CENA SOCIALE DI QUARTIERE GRAB
Giardini Madre Teresa - Corso Vercelli 12
(martedì, 8 settembre 20:30)
Tag - barriera di milano
Oltre un centinaio di anarchiche ed anarchici si sono alla lapide che ricorda
Ilio Baroni, partigiano anarchico, che in quel punto morì combattendo il 26
aprile 1945.
Oggi, tra sfruttamento, lavori precari e pericolosi, morti in mare, leggi
razziste, militari per le strade, guerra, la democrazia somiglia sempre più al
fascismo.
Gli eredi della dittatura sono al governo e, giorno dopo giorno, moltiplicano la
stretta repressiva nei confronti di pover* e oppositor* politic* e social*.
La democrazia nata dalla Resistenza non ha mai fatto i conti con il fascismo, i
cui macellai vennero amnistiati dal ministro della giustizia, il “comunista”
Palmiro Togliatti.
Oggi gli eredi diretti del fascismo sono al governo e stanno restaurando il
fascismo. Non serve la dittatura formale per cancellare gli esili margini di
libertà concessi a prezzo di lotte durate un secolo.
Alla vigilia del 25 aprile hanno approvato il fermo preventivo per gli attivisti
politici invisi al governo.
Meloni come Mussolini: le leggi speciali del 1926 sono diventate, passo dopo
passo, le leggi “normali” del 2026.
Il governo condanna a morte i migranti con il blocco navale e mette al confino
(daspo, fogli di via, sorveglianza speciale, sequestro preventivo) gli
antifascisti.
Oggi più che mai ritrovarci in quell’angolo di periferia, dove cadde combattendo
Baroni, non è stato mero esercizio di memoria, ma occasione per intrecciare i
fili delle lotte, perché il testimone lasciato da chi non c’è più è ora nelle
nostre mani.
È un impegno costantemente rinnovato. Una responsabilità ineludibile.
Il pomeriggio è trascorso tra interventi, musica, chiacchiere e il canzoniere
anarchico e antifascista del Cor’okkio.
Un mazzo di garofani rossi, un momento di raccoglimento, una bicchierata tra
gente consapevole che il un tempo senza servi né padroni è oggi più che mai
urgente.
In serata alcuni compagni si sono spostati ai giardini (ir) reali per la
giornata di festa che vi si svolge ogni anno.
Altri hanno dato vita ad uno spezzone anarchico al corteo antifascista di Ciriè
aperto dallo striscione “la loro sicurezza è solo repressione. Per un nuovo 25
aprile azione diretta”.
PRESENTAZIONE LIBRO RUGBY UNDERGROUND + TERZO TEMPO (APERITIVO) @ OST BARRIERA
BY DYNAMO DORA RUGBY POPOLARE
Circolo “Ost Barriera” - Via Luigi Pietracqua, 9
(venerdì, 20 marzo 19:00)
Tornano gli appuntamenti culturali della Dynamo Dora da OST! Questa volta per
un’occasione speciale di presentazione di libro con autore. Avremo il piacere di
ospitare il grande giornalista ed ex rugbista Marco Pastonesi con il suo ultimo
libro Rugby Underground! Una storia ambientata nella Milano degli anni ’70 e a
fare da teatro un inagibile scantinato di un elettrauto che si trasforma in una
cantina, o in un salotto, o in un circolo anche se rettangolare o forse in
un’osteria, in un dopolavoro per disoccupati, in una biblioteca, in un presidio
di resistenza umana. Insomma, in un rugby club. L’unico rugby club al mondo che
disputa esclusivamente il terzo tempo. Per celebrare questo rituale, seguirà un
ricco aperitivo a cura della vostra squadra di rugby preferita. Eventi come
questi ci permettono di sopravvivere come realtà autogestita, vieni a sostenere
la Dynamo!
Ci vediamo venerdì 20 marzo dalle 19 al Circolo OST Barriera in via Pietracqua 9
Info sul libro e
autore:https://www.bottegaerranteedizioni.it/.../rugby-underground/
A Macerie su Macerie riprendiamo il tema dell’urbanistica, in vista del nuovo
piano regolatore della città previsto per il 2026.
Attraverso un’intervista di qualche anno fa a Jean Pierre Garnier, sociologo e
compagno, riflettiamo sulle ideologie urbane degli ultimi decenni, tra le
retoriche sulla partecipazione attiva della cittadinanza e la metropoli della
paura che prende forma.
Ascolta qui la puntata precedente sull’argomento: Il “modello Milano” per
Torino: il nuovo piano regolatore.
CONCERTO DI NATALE IN BARRIERA DI MILANO 3° EDIZIONE (ENTRATA GRATUITA)
Torino -
(martedì, 23 dicembre 21:00)
✨🎭 23 dicembre 2025 • Ore 21 • Teatro Monterosa
Via Brandizzo 65, Torino
Ritorna la nostra festa.
Ritorna Avvalorando.
Ritorna l’abbraccio di Barriera di Milano.
