I saperi maledetti tornano con una nuova puntata che riprende il discorso
introdotto lo scorso lunedì su transfemminismo e il significato di scendere in
piazza per l’8 marzo, con la volontà di andare ad approfondire alcuni concetti
legati al movimento transfemminista.
Insieme a Nic Braida, sociolog* e attivista transfemminista abbiamo
problematizzato il concetto di eteronormatività in quanto strumento del sistema
patriarcale; affrontato il tema del passing nella teoria queer ed evidenziato
come il transfemminismo e la sovversione di genere siano alleate delle lotte
anticapitaliste e antimilitariste.
Sentirete le voci di giovani universitari intervistati nei diversi poli, i quali
hanno espresso la loro opinione rispetto a una possibile apertura di un fronte
bellico: prenderesti parte alla leva obbligatoria?; chi dovrebbe andare al
fronte?; il femminismo può essere uno strumento di contrasto alla guerra?
Infine grazie al contributo della professoressa Camoletto, sociologa e
insegnante ad Unito di corpo, genere e sessualità, abbiamo messo in luce la
strumentalizzazione dell’eteronormatività in favore di un’economia di guerra e
di mascolonità egemonica, sottolineando l’importanza di costruire altri modelli
di mascolinità che non aderiscano all’etero-patriarcato.
Come rispondere dunque a un sistema che sempre più devia verso una rotta
bellica?
La nostra conclusione è che la sovversione di genere possa scardinare il modello
capitalista di cui il bellicismo si nutre riducendo il ruolo di riproduzione
sociale cui le soggettività non maschie vengono destinate e unificando l’io
frammentato dell’uomo-soldato attraverso pratiche di cura e riconoscimento di se
stessi negli altri.
Qui trovate il podcast integrale della puntata: