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Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio
Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. Molte sono state anche le iniziative di solidarietà in tutto il mondo da parte della diaspora e in Albania, da Tirana ad altri centri più periferici, la protesta continua con regolarità dandosi appuntamento ogni giorno alle 18 per presidi, manifestazioni da migliaia di persone, blocchi e occupazioni di infrastrutture come strade e aeroporti. E’ molto interessante guardare alla composizione della mobilitazione perché è trasversale e popolare, tende a oltrepassare le forme delle organizzazioni classiche, non si riconosce in un partito ma sta assumendo forme di protesta sempre maggiormente radicali senza perdere il suo aspetto di massa. In questo senso l’intervista con Elon, compagno di Immigrital, è molto interessante perché approfondisce questi aspetti portando alla memoria alcune similitudini con il movimento di massa per la Palestina avvenuto in Italia a settembre e ottobre scorsi.
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Mps-Mediobanca il ruolo ambiguo del governo nel risiko bancario.
Nell’operazione MPS -Mediobanca cominciano ad emergere aspetti che rimandano ad accordi sottobanco fra soggetti come Caltagirone e Delfin di Del Vecchio ,mancate comunicazioni agli organi di controllo ,opacità nella vendita da parte del Ministero delle quote di MPS ,sospetto coinvolgimento in questa operazione di intermediari come banca Akros ,con evidenti conflitti d’interesse ,sostegno esplicito del governo per una operazione che ha come obiettivo la scalata alle Generali. Le mancate comunicazioni agli organi competenti di un controllo pregresso di più del 25% del pacchetto azionario di MPS hanno consentito a Caltagirone e Delfin di acquistare le quote di Mediobanca senza esborso di contanti con evidente vantaggio .Ma al di là degli aspetti tecnici il tema è il mutamento degli equilibri di potere all’interno del mondo finanziario dove accade che una banca con un capitale inferiore,già salvata dal fallimento dall’intervento statale possa acquisire il controllo del cosidetto salotto buono di Mediobanca al fine di controllare la cassaforte del risparmio italiano ,le Generali con l’intervento di due soggetti vicini al governo . Ne parliamo con Alessandro Volpi che scrive per Altraeconomia . > Il fantastico mondo delle banche italiane, tra scalate sospette e costante > ricerca di applausi
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