L’Istat ha confermato per il 2025 lo sforamento al 3,1% del rapporto
deficit\PIL, confermando lo stato di infrazione per i conti pubblici italiani.
In quadro di rincari sul costo della benzina e dell’energia in generale, nella
legge di bilancio attesa per l’autunno le prospettive sembrano di ulteriore
rigore e di impossibilità di esaudire il desiderio di una manovra “elettorale”
espansiva nell’ultimo anni di mandato del governo Meloni. Allo stesso tempo
l’azione dell’esecutivo insiste su interventi tampone senza mettere in atto
possibili politiche incisive e strutturali, lasciando da parte le possibilità di
reale intervento sul costo dell’energia. Le possibilità di manovra lasciano poco
margine di propaganda sull’azione economica dell’attuale governo che rivendica
un aumento dell’occupazione: ad un’attenta analisi non passa inosservata come
sia frutto di un espasione di lavoro di scarsa qualità sia da un punto di vista
produttivo sia dal punto di vista salariale e di tutele. Ne abbiamo parlato con
Andrea Fumagalli, professore di Economia Politica all’Università di Pavia.
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la banca centrale aumenta i tassi d’interesse, agendo in sostanza come una
«scala mobile» dei capitalisti in posizione di credito.