Ad Harraga – trasmissione in onda su Radio BlackOut tutti i venerdi tra le 15 e
le 16 – torniamo a parlare del CPR di Via Corelli a Milano cercando di tracciare
le linee di resistenza e lotta. Ma anche di violenza e tortura – da parte di
enti gestori e polizia – che accomunano i vari lager d’Italia. Comunemente ad
altri contesti detentivi, il racconto di ciò che accade dentro le mura non
sempre assume la forma lineare; poiché circolare, e ciclica è l’applicazione di
alcuni strumenti repressivi in risposta alle forme di resistenza e protesta
messe in campo dai detenuti.
Con unx compagnx dell’assemblea NoCpr di Milano analizziamo dunque i vari ultimi
avvenimenti, dai più violenti messi in campo dalle forze dell’ordine (il cruento
pestaggio di un detenuto sotto gli occhi di tutti gli altri) a quelli che più
scaldano i cuori: le fiamme che riesco a minare almeno una parte della struttura
detentiva.
Nel primo audio, un racconto degli ultimi avvenimenti e notizie dal CPR di
Corelli.
Nel secondo audio, riflessioni che vanno dal concetto di idoneità alla
detenzione al ruolo deportativo assunto dal CPR di Corelli.
Nel ricordare che la solidarietà fuori è uno strumento necessario affinché le
forze repressive e pacificatrici non estinguano la forza dei ribelli, ribadiamo
il canale telegram attraverso cui tenersi informatx su ciò che succede dentro il
lager: Assemblea No Cpr – Milano
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Come più volte è stato ribadito ai microfoni di Harraga – trasmissione in onda
ogni venerdì dalle 15 alle 16 su radio Blackout – la decina di CPR diffusi lungo
tutta l’Italia (oltre a quello in Albania) funzionano in una cinica e
agghiacciante sincronia. Coordinazione che mira a creare un monito ai liberi, un
terrore su larga scala che – tra le altre cose – garantisce il perpetuarsi della
possibilità di sfruttamento lavorativo continuo delle persone immigrate: sui
campi, sui punti della logistica, tra le strade della città.
In questa puntata mandiamo in onda audio, di analisi e racconti, che ci arrivano
direttamente dai reclusi di Pian del Lago (lager ubicato nell’entroterra
nisseno) che non solo ci parlano della sistematica violenza a cui sono
sottoposti quotidianamente i reclusi, ma entrano anche nel dettaglio di una
violenta perquisizione a scopo punitivo subita pochi giorni prima.
Nel sottolineare la settimanale cadenza delle deportazioni verso i cosiddetti
paesi di origine cogliamo la possibilità di fare una diretta con una compagna
dell’assemblea NoCpr di Milano che ci precisa come oramai il lager di via
Corelli sia divenuto l’hub deportativo degli egiziani e dei gambiani. Non a
caso, ci contestualizza, per la prima volta dopo tanto tempo, il CPR di Milano è
stato completamente ristrutturato portando la sua capienza alla totalità delle 4
aree e dunque al contenimento di circa un centinaio di reclusi, spesso solo di
passaggio poiché destinati alla deportazione.
La procura di Milano ha disposto il sequestro dell’ente gestore del Cpr di Via
Corelli a Milano, la società Martinina Srl. La struttura era stata ispezionata
dalla Guardia di Finanza lo scorso primo dicembre. Nelle carte dell’inchiesta si
parla di trattamenti disumani, cibo scadente, abuso di farmaci, assistenza
sanitaria negata. Dalle indagini dei Pm, già […]