, qualcuno dà fuoco a una grande bandiera della pace
costruita da genitori e alunni della scuola elementare Toti.
La notte del 28 dodici agenti mettono i sigilli all’associazione culturale
Angelo Mai, che denuncia un accanimento da parte della questura. Il 29 era
prevista una grande manifestazione indetta dal neofascista Simone Carabella per
la festa di San Pietro e Paolo: la locandina annunciava che un sacerdote avrebbe
benedetto la folla, anche se la diocesi non era informata, ma dell’evento non
c’è traccia neanche sul suo attivissimo profilo social. Il 30 un nuovo
articolo rivela che l’imprenditore israeliano del gioco d’azzardo Uri Poliavich
che finanzierà la trasformazione dell’ex Rialto in liceo ebraico, ha creato una
rete di scuole in tutta Europa per spingere i ragazzi a trasferirsi in Israele e
arruolarsi nell’esercito israeliano (lo spiega lui stesso in questo video).
Difficile immaginare come la giunta Gualtieri uscirà da quest’operazione. Nel
frattempo la temperatura sale a quaranta gradi, e le notti di clima tropicale
sono più frequenti che in tutti gli ultimi dieci anni. Nonostante l’emergenza
climatica dichiarata l’ultima settimana di giugno, e l’ordinanza della Regione
Lazio che vieta il lavoro sotto il sole tra le 12.30 e le 16, a migliaia di
lavoratori non è stato detto nulla. In particolare i rider, quasi tutti di
origine straniera, continuano a lavorare come sempre, dieci ore al giorno sotto
il sole. (stefano portelli)
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LEGGI ANCHE I REWIND DEL:
– 2026 | Anno in corso (gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio)
– 2025 | Anno
Santo (gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre)
– 2024 | Anno non
Santo (gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre)
(disegno di peppe cerillo)
Il 1 maggio un grande corteo attraversa Roma Est dalla Tuscolana a Centocelle,
dove si celebrano anche i quarant’anni di occupazione del Forte Prenestino: un
numero incalcolabile di persone partecipa alla festa, che dura tutto il giorno.
Dopo il finesettimana riprendono i dibattiti sull’attentato contro gli
antifascisti al corteo del 25 aprile: gli stessi giornali che invocano la forca
a ogni minimo danno al mobilio stradale, ora minimizzano: “Ha solo ventun anni”,
“La mamma lo ha sgridato“, “Sbagliato criminalizzare”, “Siete antisemiti“).
Intanto la questura apre un’indagine sulle licenze per porto d’armi nella
comunità ebraica e sui sionisti della Brigata Vitali, dedicata a un gerarca
fascista ebreo. Il 4 il Comune apre un bando per Castelfusano, che riflette
tutto il nuovo “modello Gualtieri” per il litorale. Il 5 un locale di Garbatella
che aveva programmato la presentazione di un libro sulla brigata ebraica subisce
un attacco notturno, e il 6 un altro. Il Comune annuncia la futura
trasformazione della Galleria Borghese in un “hub culturale”. Sul greto del
Tevere a Fiumicino viene trovato il corpo senza vita di Ohashi Yoshiyuki,
intellettuale giapponese sparito mesi fa. Dagli anni Novanta viveva a Roma, dove
aveva tradotto al giapponese testi classici dell’esoterismo.
L’8 a Garbatella un pasticcere viene aggredito mentre andava al lavoro, al grido
di “siamo in Italia!”, una constatazione che secondo gli aggressori
contrasterebbe con il colore della sua pelle. Il segretario di stato Usa Marco
Rubio incontra Tajani e Meloni alla Farnesina. Appaiono due nuovi murales in
centro: uno di questi, davanti alla sede della rappresentanza UE in Italia,
rappresenta la Meloni che stringe la mano a un colono israeliano. Il 10 il
comitato Ex mercati generali denuncia movimenti di trivelle e carotaggi
nell’area: il Comune sta valutando il terreno sottostante, senza dare alcuna
rilevanza alle mobilitazioni del quartiere e della città contro la speculazione
della multinazionale Hines. L’11 la presentazione del libro sulla brigata
ebraica a Garbatella diventa un’occasione per esprimere solidarietà contro le
aggressioni sioniste: una grande folla riempie la libreria e la strada di
fronte. Il 14 presidio in Campidoglio contro la complicità con Israele, parte
della campagna “Roma sa da che parte stare”. Il 15 il Papa visita l’università
La Sapienza: nel suo discorso condanna il riarmo e l’uso militare dell’AI. Il
sindaco diffonde un video in cui, con una pala, scava il primo buco per la
costruzione del nuovo inceneritore, grazie ai suoi “poteri speciali”. Roma sarà
obbligata a versarci seicentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno
per trent’anni, vanificando il paziente lavoro di raccolta differenziata
allestito durante decenni.
Il 16 “Borgata parade” da Stazione Prenestina, e corteo per l’anniversario della
Nakba – un disastro quantitativamente di minore entità rispetto a quello
scatenato da Israele dopo il 7 ottobre. Il 18 al nuovo blocco alla Flotilla si
risponde con un corteo, meno numeroso di quelli di ottobre, da piazza Gaza (un
tempo nota con il nome coloniale di piazza dei Cinquecento) fino a San Giovanni.
La manifestazione coinvolge comunque diverse migliaia di persone. Il
20 all’auditorium di Confindustria si celebra la premiazione del concorso Roma
REgeneration (dove RE sta per real estate) già presentato alla fiera
dell’immobiliare di Cannes. Lo promuovono tre fondi immobiliari: DeA Capital (De
Agostini), Fabbrica immobiliare (Caltagirone) e InvestiRE (Banca Finnat,
proprietaria di Spin Time, al posto del quale vuole dar vita a un hotel di
lusso). Il progetto vincitore, “Roma Continua”, si concentra in particolare sul
collegamento della città con il litorale – un vecchio progetto mussoliniano.
Scritte fasciste appaiono tra Mandrione e Certosa, dove il 23 si celebra la
festa in omaggio di Ciro Principessa, ucciso da un fascista nel 1977: per la
prima volta si fa un corteo che attraversa la Casilina, ormai senza più trenino
giallo.
Il 25 c’è l’ennesima maxi operazione antidroga a Ostia, con elicotteri e cento
carabinieri: lo chiamano “controllo del territorio”, definizione tipica della
cultura mafiosa. Blogger di destra come Welcome to Favelas e Simone Carabella
lanciano l’allarme sulla celebrazione musulmana del Eid-al-Adha a Borgata
Gordiani, sostenendo che verranno macellati animali in piazza, naturalmente
smentiti dai rappresentanti della comunità islamica. Il 26 si occupa la Consulta
provinciale studentesca del Lazio, dopo l’annuncio di rimuovere la dicitura
“antifascismo” dal nome della Commissione memoria. Una squadraccia di Azione
Giovani aggredisce gli studenti antifascisti durante l’assemblea. Il 27 ci sono
due incidenti mortali sulle strade: una ragazza di quattordici anni in
bicicletta viene uccisa ad Aprilia, e un motociclista di cinquantadue anni a
Porta Portese. Il 28 ucciso un altro motociclista tra Ostia e Fiumicino. A Roma
muore sulle strade in media una persona ogni due giorni.
