Il primo argomento della puntata lo abbiamo affrontato in compagnia di due
lavoratrici dello spettacolo in presidio davanti al Teatro Stabile di Torino,
per lo sciopero nazionale dei dipendenti e scritturati dei teatri di prosa.
Questo ha visto l’adesione di tutti e tre sindacati confederali, un estratto dal
comunicato di CGIL SLC:
“Oggi i teatri di tutta Italia hanno incrociato le braccia per chiedere il
rinnovo del contratto nazionale fermo dal 2018.
A Torino annullati: – Le Ultime Lune al Teatro Carignano e Lù Santo jullàre
Francesco al Teatro Gobetti
Lavoratrici e lavoratori dipendenti e scritturati, uniti nella lotta, con il
sostegno del pubblico. La mobilitazione continua con il blocco degli
straordinari.
Il 9 Novembre tutti a Roma per la manifestazione nazionale!
Perchè senza diritti non c’è cultura. Il sipario si abbassa sugli spettacoli,
non sulla nostra lotta“.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto sull’assemblea del 30
ottobre 2026 a Genova, presso il Circolo di Autorità Portuale promossa dal CALP
come internazionale dei portuali:
Dettagli principali dell’incontro
Tema centrale: Bloccare il transito di armi, la guerra, il riarmo e la
militarizzazione in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa.
* Organizzatore: Promossa dall’Unione Sindacale di Base (USB) insieme a sigle
sindacali internazionali.
* Obiettivo: Fare della giornata di mobilitazione internazionale dei porti uno
sciopero generale di tutte/i i lavorator* prevista per il 30 ottobre 2026 .
* Partecipanti: Delegati di sindacati e organizzazioni provenienti da diversi
Paesi (tra cui USB e ORSA Porti per l’Italia, CGT Francia, ENEDEP Grecia, LAB
Paesi Baschi, Liman-İş Turchia, ODT Marocco).
Ad oggi più di 100 porti hanno aderito:
Sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta contro
l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta
strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori
che protestano per migliori condizioni di vita.
Sarà anche giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il
traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni
sindacali di veri paesi tra cui USB che ha ormai coinvolto più di 100 scali
portuali in 17 paesi diversi.
È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i
mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra.
Lista in aggiornamento:
FRIULI VENEZIA GIULIA
Trieste: ore 9 Varco 4 Punto Franco Nuovo
VENETO
Padova: ore 8:00 Stazione
Vicenza: ore 8:00 Piazza Castello
Verona: ore 7:30 Piazzale 25 Aprile
PIEMONTE
Verbania: ore 17:00, Piazza Ranzoni
Novara: ore 9:30 Piazza Cavour
Torino: ore 9:30 Piazza Palazzo di Città
Alba: ore 8:30 Piazza Garibaldi
LOMBARDIA
Milano: ore 10:00 Piazza Duca D’Aosta
Brescia: ore 9:00 stazione metro San Faustino
Bergamo: ore17:00 Piazza Gaza (porta nuova)
EMILIA ROMAGNA
Piacenza: ore 8:00 parcheggio Cheope (Facsal)
Bologna: ore 9:30 Piazza Maggiore
Ravenna: ore 9:00 Piazza del Popolo (preconcentramento) – ore 10 in Darsena
concentramento – ore 11 partenza corteo verso Marina di Porto – ore 12:30 pranzo
sociale a Piazzale della Marina – ore 14 corteo con partenza da Piazzale della
Marina
Rimini: ore 9:00 Arco d’Augusto
LIGURIA
Imperia: ore 9:30 piazza Ulisse Calvi
Genova: 9.30 Varco Albertazzi, ore 10 Stazione Principe
La Spezia: ore 9:30 prefettura
TOSCANA
Massa: ore 17:00 piazza Garibaldi
Carrara: ore 6:00 porto
Pisa: ore 9:00 piazza Gaza (XX settembre)
