Oltre un centinaio di anarchiche ed anarchici si sono alla lapide che ricorda
Ilio Baroni, partigiano anarchico, che in quel punto morì combattendo il 26
aprile 1945.
Oggi, tra sfruttamento, lavori precari e pericolosi, morti in mare, leggi
razziste, militari per le strade, guerra, la democrazia somiglia sempre più al
fascismo.
Gli eredi della dittatura sono al governo e, giorno dopo giorno, moltiplicano la
stretta repressiva nei confronti di pover* e oppositor* politic* e social*.
La democrazia nata dalla Resistenza non ha mai fatto i conti con il fascismo, i
cui macellai vennero amnistiati dal ministro della giustizia, il “comunista”
Palmiro Togliatti.
Oggi gli eredi diretti del fascismo sono al governo e stanno restaurando il
fascismo. Non serve la dittatura formale per cancellare gli esili margini di
libertà concessi a prezzo di lotte durate un secolo.
Alla vigilia del 25 aprile hanno approvato il fermo preventivo per gli attivisti
politici invisi al governo.
Meloni come Mussolini: le leggi speciali del 1926 sono diventate, passo dopo
passo, le leggi “normali” del 2026.
Il governo condanna a morte i migranti con il blocco navale e mette al confino
(daspo, fogli di via, sorveglianza speciale, sequestro preventivo) gli
antifascisti.
Oggi più che mai ritrovarci in quell’angolo di periferia, dove cadde combattendo
Baroni, non è stato mero esercizio di memoria, ma occasione per intrecciare i
fili delle lotte, perché il testimone lasciato da chi non c’è più è ora nelle
nostre mani.
È un impegno costantemente rinnovato. Una responsabilità ineludibile.
Il pomeriggio è trascorso tra interventi, musica, chiacchiere e il canzoniere
anarchico e antifascista del Cor’okkio.
Un mazzo di garofani rossi, un momento di raccoglimento, una bicchierata tra
gente consapevole che il un tempo senza servi né padroni è oggi più che mai
urgente.
In serata alcuni compagni si sono spostati ai giardini (ir) reali per la
giornata di festa che vi si svolge ogni anno.
Altri hanno dato vita ad uno spezzone anarchico al corteo antifascista di Ciriè
aperto dallo striscione “la loro sicurezza è solo repressione. Per un nuovo 25
aprile azione diretta”.