Il 29 una mandria di cavalli scappa dall’addestramento militare per la parata
del 2 giugno e galoppa sulla Colombo. Il 31 finalmente arriva Eid el-Adha, la
festa del sacrificio musulmano: si riempiono parchi e moschee di Roma, anche se
da nessuna parte si macellano gli agnelli in piazza. Alla festa di Villa
Gordiani si presenta l’influencer di estrema destra Simone Carabella con un
panino con la porchetta, convinto di aver ideato una geniale provocazione. Viene
ridicolizzato dai presenti e dai media, che fingono di ignorare come la
porchetta sia oggi l’ultimo orizzonte di valori per i “veri romani”. (stefano
portelli)
(disegno di peppe cerillo)
Il primo aprile, e non è uno scherzo, alla Camera vengono sanzionati i
parlamentari che protestano contro il progetto di legge sulla “remigrazione”,
cioè l’espulsione forzata dei migranti. Il 3 ci sono tre morti in strada e il
4 altri due, uno dei quali sedicenne. Una ragazza di 15 anni di Maddaloni
(Caserta) muore a Ostia per uno shock anafilattico durante una trasferta di
basket. Il 6 aprile, Pasquetta, centomila persone si riversano sul litorale,
altre centinaia di migliaia nei parchi di tutta Roma. Nel pomeriggio scoppia una
protesta nel carcere di Rebibbia. L’11 aprile c’è un’assemblea pubblica a
Bastogi per il diritto di restare nel quartiere, e a Ostiense la seconda
conferenza urbanistica organizzata dal Comitato Ex Mercati Generali. Il 12 il
TAR accoglie il ricorso di un gruppo di cittadini di via Tripoli contro un
parcheggio.
Lunedì 13 inizia il taglio del sottobosco a Pietralata per preparare gli scavi
per lo stadio. Il 15 si presentano a Roma sia Zelenski che Reza Pahlavi, figlio
dello Shah di Persia. Il primo chiede ancora armi contro la Russia, il secondo
dichiara che i bombardamenti israeliani e statunitensi sono stati accolti con
piacere dal popolo iraniano. Il Comitato Ex Mercati in conferenza stampa alla
Città dell’Altra Economia annuncia di aver diffidato il Comune di Roma dalla
realizzazione del progetto speculativo del fondo immobiliare statunitense Hines.
Il 16 a San Lorenzo apre un nuovo progetto imprenditoriale nell’ex Cinema
Palazzo, sgomberato nel 2020. Si annuncia anche il primo progetto
“build-to-rent” di Roma: un fondo compra case e le mette in affitto, sancendo la
centralità dell’affitto come nuovo campo di speculazione. Il 17 corteo interno
al liceo Righi contro la repressione del dirigente verso studenti e docenti:
uno studente ha avuto 8 giorni di sospensione dopo aver contraddetto la
vicepreside sull’annullamento di un’assemblea d’istituto. Il sindaco Gualtieri
partecipa alla “Global Progressive Mobilization” di Barcellona, insieme a Lula e
Sánchez, forse per riferire sui progressi nella svendita di Roma al turismo e al
grande capitale. Una studentessa di 23 anni muore cadendo dalla tromba delle
scale del suo palazzo nel quartiere Trieste: forse un suicidio legato alla
mancata laurea. Il 18 passeggiata a Pietralata contro la speculazione e contro
l’abbattimento degli alberi per il progetto dello stadio. Nel pomeriggio durante
un corteo contro il 41bis a San Lorenzo il capo della Digos viene ferito in
testa da una bottigliata. La polizia si ritira.
Il 20 i portavoce della comunità ebraica afferma che non celebrerà la
Liberazione in Piazza dei Partigiani come ogni anno, perché il 25 aprile è
sabato (ovviamente non è la prima volta che la ricorrenza cade di sabato). Il
21, Natale di Roma, la Questura sgombera le famiglie di via del Macao (Castro
Pretorio), che abitavano lì da quattordici anni: l’immobile è di LazioDisco, e
diventerà l’ennesimo studentato a gestione privata o semiprivata. Il 22 un
generale della Guardia di Finanza esprime apprezzamento per il Forte Prenestino
occupato, come “esempio mirabile di spontaneismo”. Subito un consigliere di
Fratelli d’Italia insorge scandalizzato: il giorno dopo i vertici della Guardia
di Finanzaripetono la litania di rito sull’illegalità, ribadendo al militare la
sua esclusione implicita dal diritto alla libertà d’espressione. Al Pigneto
finisce l’abbattimento del Cinema Impero. Il 23 il ministro Valditara visita
l’istituto tecnico Galilei e viene contestato da studenti e studentesse per la
riforma degli istituti tecnici. Il 24 aprile c’è un grande concerto antifascista
alla Città dell’Altra Economia; e il 25 l’intera città è in festa per celebrare
l’antifascismo e il ripudio alla guerra e al genocidio. Piazzale dei Partigiani
sin dalla mattina si riempie di manifestanti con bandiere rosse, bandiere
italiane partigiane, e bandiere della palestina, finalmente senza lo spettro
della Brigata Ebraica e l’apologia di genocidio. Un gruppo porta in piazza
bandiere ucraine cercando di provocare, come avveniva intanto a Milano con le
bandiere USA e israeliane: viene cacciato dalla piazza. A Centocelle si inaugura
un monumento autocostruito alle vittime del genocidio in Palestina; decine di
migliaia di persone sfilano fino al Quarticciolo. Il corteo da Piramide finisce
a Parco Schuster, dove il sindaco Gualtieri viene contestato dal Comitato Ex
Mercati Generali. Il servizio d’ordine prova a strappare lo striscione agli
abitanti. Fuori dal parco un uomo con la mimetica in motorino si avvicina a due
militanti dell’Anpi ultrasessantenni, e gli spara addosso con una pistola ad
aria compressa.
Il 26 la Questura annuncia che la frase “Pace agli oppressi guerra
all’oppressor” scritta sul muro vicino al Parco degli Acquedotti è “chiaramente
inneggiante a un clima di odio“, nonostante sia tratta da uno dei canti
anarchici più conosciuti d’Italia, cantato addirittura da Gaber e Jannacci su
RaiUno nel 1964. Erano altri tempi, ma le parole sono sempre quelle, e le leggi
anche. Il 28 all’alba una maxi operazione di polizia sgombera il centro sociale
Laurentino 38, attivo da tre decenni, e anche venti famiglie del sesto ponte
delle case popolari. Le case vengono distrutte, tra le proteste di chi abita nel
quartiere. L’Ater, l’ente regionale che dovrebbe gestire le case popolari,
continua a trattarle come se fossero proprietà private su cui fare profitti: le
chiude, le svende, le manda in rovina, e perseguita chi le rende disponibili per
i loro veri proprietari – cioè il popolo. Il 29 si rivela il nome
dell’attentatore del 25 aprile: si chiama Eithan Bondi e si dichiara membro
della Brigata Ebraica. La Brigata coraggiosamente prende subito le distanze: non
solo dice che non lo conoscono, ma anche che non hanno membri a Roma. Eppure
ricordiamo bene gli striscioni “Brigata Ebraica” a Piramide due anni fa, e gli
energumeni che urlavano «ti devono stuprare» alle manifestanti per la Palestina.
Se erano degli usurpatori, è curioso che la “vera” Brigata Ebraica non avesse
già preso le distanze.
Il 30 arriva la notizia che la nuova Global Sumud Flotilla è stata attaccata
dall’esercito israeliano in acque internazionali. Contro questo nuovo atto di
pirateria delle forze di occupazioni sioniste, si scende in piazza in tutta
Italia: a Roma ci si raduna la mattina davanti al Parlamento, poi nel pomeriggio
al Colosseo. (stefano portelli)
Leggi anche i rewind di gennaio, febbraio e marzo 2026, dell’anno santo 2025
(1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12) e dell’anno normale 2024
(1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12).
