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[2026-10-26] ASSEMBLEA GENERALE UNIVERSITARIA @ Campus Luigi Einaudi
ASSEMBLEA GENERALE UNIVERSITARIA Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino (lunedì, 26 ottobre 18:00) OCCUPIAMOCI DELL’UNIVERSITÀ🔥 Mentre i finanziamenti pubblici all’università restano insufficienti, le condizioni di studio peggiorano e il diritto allo studio viene progressivamente indebolito, UniTo pensa di gettarci dentro il mondo del precariato rafforzando ulteriormente i propri rapporti con il mondo delle imprese attraverso il recente accordo con Confindustria. Non possiamo accettare che le priorità dell’università vengano decise dall’alto e attraverso logiche di austerità finanziaria, assoggettandoci a regole economiche che non si conciliano minimamente con le esigenze di tutti i gruppi universitari, dai docenti agli studenti passando per il personale, soprattutto senza coinvolgere chi l’università la vive ogni giorno. Vogliamo un’università pubblica, accessibile a tutte e tutti, libera dagli interessi privati e dalle logiche della ricerca per la guerra. Un’università che metta al centro la formazione, la ricerca e il progresso sociale. Per questo vogliamo costruire un coordinamento universitario cittadino come spazio di confronto e azione diretta di fronte ai problemi concreti che viviamo tutti i giorni, a partire dal blocco e l'occupazione degli spazi che attraversiamo tutti i giorni. LUNEDÌ 26 H18, CAMPUS EINAUDI, MAIN HALL: BLOCCHIAMO L’UNIVERSITÀ🔥
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Guerra e Riarmo, studentesse e studenti verso il 24 ottobre
Dalla Francia all’Italia, le mobilitazioni che stanno animando le piazze sono sicuramente incentrate, tra le altre, sulla contrarietà a guerra e riarmo. Approfittiamo di un articolo dello scorso venerdì, uscito per il Manifesto, per approfondire questo tema e cercare di capire cosa ne pensano gli italiani, con particolare riferimento a giovani e auniversitari3. In altre parole, che tipo di legittimità ottengono le scelte in materia di sicurezza all’interno della società? L’indagine affronta diversi argomenti, ci siamo soffermati sulla percezione delle minacce e la contrarietà all’aumento delle spese militari. Ne parliamo con uno studente dell’assemblea di CPS dell’università di Torino.
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L’università vs accademia: due giornate (14-15/10) di discussione
Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società. Il punto di partenza è una distinzione netta: da una parte l’accademia, dall’altra l’università. L’accademia è un’organizzazione del lavoro fondata sullo sfruttamento, materiale e intellettuale. Vive di gerarchie, selezioni, gare d’appalto e carriere da gestire, e finisce per addomesticare la ricerca e riprodurre poteri consolidati. L’università, invece, è la possibilità concreta di progettare nuova vita e nuova società. Due orizzonti che si contendono lo stesso terreno e le stesse forme di vita. Ne abbiamo parlato con Rosa, dell’Assemblea precaria di Torino. Ci ha spiegato perché questo percorso si presenta come un cantiere aperto, un laboratorio da organizzare insieme, e perché si parte dalla parola “progetto”: per metterla in tensione e sottrarla ai significati precarizzanti e produttivisti a cui l’accademia ci ha abituatә.
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Sgomberato SOCS
A ventiquattro ore dallo sgombero del Bencivenga a Roma -avvenuto dopo la ri occupazione dello stabile, già sgomberato lo scorso giugno nell’ambito dell’inchiesta sui sabotaggi alla linea ferroviaria ad alta velocità – le forze dell’ordine sono intervenute a Milano per mettere fine all’occupazione universitaria del Settore occupato Città Studi (SOCS). Stamattina all’alba, numerosi celerini, digossini e altro personale di polizia hanno fatto irruzione negli immobili di via Celoria 26, di proprietà dell’Università Statale, occupati dal 2024 in sostegno al popolo palestinese, rimanendo in forze a presidiare l’intera sede universitaria, durante gli ultimi giorni della sessione estiva. Durante l’assedio poliziesco, si è formato un presidio di solidarietà nel piazzale di chimica di città studi, settore didattico, raggiungibile da Via Golgi 19. L’invito è quello di andare lì e rimanere aggiornatx sul canale telegram @soscmultiverse, le iniziative sono in continuo aggiornamento!
