L’Istat ha confermato per il 2025 lo sforamento al 3,1% del rapporto
deficit\PIL, confermando lo stato di infrazione per i conti pubblici italiani.
In quadro di rincari sul costo della benzina e dell’energia in generale, nella
legge di bilancio attesa per l’autunno le prospettive sembrano di ulteriore
rigore e di impossibilità di esaudire il desiderio di una manovra “elettorale”
espansiva nell’ultimo anni di mandato del governo Meloni. Allo stesso tempo
l’azione dell’esecutivo insiste su interventi tampone senza mettere in atto
possibili politiche incisive e strutturali, lasciando da parte le possibilità di
reale intervento sul costo dell’energia. Le possibilità di manovra lasciano poco
margine di propaganda sull’azione economica dell’attuale governo che rivendica
un aumento dell’occupazione: ad un’attenta analisi non passa inosservata come
sia frutto di un espasione di lavoro di scarsa qualità sia da un punto di vista
produttivo sia dal punto di vista salariale e di tutele. Ne abbiamo parlato con
Andrea Fumagalli, professore di Economia Politica all’Università di Pavia.
Tag - manovra economica del governo
Abbiamo parlato con Roberto Romano, economista e collaboratore – tra gli altri –
di sbilanciamoci e del manifesto, della manovra finanziaria 2025. Un’analisi a
360 gradi che entra nelle pieghe di logiche, tendenze e attori privilegiati
dall’azione di governo, insistendo in particolare sulla questione della
fiscalità e della sanità pubblica. Ascolta la diretta
Tra pannolini al 10% di IVA e quota 103 con pensione super ridotta il governo ha
licenziato la manovra economica di quest’anno e mira ad un’approvazione rapida.
Tutti hanno avuto un contentino per gettare fumo negli occhi al proprio
elettorato di riferimento. Per il resto la storia è quella già letta negli anni:
più tagli […]