(disegno di peppe cerillo)
Il 1 marzo il questore di Roma Massucci rimane bloccato a Dubai con Crosetto:
uno striscione fuori dall’Olimpico esprime la vox populi, “Massucci, magari ce
mori”. In estrema periferia rinasce il campo dell’Idroscalo di Ostia grazie alla
Comunità Foce Tevere che il 2 inaugura il campetto sulle macerie degli sgomberi
del 2010. Il papa visita il Quarticciolo, nel tripudio della popolazione locale,
ma subito dopo un auto investe e uccide un’intera famiglia. Il 3 attivisti di
Fiumicino dichiarano che alcuni aerei israeliani della El Al sono parcheggiati
all’aeroporto per proteggerli dagli attacchi dell’Iran. Manifestazione per lo
Shah a Montecitorio, con bandiere americane e israeliane. Il 5 il Comune
risponde a un’interrogazione parlamentare sullo stadio di Pietralata: “Non è
speculazione”, rispondono tutti gli assessori.
Il 6 un operaio romeno resta schiacciato da una pala meccanica a Riano; un
ottantenne muore in moto a Monterotondo, e una bomba distrugge un locale ad
Acilia. A piazzale Clodio presidio per Tarek, sotto processo per le cariche del
5 ottobre 2024. Due ladri rubano sessantamila euro da un Conad di Guidonia. Il 7
marzo un detenuto di 36 anni viene trovato impiccato nella sua cella a Rebibbia;
il giorno prima era morto di overdose un detenuto di 65, ad informare è l’ex
sindaco Alemanno, ora recluso. L’8 marzo grande manifestazione Non una di meno
da Circo Massimo a piazza Vittorio, contro il ddl Bongiorno e la guerra in Iran.
La notte un gruppo di vandali devasta il Liceo Righi; il 9 marzo sciopero
studentesco contro il ddl Bongiorno e manifestazione da piazzale Ostiense. Il 10
l’assessore Veloccia va a Cannes per vendere Roma alla fiera dell’immobiliare
MIPIM: l’obiettivo è mostrare quanto spenda il Comune per facilitare i profitti
degli investitori privati. L’11 la gentrification arriva a La Rustica: una
scuola abbandonata in via Vertunni sarà trasformata in “housing sociale,
studentato e servizi per il quartiere”. Il 13 il Consiglio comunale approva il
progetto dello stadio di Pietralata. Intanto la Procura apre un indagine per
torture contro dieci secondini del carcere minorile di Casal del Marmo: una
decina di adolescenti, tutti stranieri, hanno subito percosse con un estintore,
pugni, a uno addirittura è stata puntata una forbice contro i testicoli.
Sabato 14 si prevede un raduno di neofascisti di tutta Europa all’EUR,
organizzato da Forza Nuova. Sono così coraggiosi che non rivelano il nome
dell’albergo fino all’ultimo; a gennaio un altro hotel si era rifiutato di
ospitarli e avevano sospeso l’incontro. L’elemosiniere del Papa che riallacciò
la luce all’occupazione Spin Time lascia Roma per fare l’arcivescovo in Polonia.
Domenica 15 conferenza semi-segreta di Peter Thiel, amico del pedofilo Epstein e
capo della compagnia che sviluppa i software per il genocidio dell’esercito
israeliano: parla della prossima venuta dell’Anticristo, senza dire di essere
tra i candidati. A Garbatella si inaugura una targa per Dax e per Rachel Corrie
di Indymedia, uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel 2003. Corteo
di USB e PAP per il no al referendum: forse ventimila persone in piazza. Il 16
alcuni aerei militari passano sulla città a bassa quota; forse esercitazioni per
l’anniversario dell’unità d’Italia. Il 17 annuncia la sua candidatura a sindaco
“er brasiliano”, Massimiliano Minnocci, ultrà, tiktoker e ex spacciatore di
Pietralata. Con un video fatto con l’IA chiede aiuto per “salire quei scalini”,
riferendosi però a quelli del Campidoglio.
Il 20 due persone muoiono nell’esplosione di un casolare nel Parco degli
Acquedotti: sono due militanti anarchici. La stampa costruisce il “caso” contro
il movimento, proprio mentre si decide sul rinnovo del 41bis al detenuto
anarchico Alfredo Cospito. Il 20 è la festa musulmana dell’Eid e il 21 il
capodanno curdo: come ogni anno, grande fuoco e festa a Ararat, nell’ex
mattatoio. Inizia la primavera. Il 23 e il 24 si vota contro la separazione
delle carriere tra PM e magistrati. A Roma vota un milione e trecentomila
persone, il 64% degli aventi diritto: l’affluenza è più alta di quella
nazionale. Il no a Roma prende il 60%, il sì ha una leggera preferenza (50,7%)
solo nel tredicesimo municipio (Cassia).
Il 25 scendono di nuovo le temperature: pioggia e vento come fosse gennaio. Il
27 si svolge la prima udienza della causa di Arci, A buon diritto, ACLI, Attac e
altri contro la Leonardo, per la vendita di armi a Israele: la sentenza dovrebbe
arrivare entro trenta giorni. Crolla un pino a San Lorenzo, ferendo due
fruttivendoli egiziani; sull’Ardeatina manifestano i comitati contro
l’inceneritore, che sarà una tragedia per l’agricoltura e l’equilibrio idrico
del Lazio. Dal pomeriggio, otto ore di concerti all’ex mattatoio per inaugurare
la due giorni “No Kings”. Segue il 28 un’enorme manifestazione da piazza Esedra
fino a San Giovanni – forse trecentomila persone – poi sulla tangenziale fino a
piazzale del Verano. La mattina del 29 la commemorazione a San Policarpo per i
due militanti anarchici morti viene interrotta dalla polizia a cavallo, come
nell’Ottocento: portano via novanta persone, trattenute fino a sera nel centro
antimigranti di Tor Cervara. È il primo “fermo preventivo” del decreto
sicurezza, cioè l’arresto di chi “potrebbe” commettere un reato. Il 31 il Comune
tenta di abbattere gli alberi del bosco di Pietralata, ma un presidio di
abitanti lo impedisce. L’obiettivo delle istituzioni è dare in concessione 27
ettari di terreno pubblico a cinquemila euro al mese a un imprenditore USA, che
con un solo evento guadagnerà più di un milione di euro. Un tempo si chiamava
truffa, oggi si chiama “interesse pubblico”. (stefano portelli)
Leggi anche i rewind di gennaio 2026, febbraio 2026, dell’anno santo 2025
(1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12) e del 2024 (1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12).
(disegno di peppe cerillo)
Febbraio si apre con un disastro. Salta una conduttura dell’acqua sulla
Prenestina all’altezza di Tor Tre Teste, mezza Roma Est rimane senz’acqua per
ventiquattro ore. Centinaia di migliaia di persone restano a secco; lunghe file
alle fontanelle e alle autobotti d’emergenza, scuole e nidi chiusi, trentamila
litri d’acqua sprecati. La rete idrica a Roma è un colabrodo, quasi metà
dell’acqua finisce dispersa, ma Acea è troppo impegnata a costruire
un inceneritore. Il 3 e il 4 piove e tira vento: un ragazzo di diciotto anni
viene ucciso da un auto in via dei Fiorentini (Tiburtina), mentre a Ostia si
presenta il nuovo delirante progetto per il litorale modello Dubai. Il Comune
formalizza l’acquisto di mille appartamenti Enasarco per 250 milioni, cioè 250
mila euro di media per ognuno. L’ex ente previdenziale ha dismesso già novemila
appartamenti per un miliardo e settecentomila euro, cioè 188 mila di media ad
appartamento. Come sempre, questi enti vendono più caro al pubblico che al
privato, ma la protesta del 9 si concentra sul fatto che i proprietari ex
assegnatari non vogliono vivere accanto ai nuovi assegnatari.
