DISERTIAMO! GIORNATA DI LOTTA ANTIMILITARISTA
Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia
(sabato, 21 febbraio 10:30)
CON I DISERTORI RUSSI ED UCRAINI
PER UN MONDO SENZA ESERCITI E FRONTIERE
SABATO 21 FEBBRAIO
GIORNATA DI INFORMAZIONE E LOTTA ANTIMILITARISTA
ORE 10,30 AL BALON
SONO PASSATI QUATTRO ANNI DALL’ACCELERAZIONE VIOLENTA DELLA GUERRA IMPRESSA
DALL’INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA. IL CONFLITTO È SEMPRE PIÙ ASPRO: I MORTI SONO
CENTINAIA DI MIGLIAIA SU ENTRAMBI I FRONTI.
IL GOVERNO ITALIANO SI È SCHIERATO IN QUESTA GUERRA INVIANDO ARMI, ARRIVANDO A
SCHIERARE 3.500 MILITARI NELLE MISSIONI IN AMBITO NATO NELL’EST EUROPEO.
PRESTO APRIRÀ UNA BASE MILITARE ITALIANA IN BULGARIA.
LA GUERRA IN UCRAINA HA NEL PROPRIO DNA UNO SCONTRO INTERIMPERIALISTICO DI
ENORME PORTATA, CHE RISCHIA DI INNESCARE UN CONFLITTO BEN PIÙ AMPIO, TRA POTENZE
DOTATE ANCHE DI ARMI ATOMICHE. FERMARLA, INCEPPARLA, SABOTARLA È UNA NECESSITÀ
IMPRESCINDIBILE.
IN UCRAINA CI SONO DUECENTOMILA DISERTORI, IN RUSSIA DECINE DI MIGLIAIA DI
PERSONE HANNO ATTRAVERSATO I CONFINI PER SOTTRARSI ALLA CHIAMATA ALLE ARMI.
IN RUSSIA E IN UCRAINA GLI ANTIMILITARISTI SI BATTONO PERCHÉ LE FRONTIERE SIANO
APERTE PER CHI SI OPPONE ALLA GUERRA.
NOI FACCIAMO NOSTRA LA LOTTA PER SPEZZARE I CONFINI E PER L’ACCOGLIENZA DI
OBIETTOR, RENITENT, DISERTOR
NOI NON CI ARRUOLIAMO NÉ CON LA NATO, NÉ CON LA RUSSIA. RIGETTIAMO I VERGOGNOSI
GIOCHINI DI TRUMP, PUTIN E DELL’UE SULLA PELLE DI POPOLAZIONI STREMATE DALLA
GUERRA, MESSE A TACERE DA REGIMI, CHE REPRIMONO DURAMENTE CHI VI SI OPPONE
CONCRETAMENTE.
IL PREZZO DI QUESTA GUERRA LO PAGA LA POVERA GENTE. OVUNQUE.
LO PAGANO OPPOSITORI, SABOTATORI, OBIETTORI E DISERTORI CHE SUBISCONO PESTAGGI,
PROCESSI E CARCERE.
LO PAGHIAMO NOI TUTTI STRETTI NELLA SPIRALE DELL’INFLAZIONE, TRA SALARI E
PENSIONI DA FAME E FITTI E BOLLETTE IN COSTANTE AUMENTO.
PROVATE AD IMMAGINARE QUANTE SCUOLE, OSPEDALI, TRASPORTI PUBBLICI DI PROSSIMITÀ
SI POTREBBERO FINANZIARE SE LA RICERCA E LA PRODUZIONE VENISSERO USATE PER LA
VITA DI NOI TUTTI, PER LA CURA INVECE CHE PER LA GUERRA.
IL DECRETO RIARMO DEL GOVERNO MELONI PREVEDE UN MILIARDO DI EURO PER RENDERE
SEMPRE PIÙ MORTALE L’ARSENALE A DISPOSIZIONE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE.
L’ITALIA È IMPEGNATA IN BEN 43 MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO, IN BUONA PARTE IN
AFRICA, DOVE LE TRUPPE TRICOLORI FANNO LA GUERRA AI MIGRANTI E DIFENDONO GLI
INTERESSI DI COLOSSI COME L’ENI.
VARI PROGETTI DI LEGGE PUNTANO AL GRADUALE RITORNO DELLA LEVA OBBLIGATORIA
SOSPESA NEL 2005. SERVE CARNE DA CANNONE PER LE GUERRE CHE VEDONO L’ITALIA IN
PRIMA FILA.
