GRAFICATTAC: CHIAMATA ALLE ARMI GRAFICHE CONTRO LA PROPAGANDA BELLICA
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(lunedì, 9 marzo 00:00)
https://graficattac.noblogs.org/ GRAFIC-ATTAC: un invito a creare, condividere,
diffondere, attacchinare materiale grafico contro la propaganda bellica; per
interrompere il flusso mediatico a sostegno degli eserciti e della
militarizzazione della società, contro la ricerca di consenso alla repressione,
al riarmo, all’arruolamento, all’industria bellica e alla guerra. Invia il
materiale a graficattac@autoproduzioni.net entro il 25 aprile 2026.
Tag - antimilitarismo
In occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina l’Assemblea
Antimilitarista ha promosso iniziative di sostegno ai disertori russi e ucraini
in numerose città.
Di seguito uno stralcio dall’appello: “In Ucraina ci sono duecentomila
disertori, in Russia decine di migliaia di persone hanno attraversato i confini
per sottrarsi alla chiamata alle armi.
In Russia e in Ucraina gli antimilitaristi si battono perché le frontiere siano
aperte per chi si oppone alla guerra.
Noi facciamo nostra la lotta per spezzare i confini e per l’accoglienza di
obiettor*, renitent, disertor*
Noi non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi
giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla
guerra, messe a tacere da regimi, che reprimono duramente chi vi si oppone
concretamente. (…)
Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.
Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo
la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro
pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.
Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.”
Il 21 a Torino c’è stata una lunga giornata di informazione e lotta partita con
un presidio al Balon e proseguita con una serie di azioni comunicative alla
Leonardo, al cantiere della città dell’aerospazio, al Politecnico e alla Safran.
A Reggio Emilia si è tenuto un presidio in piazza del Monte. Il 22 a Trieste
flash mob al monumento ai caduti.
A Livorno si è tenuta il 24 una manifestazione contro tutte le guerre.
Ne abbiamo parlato con Gian Maria Valent dell’Assemblea Antimilitarista
Ascolta la diretta:
Sono passati quattro anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa
dall’invasione russa dell’Ucraina. Il conflitto è sempre più aspro: i morti sono
centinaia di migliaia su entrambi i fronti.
Il governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a
schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo.
Presto aprirà una base militare Italiana in Bulgaria.
La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di
enorme portata, che rischia di innescare un conflitto ben più ampio, tra potenze
dotate anche di armi atomiche. Fermarla, incepparla, sabotarla è una necessità
imprescindibile.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, antimilitarista e blogger
Ascolta la diretta:
Quando la scuola filtra le voci: il caso dell’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e l’assemblea del Liceo “Dini” C’è un passaggio,
nel comunicato dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole …
DISERTIAMO! GIORNATA DI LOTTA ANTIMILITARISTA
Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia
(sabato, 21 febbraio 10:30)
CON I DISERTORI RUSSI ED UCRAINI
PER UN MONDO SENZA ESERCITI E FRONTIERE
SABATO 21 FEBBRAIO
GIORNATA DI INFORMAZIONE E LOTTA ANTIMILITARISTA
ORE 10,30 AL BALON
SONO PASSATI QUATTRO ANNI DALL’ACCELERAZIONE VIOLENTA DELLA GUERRA IMPRESSA
DALL’INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA. IL CONFLITTO È SEMPRE PIÙ ASPRO: I MORTI SONO
CENTINAIA DI MIGLIAIA SU ENTRAMBI I FRONTI.
IL GOVERNO ITALIANO SI È SCHIERATO IN QUESTA GUERRA INVIANDO ARMI, ARRIVANDO A
SCHIERARE 3.500 MILITARI NELLE MISSIONI IN AMBITO NATO NELL’EST EUROPEO.
PRESTO APRIRÀ UNA BASE MILITARE ITALIANA IN BULGARIA.
LA GUERRA IN UCRAINA HA NEL PROPRIO DNA UNO SCONTRO INTERIMPERIALISTICO DI
ENORME PORTATA, CHE RISCHIA DI INNESCARE UN CONFLITTO BEN PIÙ AMPIO, TRA POTENZE
DOTATE ANCHE DI ARMI ATOMICHE. FERMARLA, INCEPPARLA, SABOTARLA È UNA NECESSITÀ
IMPRESCINDIBILE.
IN UCRAINA CI SONO DUECENTOMILA DISERTORI, IN RUSSIA DECINE DI MIGLIAIA DI
PERSONE HANNO ATTRAVERSATO I CONFINI PER SOTTRARSI ALLA CHIAMATA ALLE ARMI.