A proposito di enti previdenziali, il 12 due anziani vengono sfrattati
dall’appartamento Enpaia dove vivevano dagli anni Ottanta. Enpaia aveva svenduto
i suoi appartamenti al sottosegretario al lavoro leghista Durigon, al presidente
della regione Rocca, e al suo stesso presidente. Crolla un muro di contenimento
a Formello, uccidendo un macellaio di 58 anni, e il giorno dopo crolla anche
l’insegna di un cinema sulla Tuscolana, ferendo due persone.
Il 13 manifestazione della comunità bengalese a piazza Vittorio contro il
razzismo e il decreto sicurezza. Il 14 tempesta di pioggia e vento: crolla un
albero sulla Nomentana, un fulmine colpisce una centralina elettrica a
Grottarossa, il Tevere esonda a Focene, la mareggiata invade Ostia. Il 16 le
mobilitazioni dei comitati locali finalmente riescono a far aprire la “casa di
comunità” di Villa Tiburtina, un presidio di salute pubblica di cui il Municipio
cerca di intestarsi il merito pur avendo sempre boicottato le proteste. A
Capannelle muore sul lavoro un operaio di quasi settant’anni, schiacciato tra
due Tir. Il 17 il presidente della Lazio Lotito annuncia il progetto per
riqualificare lo stadio Flaminio, chiuso da vent’anni. Alla Peroni inizia lo
sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici, minacciate di licenziamento.
Il 18 arriva a Roma Bandecchi, il sindaco di Terni sotto processo per evasione
fiscale da venti milioni per la sua università privata Unicusano. Flash mob e
presidio in Campidoglio per i prigionieri palestinesi. Lo stesso giorno tre
poliziotti del commissariato Parioli-Salario vengono arrestati per aver creato
una rete di narcotraffico: fermavano i carichi di droga d’accordo con il
trafficante, ma dichiaravano di averne sequestrata di meno per rivendere la
maggior parte.
Domenica 21 è una meravigliosa giornata di sole: alla commemorazione per Valerio
Verbano al Tufello ci sono migliaia di persone, nonostante le tensioni; si
presenta anche una consigliera di Fratelli d’Italia, ovviamente invitata ad
andarsene. Lo stesso partito difende anche il militante neonazi di Lione morto
nell’aggressione che lui stesso aveva organizzato, e per il quale un centinaio
di fascisti sfilano per il centro di Roma. Il 22 è la penultima “domenica
ecologica” (blocco del traffico) della stagione invernale. L’aria sta
peggiorando e il Comune chiede di evitare l’uso della macchina, come se a Roma
si potesse davvero girare in autobus. A piazza Vittorio si celebra il capodanno
cinese (ma senza i robot kung-fu del gran gala di Beijing): inizia l’anno del
Cavallo di Fuoco, quasi contemporaneamente al Ramadan e alla Quaresima. La sera
a Cornelia un egiziano di 22 anni viene ucciso con una coltellata.
Il 23 iniziano le indagini su ventuno poliziotti e carabinieri accusati di aver
rubato sistematicamente vestiti, cosmetici e profumi alla Coin di Stazione
Termini. Ecco a cosa servivano i due carri armati Puma schierati lì fuori! I
furti hanno raggiunto quasi 200 mila euro, e sono avvenuti con la complicità –
chissà quanto volontaria – di una cassiera del negozio, che è anche l’unica di
cui viene reso pubblico il nome. La sera una ventunenne inglese rischia di
essere stuprata a Villa Borghese: un uomo la spinge dietro una siepe e le
strappa i vestiti, per fortuna lei scappa. Il 24 il consiglio comunale di
Ciampino vota a larga maggioranza la prosecuzione dei lavori per
una maxi-cementificazione in centro città, sempre in nome del “diritto
inalienabile dei proprietari a edificare”, per loro superiore a qualsiasi altra
istanza. La sera c’è un grande incendio e un’esplosione in una carrozzeria di
Morena. Il 26 la giunta comunale approva il progetto dello stadio di Pietralata:
sedici milioni di euro dei contribuenti saranno usati per favorire le
speculazioni di un imprenditore statunitense.
Il mese si chiude con due cortei quasi contemporanei, con migliaia di persone
scese in strada sabato 28 febbraio: uno da piazza Esedra contro il ddl
Bongiorno, che garantisce maggiore impunità agli stupratori; un altro a
Garbatella contro la speculazione sui Mercati Generali, dove Comune e Municipio
hanno ceduto nove ettari pubblici per sessant’anni in concessione alla
corporazione texana Hines. Quest’ultima, che raccoglie anche fondi israeliani
coinvolti nell’occupazione illegale in Cisgiordania, prevede di cementificare
l’area con la scusa di uno studentato, ricavandone trentuno milioni l’anno. Il
Comune, per sicurezza, ha già sradicato tutti gli alberi e devastato la zona
verde. (stefano portelli)
Leggi anche i rewind di gennaio 2026, dell’anno santo 2025
(1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12) e del 2024 (1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12).
(disegno di peppe cerillo)
Chiuse le porte sante, finito il Giubileo, possiamo tornare serenamente a
occuparci di genocidi, femminicidi, guerra, repressione, speculazione, sfratti,
arresti, schedature, intimidazioni. Il 7 gennaio, alla riapertura della sede, i
sindacalisti Cgil di Primavalle trovano cinque fori di proiettile, uno per
vetrina. L’8 il Fatto Quotidiano rivela che la famiglia del Garante della
privacy affitta illegalmente stanze in un b&b accanto alla propria casa al
Pantheon, pagata con soldi pubblici. Il 9 un gruppo di attivisti e attiviste
srotola una bandiera palestinese dalla gru sui Mercati Generali, e uno
striscione: “Capitali che uccidono altrove investono qui”. Il Comune prevede di
cedere la zona al fondo immobiliare Hines, complice del genocidio e della
pulizia etnica in Palestina attraverso il fondo assicurativo Menora Mivtachin,
che finanzia insediamenti in Cisgiordania. Intanto la presidente del consiglio
celebra su X l’anniversario della strage di Acca Larenzia: è l’anniversario più
importante dei neofascisti, e al Tuscolano se ne radunano un migliaio da tutta
Europa. Il giorno dopo, in un’assemblea contro lo sgombero davanti Spin Time,
erano almeno altrettanti, se non di più.
L’11 ci sono due aggressioni intorno a Termini: il governo ne approfitta per
rilanciare l’operazione “strade sicure” inaugurata da Berlusconi vent’anni fa,
con ottanta milioni di euro l’anno per schierare militari armati nelle strade e
nelle piazze. In piedi per anche 12 ore di fila, con addosso venticinque chili
di armi, maschere antigas e altro equipaggiamento, e soprattutto senza alcun
obiettivo reale, alcuni di loro negli anni scorsi hanno finito per suicidarsi.