LE SCUOLE E LE UNIVERSITÀ SONO DIVENUTE TERRENO DI CONQUISTA PER L’ARRUOLAMENTO
DEI CORPI E DELLE COSCIENZE.
L’INDUSTRIA BELLICA ITALIANA, IN PRIMA FILA IL COLOSSO LEONARDO, FA PROFITTI
MILIARDARI. L’ITALIA VENDE ARMI A TUTTI I PAESI IN GUERRA. UN BUSINESS DI MORTE.
OCCORRE CAPOVOLGERE LA LOGICA PERVERSA CHE VEDE NELL’INDUSTRIA BELLICA IL MOTORE
CHE RENDERÀ PIÙ PROSPERA L’ITALIA. UN’ECONOMIA DI GUERRA PRODUCE SOLO ALTRA
GUERRA.
LA GUERRA È ANCHE INTERNA. IL GOVERNO RISPONDE ALLA POVERTÀ TRATTANDO LE
QUESTIONI SOCIALI IN TERMINI DI ORDINE PUBBLICO: I MILITARI DELL’OPERAZIONE
“STRADE SICURE” LI TROVATE NELLE PERIFERIE, NEI CPR, NELLE STAZIONI, SUI
CONFINI.
OGNI FORMA DI OPPOSIZIONE SOCIALE E POLITICA VIENE CRIMINALIZZATA CON UN INSIEME
DI NORME VECCHIE E NUOVE CHE GARANTISCONO UNA SEMPRE MAGGIORE IMPUNITÀ ALLA
POLIZIA E TRASFORMANO IN REATI NORMALI PRATICHE DI LOTTA.
SOLO UN’UMANITÀ INTERNAZIONALE POTRÀ GETTARE LE FONDAMENTA DI QUEL MONDO DI
LIBERE ED UGUALI CHE PUÒ PORRE FINE ALLE GUERRE.
OGGI CI VORREBBERO TUTTI ARRUOLATI. NOI DISERTIAMO.
NOI NON CI ARRUOLIAMO A FIANCO DI QUESTO O QUELLO STATO IMPERIALISTA. RIFIUTIAMO
LA RETORICA PATRIOTTICA COME ELEMENTO DI LEGITTIMAZIONE DEGLI STATI E DELLE LORO
PRETESE ESPANSIONISTICHE. IN OGNI DOVE. NON CI SONO NAZIONALISMI BUONI.
NOI SIAMO AL FIANCO DI CHI, IN OGNI ANGOLO DELLA TERRA, DISERTA LA GUERRA.
VOGLIAMO UN MONDO SENZA FRONTIERE, ESERCITI, OPPRESSIONE, SFRUTTAMENTO E GUERRA.
ASSEMBLEA ANTIMILITARISTA
RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ORE 20,30 – CORSO PALERMO 46
ANTIMILITARISTA.TO@GMAIL.COM
WWW.ANARRESINFO.ORG
Tag - antimilitarismo
Il Movimento No Muos ha lanciato una manifestazione in solidarietà con la
popolazione niscemese. Di seguito alcuni stralci del comunicato di indizione:
“Siamo prima di tutto solidali con le persone colpite dalla frana, con chi è
stato evacuato, con chi ha perso sicurezza, stabilità, serenità.
Siamo solidali con una comunità che da anni vive dentro una condizione di
esposizione permanente al rischio.
Non arriviamo a Niscemi per fare passerelle.
Non arriviamo protetti da cordoni di polizia.
Non arriviamo per parlare al posto di qualcuno.
Siamo a Niscemi perché siamo parte di questa storia.
Siamo a casa nostra.
Siamo in mezzo alla nostra gente.
Siamo con le compagne e i compagni di Niscemi.
Quello che è accaduto non è una fatalità.
Non è solo “maltempo”.
È il prodotto di decenni di abbandono, di assenza di pianificazione, di
manutenzioni episodiche, di opere emergenziali che sostituiscono la prevenzione.
È il prodotto di un modello che considera alcuni territori sacrificabili.
A Niscemi questo modello si vede in modo lampante:
mentre il territorio civile viene lasciato senza infrastrutture adeguate, senza
messa in sicurezza strutturale, senza servizi, continua e si rafforza una delle
più grandi installazioni militari statunitensi presenti in Italia.”
