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13/3. Storie di punk e anarchia tra Londra e la bassa Padana
Storie di punk e anarchia tra Londra e la bassa Padana Venerdì 13 marzo  ore 21 alla Fat in corso Palermo 46 I Crass: una sfilza di schiaffi in faccia e di pedate sul culo La storia dell’incontro improbabile ed imprevisto tra ragazzi che volevano vivere e suonare la propria ribellione Musica, testi e zine autoprodotte: il punk sporco di chi non sapeva suonare. La scommessa dell’autogestione Ne parliamo con Marco Pandin di Stella Nera Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 riunioni ogni martedì dalle ore 20,30
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15/03 a Cirié. Aperi/Sede per una nuova casa per la FAT
Ciriè (TO). Aperi/Sede benefit “una nuova casa per la FAT” Domenica 15 marzo ore 19 presso i locali della società operaia Salone Bossetto via Matteotti 16, Cirie’ (to) – degustazione prodotti tipici – Mostra delle attività e iniziative della F.A.T. attraverso i suoi manifesti – Rilanci ribelli -. Asta di solidarietà – musica Di seguito l’appello: Tutti conoscono la sede anarchica di corso Palermo 46. Siamo lì dal lontano 1982. Un luogo di incontro tra compagni e compagne che condividono la prospettiva di un mondo di libere ed eguali, senza Stati, frontiere, oppressione e sfruttamento. In quel seminterrato per decenni ci sono state serate di approfondimento, presentazioni di libri ed una socialità libera. In quel posto abbiamo costruito iniziative di lotta. Antimilitariste, anticapitaliste, antisessiste, ecologiste, antirazziste. Per noi un luogo del cuore. Il padrone dei locali ha deciso di triplicarci l’affitto. Siamo lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, precari. Da sempre attingiamo ai nostri portafogli perché ci sia un luogo che ospiti incontri, dibattiti, riunioni, feste, autoproduzioni. Non siamo in grado e neppure vogliamo pagare chi crede di poter approfittare della nuova Aurora gentrificata. Abbiamo scelto di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. È tempo di aprire una nuova casa, ancora più bella. Ma. Da soli non possiamo farcela a comprare il posto che vorremmo. Tante volte abbiamo sentito forte il calore della vostra solidarietà di fronte alla repressione e nel sostegno alle lotte. Chi vuole contribuire può passare da noi o inviare i soldi qui: IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna Vogliamo tornare a rivedere le stelle… Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Torinese
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6 marzo. Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
Venerdì 6 marzo ore 21 in corso Palermo 46 Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza Interverrà l’avvocato Eugenio Losco Ecco il menù del governo: – fermo preventivo per i manifestanti – estensione del daspo urbano – maggiori garanzie di impunità per le forze dell’ordine – ampliamento della logica del decreto Caivano – ulteriore stretta sui migranti E già si annuncia il blocco navale nel Mediterraneo: una condanna a morte per chi viaggia senza documenti. Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni ogni martedì alle 20,30 www.anarresinfo.org Continua la raccolta fondi per “una nuova casa per la FAT” chi volesse contribuire può passare il mercoledì dalle 18 alle 20 oppure inviare i soldi qui: IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862
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Disertiamo! Giornata di lotta antimilitarista
Con i disertori russi ed ucraini per un mondo senza eserciti e frontiere Sabato 21 febbraio giornata di informazione e lotta antimilitarista ore 10,30 al Balon Sono passati quattro anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa dall’invasione russa dell’Ucraina. Il conflitto è sempre più aspro: i morti sono centinaia di migliaia su entrambi i fronti. Il governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo. Presto aprirà una base militare Italiana in Bulgaria. La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata, che rischia di innescare un conflitto ben più ampio, tra potenze dotate anche di armi atomiche. Fermarla, incepparla, sabotarla è una necessità imprescindibile. In Ucraina ci sono duecentomila disertori, in Russia decine di migliaia di persone hanno attraversato i confini per sottrarsi alla chiamata alle armi. In Russia e in Ucraina gli antimilitaristi si battono perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra. Noi facciamo nostra la lotta per spezzare i confini e per l’accoglienza di obiettor*, renitent, disertor* Noi non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla guerra, messe a tacere da regimi, che reprimono duramente chi vi si oppone concretamente. Il prezzo di questa guerra lo paga la povera gente. Ovunque. Lo pagano oppositori, sabotatori, obiettori e disertori che subiscono pestaggi, processi e carcere. Lo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento. Provate ad immaginare quante scuole, ospedali, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti, per la cura invece che per la guerra. Il decreto riarmo del governo Meloni prevede un miliardo di euro per rendere sempre più mortale l’arsenale a disposizione delle forze armate italiane. L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero, in buona parte in Africa, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. Vari progetti di legge puntano al graduale ritorno della leva obbligatoria sospesa nel 2005. Serve carne da cannone per le guerre che vedono l’Italia in prima fila. