La guerra israelo-americana nei confronti dell’Iran non ha fatto i conti con la
messa in campo dell’arma più potente iraniana, ossia la chiusura dello Stretto
di Hormuz e la deflagrazione della crisi energetica a livello mondiale.
Per rispondere alla crisi annunciata Ursula Von Der Leyen al vertice
sull’energia nucleare a Parigi ha dichiarato che l’UE ha sbagliato a rallentare
sul nucleare, immaginando di dare il via a investimenti per i piccoli nuovi
reattori (SMR) per procedere sulla via dell’indipendenza energetica. Di questi
reattori al momento esistono soltanto un paio di esempi in tutto il mondo visti
i costi, i limiti delle tempistiche nella costruzione, i problemi legati alla
sicurezza, la produzione di scorie e l’assenza di una soluzione per esse. Mentre
Meloni mette in piedi un decreto bollette senza garanzie, il Ministro della
Sicurezza Energetica Pichetto Fratin coglie la palla al balzo dell’UE per
sperare in finanziamenti europei – si parla di 200 milioni messi a disposizione
dall’UE per sostenere l’innovazione dei SMR da qui al 2028 – per dare seguito al
nuovo ddl sul nucleare che di fatto, in barba a ben due referendum in cui la
popolazione italiana ha votato contro questa fonte energetica, liberalizza la
possibilità di costruire nuove centrali e accentra i poteri decisionali nelle
mani del governo.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia oggi ha rilasciato 400 milioni di barili
di greggio per calmare i mercati finanziari a fronte della chiusura dei
traffici, il che risulta una semplice misura palliativa che non potrà impedire
l’aumento reale dei prezzi sia sul petrolio che sui suoi derivati, mostrando
ancora una volta la priorità, ossia garantire la possibilità di speculazione
finanziaria in tema energetico.
Ne parliamo con Daniele Gamba, attivo sul territorio biellese in merito ai
progetti di speculazione energetica e membro del Circolo Tavo Burat.