Ad Anguillara si inizia a cercare il corpo di una donna sparita: l’assassino, si
saprà qualche giorno dopo, è l’ex marito. È il primo femminicidio dell’anno: nel
2025 era stato a giugno, ora già a inizio gennaio. Il 12 in un cassone di
metallo sulla Gianicolense si trova il cadavere di un uomo che viveva per
strada. Il 15 scatta una macro-operazione di polizia a Termini, con i poliziotti
incappucciati, i cani, gli elicotteri sui binari: centinaia di fermati, sul
modello dell’Ice di Trump. Lo stesso giorno il Municipio V decide di non
assegnare il Casale Garibaldi all’associazione che lo gestisce da nove anni.
Venerdì 16 una ruspa inizia ad abbattere alberi nell’area umida dei Mercati
Generali. Al presidio in Campidoglio per l’Iran partecipa anche Amnesty
International. Sabato 17 c’è un’altra manifestazione per l’Iran ma guidata dai
Radicali, e domenica 18 a San Giovanni le bandiere iraniane sventolano insieme a
quelle israeliane, ucraine e venezuelane. Manifestazione xenofoba a Cornelia: un
gruppo di residenti chiede la zona rossa per il “degrado” attribuito agli
“stranieri”.
Il 19 muore lo stilista Valentino, nella sua residenza accanto a piazza di
Spagna. Il 20 c’è l’autopsia sul corpo della donna uccisa ad Anguillara,
finalmente ritrovato sottoterra. L’uomo si è accanito, mutilando la donna con
ferocia, poi l’ha seppellita con una ruspa. La madre dell’assassino è una ex
poliziotta e assessora alla sicurezza: si dimette. Il 21 i carabinieri irrompono
in massa al Quarticciolo, accompagnati dai paracadutisti del Primo Reggimento
“Tuscania”, per sequestrare cocaina e crack a diciassette persone, per lo più
poverissime; il battaglione trova anche una pistola scacciacani e un coltello a
serramanico. Il 22 cinquemila ultras tedeschi dello Stoccarda sfilano in corteo
tra Termini e piazza Venezia, poi vanno a ubriacarsi a Trastevere, dove scatta
la rissa con cento romanisti incappucciati: due feriti. Nessuno invoca la zona
rossa o i parà. Il 23 si presenta una delibera di iniziativa popolare per la
rottura dei rapporti tra il comune e Israele: riguarderebbe per esempio
l’accordo tra Mekorot e Acea, tra Teva e Farmacap (che però ha già interrotto i
rapporti), e l’affidamento dei Mercati Generali a Hines per lo studentato. Nel
frattempo il Wwf condanna la distruzione dell’area umida dell’Almone per i
lavori dello studentato.
Sabato 24 i due genitori del femminicida di Anguillara vengono trovati impiccati
nella loro casa. Nello stesso giorno manifestazione per il Kurdistan. A San
Lorenzo un uomo tenta di dare fuoco a un altro, trovato ustionato in mezzo alla
strada. Domenica 25 mattina scontri violenti tra ultras di Lazio e Napoli
sull’A1, vicino Frosinone. Inizia intanto la raccolta firme per interrompere i
rapporti con Israele.
Il 26 alcuni paramilitari dell’Ice di Trump atterrano a Roma per scortare la
nazionale Usa alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Al liceo Righi si inaugurano le
commemorazioni della Giornata della memoria, ridotte a celebrazioni
dell’impunità del sionismo: la scuola fa cancellare una bandiera palestinese
(dipinta da studenti e studentesse come progetto di Storia dell’arte); rimuove
una mostra di foto su Gaza; e invita a parlare la presidente della comunità
ebraica, Noemi di Segni, accompagnata da quindici agenti della Digos. Di Segni
spiega che l’antisionismo è antisemitismo e che ha collaborato orgogliosamente
con l’esercito di Israele. Il giorno dopo dichiarerà a La Stampa che la
relatrice speciale Onu per la Palestina le ricorda Hitler. Intanto, Mattarella
convoca l’ambasciatore israeliano perché in Cisgiordania alcuni coloni hanno
fatto inginocchiare due carabinieri italiani, minacciandoli con le armi. Il 27,
Giorno della memoria, presidio davanti alla sede Pd di piazza Capranica contro
il Ddl antisemitismo: la questura scheda tutti i manifestanti, forse in memoria
di quei tempi. In Senato, la conferenza stampa di rito è convocata da Maurizio
Gasparri, ex missino e presidente del Fuan; il minuto di silenzio lo chiama
Ignazio La Russa, che di secondo nome fa Benito. Intanto,
una macro-operazione contro “spaccio e degrado” a Valle Aurelia, Cornelia e
Boccea vede l’intervento di un elicottero, motociclette e volanti dei
carabinieri: l’operazione è definita “bonifica”. Il 28 vengono schierati anche
tre blindati dell’esercito, con tanto di torrette per sparare: due a Termini e
uno al Colosseo, forse per controllare i maranza di Roma Est dopo l’apertura
della fermata della linea C. Neanche dopo l’11 settembre erano arrivati a tanto.
Il 29 all’alba inizia lo sgombero di ZK, occupazione tra Ostia e Roma, ultimo
baluardo di un territorio storico della controcultura a Roma. Movimenti
preoccupanti anche intorno a L38 a Laurentino e al Csoa Auro e Marco a
Spinaceto. Pioggia e vento entrano nelle case autocostruite dell’Idroscalo di
Ostia: gli abitanti chiedono aiuto al comune ma i responsabili rispondono che
non hanno neanche i sacchetti di sabbia per frenare l’allagamento. I media
parlano solo dei danni agli stabilimenti balneari. Sit-in all’ambasciata
americana contro la presenza dell’Ice ai giochi di Milano-Cortina. Forza Nuova
annuncia una grande adunata di neofascisti di tutta Europa per il 14 marzo, con
l’Apf e lo slogan “Europa Risorgi!”. L’anno scorso un incontro simile era stato
sospeso perché l’hotel St. Martin si era rifiutato di
ospitarlo. Il 30 centoventi genitori del liceo Albertelli di Roma mandano
una lettera alla preside, all’Ufficio scolastico del Lazio e al ministero:
“Basta censura e interventi autoritari nelle scuole. Questa non è la scuola a
cui abbiamo iscritto i nostri figli e le nostre figlie”. Tavolo “partecipativo”
intanto sul progetto dei Mercati Generali: un gruppo di abitanti apre uno
striscione che dice che prima la convenzione con Hines dev’essere revocata, e
poi si partecipa. Il giorno dopo, sabato 31, gli elicotteri, le unità cinofile,
le pattuglie e le unità d’élite dei paracadutisti del reggimento Tuscania
invadono le case popolari di Nuova Ostia in un ennesimo, inutile e costosissimo
blitz contro “lo spaccio”. Le istituzioni continuano a mostrare forza militare
per nascondere la loro incapacità urbanistica e amministrativa. Intanto
centinaia di persone di tutte le età viaggiano sui pullman, le macchine, i
treni, per raggiungere Torino: si manifesta contro lo sgombero di Askatasuna, e
contro la militarizzazione della città, delle città, del paese intero. (stefano
portelli)
(disegno di peppe cerillo)
La porta santa della basilica di San Pietro si chiude tra l’invasione Usa del
Venezuela e le minacce all’Iran e alla Danimarca, mentre Israele lascia
intenzionalmente morire due milioni di persone a Gaza, e le deportazioni di
massa si avvicendano più o meno ovunque. È l’influenza del messaggio cristiano
nel mondo.