Livorno: ore 6:00 rotatoria Ponte Penova – ore 9 piazza Cavour
Firenze: ore 10:00 piazza Bambine e Bambini di Beslan (Fortezza)
Siena: ore 9:00 terminal bus di Pescaia
Piombino: ore 16:00 piazzale Premuda – porto
MARCHE
Ancona: ore 10:30 Corso Carlo Alberto – lato P.zza Ugo Bassi
UMBRIA
Perugia: ore 8:30 Piazza Partigiani
LAZIO
Civitavecchia: ore 9:00 C.so Centocelle (davanti il Teatro Traiano)
Roma: ore 10:30 Piazza dei Cinquecento
ABRUZZO
Pescara: ore 10:00 Piazza Italia
MOLISE
Campobasso: ore 9:00 piazza San Francesco
Termoli: ore 8:30 Piazza Donatori di Sangue
CAMPANIA
Napoli: ore 9:30 Piazza Mancini
Benevento: ore 9:30 Pia,za Vittoria Colonna
BASILICATA
Potenza: ore 9:00 Piazza Cagliari
PUGLIA
Bari: ore 9:30 Piazza Prefettura
Lecce: ore 9:00 Porta Napoli
CALABRIA
Cosenza: ore 9:00 Piazza Loreto
Reggio Calabria: ore 9:00 Piazza De Nava
SICILIA
Palermo: ore 9:00 Piazza Politeama
Catania: ore 9:30 porto di Catania
Ragusa: ore 17:00 Piazza dei Marinai
SARDEGNA
Sassari: ore 9:30 Piazza San Vincenzo
Nuoro: ore 9:00 via Dante
Cagliari: ore 9:30 Piazza Garibaldi, corteo fino a Porto di Cagliari
Buon ascolto
Introduzione:
Questi sono gli interventi da noi selezionati:
Thoralf Sindacato Verdi Tedesco
Josè Nivoi CALP Genova
Saif Abukeshek Global Sumud Flottilla
No Harbour for Genocide
Mimmo Macrì Orsa Porti
Sophia We Do Not Enlist
Guido Lutrario USB
Linda Maggiori Altraeconomia
Weapon watch
Raja UDAP
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Il terzo argomento della puntata è stato quello del lavoro in università, ne
abbiamo parlato in compagnia telefonica con Leo dell’ Assemblea Precaria
Universitaria.
Mentre il Campus Luigi Einaudi di Torino da poco occupato dagli studenti proprio
in vista del prossimo sciopero generale, abbiamo voluto sentire il punto di
vista di chi da tempo pone l’ accento sul
e condizioni di chi opera in ambito universitario, le quali inevitabilmente
ricadono sul servizio prestato.
Leo ci ha raccontato le loro ragioni per la partecipazione allo sciopero
nazionale e invitati alla loro prossima assemblea organizzativa al Politecnico.
Buon ascolto
Tag - Assemblea precaria universitaria
Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di
Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono
di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società.
Il punto di partenza è una distinzione netta: da una parte l’accademia,
dall’altra l’università. L’accademia è un’organizzazione del lavoro fondata
sullo sfruttamento, materiale e intellettuale. Vive di gerarchie, selezioni,
gare d’appalto e carriere da gestire, e finisce per addomesticare la ricerca e
riprodurre poteri consolidati. L’università, invece, è la possibilità concreta
di progettare nuova vita e nuova società. Due orizzonti che si contendono lo
stesso terreno e le stesse forme di vita.
Ne abbiamo parlato con Rosa, dell’Assemblea precaria di Torino. Ci ha spiegato
perché questo percorso si presenta come un cantiere aperto, un laboratorio da
organizzare insieme, e perché si parte dalla parola “progetto”: per metterla in
tensione e sottrarla ai significati precarizzanti e produttivisti a cui
l’accademia ci ha abituatә.
Con una compagna dell’Assemblea Precaria Universitaria di Torino abbiamo parlato
dell’assemblea di ateneo di giovedì 12 febbraio, della contestazione
dell’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di venerdì 13 e delle
prossime iniziative politiche previste in ambito universitario.