Appuntamento in largo Mascione alle 10
Ne abbiamo parlato con Antonio Rampolla del Movimento No Muos
Ascolta la diretta:
Il 29 gennaio il Parlamento bulgaro ha ratificato l’accordo sottoscritto dal
governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di
una grande infrastruttura bellica nei pressi del villaggio di Yambol, Kabile,
nel sud-est del paese. La nuova base sarà simile all’area addestrativa
bulgaro-statunitense di Novo Selo che viene impiegata dal Battle Group NATO
operativo in Bulgaria in funzione anti-Russia. A Yambole sarà insediata
un’intera brigata multinazionale con la possibilità di ospitare fino ad ‘intera
divisione di 3.000 unità.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo
Ascolta a diretta:
“Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.Organizzatevi
perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.Studiate perché avremo bisogno di
tutta la vostra intelligenza”.Antonio Gramsci Gli anniversari del G8 …
PALESTINA. LE GEOGRAFIE DEL DOMINIO: RADICI SIMBOLICHE E MATERIALI
Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 16 gennaio 21:00)
Venerdì 16 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha
aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di
dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del
nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e
risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico
rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel
1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero
ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone
similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca,
segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del
pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue,
proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna.
Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo
ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi
e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere,
eserciti.
www.anarresinfo.org
Alcuni dei maggiori membri europei della NATO si stanno muovendo per rafforzare
i propri eserciti professionali attraverso programmi di servizio nazionale
volontario.
La coscrizione è in vigore per nove stati europei membri della NATO: Danimarca,
Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia e Turchia. In
Turchia, che ha il secondo esercito più grande nell’alleanza di sicurezza dopo
gli Stati Uniti, gli uomini di età compresa tra 20 e 41 anni sono obbligati a
prestare servizio militare per un periodo compreso tra sei e dodici mesi. La
Norvegia arruola sia uomini che donne, generalmente per 12 mesi. Anche in Svezia
e Danimarca vige il servizio militare obbligatorio per le donne.
La Croazia prevede di reintrodurre la coscrizione obbligatoria l’anno prossimo:
per gli uomini di età compresa tra 19 e 29 anni sarà obbligatorio sottoporsi a
due mesi di addestramento militare di base.
Dopo l’introduzione, abbiamo parlato al telefono con una studentessa berlinese
dell’introduzione del servizio militare in Germania e dello sciopero
antimilitarista studentesco che c’è stato in opposizione ai piani di riarmo
europei.
Intro:
Diretta con Ivana, studentessa berlinese che fa parte di young struggle,
organizzazione giovanile studentesca.
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie
concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche
in streaming
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/12/2025-12-05-anarres.mp3
Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:
Il reuccio dem di New York
L’elezione di Mamdani a sindaco di New York City ha ridato un certo entusiasmo a
una sinistra riformista che vive in uno stato di prostrazione e confusione dal
momento della vittoria di Trump alle presidenziali.
Le proposte di espansione della spesa sociale sono state il cavallo vincente di
Mamdani così come la sua capacità di parlare a un elettorato demograficamente
assai composito.
Ma potranno questi figliocci della borghesia intellettuale, perché questo è
Mamdani e questo è il suo entourage, rappresentare una via d’uscita dalla
traiettoria autoritaria che il neoliberismo sta compiendo da anni? Le proposte
politiche socialdemocratiche – ma sarebbe più corretto chiamarle demo-socialiste
in quanto neanche a livello teorico viene posto l’obiettivo di superamento della
società mercantile, come invece faceva la socialdemocrazia storica – nel corso
del novecento hanno svolto il ruolo di puntello sinistro del capitale,
garantendo, con un’apertura a fisarmonica data dai rapporti di forza tra classi,
la ridistribuzione di una quota parte dei profitti. Ma questo era possibile con
un’economia basata su di una produzione industriale, spesso ad alto valore
aggiunto, e con l’apporto del valore estratto dalla periferia del sistema mondo
mediante la spoliazione coloniale. Con la fine delle grandi concentrazioni
industriali in Occidente, il ridisegnarsi post-coloniale dei rapporti con i
territori della periferia, e con nuove dinamiche nei rapporti tra le classi
grandemente favorevoli alla classe dominante il meccanismo di ridistribuzione è
entrato in una crisi da cui non si è mai ripreso.
Ne abbiamo parlato con Lollo
Stati Uniti. Trump e il ritorno della frontiera
Trump alle nostre latitudini appare come elemento di rottura rispetto
all’immagine edulcorata che gli States riescono ancora a vendere.