Sul palco la grande orchestra di Nino Carriglio, per un viaggio nella musica
melodica italiana del Novecento: emozioni, memoria, comunità che si stringe.
Una serata gratuita, aperta a tuttə, alle associazioni che vogliono portare un
loro saggio e saluro, ai vicini, a chi vive Barriera e a chi vuole viverla con
noi.
Perché il vero regalo non sono le camionette dell’esercito:
il vero regalo è la cultura che illumina, la musica che unisce, la bellezza che
ci tiene vivi.
Quest'anno graditi ospiti la comunità della Guinea francofona di Torino e
l'associazione italo/cinese Zhisong.
Prenotazione obbligatoria:
info@avvalorando.org
(Con preghiera di disdetta se non potete venire: i posti sono limitati)
Evviva! ✨
APERICINEMA DELLA DYNAMO DORA! DA OST BARRIERA
Circolo “Ost Barriera” - Via Luigi Pietracqua, 9
(venerdì, 7 novembre 19:00)
Diamo il via al primo AperiCINEMA della Dynamo Dora!
Iniziamo la stagione con un evento a metà tra il discusso apericena e una
proiezione cinematografica, prima si mangia poi si guarda!
Quando: venerdì 7 novembre 2025, aperitivo h 19:15 proiezione h 20:45
Dove: OST Barriera, il nostro circolo preferito in Via Luigi Pietracqua 9
Cosa: proiezione di Uso improprio, film di Luca Gasparini sul rugby, lo sport
popolare e la militanza politica. Tutto ciò con apericena e popcorn per essere
felici.
più info qui: https://vivofilm.it/production/uso-improprio-2/
Non perderti questa prima e vieni anche tu!
Questi eventi servono a finanziare la nostra attività sportiva che necessita di
grandi spese, sostieni lo sport popolare!
Barriera, non da oggi, è un laboratorio di controllo e repressione sociale, dove
retate, pestaggi, occupazione militare del territorio si intrecciano con
l’azione coordinata e precisa di cooperative del Terzo settore, associazioni,
Fondazioni di Comunità che attuano politiche volte a prevenire le insorgenze
sociali. Temono le proteste spontanee di chi, giorno dopo giorno, subisce
profilazione […]
Sabato 28 giugno
ore 10
antimilitaristi
in corso Palermo angolo via Sesia
Vivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si
allungano le file dei senza casa, senza reddito, senza prospettive. Per mettere
insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori
precari, sottopagati, in nero, senza tutele.
Ovunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono
incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di
tanta gente.
In questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi, mentre chi era
povero è diventato ancora più povero. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato,
tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi
per il fitto e le bollette, la tutela della salute diventa una merce di lusso
che possono permettersi in pochi. Così dal 2015, ben prima della pandemia, per
la prima volta dal 1945, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta.
Barriera di Milano, ormai da anni, è divenuta un laboratorio dove sperimentare
tecniche di controllo sociale prima impensabili, pur di non spendere un soldo
per la casa, la sanità, i trasporti, le scuole. In questi anni la spesa militare
è costantemente aumentata, le missioni all’estero delle forze armate italiane si
sono moltiplicate.
I militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero, sei mesi per le
strade delle nostre città.
Tante missioni sono in Africa, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a
quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI, la punta di diamante del
colonialismo italiano.
La guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con
l’offensiva contro le persone in viaggio, per ricacciarle nelle galere libiche,
dove torture, stupri e omicidi sono fatti normali.
In Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i
cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone, nate in
Africa, in Cina, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole
e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni
Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un
barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.
Il governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e
poveri immigrati, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti.
Nei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni
giorno è peggio.
Intere aree del quartiere vengono messe sotto assedio, con continue retate di
persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.
Torino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina
per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono
sporcare. L’aspirazione ad una socialità non mercificata va repressa.
Il governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere,
razzializzate, con il continuo ricatto dei permessi, per nascondere la guerra
sociale che ha scatenato contro tutti i poveri, italiani e nati altrove,
schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.
Il controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni
possibile insorgenza sociale.
Da quando i militari dell’operazione “Strade Sicure”, sono stati inviati i
Barriera di Milano, l’area di corso Palermo limitrofa al mercato di piazza
Foroni è stata costantemente militarizzata: in corso Palermo angolo via Sesia
stazionano stabilmente mezzi dell’esercito e un’auto pattuglia della polizia o
dei carabinieri. Da aprile i militari sono anche in largo Giulio Cesare.
Per cosa? Per spostare di qualche centinaio di metri i pusher? Per alimentare la
favola che se si cacciano gli spacciatori, poi, per magia, Barriera diventa come
la Crocetta?
Eppure. Basterebbe farla finita con il proibizionismo, consentendo la vendita
delle sostanze, con tanto di etichetta e foglio informativo in appositi negozi,
per farla finita con le mafie e la disperazione dei tossici. E diminuirebbero
drasticamente le morti causate da sostanze tagliate male, velenose, pericolose.
Con la lotta, la solidarietà il mutuo appoggio, possiamo far si che le nostre
vite diventino migliori.
Riprendiamoci gli spazi del quartiere militarizzati e resi deserti dalla polizia
e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita, sin da ora, con stato,
padroni, militari, polizia.
Ci raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso
mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle
scuole, degli ospedali, dei trasporti.
Costruiamo insieme assemblee territoriali, spazi, scuole, trasporti, ambulatori
autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo
stato e dal capitalismo.
La sicurezza è casa, reddito, sanità per tutte e tutti, non soldati per per le
strade!
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI - PER UNA BARRIERA UNITA E SOLIDALE
Torino -
(giovedì, 5 giugno 20:30)
LA NOSTRA SICUREZZA È SICUREZZA SOCIALE
Contro razzismo, abbandono e propaganda: comunità attiva e organizzata!
PRESIDIO ANTIFASCISTA E CORTEO PER IL QUARTIERE
Contro chi specula sul degrado per incitare alla xenofobia e al razzismo.
Fermiamo l'ennesima passerella dei gruppi fascisti.
📅 Giovedì 5 giugno – ore 20.30
📍Via Bologna / angolo corso Novara
Stiamo costruendo un’assemblea popolare di quartiere, aperta a tutti:
lavoratori, studenti, famiglie, pensionati. Uniti, dal basso, per costruire
insieme una vera alternativa sociale. Barriera è di chi la vive. Non di chi la
sfrutta.
🗓️ Prossima assemblea: 12 giugno – ore 18
📍Giardini di via Montanaro
ASSEMBLEA DI QUARTIERE BARRIERA
Croci celtiche alla lapide di Ilio Baroni.
Chiamata Antifascista per una Barriera libera e solidale.
No Pasarán!
Domenica 25 maggio ore 16,30
Presidio antifascista alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni
in corso Giulio Cesare, angolo corso Novara.
Ad un mese dalla partecipata commemorazione del 25 aprile, ignoti neofascisti
hanno insultato la memoria della Resistenza sfregiando con i loro simboli di
morte la lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni.
Gli esponenti dell’estrema destra xenofoba e razzista sono il braccio armato dei
padroni, i loro fedeli servitori, la loro manovalanza prediletta.
Gli artefici di questa vile provocazione sono gli stessi che quotidianamente
soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati. Provano
a metterci gli uni contro gli altri perché sanno che divisi siamo più deboli e
sfruttabili. Strizzano l’occhio alle politiche repressive del governo Meloni,
ovverosia gli eredi diretti della dittatura del Ventennio che varano leggi
speciali come l’ultimo decreto sicurezza che imprime una svolta sempre più
autoritaria e liberticida al paese. Applaudono l’incalzante militarizzazione dei
territori, le retate e i controlli etnicamente mirati contro i senza documenti,
le reclusioni nei CPR, le deportazioni coatte e le migliaia di morti nel Mar
Mediterraneo.
Ci conducono dritti verso la guerra, sostenendo la corsa al riarmo e agitando il
tricolore che rischia di essere la nostra rovina e la nostra tomba.
Ma la gente di Barriera di Milano, i nati qui così come i nati altrove, vivono
gli stessi problemi, la stessa condizione di sfruttamento e di oppressione, la
stessa di chi combatté armi alla mano il fascismo perché voleva una società
senza stato né padroni.
Barriera è afflitta dall’aumento del prezzo del fitto e delle bollette. È
afflitta da lavori precari e pericolosi, salari miseri e ritmi insostenibili. È
afflitta da continue minacce di sfratto. È afflitta dai tagli e dalle
privatizzazioni dei servizi sociali fondamentali (sanità, scuola, trasporti,
ecc). Non ci sono i soldi per casa, educazione, prevenzione e cura. In compenso
ce ne sono in abbondanza per far scorrazzare polizia e militari per le strade
delle periferie.
Oggi come ieri, solo un ampio fronte di lotta contro il nemico comune può
consegnarci un mondo di libertà e di uguaglianza.
Un manipolo di invasati può anche imbrattare un pezzo di storia della lotta di
liberazione dal nazifascismo ma non può certo cancellarlo. La storia di Ilio, la
storia degli Arditi del Popolo, la storia dei rivoluzionari di Barriera, risuona
ancora nelle lotte di ciascun* di noi, e continuerà a farlo a lungo!
Per questo motivo vogliamo scendere in strada e vogliamo farlo in tant*.
Vogliamo trovarci e riconoscerci, esprimere tutta la nostra rabbia contro
l’ennesimo attacco al cuore del quartiere, a chi quotidianamente lo abita e lo
attraversa.
Vogliamo ripristinare la lapide e continuare a tenere viva la memoria, facendone
un’arma per la trasformazione radicale dell’esistente.
«Gli unici stranieri, i fascisti nei quartieri!»
Federazione Anarchica Torinese
Assemblea Antimilitarista – Torino