23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria
A Torino
Sabato 28 marzo ore 16
presidio antimilitarista
a Porta Susa
Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un
fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla
sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari.
Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto
sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a
larga maggioranza il 17 dicembre successivo.
Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”.
Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione
dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e
nella Defence Readiness Roadmap 2030.
Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro
il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del
prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500
progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura
lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e
proteggere le infrastrutture strategiche.
Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre
il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility
nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia
di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono
concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il
finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo
scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati
all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La
Spezia Marittima.
È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo
terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari,
vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La
linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo
nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev.
Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di
informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria.
Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista
livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno
rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova
Ascolta la diretta:
Tag - treni di guerra
No ai treni di guerra!
Sabato 28 marzo
ore 16
a Porta Susa – lato corso Bolzano
Presidio contro la militarizzazione delle ferrovie
Le ferrovie sono sempre più al servizio della guerra. Un fiume di soldi pubblici
sono stati destinati al trasporto bellico, sottraendoli agli investimenti
necessari per rendere più comodi e sicuri i treni che student e lavorator*
pendolari usano quotidianamente.
In questi anni il trasporto ferroviario è diventato sempre più pericoloso,
perché i tagli del personale e l’esternalizzazione dei lavori di manutenzione
espongono chi lavora e chi viaggia a rischi enormi.
Da Viareggio a Brandizzo si allunga l’elenco delle stragi. Non sono incidenti ma
omicidi, i cui responsabili siedono nei consigli di amministrazione delle
ferrovie e sui banchi dei governi.
Con i nuovi investimenti nella logistica di guerra le ferrovie, possibile
obiettivo di droni e bombardamenti, diventeranno sempre più pericolose.
Il 17 dicembre 2025 è stato approvato dal Parlamento europeo il pacchetto sulla
mobilità militare dell’Ue. Una sorta “Schengen militare”. Libero e facile
passaggio per le armi che viaggiano su rotaia, mentre profughi e migranti
muoiono lungo le frontiere.
Questo pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use
entro il 2027.
Alla mobilità militare sono stati destinati 17,65 miliardi di euro per
potenziare i corridoi prioritari eliminando i punti di strozzatura lungo i
percorsi e predisporre gli strumenti per identificare e proteggere le
infrastrutture strategiche.
Grazie al dual use, doppio uso civile e militare, un treno pieno di esplosivi
viaggerà accanto ad un treno passeggeri.
Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre
il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility
nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia
di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono
concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il
finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 euro erogati a RFI per
lo scalo di Genova Sampierdarena – Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 euro erogati
all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La
Spezia Marittima.
È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo
terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari,
vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).
In Piemonte la linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è
indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare
a Kiev.
I soldi sprecati per i treni che trasportano carri armati, munizioni, cannoni
potrebbero essere impiegati per rendere più comodi e sicuri i treni che
prendiamo ogni giorno per andare a lavorare e a studiare.
La terza guerra mondiale è ormai in corso. Le basi militari statunitensi in
territorio italiano sono snodi fondamentali per la logistica e l’intelligence
delle guerre che, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Libano stanno
incendiando aree sempre più estese del mondo a noi vicino.
Non possiamo stare a guardare. Non possiamo accettare che la guerra diventi
un’opzione tra le altre.
Le basi delle guerre sono a due passi dalle nostre case.
Dipende da noi gettare sabbia e non olio nella macchina militarista.
Se permettiamo che un treno carico di armi passi in mezzo alle nostre case siamo
complici dell’omicidio di uomini, donne e bambini uccisi da quelle armi.
Un giorno qualcuno a noi caro potrebbe morire se quel treno avesse un incidente.
La guerra è già qui.
Fermala è possibile.
Oggi ci vorrebbero tutti arruolati.
Noi disertiamo.
Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra.
Federazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista
c.so Palermo 46
riunioni ogni martedì h.20,30
www.anarresinfo.org