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GUERRA: TUTTO COMINCIA NELLE NOSTRE UNIVERSITÀ?@3
Tornano i Saperi Maledetti con una nuova puntata in cui approfondiremo una forma di sapere particolarmente moderna e sempre più pervasiva nelle nostre vite: l’Intelligenza Artificiale. Siamo partit3 dal consueto lavoro di interviste, in particolare alle facoltà STEM del Politecnico e di Fisica, per sviluppare ragionamenti e considerazioni con l3 student3, intorno a quanto l’IA stia plasmando il presente e come plasmerà il futuro. Per concentrarci sull’aspetto, spesso ignorato, degli utilizzi bellici di questa tecnologia, abbiamo avuto il piacere di interpellare Dario Guarascio, professore di economia politica all’università della Sapienza di Roma e autore di Imperialismo Digitale, che ci ha fornito un prezioso contributo sull’apparato digitale militare, i meccanismi di automazione delle guerre e le loro conseguenze geopolitiche, delineandone anche i collegamenti con il mondo accademico. Proseguendo con l’indagine universitaria, abbiamo esplorato come il sapere prodotto all’interno degli atenei anche in questo caso risulti essere subordinato al mercato della guerra e di come la ricerca libera sia ormai un miraggio nel nostro paese. Questo aspetto è stato affrontato con la testimonianza di Marco Rondina, dottorando presso la facoltà di ingegneria informatica del Politecnico di Torino che si occupa nel suo lavoro di ricerca dell’equità dei dati per promuovere uno sviluppo e un uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale, con il quale abbiamo parlato del mondo della ricerca e del ricatto intrinseco nella precarizzazione ed aziendalizzazione delle università. Le necessità delle student3 e delle ricercatric3 ancora una volta risultano essere allineate nella volontà di generare un sapere indipendente dai meccanismi stantii di un sistema che l3 relega ad un ruolo di strumenti passivi nella catena del valore.  Qui trovate il podcast integrale: Qui trovate l’intervista a Dario Guarascio in vista del dibattito tenuto da lui e Dario di Conzo”Imperialismo digitale” che si terrà Sabato 13 Giugno al Blackout Fest: Dario Guarascio è autore del libro:“Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA” edito per Laterza (2026) e docente di Politica economica a La Sapienza. Dario di Conzo è collaboratore di Radio Blackout e co-curatore su Radio Onda d’Urto di Levante, ricercatore alla Normale Superiore e docente a contratto a “L’Orientale” di Napoli in “Riforme economiche della Cina Contemporanea”. Qui trovate l’intervista con Marco Rondina, dottorando presso il Nexa Center for Internet and Society e laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, con specializzazione in Data Analytics: Qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto al Politecnico: Infine qui trovate alcune delle interviste che abbiamo svolto a Fisica:
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QUANTO IMPATTA LA GUERRA SULLA VITA DELL3 GIOVANI?
I saperi maledetti continuano il lavoro di approfondimento sulla guerra, partendo da interviste all3 universitari3 negli atenei e durante i cortei del 25 aprile, ci siamo concentrate sugli effetti presenti e futuri che le guerre hanno ed avranno nelle traiettorie di vita dell3 giovani. Fra questi effetti abbiamo indagato, grazie al contributo del climatologo e giornalista Lorenzo Tecleme, le conseguenze devastanti che i conflitti hanno sul clima e come queste vengano utilizzate come strumento bellico. Riportando lo sguardo al presente, con la perizia dell’economista Andrea Fumagalli abbiamo cercato di comprendere l’impatto economico e finanziario che già grava sulle tasche dell3 giovani e come questo andrà ad acuirsi nei prossimi anni.  L3 universitari3 hanno inoltre manifestato un’indifferenza degli atenei nei confronti di questi temi sempre più attuali e dirimenti, confermando come l’università si pieghi alle narrative securitarie della politica parlamentare, concedendo sempre di più le proprie infrastrutture e il nostro sapere all’industria bellica.
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