27 OTTOBRE ASSEMBLEA CITTADINA VERSO LO SCIOPERO GENERALE
Palazzo Nuovo - Via Sant'Ottavio 20 a Torino
(martedì, 27 ottobre 18:00)
Tag - sciopero
Sabato 17 ottobre 2026, centinaia di manifestazioni si sono svolte in tutta la
Francia. Gilet Gialli, studentx delle scuole superiori, studentx universitarix,
sindacati, lavoratorx di vari settori e collettivi si erano datx appuntamento,
sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il
governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40
miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000
persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto
rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì.
Scene simili a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri,
saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato
la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri
tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio
del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello
che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i
movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha
detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400.
Ci siamo fatte raccontare da Filippo Ortona, giornalista che vive a Parigi, la
giornata nella capitale e abbiamo ricevuto un contributo audio da Lione.
Questa settimana in Francia alla protesta studentesca si sono unite diverse
università con la partecipazione di istituti che nella storia non hanno mai
scioperato.
Le caratteristiche di questo movimento sembrano piuttosto inedite, così come lo
attesta una possibile convergenza di cui si avrà un primo riscontro sabato 17
ottobre, tra componente studentesca, lavoratori e dimensione legata al movimento
dei Gilet Jaunes.
Ne parliamo con Luna, docente e ricercatrice a Paris VIII
L’assemblea dei lavoratori e lavoratrici del bar Sodexo Student Zone è in
sciopero da tre settimane per denunciare i maltrattamenti da parte della azienda
verso i dipendenti.
A scatenare la mobilitazione è stato il licenziamento improprio di Samuele, che
è stato lincenziato a seguito di svariate richieste per recepire la
remunerazione a lui dovuta per gli straodinari fatti e che non gli erano stati
riconosciuti.
Dopo i primi due scioperi l’azienda è disposta a trattare pagando gli
straordinari dovuti a Samuele, ma non a tutti i/le dipendenti a cui sono dovuti.
Tuttavia non sono ancora venuti incontro ad altre richieste riguardo le
condizioni di lavoro e contrattuale che sono state denunciate dall’assemblea.
Lo scipero continua ogni venerdì davanti allo Student Zone ai Murazzi e sabato
17 ottobre è stato convocato un presidio alle 10.
Ascolta la diretta in collegamento con COLPO (Coordinamento Lavoro Precario
Organizzato) e con Samuele:
Da due settimane, in Francia, sono in corso proteste e blocchi nelle scuole
superiori da parte di student3, insegnanti e personale educativo, con la
richiesta di maggiori risorse nell’istruzione e migliori condizioni di studio.
Per questo motivo, il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray, ha deciso per la
giornata di oggi la chiusura preventiva di molti istituti, aggiungendo che 24
scuole sono state “incendiate o saccheggiate” dall’inizio della mobilitazione.
L3 student3 francesi avevano precedentemente lanciato la “Semaine noire” per i
giorni dal 5 al 9 ottobre.
Almeno 5.000 persone, principalmente adolescenti, sono state arrestate, mentre
decine di persone, tra cui student3 e insegnanti, sono rimaste ferite.
Per domani, 6 ottobre, sono previste manifestazioni in solidarietà alle proteste
studentesche, con scioperi e cortei, promosse da diversi sindacati (anche quelli
normalmente meno belligeranti), oltre che dai Gilet Gialli.
Ne abbiamo parlato con Filippo Ortona, giornalista.
Salari erosi dal carovita, scuole senza personale, servizi pubblici in
difficoltà e pompieri che chiedono uomini e mezzi. Conflitti diversi cominciano
a convergere mentre il governo risponde alle proteste con …
Il primo argomento della puntata è stato quello dell’istruzione, infatti in
compagnia telefonica di Marco Meotto di USB scuola, abbiamo voluto ripercorrere
svariati aspetti del nuovo ddl scuola voluto dal presente governo Meloni.
Tra aspetti che giustamente fanno scalpore e indignano, e dettagli meno
discussi, abbiamo fatto un’ampia panoramica sugli effetti che questo ddl avrà
nel sistema scolastico e le implicazioni socio-politche che ne conseguono.
Questa misura si dimostra evidentemente propagandistica, data l’insistenza su
concetti razzisti che restano nelle proposte ma sono poi irrealizzabili a fatti,
nonostante ciò è importante diuscuterne tra chi lavora nella scuola e chi
usufruisce di questo servizio pubblico.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Maria Nanni
dell’Assemblea 29 Giugno, comitato nato a Viareggio in seguito alla strage
ferroviaria del 29 giugno 2009, in cui 32 persone persero la vita a causa del
deragliamento di un treno merci carico di GPL, sul presidio che si terrà
mercoledì 30 settembre 2026 al tribunale di Ivrea dove inizia il processo per la
strage di Brandizzo che causò la morte di 5 operai.
Qui di seguito il comunicato:
“Notte 30/31 agosto 2023, Brandizzo:
Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo,
Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di
manutenzione.
30 agosto 2024, 2025, 2026: 3 anniversari della strage operaia.
30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una
strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. Un percorso che ha un inizio, il
30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e
con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che
purtroppo conosciamo.
Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato
che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale.
Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo
– con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea;
– con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà sulla strage
operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei
quartieri, dovunque sib sviluppi la mobilitazione);
– con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla
pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI
RESPONSABILI.
