Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di
Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono
di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società.
Il punto di partenza è una distinzione netta: da una parte l’accademia,
dall’altra l’università. L’accademia è un’organizzazione del lavoro fondata
sullo sfruttamento, materiale e intellettuale. Vive di gerarchie, selezioni,
gare d’appalto e carriere da gestire, e finisce per addomesticare la ricerca e
riprodurre poteri consolidati. L’università, invece, è la possibilità concreta
di progettare nuova vita e nuova società. Due orizzonti che si contendono lo
stesso terreno e le stesse forme di vita.
Ne abbiamo parlato con Rosa, dell’Assemblea precaria di Torino. Ci ha spiegato
perché questo percorso si presenta come un cantiere aperto, un laboratorio da
organizzare insieme, e perché si parte dalla parola “progetto”: per metterla in
tensione e sottrarla ai significati precarizzanti e produttivisti a cui
l’accademia ci ha abituatә.