Se si guarda più da vicino è facile cogliere che Trump non fa che riproporre il
mito wasp della frontiera, con tutto il suo portato di violenza simbolica e
morale.
Ne abbiamo parlato con Fabrizio Eva, geografo politico
La Città dell’aerospazio non decolla
Il più grande progetto di Leonardo per il settore aerospaziale in Piemonte da
tempo dimostrava delle crepe. In occasione della decima edizione degli Aerospace
and defence meetings, nella cornice dell’Oval Lingotto di Torino è stato
presentato un aggiornamento del progetto presentato all’ottava edizione del
mercato delle armi nel 2021 e sostenuto da Leonardo, il Politecnico, la Regione
Piemonte, l’Unione industriali di Torino e la Camera di commercio.
La parola chiave è “aggiornamento”, che dimostra che il protagonismo di Leonardo
è più nelle parole che nei fatti. In realtà è quasi tutto fermo. Annunciare in
pompa magna l’apertura di quattro nuovi laboratori con 30 addetti nella vecchia
palazzina di corso Francia dopo sei anni è il segno inequivocabile che le crepe
nella Cittadella delle armi sono ormai ben visibili.
Vediamo di capire meglio cosa sta succedendo.
Torino Un lungo novembre di informazione e lotta antimilitarista
Venaus. Vent’anni dopo
Nonostante la primavera, al tempo della Repubblica della Maddalena il paese di
Chiomonte era grigio, buio, silente. Al di là del fiume che si stringe nella
gorgia, nello spazio libero fatto di vigne, barricate, cibo condiviso, assemblee
c’era il rumore delle vite della comunità resistente, comunità d’elezione e non
di terra, di sangue, di identità escludenti e del loro tremendo portato di
violenza.
Lì imparammo a camminare nella notte. Insieme e da soli, incespicando e
rialzandoci. Tanta gente in quegli anni, sin dall’insurrezione di Venaus, aveva
scoperto che riscrivere una storia già scritta era possibile, che i tempi che ci
era dato vivere non erano un destino ineluttabile.
Poi arrivarono l’occupazione, la repressione, i processi: la nostra comunità
perse la sua forza creativa, la resistenza venne ridotta a logoro rituale e
prevalse la delega istituzionale.
Ma. Quelle notti di veglia, essere stati parte di quella comunità d’elezione
continua a ricordarci di una possibilità che dobbiamo saperci dare.
Appuntamenti:
Sabato 20 dicembre
ore 20
corso Palermo 46
Cena Antinatalizia
Menù vegan
Benefit lotte
Quanto costa? Tantissimo per chi ne ha, meno per chi ha meno, poco per chi ha
poco. Sosteniamo le lotte qui e in ogni dove, diamo solidarietà a chi è colpito
dalla repressione, mettiamo un mattone nella direzione di una società libera,
autogestita, solidale.
Porta la tua statuetta per il pres-empio autogestito!
Per prenotazioni scrivere a antimilitarista.to@gmail.com
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a fai_torino@autistici.org
Contatti:
FB
@senzafrontiere.to/
Telegram
https://t.me/SenzaFrontiere
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in streaming
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Il reuccio dem di New York
L’elezione di Mamdani a sindaco di New York City ha ridato un certo entusiasmo a
una sinistra riformista che vive in uno stato di prostrazione e confusione dal
momento della vittoria di Trump alle presidenziali.
Le proposte di espansione della spesa sociale sono state il cavallo vincente di
Mamdani così come la sua capacità di parlare a un elettorato demograficamente
assai composito.
Ma potranno questi figliocci della borghesia intellettuale, perché questo è
Mamdani e questo è il suo entourage, rappresentare una via d’uscita dalla
traiettoria autoritaria che il neoliberismo sta compiendo da anni? Le proposte
politiche socialdemocratiche – ma sarebbe più corretto chiamarle demo-socialiste
in quanto neanche a livello teorico viene posto l’obiettivo di superamento della
società mercantile, come invece faceva la socialdemocrazia storica – nel corso
del novecento hanno svolto il ruolo di puntello sinistro del capitale,
garantendo, con un’apertura a fisarmonica data dai rapporti di forza tra classi,
la ridistribuzione di una quota parte dei profitti. Ma questo era possibile con
un’economia basata su di una produzione industriale, spesso ad alto valore
aggiunto, e con l’apporto del valore estratto dalla periferia del sistema mondo
mediante la spoliazione coloniale. Con la fine delle grandi concentrazioni
industriali in Occidente, il ridisegnarsi post-coloniale dei rapporti con i
territori della periferia, e con nuove dinamiche nei rapporti tra le classi
grandemente favorevoli alla classe dominante il meccanismo di ridistribuzione è
entrato in una crisi da cui non si è mai ripreso.
