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Data center in Italia: analisi delle criticità tra impatti ambientali e sovranità digitale
L’Italia sta vivendo una fase di espansione infrastrutturale nel settore dei data center senza precedenti, posizionandosi come uno dei mercati emergenti più attraenti d’Europa dopo l’area tradizionale FLAP (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi). Al 2025, si contano circa 222 data center distribuiti sul territorio nazionale, gestiti da 94 diversi provider. La città metropolitana di Milano rappresenta il cuore pulsante di questo sviluppo, concentrando il 68% della potenza nominale installata a livello nazionale, pari a circa 414 MW IT. L’insediamento di un data center non è un’operazione neutrale. Le criticità si manifestano principalmente su quattro fronti: consumo di suolo, stress della rete elettrica, prelievo idrico e impatto sociale. Inoltre, i governi europei promuovono l’attrazione di data center hyperscale come una vittoria per la sovranità digitale. Tuttavia, ospitare infrastrutture statunitensi su suolo italiano non conferisce controllo sui dati né autonomia tecnologica. Al contrario, crea una dipendenza strutturale: una volta che i sistemi della sanità o della difesa sono migrati su server Microsoft o AWS, il potere negoziale dello Stato si azzera. Con Marco di Privacy Network, esploriamo le implicazioni e le criticità del boom dei data center in Italia. Leggi anche l’intervista su Infoaut a Errico Duranti del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio e ascolta gli approfondimenti sui data centers su Radio Blackout.
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l’Info di Blackout sta per tornare! Nel frattempo, qualche podcast da riascoltare
Di ritorno dalle vacanze? In vista della ripartenza dell’Informazione di Blackout, ecco tre temi per riprendere il filo delle cose: Ambiente, Lavoro e Guerra. Per ciascun tema abbiamo raccolto alcune delle dirette e degli approfondimenti andati in onda negli ultimi mesi all’interno della trasmissione. Notizie e analisi, racconti di lotte e di territori, voci e punti di vista: qualche spunto per preparare un rientro resistente. Ambiente CRISI ENERGETICA: IL GOVERNO ACCELLERA SUL NUCLEARE?https://radioblackout.org/2026/05/crisi-energetica-il-governo-accellera-sul-nucleare DENTRO E FUORI I DATACENTER: IMPATTO AMBIENTALE E SOCIALE DELLA DIGITALIZZAZIONE https://radioblackout.org/2026/05/dentro-e-fuori-i-datacenter-impatto-ambientale-e-sociale-della-digitalizzazione VIA LIBERA AGLI OGM DAL PARLAMENTO EUROPEO https://radioblackout.org/2026/06/via-libera-agli-ogm-dal-parlamento-europeo CONTINUA LA MOBILITAZIONE IN ALBANIA CONTRO IL GOVERNO, CONTRO LA GUERRA E GLI INTERESSI ESTERNI SUL PROPRIO TERRITORIO  https://radioblackout.org/2026/06/continua-la-mobilitazione-in-albania-contro-il-governo-contro-la-guerra-e-gli-interessi-esterni-sul-proprio-territorio CALA FINANZA ,PROTESTE CONTRO IL RESORT DI LUSSO https://www.radioblackout.org/2026/6/cala-finanza-proteste-contro-il-resort-di-lusso Guerra LA GUERRA COME RISPOSTA ALLA CRISI DI EGEMONIA STATUNITENSE CONDUCE ALLA RECESSIONE GLOBALE https://radioblackout.org/2026/03/la-guerra-come-risposta-alla-crisi-di-egemonia-statunitense-conduce-alla-recessione-globale CUBA SOTTO ASSEDIO SI ORGANIZZA PER DIFENDERSI https://radioblackout.org/2026/05/cuba-sotto-assedio-si-organizza-per-difendersi IL PUNTO SULLA GUERRA RUSSO-UCRAINA https://radioblackout.org/2026/06/sconfinamenti-di-droni-frenata-sullingresso-in-ue-il-punto-sulla-guerra-russo-ucraina RACCONTO, AGGIORNAMENTI E RIFLESSIONI SULLA SOLIDARIETÀ ALLA CISGIORDANIA https://radioblackout.org/2026/08/racconto-aggiornamenti-e-riflessioni-sulla-solidarieta-alla-cisgiordania Lavoro PIEMONTE. LA STRAGE DEL LAVORO https://radioblackout.org/2025/10/piemonte-la-strage-del-lavoro SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI CONTRO LA LOGISTICA DI GUERRA https://radioblackout.org/2026/02/sciopero-internazionale-dei-porti-contro-la-logistica-di-guerra BAKARI SAKO: UNO DI TANTI, TROPPI, MORTI DI RAZZISMO E SFRUTTAMENTO https://radioblackout.org/2026/05/bakari-sako-uno-di-tanti-troppi-morti-di-razzismo-e-sfruttamento SCIOPERO MEAT-TO: contro sfruttamento e razzismo nella ristorazione https://radioblackout.org/2026/06/sciopero-meat-to-contro-sfruttamento-e-razzismo-nella-ristorazione
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Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione. Da 14 anni l’area è occupata da un comitato di lavoratorx, cittadinx e residenti del quartiere che la presidiano notte e giorno per evitare che tutti gli alberi vengano abbattuti per far posto al cemento. Qui si è dato vita a iniziative sociali, incontri, momenti di dibattito. Il 30 luglio di quest’anno l’area è stata venduta all’asta per un milione e duecento mila euro ad un imprenditore. Entro 120 giorni il Tribunale deve consegnare il terreno “libero da persone e cose” quindi nelle prossime settimane è previsto lo sgombero.  In questi giorni si sono svolte assemblee molto partecipate e per il 5 settembre è previsto un grande corteo che partirà dalle ore 16 dal Polmone verde di Via Goito fino a Piazza del Municipio. La manifestazione sarà affiancata da 3 giorni di campeggio libero, dal 3 al 6 settembre. Nel mentre sono partiti 4 presidi permanenti, dislocati nei 4 ingressi del terreno, per prepararsi a resistere allo sgombero. Arianna, del comitato degli orti urbani di Via Goito, ci spiega meglio la situazione, evidenziando come la manifestazione nazionale sarà importante non solo per prendere parola contro la speculazione edilizia a Livorno, ma in modo più ampio, difendere un modello di giustizia sociale e ambientale. Un modello dove spazi verdi come gli orti oltre ad essere polmoni verdi per le nostre città diventano luogo di auto-organizzazione. Per rimanere aggiornatx: https://www.instagram.com/ortiurbani.livorno/
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Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio
Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. Molte sono state anche le iniziative di solidarietà in tutto il mondo da parte della diaspora e in Albania, da Tirana ad altri centri più periferici, la protesta continua con regolarità dandosi appuntamento ogni giorno alle 18 per presidi, manifestazioni da migliaia di persone, blocchi e occupazioni di infrastrutture come strade e aeroporti. E’ molto interessante guardare alla composizione della mobilitazione perché è trasversale e popolare, tende a oltrepassare le forme delle organizzazioni classiche, non si riconosce in un partito ma sta assumendo forme di protesta sempre maggiormente radicali senza perdere il suo aspetto di massa. In questo senso l’intervista con Elon, compagno di Immigrital, è molto interessante perché approfondisce questi aspetti portando alla memoria alcune similitudini con il movimento di massa per la Palestina avvenuto in Italia a settembre e ottobre scorsi.
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