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Anarres del 19 dicembre. Rivoluzione e autogestione. Torino: un piano regolatore di cemento e retorica. Riconversione bellica…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-19-dicembre-rivoluzione-e-autogestione-torino-un-piano-regolatore-di-cemento-e-retorica-riconversione-bellica/ Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Rivoluzione e autogestione Il dibattito sulla trasformazione sociale oggi pare perdere forza di fronte a dinamiche del conflitto sociale che si dipanano sull’immediatezza, su alleanze improbabili, sul risorgere ddel campismo novecentesco con l’inedita alleanza tra gli eredi della terza internazionale e l’islam globale. che tacita la critica in nome di un’intersezionalità delle lotte che non ha altro denominatore comune ma una semplice sommatoria delle sfighe. Nessuna coerenza tra mezzi e fini, nessuna proiezione sul futuro. Eppure oggi più che mai se vogliamo che ci sia un futuro occorre fare i conti con la devastazione capitalista e con la guerra globale che inghiotte vite ogni giorno. Una buona ragione per ragionare sulla concretissima utopia i chi impasta autogestione e lotta, in una continua e necessaria sottrazione dall’istituito. Ne abbiamo parlato con Francesco Codello, pedagogista, anarchico Torino. Nuovo piano regolatore tra cemento e retorica La nostra città si accinge ad una serie di ristrutturazioni urbane all’insegna del commercio, dell’esclusione dei poveri, della privatizzazione dei servizi. Ne abbiamo parlato con Giovanni Semi, sociologo, insegna all’Università di Torino Il governo punta sulla riconversione bellica Dal cappello della finanziaria 2026 spunta un emendamento per favorire la produzione e il commercio «di armi e materiale bellico» sul territorio nazionale. Il motivo è «tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e rafforzare le capacità industriali della difesa». Ne abbiamo parlato con Stefano Capello Appuntamenti: Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali Venerdì 16 gennaio ore 21 corso Palermo 46 Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse. Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale. Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta. Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario. Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo. Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti. A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
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Anarres del 12 dicembre. La fine del patto atlantico. Il Trump Furioso. Piazza Fontana: il tramonto delle illusioni democratiche…
Il podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-12-dicembre-la-fine-del-patto- atlantico-il-trump-furioso-piazza-fontana-il-tramonto- delle-illusioni-democratiche Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: La fine del Patto Atlantico La frattura tra gli Stati Uniti e l’Europa è ormai un fatto. La guerra in Ucraina ne è la cartina i tornasole. Ne abbiamo parlato con Stefano Capello Stati Uniti. Il Trump furioso Trump moltiplica le misure repressive nei confronti di immigrati, stranieri, poveri. Non gli è riuscito il colpo di annullare uno dei cardini su cui sono stati costruiti gli States: lo ius soli per ora non verrà toccato. Il suo consenso cala anche in aree del paese tradizionalmente repubblicane: a Miami non è bastato un candidato ispanico per impedire l’elezione a sindaco di una esponente democratica. Le crepe aperte dalle violente incursioni dell’ICE, la normalizzazione delle università, il dominio dei media, una non troppo celata attitudine a spezzare le regole del gioco aprono crepe profonde. Il rischio è che a termine mandato Trump osi fare il golpe che a Capitol Hill venne solo messo in cartellone. La prossima replica potrebbe avere effetti deflagranti. Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri   La strage di Piazza Fontana. Il tramonto dell’illusione democratica Il 12 dicembre 1969 una bomba scoppiò nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, uccidendo 16 persone. La polizia puntò subito gli anarchici, che vennero rastrellati e portati in questura. Uno di loro,Giuseppe Pinelli, non ne uscirà vivo, perché scaraventato dalla finestra dell’ufficio del commissario Luigi Calabresi. Le versioni ufficiali parlarono di suicidio: anni dopo un magistrato di sinistra, D’Ambrosio, emesse una sentenza salomonica: “malore attivo”. Né omicidio, né suicidio. Pietro Valpreda venne accusato di essere l’autore della strage. Trascorrerà, con altri compagn* tre anni in carcere in attesa di giudizio, finché non venne modificata la legge che fissava i limiti della carcerazione preventiva. Quella legge, emanata su pressione dei movimenti sociali venne a lungo chiamata “legge Valpreda”. Dopo 54anni dalla strage, sebbene ormai si sappia tutto, sia sui fascisti che la eseguirono, gli ordinovisti veneti, sia sui mandanti politici, tutti interni al sistema di potere democristiano di stretta osservanza statunitense, non ci sono state verità giudiziarie. Nel 1969 a capo della Questura milanese era Guida, già direttore del confino di Ventotene, un funzionario fascista, passato indenne all’Italia repubblicana. Dietro le quinte, ma presenti negli uffici di via Fatebenefratelli c’erano i capi dei servizi segreti Russomando e D’Amato. Il Sessantanove fu l’anno dell’autunno caldo e della contestazione studentesca, movimenti radicali e radicati si battevano contro il sistema economico e sociale. La strage, che immediatamente, gli anarchici definirono “strage di Stato” rappresentò il tentativo di criminalizzare le lotte, e scatenare la repressione. In breve i movimenti sociali reagirono alle fandonie della polizia, smontando dal basso la montatura poliziesca che era stata costruita sugli anarchici. Cosa resta nella memoria dei movimenti di quella strage, che per molti compagni e compagne dell’epoca rappresentò una rottura definitiva di ogni illusione democratica? Ne abbiamo parlato con Cosimo Scarinzi, all’epoca giovane compagno e testimone di quella stagione cruciale Appuntamenti: Venerdì 16 gennaio ore 21 corso Palermo 46 Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse. Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale. Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazionedi quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta. Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario. Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo. Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti. A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org
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Anarres del 5 dicembre. Il reuccio dem di New York. Trump e il ritorno della frontiera. La Città dell’aerospazio non decolla. Novembre antimilitarista a Torino. Venaus vent’anni dopo…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/12/2025-12-05-anarres.mp3 Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Il reuccio dem di New York L’elezione di Mamdani a sindaco di New York City ha ridato un certo entusiasmo a una sinistra riformista che vive in uno stato di prostrazione e confusione dal momento della vittoria di Trump alle presidenziali. Le proposte di espansione della spesa sociale sono state il cavallo vincente di Mamdani così come la sua capacità di parlare a un elettorato demograficamente assai composito. Ma potranno questi figliocci della borghesia intellettuale, perché questo è Mamdani e questo è il suo entourage, rappresentare una via d’uscita dalla traiettoria autoritaria che il neoliberismo sta compiendo da anni? Le proposte politiche socialdemocratiche – ma sarebbe più corretto chiamarle demo-socialiste in quanto neanche a livello teorico viene posto l’obiettivo di superamento della società mercantile, come invece faceva la socialdemocrazia storica – nel corso del novecento hanno svolto il ruolo di puntello sinistro del capitale, garantendo, con un’apertura a fisarmonica data dai rapporti di forza tra classi, la ridistribuzione di una quota parte dei profitti. Ma questo era possibile con un’economia basata su di una produzione industriale, spesso ad alto valore aggiunto, e con l’apporto del valore estratto dalla periferia del sistema mondo mediante la spoliazione coloniale. Con la fine delle grandi concentrazioni industriali in Occidente, il ridisegnarsi post-coloniale dei rapporti con i territori della periferia, e con nuove dinamiche nei rapporti tra le classi grandemente favorevoli alla classe dominante il meccanismo di ridistribuzione è entrato in una crisi da cui non si è mai ripreso. Ne abbiamo parlato con Lollo Stati Uniti. Trump e il ritorno della frontiera Trump alle nostre latitudini appare come elemento di rottura rispetto all’immagine edulcorata che gli States riescono ancora a vendere. Se si guarda più da vicino è facile cogliere che Trump non fa che riproporre il mito wasp della frontiera, con tutto il suo portato di violenza simbolica e morale. