Nel quartiere Pilastro, nella periferia nord-est di Bologna, cresce la
mobilitazione degli abitanti contro il progetto MuBA, una nuova struttura
museale dedicata all’infanzia che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare
all’interno di un’area verde del quartiere. I comitati locali, riuniti nella
campagna “MuBasta”, contestano la scelta di costruire il museo all’interno del
parco del Pilastro, il che significherebbe la devastazione e la cementificazione
di uno spazio molto frequentato dagli abitanti e attraversato principalmente
proprio dai bambini e bambine delle scuole.
Secondo i residenti, il progetto rischia di ridurre uno dei principali spazi
verdi del quartiere e di trasformare un luogo di incontro e socialità in un
intervento urbanistico deciso dall’alto, quando il Pilastro avrebbe bisogno
soprattutto di servizi di prossimità, manutenzione degli spazi pubblici e
investimenti sociali, più che di nuove infrastrutture culturali pensate
principalmente per attrarre visitatori dall’esterno. Alla mobilitazione che
chiede di fermare il progetto e aprire un confronto reale con gli abitanti,
rivendicando il diritto delle comunità a decidere sulle trasformazioni
urbanistiche che riguardano il proprio territorio, il Partito Democratico ha
risposto con una repressione violentissima, schierando la celere nel parco che
nei giorni scorsi ha caricato duramente gli abitanti, arrestato tre attivisti/e
e gasato indiscriminatamente un intero quartiere. Ma il Pilastro non si fa
intimidire e convoca per domani, sabato 7 marzo, una manifestazione cittadina
gioiosa ma determinata.
Ne abbiamo parlato con Sergio, ex-insegnante e abitante del quartiere Pilastro:
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A Bagnoli, nella periferia occidentale di Napoli, continua la mobilitazione dei
comitati di abitanti che da anni denunciano la situazione ambientale e sanitaria
dell’area. Il quartiere porta ancora i segni dell’industrializzazione del
Novecento e della lunga storia dell’ex stabilimento siderurgico Ilva, la cui
chiusura negli anni Novanta avrebbe dovuto aprire una stagione di bonifiche e
riconversione mai realmente completata.
Negli ultimi mesi la protesta si è riaccesa attorno ai progetti legati
all’America’s Cup, che dovrebbero trasformare il lungomare e l’area dell’ex zona
industriale in vista dell’evento. I comitati denunciano il rischio che la
manifestazione diventi il pretesto per accelerare interventi urbanistici e
operazioni di valorizzazione immobiliare senza risolvere i problemi strutturali
di inquinamento del suolo e delle acque. La richiesta degli abitanti è che prima
di ogni grande evento o investimento turistico venga garantita una bonifica
reale del territorio e un percorso decisionale che coinvolga la popolazione
locale. Martedì 3 marzo, i comitati popolari di Bagnoli hanno cercato di
accedere al consiglio comunale straordinario – convocato con oltre due anni di
ritardo rispetto alla richiesta degli abitanti – trovandolo blindato dalla
polizia: un chiaro segno della volontà di dialogo del sindaco Manfredi e delle
cordate politiche ed imprenditoriali che vogliono mettere le mani su Bagnoli.
Ne abbiamo parlato con Eddi, dei comitati popolari di Bagnoli:
E' di questa mattina la notizia che l'attuale assessore all'urbanistica della
città di Torino, Paolo Mazzoleni, sia indagato all'interno di un'inchiesta
portata avanti dalla Procura di Milano e chiusa in questi giorni per nuove
costruzioni fatte passare per riqualificazione edilizia.