Come più volte è stato ribadito ai microfoni di Harraga – trasmissione in onda
ogni venerdì dalle 15 alle 16 su radio Blackout – la decina di CPR diffusi lungo
tutta l’Italia (oltre a quello in Albania) funzionano in una cinica e
agghiacciante sincronia. Coordinazione che mira a creare un monito ai liberi, un
terrore su larga scala che – tra le altre cose – garantisce il perpetuarsi della
possibilità di sfruttamento lavorativo continuo delle persone immigrate: sui
campi, sui punti della logistica, tra le strade della città.
In questa puntata mandiamo in onda audio, di analisi e racconti, che ci arrivano
direttamente dai reclusi di Pian del Lago (lager ubicato nell’entroterra
nisseno) che non solo ci parlano della sistematica violenza a cui sono
sottoposti quotidianamente i reclusi, ma entrano anche nel dettaglio di una
violenta perquisizione a scopo punitivo subita pochi giorni prima.
Nel sottolineare la settimanale cadenza delle deportazioni verso i cosiddetti
paesi di origine cogliamo la possibilità di fare una diretta con una compagna
dell’assemblea NoCpr di Milano che ci precisa come oramai il lager di via
Corelli sia divenuto l’hub deportativo degli egiziani e dei gambiani. Non a
caso, ci contestualizza, per la prima volta dopo tanto tempo, il CPR di Milano è
stato completamente ristrutturato portando la sua capienza alla totalità delle 4
aree e dunque al contenimento di circa un centinaio di reclusi, spesso solo di
passaggio poiché destinati alla deportazione.