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Eva, geografo politico La Città dell’aerospazio non decolla Il più grande progetto di Leonardo per il settore aerospaziale in Piemonte da tempo dimostrava delle crepe. In occasione della decima edizione degli Aerospace and defence meetings, nella cornice dell’Oval Lingotto di Torino è stato presentato un aggiornamento del progetto presentato all’ottava edizione del mercato delle armi nel 2021 e sostenuto da Leonardo, il Politecnico, la Regione Piemonte, l’Unione industriali di Torino e la Camera di commercio. La parola chiave è “aggiornamento”, che dimostra che il protagonismo di Leonardo è più nelle parole che nei fatti. In realtà è quasi tutto fermo. Annunciare in pompa magna l’apertura di quattro nuovi laboratori con 30 addetti nella vecchia palazzina di corso Francia dopo sei anni è il segno inequivocabile che le crepe nella Cittadella delle armi sono ormai ben visibili. Vediamo di capire meglio cosa sta succedendo. Torino Un lungo novembre di informazione e lotta antimilitarista Venaus. Vent’anni dopo Nonostante la primavera, al tempo della Repubblica della Maddalena il paese di Chiomonte era grigio, buio, silente. Al di là del fiume che si stringe nella gorgia, nello spazio libero fatto di vigne, barricate, cibo condiviso, assemblee c’era il rumore delle vite della comunità resistente, comunità d’elezione e non di terra, di sangue, di identità escludenti e del loro tremendo portato di violenza. Lì imparammo a camminare nella notte. Insieme e da soli, incespicando e rialzandoci. Tanta gente in quegli anni, sin dall’insurrezione di Venaus, aveva scoperto che riscrivere una storia già scritta era possibile, che i tempi che ci era dato vivere non erano un destino ineluttabile. Poi arrivarono l’occupazione, la repressione, i processi: la nostra comunità perse la sua forza creativa, la resistenza venne ridotta a logoro rituale e prevalse la delega istituzionale. Ma. Quelle notti di veglia, essere stati parte di quella comunità d’elezione continua a ricordarci di una possibilità che dobbiamo saperci dare. Appuntamenti: Sabato 20 dicembre ore 20 corso Palermo 46 Cena Antinatalizia Menù vegan Benefit lotte Quanto costa? Tantissimo per chi ne ha, meno per chi ha meno, poco per chi ha poco. Sosteniamo le lotte qui e in ogni dove, diamo solidarietà a chi è colpito dalla repressione, mettiamo un mattone nella direzione di una società libera, autogestita, solidale. Porta la tua statuetta per il pres-empio autogestito! Per prenotazioni scrivere a antimilitarista.to@gmail.com A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
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Anarres del 28 novembre. Antimilitarismo. Sabotare la guerra. Sciopero generale. Mercanti d’armi…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-28-novembre-antimilitarismo-sabotare-la-guerra-sciopero-generale-mercanti-darmi/ Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Antimilitarismo. Storia, percorsi, prospettive Negli ultimi anni il riferimento alle lotte antimilitarista sembra essersi allargato e non poco. Un fatto indubbiamente positivo, anche se non sempre con una connotazione propria. C’è una doppia morale che domina l’organizzazione politica delle società democratiche. Nei paesi dove vigono regimi autoritari la violenza legalizzata dello Stato si dispiega con minore ipocrisia. In Italia chi uccide viene considerato un criminale ed è perseguito dalla legge, ma quando l’omicidio è compiuto da militari al servizio dello Stato, il loro agire diventa azione onorevole, giusta, perché fatta in nome della patria, della nazione, della sicurezza, della ricchezza, della sacralità dei confini. Le divise da parata, le medaglie, i vessilli, trasformano il mestiere delle armi in eroismo, i massacri diventano vittorie. Queste maschere coprono i tanti orrori di cui il governo e