E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le
scorie.
Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo
programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come
ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il
nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i
dubbi che le certezze.
Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa
riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone
che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che
ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così
esiziale?
Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov,
il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in
caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come
se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più
torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo.
Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro
reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per
aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e
l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi
la guerra).
Günther Anders e i data center.
Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare!
Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines
Citati nella puntata:
Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security
Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia –
Euronews
Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni –
Greenpeace
Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile –
Istituto Superiore di Sanità
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Estratti dalla puntata del 28 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
Torniamo a parlare delle multiformi reti sioniste di diplomazia tecnomilitare e
manipolazione politica.
Partiamo dalle interferenze agite tramite operazioni dalla rete spionistica
israeliana, non tramite il Mossad o la capillare struttura di cyberguerra, ma
attraverso una struttura di intelligence privata come Black Cube, che avevamo
già visto all’opera nelle ultime elezioni in Slovenia (marzo 2026).
Andiamo quindi a osservare quanto recentemente emerso grazie al lavoro di Middle
East Eye sull’utilizzo di una vera e propria brigata di influencer stranieri
arruolati da Israele per le proprie campagne di guerra di informazione (note:
Middle East Eye, sito di inchiesta e approfondimento britannico, era stato
coinvolto in un cyber attacco nel 2020, dove era emerso il ruolo della compagnia
israeliana Candiru).
Concludiamo ritornando su tema già affrontato in passato: le reti di diplomazia
militare-industriale intessute da colossi israeliani come Elbit Systems (con
l’emiratina Edge Group) o Israel Aerospace Industries (con l’americana Palladyne
AI), ma soprattutto osservando l’avanzamento formale dell’integrazione militare
tra Israele e USA sancito a fine luglio 2026.
NUCLEARE SAUDITA TRA GEOPOLITICA E GEOTECNOLOGIA
A margine cerchiamo di gettare uno sguardo sulla questione del nucleare Saudita:
il via libera, stabilito in modo univoco dagli USA di Trump, per lo sviluppo di
un programma nucleare “civile” senza alcuna supervisione da parte dell’Aiea, il
potenziale ingresso in scena di una seconda potenza nucleare in quel quadrante,
ma anche un fenomeno connesso alla geopolitica dell’AI.
GRAPHENE_OS E DURESS PASSWORD
Samuel Tunick, cittadino statunitense attivo nel movimento contro Cop City ad
Atlanta, è sotto accusa per aver fornito agli agenti del Customs and Border
Protection una “duress password” che ha cancellato i dati del suo telefono. Un
persona fermata nel limbo giurisdizionale dell’aeroporto, a cui viene chiesto di
consegnare il telefono per analizzarne i contenuti, che fornisce una “password
di autodistruzione” e finisce sotto accusa per essersi autodifeso.
Torna ai microfoni di Radio Blackout il fisico Angelo Tartaglia, per commentare
l’avanzamento in sede parlamentare dell’iter del disegno di legge delega sul
nucleare, approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 2 ottobre.
Nel disegno di legge, che consegnerebbe al governo una delega in bianco per i
decreti attuativi sul ritorno del nucleare nel mix energetico italiano, il
termine “nucleare” viene sempre affiancato all’aggettivo “sostenibile”.
Una definizione contestata, che contrasta con l’esito dei referendum del 1987 e
del 2011.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo al convegno de
Il Sole 24 Ore “Transizione energetica e industria del nucleare”, ha indicato le
possibili tappe: chiudere il processo legislativo entro l’estate e arrivare a
fine anno con i decreti attuativi.
Nel contesto della crisi energetica legata al conflitto tra Russia e Ucraina e
alle tensioni nello stretto di Hormuz, il nucleare viene presentato come una
soluzione, mentre resta aperta la questione di un piano energetico complessivo e
della transizione fuori dai combustibili fossili.
Segnaliamo anche il report dell’Osservatorio di Pavia per Greenpeace, che
analizza come i media italiani hanno raccontato la crisi iraniana e i suoi
effetti energetici ed economici. Il report indaga se le rinnovabili vengano
presentate come leva per sicurezza e indipendenza energetica o se il dibattito
resti centrato su fonti fossili e rilancio del nucleare.
La guerra israelo-americana nei confronti dell’Iran non ha fatto i conti con la
messa in campo dell’arma più potente iraniana, ossia la chiusura dello Stretto
di Hormuz e la deflagrazione della crisi energetica a livello mondiale.
