8 Marzo — Dalla cella alla strada: le donne iraniane non si arrendono mai!
Nel Giorno Internazionale della Donna, l’Iran è sotto bombardamenti, e le donne
iraniane, come sempre, sono al centro del fuoco, non come vittime, ma come
combattenti.
🟣 Fin dai primi giorni della Repubblica Islamica, sono state le donne a dire
no. Quando Khomeini impose il velo obbligatorio nel 1979, le donne scesero in
strada nel giro di giorni. Per quasi cinque decenni hanno pagato il prezzo di
quel rifiuto con il carcere, con le frustate, con la morte. Il regime ha
costruito la sua architettura ideologica sul controllo dei corpi delle donne,
dei loro movimenti, delle loro voci. E per cinque decenni, le donne hanno
smantellato quell’architettura mattone dopo mattone.
🔵 Quando Mahsa Jina Amini fu assassinata nel settembre 2022, furono le donne ad
accendere la fiamma che divenne la rivolta Donna-Vita-Libertà. Non perché
qualcuno glielo avesse ordinato. Non perché un partito o un leader le avesse
autorizzate. Ma perché avevano bruciato per decenni e finalmente il fuoco
divenne visibile al mondo.
Quella fiamma non si è spenta. A Dicembre 2025 e Gennaio 2026, le donne erano di
nuovo in prima linea nelle rivolte, organizzando, guidando, ispirando. Il regime
ha risposto con tutta la sua forza brutale. Le donne sono state picchiate per
strada. Colpite con proiettili veri. Abusate sessualmente in detenzione.
Torturate nelle celle. Alcune sono state uccise. I loro nomi forse non sono
ancora noti al mondo, ma noi li conosciamo. Li portiamo con noi.
🔴 Onoriamo ogni donna che ha dato la vita in quelle settimane chiedendo
nient’altro che il diritto di esistere liberamente e con dignità.
Le carceri si sono di nuovo riempite di donne che avevano osato rialzarsi. Oggi,
mentre le bombe cadono sulle città iraniane, quelle stesse donne restano
detenute. Alcune sono state trasferite in basi militari della Guardia
Rivoluzionaria, usate come scudi umani. I loro processi vengono accelerati nei
tribunali nel silenzio e nel blackout. Il rischio di esecuzioni di massa è
reale.
🟡 Ora all’oppressione si è aggiunta la guerra. Le donne a Tehran, a Minab,
nelle città di tutto l’Iran stanno proteggendo i loro figli dai missili mentre
le loro sorelle marciscono nelle celle. Curano i feriti negli ospedali
bombardati. Documentano le atrocità con telefoni connessi a VPN illegali.
Mantengono viva la memoria della lotta nel momento più buio.
🟢 Affermiamo chiaramente: la liberazione delle donne iraniane non verrà dalle
bombe americane o dai missili israeliani. Non verrà da una monarchia che
trattava le donne come proprietà prima che la Repubblica Islamica le trattasse
come peccatrici. Verrà, e sta già venendo, dalle donne stesse. Dal basso.
🟠 In questo 8 Marzo onoriamo ogni donna iraniana che ha rifiutato. Ogni donna
che ha bruciato il suo velo. Ogni donna che è scesa in strada. Ogni donna che è
stata picchiata, torturata, abusata per aver osato chiedere libertà. Ogni donna
che è stata uccisa e il cui sangue annaffia i semi della lotta. Ogni donna che è
in una cella oggi. Ogni donna che è viva e continua a combattere.
🔥 Non stanno aspettando di essere liberate. Esse sono la liberazione.
Né Mullah! Né Scià!
Donna – Vita – Libertà!
Fronte Anarchico dell’Iran e dell’Afganistan