le forze armate italiane sono direttamente responsabili. L’opposizione alle guerre si sostanzia nell’appoggio a chi nei contesti bellici le diserta sabota, boicotta. Nel sostegno materiale alle vittime. Disfattismo e diserzione sono concreti orizzonti di lotta. Con Federico Ferretti dell’Assemblea Antimilitarista di Reggio Emilia abbiamo ricostruito storia, percorsi, e attualità di una pratica che oggi come in passato segna lotte che si caratterizzano per la spinta alla trasformazione sociale che rigetti la violenza intrinseca nei nazionalismi, nelle religioni, nella logica capitalista. Sabotare la guerra Oggi è più che mai necessaria la crescita di un movimento antimilitarista radicale, capace di far saltare la corsa al riarmo e alla guerra che rischia di travolgerci tutt. L’Assemblea Antimilitarista nata tre anni ha posto al centro la lotta ai confini, agli eserciti alle guerre sostenendo disertori, obiettori e chi si oppone a massacri e razzismo in una logica internazionalista e solidale. L’Assemblea è stata accanto a compagn impegnat a costruire relazioni sociali tra libere ed eguali anche nell’infuriare di guerre e genocidi. L’assemblea ha promosso iniziative contro missioni militari all’estero, basi militari, poligoni di tiro, fabbriche d’armi, nella consapevolezza che le radici delle guerre affondano nello stesso terreno in cui sono costruite le case dove viviamo. Sradicarle è il nostro compito. Dirette dalle piazze di Torino e Livorno per lo sciopero generale del 28 ottobre contro la guerra e l’economia di guerra. 29 novembre e 2 dicembre di lotta contro l’aerospace and defence meetings! A Torino, ogni due anni si tiene l’Aerospace and defense meetings, che quest’anno arriva alla decima edizione. La convention si svolgerà dal 2 al 4 dicembre, come di consueto negli spazi dell’Oval Ligotto. centro congressi facente parte delle strutture nate sulle ceneri del complesso industriale dell’ex Fiat. La mostra-mercato è un evento chiuso riservato agli addetti ai lavori: fabbriche del settore, esponenti delle forze armate, organizzazioni internazionali, rappresentanti dei governi e compagnie di contractor. All’edizione del 2023 hanno partecipato 400 aziende, 1400 tra acquirenti, venditori e rappresentanti di governi. Tra gli sponsor ospiti del meeting spiccano la Regione Piemonte e la Camera di Commercio. Il vero fulcro della convention sono gli incontri bilaterali per stringere accordi di cooperazione e vendita: nel 2021 ce ne furono oltre 7.500, due anni fa sono saliti a 9.000. All’Aerospace and defense meetings si giocano partite mortali per milioni di persone in ogni dove. Ne abbiamo parlato con Stefano Depetris dell’Assemblea Antimilitarista Appuntamenti: Sabato 29 novembre a Torino corteo antimilitarista ore 14,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis Contro la guerra e chi la arma! Via i mercanti d’armi! Martedì 2 dicembre ore 11,30 giornata di blocco all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 No all’aerospace and defence meetings! Sabato 20 dicembre ore 20 Cena Antinatalizia benefit lotte Menù vegan corso Palermo 46 Quanto costa? Tantissimo per chi ne ha, meno per chi ha meno, poco per chi ha poco. Sosteniamo le lotte qui e in ogni dove, diamo solidarietà a chi è colpito dalla repressione, mettiamo un mattone nella direzione di una società libera, autogestita, solidale. Porta la tua statuetta per il pres-empio autogestito! Per prenotazioni scrivere a antimilitarista.to@gmail.com A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
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Anarres del 21 novembre. Violenza patriarcale e giustizialismo fascista. Giustizia trasformativa. Una cittadella bellica a Forlì…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-21-novembre-violenza-patriarcale-e-giustizialismo-fascista-giustizia-trasformativa-una-cittadella-bellica-a-forli/ Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Violenza patriarcale e giustizialismo fascista La violenza contro le donne e tutte le soggettività non conformi all’eteronormatività e alla logica binaria non è episodica o marginale, ma costituente e costitutiva; non merletto, ma stoffa dell’abito sociale nel quale siamo costrette a vivere, quell’abito sociale che ci cuciono addosso fin da piccole e