ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie
concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche
in streaming
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-19-dicembre-rivoluzione-e-autogestione-torino-un-piano-regolatore-di-cemento-e-retorica-riconversione-bellica/
Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:
Rivoluzione e autogestione
Il dibattito sulla trasformazione sociale oggi pare perdere forza di fronte a
dinamiche del conflitto sociale che si dipanano sull’immediatezza, su alleanze
improbabili, sul risorgere ddel campismo novecentesco con l’inedita alleanza tra
gli eredi della terza internazionale e l’islam globale. che tacita la critica in
nome di un’intersezionalità delle lotte che non ha altro denominatore comune ma
una semplice sommatoria delle sfighe. Nessuna coerenza tra mezzi e fini, nessuna
proiezione sul futuro.
Eppure oggi più che mai se vogliamo che ci sia un futuro occorre fare i conti
con la devastazione capitalista e con la guerra globale che inghiotte vite ogni
giorno.
Una buona ragione per ragionare sulla concretissima utopia i chi impasta
autogestione e lotta, in una continua e necessaria sottrazione dall’istituito.
Ne abbiamo parlato con Francesco Codello, pedagogista, anarchico
Torino. Nuovo piano regolatore tra cemento e retorica
La nostra città si accinge ad una serie di ristrutturazioni urbane all’insegna
del commercio, dell’esclusione dei poveri, della privatizzazione dei servizi.
Ne abbiamo parlato con Giovanni Semi, sociologo, insegna all’Università di
Torino
Il governo punta sulla riconversione bellica
Dal cappello della finanziaria 2026 spunta un emendamento per favorire la
produzione e il commercio «di armi e materiale bellico» sul territorio
nazionale. Il motivo è «tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello
Stato e rafforzare le capacità industriali della difesa».
Ne abbiamo parlato con Stefano Capello
Appuntamenti:
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio
ore 21
corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha
aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di
dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del
nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e
risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico
rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel
1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero
ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone
similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca,
segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del
pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue,
proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna.
Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo
ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi
e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a fai_torino@autistici.org
Contatti:
FB
@senzafrontiere.to/
Telegram
https://t.me/SenzaFrontiere
Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org
www.anarresinfo.org
Tag - piano regolatore torino
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concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche
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Rivoluzione e autogestione
Il dibattito sulla trasformazione sociale oggi pare perdere forza di fronte a
dinamiche del conflitto sociale che si dipanano sull’immediatezza, su alleanze
improbabili, sul risorgere ddel campismo novecentesco con l’inedita alleanza tra
gli eredi della terza internazionale e l’islam globale. che tacita la critica in
nome di un’intersezionalità delle lotte che non ha altro denominatore comune ma
una semplice sommatoria delle sfighe. Nessuna coerenza tra mezzi e fini, nessuna
proiezione sul futuro.
Eppure oggi più che mai se vogliamo che ci sia un futuro occorre fare i conti
con la devastazione capitalista e con la guerra globale che inghiotte vite ogni
giorno.
Una buona ragione per ragionare sulla concretissima utopia i chi impasta
autogestione e lotta, in una continua e necessaria sottrazione dall’istituito.
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La nostra città si accinge ad una serie di ristrutturazioni urbane all’insegna
del commercio, dell’esclusione dei poveri, della privatizzazione dei servizi.
Ne abbiamo parlato con Giovanni Semi, sociologo, insegna all’Università di
Torino
Il governo punta sulla riconversione bellica
Dal cappello della finanziaria 2026 spunta un emendamento per favorire la
produzione e il commercio «di armi e materiale bellico» sul territorio
nazionale. Il motivo è «tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello
Stato e rafforzare le capacità industriali della difesa».
Ne abbiamo parlato con Stefano Capello
Appuntamenti:
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio
ore 21
corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha
aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di
dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del
nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e
risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico
rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel
1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero
ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone
similitudini e differenze con i processi di decolonizzazionedi quell’epoca,
segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del
pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue,
proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna.
Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo
ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi
e degli sfruttati, ci ponetra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
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Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
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E' di questa mattina la notizia che l'attuale assessore all'urbanistica della
città di Torino, Paolo Mazzoleni, sia indagato all'interno di un'inchiesta
portata avanti dalla Procura di Milano e chiusa in questi giorni per nuove
costruzioni fatte passare per riqualificazione edilizia.