La presentazione del documento di finanza pubblica, da parte del Ministro
Giorgetti, ha destato dibattito sullo stato di salute dei conti pubblici
italiani e sul futuro delle manovre economiche in questa fase di crisi.
L’obiettivo, fissato dal governo, di uscire dalla procedura di infrazione
europea legata al rapporto deficit\pil non è stato raggiunto. Ciò, nei prossimi
anni, comporta l’impossibilità di scorporare come investimenti fuori conteggio
alcune spese – tra cui quelle militari per cui il governo si è già impegnato nel
piano di riarmo. A partire da questa situazione le strade che si possono
percorrere sembrano strette e portano verso un possibile aggravamento
dell’austerity e un taglio della spesa sociale per pensioni, sanità, istruzione
e ricerca. Quali foschi scenari ci aspettano? Ci sono altre possibilità? A cosa
sono stati destinati i soldi che hanno portato i conti italiani sopra la soglia
del 3% deficit\PIL?
Risponde alle nostre domande l’economista Andrea Fumagalli.
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