col quale ci forzano ad andare in giro. Vero, oggi in una certa parte di mondo se ne parla. Oggi sappiamo quasi tutt3 cosa significa “violenza di genere”; sappiamo di cosa parliamo quando affermiamo che viviamo immerse nella “cultura dello stupro”; sappiamo che la violenza di genere è una piramide di cui il femminicidio è solo la punta dell’iceberg, costituito in realtà da episodi di violenza quotidiana. Sappiamo che per ogni persona che subisce violenza sessuale ce ne sono centinaia, migliaia, che subiscono battute sessiste o omofobe, palpeggiamenti non richiesti, richieste denigranti e sessualizzate – o denigranti in quanto sessualizzate. Alla violenza maschile contro le donne il governo Meloni reagisce con l’ennesimo atto di forza, dimostrando il pugno duro del potere del Padre che si abbatte sul colpevole per riportare giustizia. Ne abbiamo parlato con Patrizia Nesti di NUDM Livorno Infrangere la giustizia dei padri. Riflessioni sulla giustizia trasformativa Se parliamo di “giustizia trasformativa” credo sia inevitabile porsi una domanda preliminare: cosa significa “fare giustizia”? Se intervistassimo persone a caso per strada, credo che le risposte ruoterebbero nella gran parte attorno al concetto di “punizione del colpevole”. Avremmo dunque un doppio focus, sul responsabile come oggetto principale del discorso e sulla punizione come scopo primario. Il tutto letto attraverso la lente della colpa. Una colpa che, per sovrappiù, di fatto non si esaurisce al termine della punizione, ma si cristallizza nell’identità del “criminale”, del “delinquente”, del “pregiudicato”. Quest’ultima locuzione mi pare particolarmente interessante, poiché identifica, attraverso un mero dato oggettivo, l’esistenza di un pre-giudizio: una condizione immutabile e irredimibile, con buona pace della funzione rieducativa della pena. Potenzialità e limiti di uno strumento interessante e, insieme, ambiguo. Ne parliamo con Sara di NUDM Trieste Aerospazio e guerra. Il progetto EriS di Leonardo e Thales a Forlì A Forlì, il Comune e la Fondazione Cassa dei Risparmi (onnipresente dove c’è da far soldi!), unite nella “Fondazione Mercury”, assieme al consorzio “ERiS” (Emilia Romagna in Space), promosso da “Thales Alenia Space” con sette imprese emiliano romagnole, vogliono impiantare una cittadella della guerra, un “polo” di produzione altamente tecnologico nell’ambito delle antenne satellitari “dual-use”, ossia doppio utilizzo, in ambito sia civile che militare. Sabbia nel motore della guerra! C’è una doppia morale che domina l’organizzazione politica delle società democratiche. Nei paesi dove vigono regimi autoritari la violenza legalizzata dello Stato si dispiega con minore ipocrisia. In Italia chi uccide viene considerato un criminale ed è perseguito dalla legge, ma quando l’omicidio è compiuto da militari al servizio dello Stato, il loro agire diventa azione onorevole, giusta, perché fatta in nome della patria, della nazione, della sicurezza, della ricchezza, della sicurezza dei confini. Vogliono farci credere che non possiamo fare nulla per contrastare le guerre. Chi promuove, sostiene ed alimenta le guerre ci vorrebbe impotenti, passivi, inermi. Non lo siamo. Ogni volta che un militare entra in una scuola possiamo metterci di mezzo, quando sta per aprire una fabbrica d’armi possiamo metterci di mezzo, quando decidono di fare esercitazioni vicino alle nostre case possiamo metterci di mezzo. Le guerre cominciano da qui. Occorre avere uno sguardo lucido. Non basta rescindere un contratto, fermare un pezzo di logistica, rallentare un trasporto. L’industria bellica è uno dei motori di tutte le guerre. L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove. Queste armi sono prodotte a due passi dalle nostre case. Occorre chiudere e riconvertire tutte le fabbriche d’armi. Occorre impedirne il commercio. Ottimi motivi per partecipare alle iniziative contro il mercato delle armi, l’aerospace ad defense meetings, il mercato delle armi che si terrà a Torino all’inizio di dicembre. Appuntamenti: Venerdì 21 settembre a Reggio Emilia Dibattito contro la guerra e chi la arma via Dom Minzoni 1 in vista del corteo antimilitarista del 29 novembre a Torino Domenica 23 novembre ad Alessandria Dibattito contro la guerra e chi la arma in vista del corteo antimilitarista del 29 novembre a Torino Ore 16 Al Laboratorio Anarchico Perlanera via Tiziano Vecellio 1 Sabato 29 novembre a Torino corteo antimilitarista ore 14,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis Contro la guerra e chi la arma! Via i mercanti d’armi! Martedì 2 dicembre giornata di blocco all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 No all’aerospace and defence meetings! A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
