A Macerie su Macerie continuiamo la riflessione filosofica sulla Tecnica, sia
evidenziando i punti deboli delle critiche all’AI, sia riassumendo gli
agghiaccianti capisaldi della teoria transumanista della Singolarità, ovvero
l’entità che secondo i tecnofili più accaniti dovrebbe sostituire l’umano
superando definitivamente i suoi limiti biologici.
Ascolta l’episodio precedente: I tormenti di Prometeo pt.1
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Il discorso contro le nuove tecnologie come l’AI passa spesso attraverso
l’analisi del rapporto tra la presunta intelligenza macchinica e quella umana,
sottolineandone giustamente l’incommensurabilità. Tuttavia, il problema posto in
questi termini rivela qualcosa di più profondo della cultura contemporanea e di
come sembra interrogarsi molto sui limiti e i pericoli delle ultime frontiere
della tecnica, ma sempre meno sull’altro dei due termini del paragone, cioè su
cosa sia l’umano.
Se l’essere umano viene concepito come un insieme di parti, o come un semplice
corpo attraversato da informazioni e poco più, allora forse il paradigma
algoritmico ha già vinto su tutta la linea.
A Macerie su Macerie, lungi dal pretendere di offrire una risposta, proviamo
almeno a delineare i contorni di una domanda antica di millenni.