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28 marzo. No ai treni di guerra!
No ai treni di guerra! Sabato 28 marzo ore 16 a Porta Susa – lato corso Bolzano Presidio contro la militarizzazione delle ferrovie Le ferrovie sono sempre più al servizio della guerra. Un fiume di soldi pubblici sono stati destinati al trasporto bellico, sottraendoli agli investimenti necessari per rendere più comodi e sicuri i treni che student e lavorator* pendolari usano quotidianamente. In questi anni il trasporto ferroviario è diventato sempre più pericoloso, perché i tagli del personale e l’esternalizzazione dei lavori di manutenzione espongono chi lavora e chi viaggia a rischi enormi. Da Viareggio a Brandizzo si allunga l’elenco delle stragi. Non sono incidenti ma omicidi, i cui responsabili siedono nei consigli di amministrazione delle ferrovie e sui banchi dei governi. Con i nuovi investimenti nella logistica di guerra le ferrovie, possibile obiettivo di droni e bombardamenti, diventeranno sempre più pericolose. Il 17 dicembre 2025 è stato approvato dal Parlamento europeo il pacchetto sulla mobilità militare dell’Ue. Una sorta “Schengen militare”. Libero e facile passaggio per le armi che viaggiano su rotaia, mentre profughi e migranti muoiono lungo le frontiere. Questo pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027. Alla mobilità militare sono stati destinati 17,65 miliardi di euro per potenziare i corridoi prioritari eliminando i punti di strozzatura lungo i percorsi e predisporre gli strumenti per identificare e proteggere le infrastrutture strategiche. Grazie al dual use, doppio uso civile e militare, un treno pieno di esplosivi viaggerà accanto ad un treno passeggeri. Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 euro erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena – Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 euro erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi). In Piemonte la linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev. I soldi sprecati per i treni che trasportano carri armati, munizioni, cannoni potrebbero essere impiegati per rendere più comodi e sicuri i treni che prendiamo ogni giorno per andare a lavorare e a studiare. La terza guerra mondiale è ormai in corso. Le basi militari statunitensi in territorio italiano sono snodi fondamentali per la logistica e l’intelligence delle guerre che, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Libano stanno incendiando aree sempre più estese del mondo a noi vicino. Non possiamo stare a guardare. Non possiamo accettare che la guerra diventi un’opzione tra le altre. Le basi delle guerre sono a due passi dalle nostre case. Dipende da noi gettare sabbia e non olio nella macchina militarista. Se permettiamo che un treno carico di armi passi in mezzo alle nostre case siamo complici dell’omicidio di uomini, donne e bambini uccisi da quelle armi. Un giorno qualcuno a noi caro potrebbe morire se quel treno avesse un incidente. La guerra è già qui. Fermala è possibile. Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo. Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra. Federazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista c.so Palermo 46 riunioni ogni martedì h.20,30 www.anarresinfo.org
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