di Marco Sommariva* Non vedo neppure la volontà di costruire una società fondata
sull’idea che tutti gli esseri umani sono creati uguali e non devono morire di
fame Lo scorso …
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La situazione tra Iran e Stati Uniti resta in stallo, mentre la tensione nello
Stretto di Hormuz rimane elevata. Gli Stati Uniti starebbero valutando la
proposta in 14 punti presentata dall’Iran, che prevede la riapertura dello
stretto, cruciale per il traffico energetico globale. In cambio, Teheran chiede
di rimandare la questione più delicata, cioè i negoziati sul proprio programma
nucleare, che Washington vorrebbe smantellare completamente.
Sul piano politico e militare, Trump non esclude del tutto una ripresa delle
ostilità, confrontandosi tuttavia con un’opinione pubblica largamente contraria
a una nuova escalation, i costi militari già estremamente elevati e una
riapertura del conflitto che potrebbe far aumentare i prezzi dell’energia, con
conseguenze interne dannose anche in vista delle elezioni di metà mandato.
Dal punto di vista economico, le sanzioni e il blocco stanno effettivamente
causando forti difficoltà all’Iran, con un’inflazione molto elevata quasi al
70%, con un rincaro dei prezzi soprattutto sui beni essenziali. Tuttavia, il
sistema economico iraniano sembra reggere meglio del previsto, grazie anche a
una struttura adattata alla resistenza in condizioni di crisi prolungata.
Ne abbiamo parlato con Tara Riva, analista itao-iraniana esperta di relazioni
internazionali.
A metà marzo 2026 si sono chiuse a Pechino le cosiddette Due Sessioni, le
riunioni annuali dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza
Consultiva del Popolo, il momento annuale “parlamentare” del sistema politico
cinese. In queste sessioni viene presentato il report di lavoro del governo e
approvate una serie di leggi importanti come quelle riguardanti il bilancio
nazionale. Inoltre, quest’anno è stato approvato il 15° piano quinquennale
2026-2030, in cui vengono delineate le strategie di sviluppo socio-economico di
medio periodo.
Abbiamo parlato con Dario Di Conzo – co-curatore della trasmissione Levante su
Radio Onda D’Urto e docente a contratto di riforme economiche della Cina
contemporanea all’Orientale di Napoli – di questo passaggio strategico e delle
questioni aperte nella Repubblica Popolare. Diverse questioni emergono –
invecchiamento della popolazione, debolezza dei consumi interni, ampia
dipendenza da fonti fossili e catene del valore extranazionali – a comporre un
quadro complesso e lontano dalla contrapposizione retorica tra “Cina come
Modello” e “Cina come Nemico”.
Si avvicina la fine dell’anno. Abbiamo provato a fare un bilancio della politica
economica del governo Meloni, che, al di là di chiacchiere e proclami, ha
modificato ben poco rispetto ai governi precedenti, continuando le politiche di
taglio alla spesa pubblica a favore degli interessi padronali. Ne abbiamo
parlato con Francesco Fricche Ascolta la diretta: