Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati la scorsa puntata, Erykah Badu con
l’album Baduizm, 1997. Abbiamo iniziato questo fantastico capitolo musicale con
forti influenze jazz che porta l’RnB e il neo soul su territori inesplorati, il
tutto su una solida base di hip hop.
La scorsa puntata abbiamo introdotto il tema dell’influenza della Five Percent
Nation e in generale dell’islam politico, sulla Badu e sulla scena degli artisti
di quegli anni. Oggi approfondiremo un po’ di più questo aspetto e come lo si
ritrova in Baduizm.
Tag - jazz
Continuiamo il viaggio nel magico mondo del neo-soul di fine anni ’90 inizio
anni ‘2000, dopo aver ascoltato le fantastiche voci di D’Angelo, Angie Stone e
Lauryn Hill, arriviamo a Erikah Badu, sotto suggerimento di un messaggio
arrivato qui in redazione durante l’ultima puntata.
Le regole del gioco sono le stesse che per la Hill, partiamo da un album e ce lo
ascoltiamo tutto secondo la concezione dell’artista, di volta in volta apriremo
poi delle parentesi sui significati, le connessioni, la vita e le ispirazioni
della Badu nel concepire l’album e la sua “poetica”.
Dunque iniziamo, Baduizm.
* Ever Seen This Man? le registrazioni dell’Assessore, dal Queens, in
compressione stereofonica iphone: Former Laundromat Broadcast: Robidoux &
Norman oscillano tra 3.6 e 7 + Quartetto Onnivoro: Rosenthal (chitarra
ferro-ossido), Belogenis (tenore 12cc), Sewelson (baritono a compressione),
Neuburg (percussioni in cartone tecnico).
* Servizio Tensione — anticipazioni: documenti declassificati, vertigini di
segnale, ferro che scricchiola.
* Nordkapp Bolig Recap: Meteo Station di Honningsvåg con il Maggiore Francesco
Carella, Aeronautica Militare, Sezione Cerignola—temperature misurate in
“gradi di resa”.
* Paulstretch: dilatazione a 4096, fino all’evaporazione.