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze. L’industria bellica italiana, in prima fila il colosso Leonardo, fa profitti miliardari. L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra. Un business di morte. Occorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera L’Italia. Un’economia di guerra produce solo altra guerra. La guerra è anche interna. Il governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie, nei CPR, nelle stazioni, sui confini. Ogni forma di opposizione sociale e politica viene criminalizzata con un insieme di norme vecchie e nuove che garantiscono una sempre maggiore impunità alla polizia e trasformano in reati normali pratiche di lotta. Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo. Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni. Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra. Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra. Assemblea Antimilitarista Riunioni ogni martedì ore 20,30 – corso Palermo 46 antimilitarista.to@gmail.com www.anarresinfo.org
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16/01. Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio ore 21 corso Palermo 46 Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse. Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale. Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta. Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario. Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo. Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
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20/12 Cena antinatalizia
Sabato 20 dicembre ore 20 corso Palermo 46 Cena Antinatalizia Menù vegan Benefit lotte Quanto costa? Tantissimo per chi ne ha, meno per chi ha meno, poco per chi ha poco. Sosteniamo le lotte qui e in ogni dove, diamo solidarietà a chi è colpito dalla repressione, mettiamo un mattone nella direzione di una società libera, autogestita, solidale. Porta la tua statuetta per il pres-empio autogestito! Per prenotazioni scrivere a antimilitarista.to@gmail.com
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2/12 Via i mercanti d’armi!
Martedì 2 dicembre ore 11,30 Cacciamo i mercanti armi all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70   L’Aerospace and defense meetings, mercato internazionale dell’industria aerospaziale di guerra è arrivato alla decima edizione. Dal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a livello mondiale. Un evento a porte chiuse, riservato agli addetti ai lavori: governi, eserciti, agenzie di contractor. Decine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano nel silenzio e nell’indifferenza dei più. Ovunque bambine e bambini, donne e uomini sono massacrat* da armi prodotte a due passi dalle nostre case. Le guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori, dove possiamo agire direttamente, per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo. Le guerre oggi come ieri, si combattono in nome di una nazione, di un popolo, di un dio. Noi, antimilitaristi e senza patria, sappiamo che non ci sono guerre giuste o sante. Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. Ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo. Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. Non ci sono nazionalismi buoni. Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra. Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra. ⚫ Fermiamo la corsa al riarmo, lottando contro l’industria bellica e il militarismo. Cacciamo i mercanti di morte da Torino! No all’aerospace and defense meetings! Contro la guerra e chi la arma! Info: assembleantimilitarista@gmail.com
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13/11 Serata informativa contro la guerra e chi la arma
Giovedì 13 novembre ore 21 corso Palermo 46 serata informativa – L’Italia in guerra. Riarmo e conflitto per l’Ucraina. Con Stefano Capello – Ricerca al servizio della guerra. Un caso di obiezione di coscienza. Con Andrea Merlone – Torino. Capitale delle armi? Approfondimento su industria bellica e Aerospace and defence meeting e presentazione delle iniziative di lotta a cura dell’Assemblea Antimilitarista L’Aerospace and defense meetings, mercato internazionale dell’industria aerospaziale di guerra è arrivato alla decima edizione. Dal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a livello mondiale. Un evento a porte chiuse, riservato agli addetti ai lavori: governi, eserciti, agenzie di contractor. Sabato 29 novembre corteo antimilitarista ore 14,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis Martedì 2 dicembre blocchiamo i mercanti armi all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 No all’aerospace and defense meetings! Contro la guerra e chi la arma! Via i mercanti d’armi! Decine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano nel silenzio e nell’indifferenza dei più. Ovunque bambine e bambini, donne e uomini sono massacrat* da armi prodotte a due passi dalle nostre case. Le guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori, dove possiamo agire direttamente, per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo. Le guerre oggi come ieri, si combattono in nome di una nazione, di un popolo, di un dio. Noi, antimilitaristi e senza patria, sappiamo che non ci sono guerre giuste o sante. Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. Ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo. Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. Non ci sono nazionalismi buoni. Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra. Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra. Fermiamo la corsa al riarmo, lottando contro l’industria bellica e il militarismo. Cacciamo i mercanti di morte da Torino! Assemblea antimilitarista Corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20,30
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corteo antimilitarista 29 ottobre