IN RUSSIA E IN UCRAINA GLI ANTIMILITARISTI SI BATTONO PERCHÉ LE FRONTIERE SIANO
APERTE PER CHI SI OPPONE ALLA GUERRA.
NOI FACCIAMO NOSTRA LA LOTTA PER SPEZZARE I CONFINI E PER L’ACCOGLIENZA DI
OBIETTOR, RENITENT, DISERTOR
NOI NON CI ARRUOLIAMO NÉ CON LA NATO, NÉ CON LA RUSSIA. RIGETTIAMO I VERGOGNOSI
GIOCHINI DI TRUMP, PUTIN E DELL’UE SULLA PELLE DI POPOLAZIONI STREMATE DALLA
GUERRA, MESSE A TACERE DA REGIMI, CHE REPRIMONO DURAMENTE CHI VI SI OPPONE
CONCRETAMENTE.
IL PREZZO DI QUESTA GUERRA LO PAGA LA POVERA GENTE. OVUNQUE.
LO PAGANO OPPOSITORI, SABOTATORI, OBIETTORI E DISERTORI CHE SUBISCONO PESTAGGI,
PROCESSI E CARCERE.
LO PAGHIAMO NOI TUTTI STRETTI NELLA SPIRALE DELL’INFLAZIONE, TRA SALARI E
PENSIONI DA FAME E FITTI E BOLLETTE IN COSTANTE AUMENTO.
PROVATE AD IMMAGINARE QUANTE SCUOLE, OSPEDALI, TRASPORTI PUBBLICI DI PROSSIMITÀ
SI POTREBBERO FINANZIARE SE LA RICERCA E LA PRODUZIONE VENISSERO USATE PER LA
VITA DI NOI TUTTI, PER LA CURA INVECE CHE PER LA GUERRA.
IL DECRETO RIARMO DEL GOVERNO MELONI PREVEDE UN MILIARDO DI EURO PER RENDERE
SEMPRE PIÙ MORTALE L’ARSENALE A DISPOSIZIONE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE.
L’ITALIA È IMPEGNATA IN BEN 43 MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO, IN BUONA PARTE IN
AFRICA, DOVE LE TRUPPE TRICOLORI FANNO LA GUERRA AI MIGRANTI E DIFENDONO GLI
INTERESSI DI COLOSSI COME L’ENI.
VARI PROGETTI DI LEGGE PUNTANO AL GRADUALE RITORNO DELLA LEVA OBBLIGATORIA
SOSPESA NEL 2005. SERVE CARNE DA CANNONE PER LE GUERRE CHE VEDONO L’ITALIA IN
PRIMA FILA.
LE SCUOLE E LE UNIVERSITÀ SONO DIVENUTE TERRENO DI CONQUISTA PER L’ARRUOLAMENTO
DEI CORPI E DELLE COSCIENZE.
L’INDUSTRIA BELLICA ITALIANA, IN PRIMA FILA IL COLOSSO LEONARDO, FA PROFITTI
MILIARDARI. L’ITALIA VENDE ARMI A TUTTI I PAESI IN GUERRA. UN BUSINESS DI MORTE.
OCCORRE CAPOVOLGERE LA LOGICA PERVERSA CHE VEDE NELL’INDUSTRIA BELLICA IL MOTORE
CHE RENDERÀ PIÙ PROSPERA L’ITALIA. UN’ECONOMIA DI GUERRA PRODUCE SOLO ALTRA
GUERRA.
LA GUERRA È ANCHE INTERNA. IL GOVERNO RISPONDE ALLA POVERTÀ TRATTANDO LE
QUESTIONI SOCIALI IN TERMINI DI ORDINE PUBBLICO: I MILITARI DELL’OPERAZIONE
“STRADE SICURE” LI TROVATE NELLE PERIFERIE, NEI CPR, NELLE STAZIONI, SUI
CONFINI.
OGNI FORMA DI OPPOSIZIONE SOCIALE E POLITICA VIENE CRIMINALIZZATA CON UN INSIEME
DI NORME VECCHIE E NUOVE CHE GARANTISCONO UNA SEMPRE MAGGIORE IMPUNITÀ ALLA
POLIZIA E TRASFORMANO IN REATI NORMALI PRATICHE DI LOTTA.
SOLO UN’UMANITÀ INTERNAZIONALE POTRÀ GETTARE LE FONDAMENTA DI QUEL MONDO DI
LIBERE ED UGUALI CHE PUÒ PORRE FINE ALLE GUERRE.
OGGI CI VORREBBERO TUTTI ARRUOLATI. NOI DISERTIAMO.
