sun ra – street named hell
indopepsychics – gemini iv/v space nova!
nourished by time – quantum suicide
blackhaine – consumer
bakudi scream, alarm will – greed/masters
dj die soon – dandelion crackers
benny the butcher – summer 26
cosang – fuje tann
snubnoze – trust
klein – man in the mirror
uomini di mare, shezan il ragio – muffa ad etti
dj strawberry – big band energy
kitty pryde – r.r.e.a.m.
cannonball adderley – autumn leaves
Tag - rap
photek – say it
xavier c – mystical chief
che mac – new style
dogfuck – red queen effect
a to z – dreams must end
qualm – if i had to choose i’d rather be a regular zebra than some freakish
horse
dug yuck, babelfishh – adios pelota
yalcy – rent is extortion
maurice greene – moondust
dj co.kr, h4rdy, killa p – skankin
clipse, stove god cooks – f.i.c.o.
dj sosa rd – gamo aqui sin
nectax – haikyo
larry june, cardo got wings – on the unda
dj hamsta – heaven is a crack pipe
shoplifting – again
lil bottle rocket – d1
michael foster & ben bennet – this one goes out to the board of trustees
giampiero boneschi – intimate
ted bundy – milano odia
dwel – red in chicago
flea diamonds – take me back
moody black – to my friends
nore & nas – body in the trunk
tricky fm – gridlock
thong john silver – flourine
silvan strauss – back (revenge)
erikah badu, the alchemist, westside gunn, dj creole princess – i just play a
part
widnick – no jumper
futura cimice – cicadas for mangione
subiibabii – oh well
curly castro – the deletable negro
the body, cel genesis – candy crush
dj skizo, gambino, galante – 80 bpm
makumbo vs crivellator – vivo negli inferi
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente”
Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle
conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike
tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde
generazioni?
A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia
dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e
SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della
nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica
e stigma.
Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel
cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto.
TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE
DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
Continua la saga di Rolling nella grande musica a cavallo tra i due secoli,
quando la scena hiphop si apre e contamina la musica nel suo complesso,
rivoluzionando il modo di comporla e ascoltarla.
Negli ultimi mesi abbiamo ascoltato l’olimpo del neo-soul di quegli anni, oggi
apriamo il capitolo su chi ha prodotto quel sound inconfondibile, gettando le
basi per tutto quello che è venuto dopo, nel rap, nel soul, nell’ RnB, nel jazz
e perfino nel pop.
Producers e compositori, figure ormai praticamente fuse e che, a partire dagli
anni ’90, sono diventati uno degli “ingredienti x” di qualsiasi progetto
musicale che abbia segnato il passo. L’informatica si diffonde a macchia d’olio,
le distanze geografiche vengono ridotte grazie a internet e una nuova
generazione inizia a fare musica. Insomma, i prodomi di quello che viviamo oggi.
C’è una figura che ha vissuto a cavallo di questo cambiamento, che abbiamo già
citato e soprattutto ascoltato nelle ultime puntate, soprattutto con la Badu, di
chi sto parlando? Ovviamente di J Dilla, al secolo James Dewitt Yancey, anche
conosciuto come come Jay Dee. Il maestro del nuovo sound, il genio musicale dei
Soulquorians di cui è stato uno dei fondatori.
Stiamo ascoltando il fantastico album di Lauryn Hill, The Miseducation, seguendo
un po’ una logica hub-and-spokes, procediamo con la tracklist originale e di
volta in volta apriamo parentesi sulla musica, la vita e il contesto della Hill.
Un approccio un po’ nuovo per Rolling ma che sta funzionando molto. Back to the
music! che qui il lavoro non è ancora finito e ci mancano molte tracce,
rinfreschiamoci la memoria partendo dall’ultimo pezzo e poi proseguiamo!
Nell’ultima puntata di Rolling abbiamo iniziato un viaggio che ci impegnerà per
qualche puntata, sto parlando dell’ascolto integrale dell’album The Miseducation
of Mrs. Lauryn Hill! Un masterpiece della musica, punto di unione di hiphop,
RnB, Neo-Soul, Reggae, e sonorità caraibiche.
A differenze delle altre puntate di Rolling ho deciso di cambiare un po’ il
format, ricordo dunque le regole di ingaggio per queste puntate: ci muoviamo
seguendo una logica hub and spokes, ovvero, seguiamo esattamente la track list
di The Miseducation, che è la nostra main-line, la storia principale, e di volta
in volta inseriamo pezzi di collaborazioni, ispirazioni e artiste che hanno
avuto un ruolo nella nascita di quest’album e nella musica di Lauryn Hill. Ci
muoveremo in lungo e in largo per gli anni ’90 e ‘2000 in compagnia di tanta
fantastica musica.
L’abbiamo citata un sacco di volte, lo abbiamo tirato in ballo di continuo nelle
ultime settimane, diverse volte vi ho detto che avrei fatto qualcosa e che
magari per una volta variavamo pure il format di questo programma. Dunque, è una
pietra miliare della musica, un album che ha mescolato hip hop, RnB, reggae e
neo-soul, è stato campionato da decine e decine di artisti, è stato il motivo
per cui altrettante e altrettanti hanno iniziato a fare musica, ha lasciato il
segno su milioni di appassionati e portato l’hiphop ad una nuova dimensione.
La sua autrice? Lauryn Hill! E l’album? The Miseducation of Mrs. Lauryn Hill!
Ve l’avevo promesso e non poteva mancare, non dopo che abbiamo ascoltato Angie
Stone e D’Angelo. In questa e nella prossima puntata facciamo qualcosa di
diverso dal solito, ci concentriamo sull’album, se riesco vi metto tutte le
tracce, e da qui ci colleghiamo all’universo artistico della Hill, a quello che
ha fatto prima e dopo questo lavoro. Agganceremo infine il tutto al contesto,
classic Rolling.
Basta parlare e andiamo tutti a lezione da Mrs. Lauryn Hill.
Continuiamo il viaggio nella musica e nella politica dei Public Enemy, tra il
vuoto dell’era reaganiana e la risposta politica di una nuova generazione.