Ripercorriamo l’ultimo mese del Giubileo della Misericordia 2025 nella sua (e
nella nostra) capitale. Il 4 dicembre manifestazione al Campidoglio contro la
svendita dei mercati generali al gruppo texano Hines, mentre dentro si
commemorava il sociologo Enrico Pugliese, morto il 28 novembre. Intanto un
emendamento al bilancio modifica la proprietà dell’ospedale Forlanini sul
Gianicolo, chiuso dal 2015, con l’obiettivo di cederlo al Vaticano. Il 5 a
Torpignattara presidio antifascista contro il corteo dei neonazisti di Forza
Nuova, a cui la questura nega il permesso a manifestare. Ai Parioli i
carabinieri trovano due poliziotti in uniforme che compravano cocaina nella
macchina di un pusher. Gli studenti delle superiori manifestano contro la
violenza di genere dopo il caso della “lista stupri” al liceo Giulio Cesare. Un
ciclista ucciso da un’auto sull’Aurelia. Il 6 a Castel Sant’Angelo si inaugura
Atreju, festa della giovanile di Fratelli d’Italia: gli eredi di Michael Ende,
creatore del personaggio Atreju, chiedono all’organizzazione di non usare quel
nome. La notte una ragazza di ventitré anni viene violentata da un gruppo di
uomini vicino alla metro Jonio. L’8 arrestato un primario del Sant’Eugenio che
prendeva tangenti dalle cliniche private per mandarci i pazienti in dialisi.
Il 9 torna Zelensky: incontra Meloni e Schlein, poi va a Castel Gandolfo dal
Papa. Due incidenti mortali in strada, all’alba a Trastevere, poi a Malafede. Il
10 manifestazione al Tufello per la ragazza violentata a Jonio. Sciopero
generale l’11; incidente mortale a Porta Portese, il guidatore scappa lasciando
il passeggero intrappolato nella macchina. Il 12 il sindaco dedica il Ponte
dell’Industria (Ostiense) a San Francesco, per l’occasione definito
“uomo-ponte”. Poi trasforma l’ufficio del Giubileo in “ufficio della
Partecipazione e dei Quartieri”. Il 13 una banda di ladri all’Appio Claudio
lancia una Panda contro Mediaworld e scappa col bottino. Abbattuti cinquanta
tigli all’Eur: dovevano essere centocinquanta ma sono stati ridotti dopo le
proteste degli abitanti. Il 14 è il Giubileo dei detenuti, ultimo evento
dell’anno santo; si chiude anche Atreju, con un discorso di Meloni che attacca
Francesca Albanese e dichiara solidarietà a La Stampa (dopo l’azione di protesta
a Torino). Continuano le udienze per l’imprenditore Mirko Pellegrini, “Mr.
Asfalto”, che da dieci anni pagava mazzette e pranzi a funzionari e politici
romani (soprattutto Pd) per evitare i controlli sull’asfalto scadente delle
strade. Il 15 si formalizza il passaggio al Vaticano del Forlanini, un enorme
bene pubblico trasferito a uno stato estero. La Fondazione Hind Rajab denuncia
alla procura di Roma un militare israeliano in vacanza a Roma, accusato di
crimini internazionali: l’Italia non dovrebbe lasciarlo uscire dal suo
territorio. E invece esce.
Dopo tredici anni, finalmente il 16 aprono le stazioni della Metro C di Colosseo
e Porta Metronia, collegando tutta Roma Est al centro storico. Migliaia di
romani e romane visitano incantate le architetture insolite e l’allestimento
archeologico alla stazione di Colosseo. Il sindaco annuncia che Fontana di Trevi
sarà a pagamento, e che presto inizieranno i lavori per lo stadio di Pietralata.
Il 17 un consiglio comunale del Municipio X discute la grande opera progettata
sull’altra sponda, il mastodontico porto crocieristico della Royal Caribbean a
Fiumicino. Intanto il sindaco crea un nuovo ufficio che non promette nulla di
buono: “Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti”. Il 18 ci sono ancora due
incidenti mortali sulle strade, i primi dopo l’entrata in vigore del nuovo
codice della strada di Salvini: uno a Bracciano e uno a Fiumicino. Nella sala
stampa del Vaticano si presenta il discorso per la Giornata della pace: il papa
denuncia il riarmo e la militarizzazione della società, nonché le ingerenze dei
produttori di armi, condannando l’uso nazionalista della religione come
“blasfemia”. Tutti contenti, ma non cambia nulla. Intanto il preside del liceo
Righi manda a tutti i docenti una circolare infarcita di Bibbia e Torah,
infischiandosene della laicità della scuola. Il 20 un ragazzo di origine
montenegrina viene accoltellato al Trullo in una faida tra vicini. Il 21
l’aeroporto di Fiumicino annuncia il superamento della soglia dei cinquanta
milioni di passeggeri in un anno. All’alba del 22 in un incidente di auto vicino
ad Acilia muore una ragazza di ventisette anni, lasciando due figli piccoli. Lo
sgombero di Askatasuna a Torino sembra annunciare altri sgomberi di occupazioni
a Roma, tra cui Spin Time e Forte Prenestino.
Il 24 iniziano le chiusure delle quattro porte sante: finisce il Giubileo, un
tempo festa della remissione dei debiti, oggi solo una lunghissima e pomposa
cerimonia infarcita di discorsi generici che i media italiani ritrasmettono
acriticamente. il 25 chiude la prima porta, quella della basilica di Santa Maria
Maggiore, dove sarebbero custodite le reliquie della Sacra Culla di Gesù, con
una preghiera “per i poveri”; il 27 quella di San Giovanni in Laterano, la prima
chiesa costruita a Roma: il Cardinale Vicario, alla presenza del Sindaco,
blatera della necessità di “prendersi cura di tutti”. Intanto la polizia fa un
raid razzista contro i commercianti arabi di Centocelle. Il 28 chiude la porta
santa di San Paolo: l’arciprete insiste che “la speranza non delude”, ma già il
giorno dopo i carabinieri di Colleferro sfilano con la fanfara nell’outlet di
Valmontone celebrando l’arma e facendo giocare i bambini alla guerra. Il 30
diverse personalità dello spettacolo diffondono una petizione contro lo sgombero
di Spin Time, dichiarando che il palazzo “non è un centro sociale occupato, non
è un luogo di propaganda politica, non produce illegalità, non è mai stato
coinvolto in disordini sociali”. Il 31 a Acilia muore un uomo di sessantatré
anni per i botti, un petardo gli stacca un braccio. Il 1 gennaio 2026 trecento
persone fanno il bagno di capodanno sulla spiaggia di Capocotta a Ostia; un
nuovo tuffatore fa il salto di Capodanno nel Tevere. Iniziano quattro giorni di
pioggia quasi ininterrotta: il 2 per il maltempo una nave urta la banchina del
porto di Civitavecchia, mentre a Ostia sequestrano nove chili di cocaina con il
logo della Juventus. Il 4 ci sono strade allagate, ponti chiusi, linee
ferroviarie sospese, e crolla un pino su via dei Fori Imperiali. Presidio contro
l’imperialismo sotto la pioggia davanti all’ambasciata Usa, dopo il sequestro di
Maduro. Il 5 manifestazione antimilitarista e antimperialista a piazza
Barberini.
Il 6, finalmente, si chiude anche la porta santa di San Pietro, con un’omelia in
cui il Papa invita a tenere “aperta la porta della misericordia”. Rimangono
aperte anche le due nuove fermate della metro, per fortuna, ma anche tutti i
cantieri che continuano a cementificare Roma; rimangono aperte tutte le nuove
opportunità di profitto create per il capitale finanziario, e anche i “poteri
speciali” per il sindaco per autorizzare nuove speculazioni. Finisce il Giubileo
della speranza; e finisce anche la speranza che con tutti i soldi stanziati per
il Giubileo la città sarebbe potuta diventare migliore. (stefano portelli)
(disegno di peppe cerillo)
Celebrazioni ovunque per il 2 novembre, cinquantenario dell’omicidio di Pasolini
a Ostia. Un’associazione dell’Idroscalo – il quartiere autocostruito a pochi
passi dal luogo dell’omicidio – ricrea la partita del ’75 interrotta allora, e
convoca gli “Stati generali dell’Idroscalo” per discutere del futuro della zona.