NOI NON CI ARRUOLIAMO A FIANCO DI QUESTO O QUELLO STATO IMPERIALISTA. RIFIUTIAMO
LA RETORICA PATRIOTTICA COME ELEMENTO DI LEGITTIMAZIONE DEGLI STATI E DELLE LORO
PRETESE ESPANSIONISTICHE. IN OGNI DOVE. NON CI SONO NAZIONALISMI BUONI.
NOI SIAMO AL FIANCO DI CHI, IN OGNI ANGOLO DELLA TERRA, DISERTA LA GUERRA.
VOGLIAMO UN MONDO SENZA FRONTIERE, ESERCITI, OPPRESSIONE, SFRUTTAMENTO E GUERRA.
ASSEMBLEA ANTIMILITARISTA
RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ORE 20,30 – CORSO PALERMO 46
ANTIMILITARISTA.TO@GMAIL.COM
WWW.ANARRESINFO.ORG
Il Movimento No Muos ha lanciato una manifestazione in solidarietà con la
popolazione niscemese. Di seguito alcuni stralci del comunicato di indizione:
“Siamo prima di tutto solidali con le persone colpite dalla frana, con chi è
stato evacuato, con chi ha perso sicurezza, stabilità, serenità.
Siamo solidali con una comunità che da anni vive dentro una condizione di
esposizione permanente al rischio.
Non arriviamo a Niscemi per fare passerelle.
Non arriviamo protetti da cordoni di polizia.
Non arriviamo per parlare al posto di qualcuno.
Siamo a Niscemi perché siamo parte di questa storia.
Siamo a casa nostra.
Siamo in mezzo alla nostra gente.
Siamo con le compagne e i compagni di Niscemi.
Quello che è accaduto non è una fatalità.
Non è solo “maltempo”.
È il prodotto di decenni di abbandono, di assenza di pianificazione, di
manutenzioni episodiche, di opere emergenziali che sostituiscono la prevenzione.
È il prodotto di un modello che considera alcuni territori sacrificabili.
A Niscemi questo modello si vede in modo lampante:
mentre il territorio civile viene lasciato senza infrastrutture adeguate, senza
messa in sicurezza strutturale, senza servizi, continua e si rafforza una delle
più grandi installazioni militari statunitensi presenti in Italia.”
Appuntamento in largo Mascione alle 10
Ne abbiamo parlato con Antonio Rampolla del Movimento No Muos
Ascolta la diretta:
Il 29 gennaio il Parlamento bulgaro ha ratificato l’accordo sottoscritto dal
governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di
una grande infrastruttura bellica nei pressi del villaggio di Yambol, Kabile,
nel sud-est del paese. La nuova base sarà simile all’area addestrativa
bulgaro-statunitense di Novo Selo che viene impiegata dal Battle Group NATO
operativo in Bulgaria in funzione anti-Russia. A Yambole sarà insediata
un’intera brigata multinazionale con la possibilità di ospitare fino ad ‘intera
divisione di 3.000 unità.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo
Ascolta a diretta:
“Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.Organizzatevi
perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.Studiate perché avremo bisogno di
tutta la vostra intelligenza”.Antonio Gramsci Gli anniversari del G8 …
PALESTINA. LE GEOGRAFIE DEL DOMINIO: RADICI SIMBOLICHE E MATERIALI
Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 16 gennaio 21:00)
Venerdì 16 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha
aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di
dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del
nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e
risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico
rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel
1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero
ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone
similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca,
segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del
pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue,
proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna.
Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo
ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi
e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere,
eserciti.
www.anarresinfo.org
Alcuni dei maggiori membri europei della NATO si stanno muovendo per rafforzare
i propri eserciti professionali attraverso programmi di servizio nazionale
volontario.
La coscrizione è in vigore per nove stati europei membri della NATO: Danimarca,
Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia e Turchia. In
Turchia, che ha il secondo esercito più grande nell’alleanza di sicurezza dopo
gli Stati Uniti, gli uomini di età compresa tra 20 e 41 anni sono obbligati a
prestare servizio militare per un periodo compreso tra sei e dodici mesi. La
Norvegia arruola sia uomini che donne, generalmente per 12 mesi. Anche in Svezia
e Danimarca vige il servizio militare obbligatorio per le donne.
La Croazia prevede di reintrodurre la coscrizione obbligatoria l’anno prossimo:
per gli uomini di età compresa tra 19 e 29 anni sarà obbligatorio sottoporsi a
due mesi di addestramento militare di base.
Dopo l’introduzione, abbiamo parlato al telefono con una studentessa berlinese
dell’introduzione del servizio militare in Germania e dello sciopero
antimilitarista studentesco che c’è stato in opposizione ai piani di riarmo
europei.
Intro:
Diretta con Ivana, studentessa berlinese che fa parte di young struggle,
organizzazione giovanile studentesca.