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Anarres del 14 novembre. Fiera delle armi in Egitto. La war on drugs del governo Meloni. Warfare e conflitto in Ucraina…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata:   https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-14-novembre-fiera-delle-armi-in-egitto-la-war-on-drugs-del-governo-meloni-warfare-e-conflitto-in-ucraina/   Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Egitto, al via la più grande fiera d’armi d’Africa: l’Italia tra i principali espositori e sponsor Nello stesso periodo in cui si svolgerà a Torino l’Aerospace and defence meetings in Egitto si terrà una delle più grandi esposizioni di sistemi bellici mai realizzata nel continente africano e nell’area mediorientale: dall’1 al 4 dicembre l’Egitto ospiterà EDEX 2025, evento biennale organizzato dai ministeri della Difesa e della Produzione militare, con il patrocinio del Presidente della Repubblica Abdel Fattah Al Sisi, Comandante supremo delle forze armate egiziane. La IV edizione della Fiera delle armi sarà ospitata presso l’International Exhibition Centre del Cairo e vedrà la partecipazione di oltre 400 espositori, primi fra tutti i colossi mondiali del comparto militare industriale e del settore aerospaziale. Ospiti d’onore i ministri della Difesa e i Capi di Stato maggiore delle forze armate di diversi paesi. Negli stand della kermesse faranno bella mostra di sé le nuove tecnologie per le guerre aeree, terrestri e navali prodotte in Italia. Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo Effetti stupefacenti. La war on drugs del governo Meloni La conferenza nazionale che si è svolta a Roma conferma la vocazione punitiva e proibizionista del governo Meloni, che punta la propria propaganda sulla guerra alla droga. Del tutto ignorata la Million Marijuana March che si è svolta l’8 novembre nella capitale. Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri Tempi di guerra: riarmo, warfare, conflitto in Ucraina Il processo di riarmo ci racconta un’epoca in cui l’Europa è sul ciglio della terza guerra mondiale, una guerra che, diversamente dalle altre in cui l’Italia è impegnata da tempo, è una guerra che ti entra in casa. Una guerra, che passo dopo passo, stiamo già pagando Ne abbiamo parlato con Stefano Capello, che ieri sera ha partecipato alla serata informativa di presentazione delle iniziative antimilitariste del 29 novembre e del 2 dicembre. Appuntamenti: Venerdì 14 novembre ad Asti Dibattito contro la guerra e chi la arma in vista del corteo antimilitarista del 29 novembre a Torino ore 20,30 in via XX Settembre 112 Organizza Felix, centro di documentazione anarchica Intervengono compagn dell’Assemblea Antimilitarista Sabato 15 settembre a Carrara Le guerre partono anche dall’italia: industrie e aziende producono e vendono morte made in Italy. l’aerospace and defense meetings di Torino è il luogo di incontro tra la domanda e l’offerta del business bellico ore 18 al Germinal in piazza Duomo Intervengono compagn dell’Assemblea Antimilitarista Venerdì 21 settembre a Reggio Emilia Dibattito contro la guerra e chi la arma via Dom Minzoni 1 in vista del corteo antimilitarista del 29 novembre a Torino Domenica 23 novembre ad Alessandria Dibattito contro la guerra e chi la arma in vista del corteo antimilitarista del 29 novembre a Torino Ore 16 Al Laboratorio Anarchico Perlanera via Tiziano Vecellio 1 Sabato 29 novembre a Torino corteo antimilitarista ore 14,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis Contro la guerra e chi la arma! Via i mercanti d’armi! Martedì 2 dicembre giornata di blocco all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 No all’aerospace and defence meetings! A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
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