Ne abbiamo parlato con Lollo
Stati Uniti. Trump e il ritorno della frontiera
Trump alle nostre latitudini appare come elemento di rottura rispetto
all’immagine edulcorata che gli States riescono ancora a vendere.
Se si guarda più da vicino è facile cogliere che Trump non fa che riproporre il
mito wasp della frontiera, con tutto il suo portato di violenza simbolica e
morale.
Ne abbiamo parlato con Fabrizio Eva, geografo politico
La Città dell’aerospazio non decolla
Il più grande progetto di Leonardo per il settore aerospaziale in Piemonte da
tempo dimostrava delle crepe. In occasione della decima edizione degli Aerospace
and defence meetings, nella cornice dell’Oval Lingotto di Torino è stato
presentato un aggiornamento del progetto presentato all’ottava edizione del
mercato delle armi nel 2021 e sostenuto da Leonardo, il Politecnico, la Regione
Piemonte, l’Unione industriali di Torino e la Camera di commercio.
La parola chiave è “aggiornamento”, che dimostra che il protagonismo di Leonardo
è più nelle parole che nei fatti. In realtà è quasi tutto fermo. Annunciare in
pompa magna l’apertura di quattro nuovi laboratori con 30 addetti nella vecchia
palazzina di corso Francia dopo sei anni è il segno inequivocabile che le crepe
nella Cittadella delle armi sono ormai ben visibili.
Vediamo di capire meglio cosa sta succedendo.
Torino Un lungo novembre di informazione e lotta antimilitarista
Venaus. Vent’anni dopo
Nonostante la primavera, al tempo della Repubblica della Maddalena il paese di
Chiomonte era grigio, buio, silente. Al di là del fiume che si stringe nella
gorgia, nello spazio libero fatto di vigne, barricate, cibo condiviso, assemblee
c’era il rumore delle vite della comunità resistente, comunità d’elezione e non
di terra, di sangue, di identità escludenti e del loro tremendo portato di
violenza.
Lì imparammo a camminare nella notte. Insieme e da soli, incespicando e
rialzandoci. Tanta gente in quegli anni, sin dall’insurrezione di Venaus, aveva
scoperto che riscrivere una storia già scritta era possibile, che i tempi che ci
era dato vivere non erano un destino ineluttabile.
Poi arrivarono l’occupazione, la repressione, i processi: la nostra comunità
perse la sua forza creativa, la resistenza venne ridotta a logoro rituale e
prevalse la delega istituzionale.
Ma. Quelle notti di veglia, essere stati parte di quella comunità d’elezione
continua a ricordarci di una possibilità che dobbiamo saperci dare.
Appuntamenti:
Sabato 20 dicembre
ore 20
corso Palermo 46
Cena Antinatalizia
Menù vegan
Benefit lotte
Quanto costa? Tantissimo per chi ne ha, meno per chi ha meno, poco per chi ha
poco. Sosteniamo le lotte qui e in ogni dove, diamo solidarietà a chi è colpito
dalla repressione, mettiamo un mattone nella direzione di una società libera,
autogestita, solidale.
Porta la tua statuetta per il pres-empio autogestito!
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ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
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SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
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Un grande corteo antimilitarista ha attraversato le strade di Torino sabato
scorso, rompendo la cortina fumogena che avvolge l’industria bellica ed il
mercato delle armi aerospaziali nella nostra città.
Da oggi sino al 4 dicembre si terrà la decima edizione dell’aerospace and
defence meetings, dove i maggiori player a livello mondiale sottoscriveranno
accordi commerciali per le armi che distruggono intere città, massacrano civili,
avvelenano terre e fiumi. Produttori, governi e organizzazioni internazionali,
esponenti delle forze armate, compagnie di contractor si incontrano e fanno
affari all’Oval.
Quella del 29 novembre è stata un’importante giornata di lotta al militarismo e
alla guerra.
Alla manifestazione, indetta dall’Assemblea antimilitarista, hanno partecipato
il “Coordinamento torinese contro la guerra e chi la arma” e delegazioni dalle
tante lotte contro basi militari, poligoni di tiro, caserme, fabbriche di morte.