L’assemblea di Ateneo arriva a seguito di un periodo di forte pressione
mediatica contro coordinamenti ed organizzazioni politiche presenti in
università e solidali con i percorsi di lotta in città. Nei giorni successivi
alla manifestazione del 31 gennaio, figure istituzionali e pezzi di governance
dell’ateneo hanno cercato di far prendere posizione dipartimenti e organi
centrali contro il corteo. Nel mentre, proseguono le lotte della componente
precaria e le rivendicazioni a favore dell’autonomia critica e dell’antifascismo
in Università.
Ascolta la diretta
Il primo argomento della serata è stato il corteo tenutosi ad Alba il 12
Dicembre scorso organizzato dal Collettivo Mononoke assieme ad altre realtà
sindacali e di movimento del territorio, per ricordare la morte di Issa e
Mamadou, avvenuta ad Alba esattamente un anno fa. In compagnia telefonica di un
membro del collettivo siamo partiti ricostruendo i tragici fatti avvenuti nel
2024, ovvero il decesso dei due braccianti a causa delle esalazioni di monossido
di carbonio prodotto da un sistema di riscaldamento di fortuna in un
appartamento occupato dai due, per poi fotografare una panoramica sulle
condizioni di chi tutt’ora lavora nel settore agricolo nelle Langhe. Il corteo è
stato ben partecipato, nonostante il massiccio dispiegamento di forze
dell’ordine e dal Collettivo Mononoke ci fanno sapere che vorrebbero che questo
diventasse un appuntamento annuale, per ricordare le vittime di questo sistema
di sfruttamento istituzionalizzato.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata,lo abbiamo fatto in compagnia di
Valeria Santarelli, dirigente USB e tecnica ispettrice del lavoro. Con lei
abbiamo parlato delle ultime mobilitazioni messe in campo da ispettori del
lavoro, in maniera unitaria, da tutti i sindacati che rappresentano i dipendenti
di questa agenzia e delle inquietanti novità all’ orizzonte previste nella
riforma della sicurezza sul lavoro. Infatti se questa categoria è scesa in
piazza sotto il ministero del lavoro il 25 novembre, è perché la situazione di
chi dovrebbe monitorare e tutelare le condizioni economiche e di sicurezza di
chi lavora, sta degenerando da qualche anno a questa parte: La paga più bassa
del settore a parità di incarico, un’ esagerata mole di burocrazie da sbrigare
(a causa del sotto organico cronico di questo istituto), la mancanza di
indennizzi per le ispezioni (dato che ispettori e ispettrici sono costretti ad
usare le loro autovetture e ad anticipare i soldi per il carburante). Questi ed
altri motivi portano ad un abbandono sistemico dalla professione, con
percentuali del 40% sul totale dei vincitori di concorso. Insomma l’interesse
per la salute per chi lavora in questo paese sembra essere solo propagandistica
da parte della ministra del lavoro Calderone, che annuncia risorse in più per
l’agenzia dell’ispettorato nazionale del lavoro, ma nei fatti affossa sempre di
più la possibilità di intervento di ispettori e ispettrici.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della serata è stato il presidio di lavorat* precar* e non
dell’ università di Torino alla prima seduta del Senato accademico,
dall’insediamento della nuova rettrice Prandi. Dal volantino di invito all’
iniziativa di CUB Piemonte:
” Vogliamo capire quali siano le intenzioni della nuova amministrazione riguardo
a temi caldi quali: – l’espulsione dei precari dalla ricerca
* le politiche riguardanti le esternalizzazioni
* la difesa del diritto allo studio
* l’osservatorio sul dual use per le collaborazioni accademiche
* le politiche governative sulla libertà di istruzione e l’autonomia
universitaria
* i disegni di legge miranti a criminalizzare il dissenso
* la sua posizione all’ interno della CRUI”
Buon ascolto