Il 3 crolla un pezzo della Torre dei Conti tra via Cavour e Fori Imperiali,
uccidendo un operaio romeno sessantaseienne, Octay Stroici, rimasto intrappolato
per undici ore sotto le macerie. La sera una dozzina di neofascisti fa irruzione
al liceo Righi occupato, con caschi, bottiglie e canti per Mussolini.
Il 4 il presidente del municipio V chiede la fine degli sgomberi al
Quarticciolo. Presidio davanti al ministero della pubblica istruzione contro la
censura nelle scuole e nelle università. Di nuovo un gruppo di fascisti tenta di
attaccare il Righi ma viene respinto. Il 5 sgomberi a Cinecittà, in via Eudo
Giulioli, “palazzi occupati dai latinos” secondo la stampa. Di notte ancora un
attacco di neofascisti, al liceo Aristofane occupato. Il 6 arriva a Roma il
presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, per incontrare il papa e il
presidente della repubblica. Stretta di mano con Mattarella, che continua a
inviare armi per massacrare i palestinesi. Il sindaco riceve Robert De Niro, a
cui consegna un’onorificenza, la Lupa capitolina. Poi presenta un “rapporto alla
città” che sostanzialmente dice che va tutto a gonfie vele.
Il 7 gli studenti del Righi manifestano contro le aggressioni fasciste subite
durante l’occupazione. Domenica 9 manifestazione a Fiumicino contro
la costruzione del Porto Turistico della Royal Caribbean. Il 10 il sindaco
annuncia l’accordo con Hines, una delle più grandi società di investimento
immobiliare al mondo, per cedere i Mercati Generali sull’Ostiense e farne uno
studentato di lusso. Il 12 nuovi sgomberi a Cinecittà-Don
Bosco: gli appartamenti ex tutelati saranno ceduti al Fondo Scoiattolo. Siccome
sono latinos, gli occupanti sgomberati non avranno nulla. Blitz antidroga su via
dell’Idroscalo. Il 13 un trentenne di Torbellamonaca muore al San Filippo Neri,
forse per un sedativo somministrato dopo un incidente: i parenti protestano
davanti all’ospedale. Il 14 la Regione Lazio scrive al comune di Roma ribadendo
che il bosco di Pietralata è vincolato, pertanto gli scavi archeologici per lo
stadio non possono avere luogo, nonostante gli annunci pubblici. Il 15 grande
assemblea dell’“esercito di terra” per la Palestina alla Sapienza. Al ministero
del Made in Italy un assessore scivola sulle scale e distrugge una vetrata
artistica made in Italy.
Il 16 notte tre ladri sfondano la vetrina di Louis Vuitton a via Condotti e
scappano con migliaia di euro di bottino. Fratelli d’Italia convoca una protesta
in automobile contro le piste ciclabili, ma il corteo non parte perché c’era
troppo traffico. Le auto rimangono bloccate all’Eur, dove erano state convocate.
Il 17 il Comune nomina “sindaco per un giorno” l’attore Carlo Verdone per il suo
settantacinquesimo compleanno. Il 18 il governo approva la creazione di una Zona
Logistica Semplificata nel Lazio, cioè sgravi fiscali per le imprese. A Villa
Gordiani un gruppo di una quarantina di persone capeggiate da Forza Nuova cerca
di impedire l’accesso a una casa popolare a degli assegnatari regolari,
rifugiati dei Balcani, perché rom. Il 19 un compratore anonimo acquista un
attico di duecentottanta metri quadri a piazza di Spagna, pagandolo sedici
milioni di euro, la compravendita più costosa mai realizzata a Roma.
Il 21 inizia il convegno “About a city”, in affidamento diretto alla Fondazione
Feltrinelli per sessantamila euro. La giunta approva una memoria perché le
librerie possano prendersi pezzi di strada e di marciapiede per vendere cibo e
bevande. Intanto il Consiglio di Stato annulla la proibizione delle smartbox dei
bnb e l’identificazione a distanza, approvate dopo le azioni del gruppo Robin
Hood. Il 22 grande corteo di “Non una di meno” da piazza Repubblica contro la
violenza di genere. Il 23 davanti alla stazione Lido Centro a Ostia c’è una
grossa rissa tra ventenni, tre ragazzi accoltellati.
Il 26 la famiglia assegnataria di Torre Angela rinuncia alla casa popolare per
le proteste razziste contro di loro: sindaco e dipartimento patrimonio
assecondano la richiesta dell’estrema destra di “case agli italiani”. A Ostiense
si tiene un incontro sul futuro degli ex Mercati Generali, per cui il Comune ha
già firmato una concessione con il gruppo texano Hines. Decine di abitanti
riempiono la sala per protestare contro lo studentato di lusso. Il 28 un operaio
ucraino di trentatré anni muore schiacciato da un macchinario sulla ferrovia
vicino a Civitavecchia. Muore anche un cinquantenne in motorino, scontrandosi
con un furgone al Quartaccio. Sciopero generale, e il 29 grande manifestazione
per la Palestina: centomila persone in piazza, tra loro Greta Thurnberg,
Francesca Albanese, Thiago Avila. La notte un militare della Folgore muore in un
incidente sulla Braccianese, forse per un colpo di sonno. (stefano portelli)
(disegno di peppe cerillo)
Mercoledì primo ottobre sera, alla notizia del sequestro di alcune navi della
Global Sumud Flotilla in acque internazionali, succede l’incredibile: decine
migliaia di persone si riversano nel centro di Roma a manifestare contro Israele
e per la liberazione della Palestina dal giogo coloniale sionista. La
manifestazione penetra nel centro storico fino a piazza San Silvestro, poi torna
a piazza Esedra. Pienissimo anche l’accampamento solidale a piazza dei
Cinquecento, una piazza con un nome coloniale, ribattezzata per l’occasione
“piazza Gaza”. Giovedì 2 continuano le mobilitazioni: la mattina un gruppo di
sionisti aggredisce gli studenti del liceo Caravillani a Monteverde, che
condivide il cortile con una sinagoga. Intanto i bambini delle scuole
(Piasacane, Mazzini…) manifestano al parco vicino l’istituto, o espongono
striscioni e barchette in onore della Flotilla. Nel pomeriggio un nuovo grande
corteo parte dal Colosseo e raggiunge Termini; venerdì 3, giorno dello sciopero
generale per la Palestina, un altro enorme corteo parte da piazza dei
Cinquecento e raggiunge la tangenziale: la testa incontra la coda, circondando
la polizia sul ponte dell’A24. Ma i palazzi del potere sono lontani. La sera un
medico dello Spallanzani che tornava da un flash-mob di sanitari per la
Palestina viene aggredito da tre sionisti. Arriva infine il 4 ottobre, il giorno
della manifestazione nazionale: centinaia di migliaia di persone si riversano
sulla capitale da tutta Italia, gli enormi viali e spazi vuoti che Leopardi
considerava creati per separare le persone sembrano invece non riuscire più a
contenerle. Quando inizia a riempirsi piazza San Giovanni – che già di suo
contiene centomila persone – piazzale Ostiense è ancora pieno. La manifestazione
occupa oltre centocinquantamila metri quadri di spazio urbano, trasformati in un
fiume denso di gente. A fine corteo un gruppetto per lo più di giovani che si
era staccato dalla coda viene attaccato dalla polizia, che li schiaccia contro
la cancellata di Santa Maria Maggiore. Spaccano la testa a una ragazza,
identificano tutti e ne arrestano due a caso. In centinaia tornano su dal corteo
in solidarietà: ci sono scontri fino alle 22. Intanto una ventina di energumeni
di Casa Pound aggrediscono i manifestanti a piazza Vittorio, ma la polizia non
arriva. I due fermati vengono processati il 5, un gruppo di solidali si
raccoglie davanti al tribunale per l’udienza, poi vengono liberati.