Per rispondere alla crisi annunciata Ursula Von Der Leyen al vertice
sull’energia nucleare a Parigi ha dichiarato che l’UE ha sbagliato a rallentare
sul nucleare, immaginando di dare il via a investimenti per i piccoli nuovi
reattori (SMR) per procedere sulla via dell’indipendenza energetica. Di questi
reattori al momento esistono soltanto un paio di esempi in tutto il mondo visti
i costi, i limiti delle tempistiche nella costruzione, i problemi legati alla
sicurezza, la produzione di scorie e l’assenza di una soluzione per esse. Mentre
Meloni mette in piedi un decreto bollette senza garanzie, il Ministro della
Sicurezza Energetica Pichetto Fratin coglie la palla al balzo dell’UE per
sperare in finanziamenti europei – si parla di 200 milioni messi a disposizione
dall’UE per sostenere l’innovazione dei SMR da qui al 2028 – per dare seguito al
nuovo ddl sul nucleare che di fatto, in barba a ben due referendum in cui la
popolazione italiana ha votato contro questa fonte energetica, liberalizza la
possibilità di costruire nuove centrali e accentra i poteri decisionali nelle
mani del governo.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia oggi ha rilasciato 400 milioni di barili
di greggio per calmare i mercati finanziari a fronte della chiusura dei
traffici, il che risulta una semplice misura palliativa che non potrà impedire
l’aumento reale dei prezzi sia sul petrolio che sui suoi derivati, mostrando
ancora una volta la priorità, ossia garantire la possibilità di speculazione
finanziaria in tema energetico.
Ne parliamo con Daniele Gamba, attivo sul territorio biellese in merito ai
progetti di speculazione energetica e membro del Circolo Tavo Burat.
Una settimana fa Trump e Netanyahu si incontravano alla Casa Bianca e il primo
ministro israeliano tentava di spingere Trump a imporre forti limitazioni a
Teheran rispetto all’arsenale missilistico, non soltanto al suo programma
nucleare. Pochi giorni dopo l’Iran dava segnali di apertura nei confronti
dell’AEIA affinché possa ispezionare i loro siti nucleari per dimostrare che
l’Iran non dispone di armi nucleari.
Oggi l’attacco da parte degli USA all’Iran e il possibile coinvolgimento di
Israele appare sempre più vicino, secondo testate giornalistiche americane
l’obiettivo di Trump è quello di aprire un conflitto su larga scala, attraverso
una campagna massiccia e di lunga durata, come lascerebbero intendere i
movimenti sul territorio e nelle basi militari.
In questo scenario si apre il meeting autoconvocato da Trump soprannominato
“Board of Peace”, lasciando aperta una porta sempre più ampia a possibili nuovi
interventi pesanti da parte di Israele su territorio palestinese, mentre i
grandi capitali si spartiscono i profitti della “ricostruzione” di Gaza.
Ne parliamo con Michele Giorgio Corrispondente dal MO de Il Manifesto, direttore
di Pagine Esteri.
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
/ / immagine da 404media.co
BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS
Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono
sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza
artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e
territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi.
Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere
la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e
USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad
assumere una scala rilevante.
Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha
resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che
avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI,
Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan.
A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio
Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan
(corsa al primato cognitivo e militare dell’AI).
per maggiori info su Ypsilanti
Mentre a livello globale e nazionale l’aggressione estrattivista dei territori
si fa sempre maggiore, in Italia continua il percorso di Confluenza, affiancata
dalla coalizione TESS. A partire da un lavoro di mappatura dei comitati
ambientalisti presenti sul territorio italiano, è stata intessuta una rete tra
le varie realtà contro la transizione energetica della speculazione e del
nucleare e per un discorso e un agire sui territori che riporti la gestione
territoriale nelle mani delle comunità che lì abitano.
Il focus sarà sulla dorsale appenninica e lo stato dell’arte della speculazione
energetica che interessano la Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Alto
Abruzzo, Lazio. Il programma, infatti, si strutturerà su due giorni dal 22 al 23
nel Mugello, il cui crinale è messo a rischio di un grande progetto di impianto
eolico industriale e simili progetti interessseranno anche l’Appennino
umbro-marchigiano.
Ne parliamo con Elena di No Pizzone 2:
Il 2 ottobre il consiglio dei ministri ha approvato il Disegno di Legge che
conferisce al ministro Pichetto Fratin la delega in bianco a far ripartire il
nucleare in Italia. Le lotte, un referendum e gli incidenti alle centrali
nucleari di Chernobyl e Fukushima, parevano aver messo definitivamente in
soffitta l’energia atomica.Come è stato possibile […]
L’11 e il 12 agosto si riuniranno alle Sorgenti del Volturno – Rocchetta a
Volturno (IS) svariate realtà da Torino, Napoli e Roma, così come dal Molise e
dall’Abruzzo per discutere a partire da due tematiche fondamentali: marginalità
territoriale e speculazione energetica. Le sorgenti del Volturno ospitano
infatti uno dei due laghi impattati dal progetto […]
A seguito dell’attentato che ha ucciso 26 turisti indiani nel Kashmir
amministrato dall’India avvenuto a fine aprile, la risposta dello stato indiano
è arrivata nella notte tra martedì 6 maggio e mercoledì 7 maggio, con
l’Operazione definita Sindoor: una serie di bombardamenti si sono abbattuti sul
Pakistan, nella parte di territorio pachistana del Kashmir e […]