La Torino antimilitarista ha dato un segnale forte e chiaro: opporsi ad un
futuro per la città legato alla ricerca, produzione e commercio bellici è un
modo concreto per opporsi alla guerra e a chi la a(r)ma.
Al termine del corteo è stata lanciata una giornata di lotta per oggi all’Oval
per inceppare il business di morte.
Ne abbiamo parlato con Federico dell’Assemblea Antimilitarista
Ascolta la diretta:
Aggiornamento. Bloccati i mercanti d’armi all’Oval!
Di seguito stralci del comunicato dell’Assemblea antimilitarista:
“Nella giornata di apertura dell’Aerospace and defence meetings, il mercato
dell’industria bellica aerospaziale che si svolge ogni due anni a Torino,
c’erano anche gli antimilitaristi, decisi a mettersi di traverso contro la
guerra e chi la arma.
L’appuntamento era di fronte all’ingresso dell’Oval, dove, protetti da un
ingente schieramento di polizia, dovevano entrare i partecipanti a questa
convention, fiore all’occhiello della lobby armiera subalpina.
Gli antimilitaristi armati di striscioni e cartelli sin dalle 11,30 hanno
occupato la strada davanti al cancello del centro congressi.
La polizia ha tentato senza successo di allontanare i manifestanti, che si sono
messi di mezzo, intralciando l’inaugurazione dell’aerospace and defence
meetings.
Dopo pochi minuti le auto dirette all’Oval hanno fatto retro marcia. I
partecipanti sono stati obbligati ad entrare all’Oval a piedi, alla spicciolata,
da un passaggio interno al Lingotto.
Per la seconda volta in 20 anni gli antimilitarist* hanno bloccato l’ingresso ai
mercanti d’armi.
Un fatto è certo.
La narrazione istituzionale e mediatica dell’Aerospace and defence meetings e
della Città dell’aerospazio continua nascondere dietro la retorica dei viaggi
spaziali, delle navicelle, degli esploratori di Marte e della Luna, la realtà di
un mercato e di un comparto produttivo il cui fulcro sono le armi:
cacciabombardieri, elicotteri da combattimento, droni, sistemi di puntamento.
Queste armi sono impiegate nelle guerre di ogni dove, ma sono prodotte a due
passi dalle nostre case.
La cortina fumogena che nasconde la scelta di trasformare Torino in capitale
delle armi è stata in parte dissipata, coinvolgendo nelle contestazioni
studenti, ecologisti, lavoratori della formazione, oltre ai gruppi che da anni
lottano contro l’industria bellica.
La campagna lanciata dall’Assemblea Antimilitarista è riuscita a costruire un
importante corteo comunicativo il 29 novembre ed è culminata con il blocco
dell’ingresso alla mostra delle armi.
Una bella manciata di sabbia è stata gettata negli ingranaggi di una macchina
mortale. Bisognerà moltiplicare l’impegno perché la macchina sia fermata per
sempre.
Questo lungo mese di lotta si conclude con la consapevolezza che i mercanti di
morte, gli eserciti, i produttori di armi troveranno sempre più gente
disponibile a mettersi di mezzo.
Fermare la guerra e chi la a(r)ma è possibile. Dipende da ciascuno di noi.”
Martedì 2 dicembre
ore 11,30
Cacciamo i mercanti armi
all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70
L’Aerospace and defense meetings, mercato internazionale dell’industria
aerospaziale di guerra è arrivato alla decima edizione.
Dal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a
livello mondiale. Un evento a porte chiuse, riservato agli addetti ai lavori:
governi, eserciti, agenzie di contractor.
Decine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano nel
silenzio e nell’indifferenza dei più.
Ovunque bambine e bambini, donne e uomini sono massacrat* da armi prodotte a due
passi dalle nostre case.
Le guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori, dove possiamo
agire direttamente, per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo.
Le guerre oggi come ieri, si combattono in nome di una nazione, di un popolo, di
un dio.
Noi, antimilitaristi e senza patria, sappiamo che non ci sono guerre giuste o
sante.
Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di
libere ed uguali che può porre fine alle guerre.
Ci vorrebbero tutti arruolati.
Noi disertiamo.
Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato. Rifiutiamo la retorica
patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese
espansionistiche.
Non ci sono nazionalismi buoni.
Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.
Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra.
⚫ Fermiamo la corsa al riarmo, lottando contro l’industria bellica e il
militarismo.
Cacciamo i mercanti di morte da Torino!
No all’aerospace and defense meetings!
Contro la guerra e chi la arma!
Info: assembleantimilitarista@gmail.com