Manifestazione anche a Ostia: lo striscione dice: “Il litorale soffia sulle vele
della Flotilla“.
Il 7 ottobre nel presentare le scuse alla preside del Caravillani per
l’aggressione agli studenti da parte di venti adulti della sinagoga, l’ex
presidente della comunità ebraica Pacifici accenna alla possibilità di essere
picchiati se si protesta per la Palestina, perché “non tutti hanno lo stesso
self control”. Nessuna personalità condanna le sue parole. Nel frattempo
studenti e studentesse occupano il Kant al Nomentano, il Socrate a Ostiense, e
il Levi-Civita al Pigneto; l’8 anche il Plauto sulla Pontina e l’Augusto al
Tuscolano, sempre con in solidarietà con la Palestina. Grande corteo serale dal
Colosseo. Il 9 chiude il Caffè Greco di via dei Condotti, aperto nel 1760: tra i
clienti ha avuto Canova, Goethe, Baudelaire, Joyce, Guttuso. La proprietà,
l’Ospedale Israelitico, aveva decuplicato l’affitto, chiedendo centocinquanta
mila euro al mese, oltre ad aver sottratto al locale trecento opere d’arte
vincolate. Nel frattempo un’altra donna viene sfrattata al Quarticciolo: comune,
regione, prefettura e Ater la sbattono in strada ridendo del suo dolore, mentre
devastano il suo appartamento. Venerdì 10 assemblea pubblica ai giardini di
piazza Vittorio: quasi mille persone discutono con i partecipanti della Flotilla
sulle prossime azioni dell'”equipaggio di terra”. Dentro San Pietro un signore
si abbassa i pantaloni e piscia sul baldacchino del Bernini. Intanto continuano
i presidi per la Palestina, quasi quotidiani: il 12 a Frascati, il 13 alla Figc,
contro la partita Italia-Israele a Udine; il 15 contro il Festival del
Cinema all’Auditorium, che ha in programma film israeliani nonostante il Bds, e
nonostante le richieste della Corte Penale Internazionale. Inizia l’occupazione
anche al Tasso. Il 16 presidio davanti alla FAO, in occasione della Giornata
mondiale dell’alimentazione, perché il cosiddetto “piano di pace” non ha aperto
il valico agli aiuti umanitari: la carestia provocata da Israele continua.
Il 17 ottobre notte a Campo Ascolano, vicino Pomezia, esplode una bomba accanto
all’auto di Sigfrido Ranucci di Report, minacciato dal 2021 e sotto scorta. Il
18 sit-in davanti alla Rai di via Teulada in sua difesa. Il tribunale di Roma
riduce a dieci giorni la sanzione di sei mesi per Christian Raimo, professore
accusato di aver criticato il ministro dell’istruzione. Il 19 notte studenti e
studentesse del Morgagni provano a occupare la loro scuola a Monteverde, ma
vengono presi a pugni da un gruppo di persone tra cui i loro professori e la
preside, che provano a fermare l’occupazione con la forza. Il 20 a Rieti un
gruppo di ultras fascisti della Sebastiani Rieti Basket prende a sassate il
pullman dell’Estra Pistoia Basket, uccidendo uno dei due autisti. La notte
vengono occupati sia il Manara a Monteverde che l’Albertelli all’Esquilino. Il
21 all’Hotel Parco dei Principi di Villa Borghese si presenta il Progetto Civico
Italia, promosso dal Commissario ai grandi eventi Alessandro Onorati, alla
presenza di alte personalità del Pd e del Movimento 5 Stelle. La sera c’è una
protesta contro l’inaugurazione del congresso Cyber Tech alla Nuvola dell’Eur:
uno schiaffo a chi sperava che un genocidio avrebbe fermato il business delle
armi e della sorveglianza.
Il 22 viene annullata una conferenza al liceo Righi (già noto per questo caso) a
cui avrebbe partecipato un membro della Flotilla e lo storico israeliano
antisionista Ilan Pappé, per presunti problemi di “sicurezza”. In risposta, il
23 studenti e studentesse occupano la scuola. Protesta al Pigneto per Tarek,
detenuto per una manifestazione dell’ottobre scorso per la Palestina. La notte
un gruppo di una quindicina di neofascisti attacca il liceo Bramante occupato al
Tufello; lo stesso accade la notte successiva. Il 24 mattina la Regione
demolisce un gruppo di case abusive sulla riva del Tevere, altezza Magliana:
sbattuti in strada anziani, disabili, bambini, neonati, senza alcuna soluzione
tranne lo smembramento delle famiglie, che ovviamente non accettano. Presidio a
Regina Coeli per Tarek; intanto la polizia usa gli idranti contro un altro
corteo per la Palestina diretto alla Festa del Cinema. Il 25 manifestazione
della Cgil a San Giovanni. La notte muore una ventenne in un bruttissimo
incidente sulla Colombo: nei primi mesi del 2025 ci sono stati più di mille
morti sulle strade in Italia. Il 27 grossa operazione della polizia a Ostia,
presentata come risposta a una bomba carta lanciata contro un locale del
litorale. Protesta di commercianti bengalesi a Don Bosco per la “sicurezza”.
Arriva a Roma il relatore speciale dell’Onu Raj Balakrishnan, che a febbraio ha
scritto una lettera al governo chiedendo spiegazioni sugli sfratti di sette
famiglie a Roma. Il governo ha risposto che va tutto bene e che sono grandi fan
dei diritti umani.
Il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, la polizia presidia i dintorni
di via Gattamelata al Prenestino, dove cinquant’anni fa fu ucciso un giovane
militante neofascista: il 29 mattina il sindaco Gualtieri depone una corona di
fiori in suo onore, e nel pomeriggio un centinaio di persone si radunano nel
parco a lui dedicato a piazza dei Condottieri. Li proteggono un centinaio di
poliziotti e guardie di finanza, mentre la chiesa suona le campane.
Manifestazione davanti all’Ater su Lungotevere Tor di Nona, contro la
vendita degli alloggi popolari e la speculazione sulle indennità di occupazione.
Il 30 a Ostia esplode una bomba carta in un palazzo di via della Tortuga,
proprio accanto al murale in memoria di un ragazzo accoltellato sempre nello
stesso quartiere. A piazza Santi Apostoli la manifestazione per Israele “con gli
ebrei a testa alta” raccoglie pochissime presenze, ma molta visibilità
mediatica: una giornalista viene cacciata e chiamata “rotta in culo”. Intanto si
avvicina il cinquantesimo anniversario dell’omicidio di Pasolini: il 31 a Ostia
si organizza una celebrazione alternativa rievocando la partita di calcio che si
giocava quel giorno del 1975, nei prati di via dell’Idroscalo. (stefano
portelli)