Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Roberta,
una lavoratrice del call center Generali, che assieme alle sue 19 colleghe sta
lottando contro la prospettiva del licenziamento previsto per il 15 giugno.
Infatti la cooperativa Pro&Out, subappalto di Generali, a marzo aveva annunciato
questa mossa, perchè la committenza diceva di non poter più sostenere l’alto
costo del lavoro delle operatrici di call center.
Vale la pena ricordare che la paga oraria a loro tutt’ora spettante ammonta a
7,28 euro lordi l’ora grazie all’inquadramento con il famigerato contratto
collettivo nazionale Multiservizi, infatti il committente Gap s.r.l. avrebbe
voluto applicare un contratto pirata con condizioni di lavoro e paga peggiori.
E così dopo il primo presidio sotto la sede della Regione Piemonte, all’apertura
di una serie di tavoli di trattativa, le lavoratrici assieme al SiCobas Torino,
hanno lanciato un appuntamento sempre lì,il 20 maggio in Piazza Piemonte 1 alle
10, con l’intento di avere delle risposte concrete da chi le sta facendo pendere
una spada di Damocle sul capo da marzo.
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello del nuovo piano industriale di
Electrolux che prevede circa 1700 esuberi negli stabilimenti italiani, lo
abbiamo affrontato in compagnia di Cinzia RSU FIOM Forli per Electrolux. In
breve da un comunicato degli RSU Fiom:
“La multinazionale Electrolux ha annunciato un piano industriale fortemente
contestato, che prevede ben 1.700 esuberi in Italia, una cifra che rischia di
salire a 1.900 se si considerano i lavoratori con contratti a termine. La
contrazione mette in serio pericolo l’intero comparto produttivo del “bianco”
nazionale. A Susegana, storico polo dell’azienda, gli operai sono immediatamente
e nuovamente scesi in sciopero per due ore per manifestare il proprio dissenso:
il timore diffuso tra i lavoratori è quello di vedere svuotate le fabbriche e di
subire il dramma del licenziamento, evocando i fantasmi della dura crisi già
affrontata nel 2014.
La reazione della politica e delle istituzioni locali.
Il fronte istituzionale si è compattato in modo netto contro i vertici
aziendali:
Regioni e Governo: il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e il ministro
delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno definito “inaccettabili” i
tagli lineari proposti. Il Governo chiederà formalmente il ritiro del piano
nell’incontro fissato per il 25 maggio a Roma, esigendo un nuovo progetto che
tuteli l’occupazione ed escluda i licenziamenti collettivi.
I Sindaci del Territorio: ben 18 sindaci della Marca Trevigiana, guidati dal
primo cittadino di Susegana Gianni Montesel e da quello di Conegliano Fabio
Chies, si sono uniti ai sindacati e ai delegati Rsu per chiedere di essere
ammessi al tavolo delle trattative nella Capitale. L’obiettivo è difendere il
tessuto economico locale e scongiurare un devastante impatto sull’indotto
industriale della cosiddetta white Valley”
Buon ascolto
Tag - call center
Il primo argomento della puntata è stato quello del rinnovo del Contratto
Collettivo Nazionale Lavoro telecomunicazioni, per analizzarlo abbiamo
intervistato Diego del sindacato CUB che lavora per Fibercoop. Il contratto di
fatto non è stato ancora firmato, ma qualche giorno fa è uscita una bozza di
ipotesi di accordo tra le associazioni di categoria e sindacati sulla quale è
stato possibile farsi un’idea rispetto alle novità introdotte.
Purtroppo siamo di fronte all’ennesimo accordo atto a svalutare l’importanza e
la professionalitá di questi lavoratori, che si vedono firmare sopra le proprie
teste accordi che prevedono solo peggioramenti delle proprie condizioni. Con il
ritardo nella firma del CCNL scaduto nel 2022, si è deciso di fare partire gli
aumenti dal triennio 2026/28 invece che coprire quanto hanno perso fino ad ora i
lavoratori in questo periodo di inflazione estrema. Inoltre l’importo degli
incrementi salariali è bassissimo, si inventano metodi inediti di suddivisioni
professionali basate sul nulla, che danno diritto ad una maggiore flessibilità e
miseria nelle paghe. Di questo e tanto altro parliamo con Diego in questa
esaustiva intervista che analizza le possibili novità introdotte nel CCNL, ma
che inquadra anche il passato e l’ attualità di questo settore.
Buon ascolto
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il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Stefano Bonazzi Fiom
Genova sulla rabbia dei lavoratori ex Ilva.
È da 2 giorni che la città di Genova è Taranto sono in sciopero: da sud con lo
sciopero ad oltranza e da nord cortei ed occupazioni rendono la classe
lavoratrice di nuovo protatagonista della lotta. Con Stefano abbiamo anche
snocciolato le pesanti ricadute sociali, politiche e occupazionali date dal
mancato accordo tra azienda e sindacati.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della puntata è ruotato attorno alla sentenza del Tribunale
del Lavoro, che ha dato ragione alla maschera del Teatro Scala, licenziata per
aver gridato “Palestina libera” durante un evento istituzionale. Abbiamo
intervistato Jessica di CUB Milano, che ha seguito fin dall’inizio la vertenza
della ragazza che è uscita vittoriosa da un licenziamento inflitto solo per
ritorsione politica, così come è stato riconosciuto anche nelle aule di
tribunale.Ci auguriamo che questo risultato possa funzionare da apripista per
vicende di questo tipo che ultimamente sono sempre più all’ ordine del giorno.
Buon ascolto
Il primo argomento della serata è stato quello del settore comunicazione, in
particolare con Ivan Corvasce di SLC CGIL, abbiamo parlato della cessione da
parte di TIM del suo ramo di azienda Telecontact. Quest’ ultima realtà impiega
quasi 1600 operatori telefonici dislocati in tutta Italia, occupati
nell’assistenza clienti di TIM, ma con la cessione all’srl DNA, il loro futuro
diventa molto incerto. Proprio per questo motivo, all’incontro con l’azienda, i
sindacati non hanno sottoscritto alcun accordo, ma anzi hanno lanciato uno stato
d’agitazione con astensione del lavoro per le ultime due ore di turno fino al 17
novembre, data in cui è stato indetto uno sciopero nazionale.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un
gruppo di docenti,alcuni che hanno lavorato in passato e altri che lavorano
tutt’ ora, all’istituto tecnico e tecnologico Carlo Grassi di Torino. Abbiamo
voluto dar loro voce per denunciare una situazione che è sì, particolarmente
critica nello specifico, ma che è anche emblematica dello strapotere donato
legislativamente alla figura del dirigente scolastico in generale. Negli ultimi
anni infatti l’offerta formativa dell’istituto si è abbassata drasticamente, a
favore invece di un alto numero di iscritti, ma il personale intervistato
testimonia una situazione ben più grave con “presunte gravi e reiterate
irregolarità disciplinari, gestionali,amministrative-contabili e possibili
illeciti di rilevanza penale”.
Dal numero di insegnanti che si dimettono da questo istituto ogni anno (dai 15
alla ventina) si suppone un ambiente opprimente ed oppressivo per i docenti non
allineati al pensiero della dirigenza, tanto che uno dei nostri intervistati
(tutt’ora in servizio al Grassi) ha preferito restare nell’anonimato. Vi
lasciamo perciò a queste testimonianze utili a maggior ragione in vista del
prossimo open Day della scuola, per aiutare genitori e studenti ad agire una
scelta più consapevole sull’iscrizione.
Buon ascolto