La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! indifferenza, passività e
rassegnazione non ci appartengono. Facciamo sentire la nostra vicinanza e
solidarietà ai familiari:
presidio davanti al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00
“Ferrovieri per la sicurezza”, Assemblea PdM/PdB, Associazione familiari
Viareggio “Il mondo che vorrei”, Assemblea 29 giugno, Ferrovieri contro la
guerra, Cassa di solidarietà tra ferrovieri, rivista CubRail, Coordinamento 12
ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, Cub Trasporti, SGB,
SOL Cobas.. “
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento di oggi lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo del
Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) sulle prossime iniziative
politiche /sindacali:
• Assemblea Generale Operativa• Data e Orario: 3 ottobre 2026 a Genova: Un
incontro organizzativo promosso insieme a USB e a rappresentanze sindacali per
costruire la mobilitazione internazionale del 30 ottobre, discutere del blocco
dei container diretti verso Israele e inaugurare il primo “Osservatorio sui
traffici d’armi nel porto di Genova”.
• Giornata Internazionale di Lotta e Sciopero dei Portuali – 30 ottobre 2026.
Al Porto di Genova e porti internazionali aderenti.
Seconda giornata di mobilitazione globale contro la militarizzazione e la guerra
(dopo quella del 6 febbraio), con l’adesione di svariati sindacati in diversi
porti europei e del Nord Africa per contestare il traffico di armi e le rotte
belliche.
Buon ascolto
di Tommaso Giachetti Come un sindacato costruito dal basso sta aiutando operai e
operaie nella lotta per un lavoro dignitoso. Un racconto in prima persona dalla
vertenza Acca. Da un …
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin
Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato Centrale Fiom
sulla conferma da parte padronale di un piano di ristrutturazione in Italia che
prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi
(Ancona).
Ancora una volta, la logica del profitto capitalistico scarica i propri
fallimenti sulle spalle di chi lavora. Al tavolo del ministero, la
multinazionale svedese Electrolux getta la maschera e conferma il piano di
licenziamenti di massa: 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura del sito di
Cerreto d’Esi. Ma i lavoratori non faranno da spettatori al proprio funerale:
scatta l’ora della mobilitazione permanente.DALLA PARTE DEGLI OPERAI – La farsa
del “confronto istituzionale” si è consumata nei palazzi del potere a Roma.
Davanti ai funzionari dello Stato borghese, i vertici di Electrolux hanno
ribadito la loro spietata sentenza: 1.450 licenziamenti complessivi e la morte
produttiva dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi.
I padroni di Electrolux non si accontentano di distruggere i mezzi di
sussistenza di migliaia di famiglie, ma pretendono anche di aumentare lo
sfruttamento in fabbrica. Il loro piano si articola come un vero e proprio
attacco alla dignità operaia:Licenziamenti di massa: 1.450 lavoratori messi alla
porta a livello nazionale.
La scure sui precari: 135 contratti a termine non rinnovati, usati e gettati via
dopo aver spremuto la loro forza lavoro.
Resistenza a Forlì: 297 esuberi dichiarati nello stabilimento romagnolo,
bersaglio primario della ristrutturazione. La totale liquidazione del sito di
Cerreto d’Esi, sacrificato sull’altare dei dividendi degli azionisti.
Le assemblee di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm hanno risposto alla dichiarazione
di guerra della multinazionale proclamando l’immediato stato di agitazione e
otto ore di sciopero nazionale il 4/09/2026. La classe operaia di Electrolux
incrocia le braccia per dimostrare, ancora una volta, una verità storica
universale: senza il lavoro degli operai, le fabbriche sono solo ferro vecchio e
il capitale non produce un solo centesimo di valore.
La mobilitazione non si fermerà ai cancelli: l’obiettivo è trasformare questa
vertenza in una battaglia politica contro la deindustrializzazione e la
complicità dei governi che lasciano mano libera ai colossi transnazionali.
La tregua è finita. Contro la violenza economica dei padroni, si riaccende la
fiamma della solidarietà e della lotta di classe.
Buon ascolto
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Con enorme tristezza nel cuore abbiamo dato notizia dell’improvvisa scomparsa di
Alex Ammendolia, un uomo che nei suoi 38 anni di vita è sempre stato attivo
politicamente e nel sociale, armato di grande intraprendenza e spirito critico
ha militato nella CUB, in BDS e in generale era sempre in prima linea contro
ingiustizie e difesa degli ultimi. Amici, parenti, colleghi e compagni di
attivismo hanno pertanto organizzato un evento pubblico per sabato 12 settembre
per onorarne il ricordo, abbiamo avuto come ospite telefonica Charlotte di BDS,
che è tra le organizzatrici della serata.
Ai giardini reali, lato fenix, verrà allestita una postazione con microfono e
casse per fare dediche in ricordo del nostro determinato ed instancabile
compagno, ci sarà anche la possibilità di portare strumenti musicali, ma anche
cibi e bevande per suonare e godersi la convivialità che Alex tanto apprezzava
in vita.
Dopo che Charlotte ci ha raccontato nel dettaglio tutti i momenti che formeranno
questo evento, abbiamo voluto mandare in onda una canzone che un’ amica di Alex
ha riadattato e suonato in sua memoria.
Buon ascolto
di Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al
futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole,
quando smettono di raccontare …