Stiamo ascoltando il fantastico album di Lauryn Hill, The Miseducation, seguendo
un po’ una logica hub-and-spokes, procediamo con la tracklist originale e di
volta in volta apriamo parentesi sulla musica, la vita e il contesto della Hill.
Un approccio un po’ nuovo per Rolling ma che sta funzionando molto. Back to the
music! che qui il lavoro non è ancora finito e ci mancano molte tracce,
rinfreschiamoci la memoria partendo dall’ultimo pezzo e poi proseguiamo!
Tag - rap
Nell’ultima puntata di Rolling abbiamo iniziato un viaggio che ci impegnerà per
qualche puntata, sto parlando dell’ascolto integrale dell’album The Miseducation
of Mrs. Lauryn Hill! Un masterpiece della musica, punto di unione di hiphop,
RnB, Neo-Soul, Reggae, e sonorità caraibiche.
A differenze delle altre puntate di Rolling ho deciso di cambiare un po’ il
format, ricordo dunque le regole di ingaggio per queste puntate: ci muoviamo
seguendo una logica hub and spokes, ovvero, seguiamo esattamente la track list
di The Miseducation, che è la nostra main-line, la storia principale, e di volta
in volta inseriamo pezzi di collaborazioni, ispirazioni e artiste che hanno
avuto un ruolo nella nascita di quest’album e nella musica di Lauryn Hill. Ci
muoveremo in lungo e in largo per gli anni ’90 e ‘2000 in compagnia di tanta
fantastica musica.
L’abbiamo citata un sacco di volte, lo abbiamo tirato in ballo di continuo nelle
ultime settimane, diverse volte vi ho detto che avrei fatto qualcosa e che
magari per una volta variavamo pure il format di questo programma. Dunque, è una
pietra miliare della musica, un album che ha mescolato hip hop, RnB, reggae e
neo-soul, è stato campionato da decine e decine di artisti, è stato il motivo
per cui altrettante e altrettanti hanno iniziato a fare musica, ha lasciato il
segno su milioni di appassionati e portato l’hiphop ad una nuova dimensione.
La sua autrice? Lauryn Hill! E l’album? The Miseducation of Mrs. Lauryn Hill!
Ve l’avevo promesso e non poteva mancare, non dopo che abbiamo ascoltato Angie
Stone e D’Angelo. In questa e nella prossima puntata facciamo qualcosa di
diverso dal solito, ci concentriamo sull’album, se riesco vi metto tutte le
tracce, e da qui ci colleghiamo all’universo artistico della Hill, a quello che
ha fatto prima e dopo questo lavoro. Agganceremo infine il tutto al contesto,
classic Rolling.
Basta parlare e andiamo tutti a lezione da Mrs. Lauryn Hill.
Continuiamo il viaggio nella musica e nella politica dei Public Enemy, tra il
vuoto dell’era reaganiana e la risposta politica di una nuova generazione.
Continuiamo il nostro viaggio per le sporche e febbricitanti strade di nyc, dopo
aver parlato degli inizi dell’hiphop, della città nei ’70 e della rivoluzione
portata da Sylvia Robinson con la Sugar Hill Records, siamo giunti negli ’80, un
periodo denso di sperimentazioni tecniche e di artiste e artisti che hanno fatto
la storia della musica.
Mentre l’hip-hop diventava globale, i sistemi di oppressione continuavano a
inghiottire tantissimi giovani Neri. Da questo contesto emerse un gruppo che non
proveniva dalle strade del Bronx, né dai quartieri popolari di Brooklyn o
Harlem, ma dai sobborghi di Long Island, sono i Public Enemy. Il gruppo si
pensava come un continuum del movimento Black Arts e Black Power degli anni ’60.
Non solo hanno rivoluzionato l’hip-hop, ma sono diventati anche una potente
forza politica.
Un inizio energico funkadelico nel bum-cha delle 9 di mattina. Dopo pochi minuti
però prende di nuovo sopravvento il “mixage-sauvage”, particolare tecnica di
djing che fa proprie le lezioni del fritto misto piemontese. Per questa
sessione, l’ultima dell’anno 2025, nell’abile crossover di sonorità, marchio di
fabbrica di questo stile, anche i silenzi trovano il loro spazio, trasformando
la radio in uno strumento di contemplazione trans-mediale collettiva…..
tentativo, ispirato dall’avanguardia radicale, da John Cage e dalla musique
concrete, stranamente non compreso da tutte le persone all’ascolto. 1 ora e 59
minuti adatti a driftare con la Panda sul ghiaccio appena svegli.