La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici lancia un monito netto sul
Nuovo Patto europeo su migrazione e asilo: la tutela della salute non può essere
subordinata al controllo delle …
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Puntata del 26 Giugno 2025 del Ponte Radio, in diretta dagli studi di Radio
Blackout a Torino. Attraverso differenti contributi abbiamo affrontato alcuni
aspetti che definiscono e compongono il sistema di disciplinamento, punizione e
incarcerazione delle persone in Italia. A partire agli strumenti di cui tale
sistema si dota relativamente alle persone razzializzate in quanto tali, sino a
quelli che si abbattono in genere su quelle fette di popolazione definite
criminali, eccedenti – e che nell’eccedenza vengono monetizzate o marginalizzate
-, reiette, riottose. Dalle aziende responsabili dell’erogazione di servizi nel
centri di prima e seconda accoglienza, nei CPR o in genere insider
dell’umanitarismo nostrano ed esportato, per poi arrivare ad analizzare il ruolo
della sanità gestita dalle Aziende Sanitarie Locali (ALS), finanche la realtà
spesso occultata della privatizzazione della gestione sanitaria all’interno dei
luoghi detentivi penali, amministrativi e semidetentivi.
Lo abbiamo fatto partendo dal lancio de “lamappadelrazzismo.com“, una mappatura
d’inchiesta del razzismo in Italia e nei nostri contesti, realizzata da diversi
compagni e compagne che in giro per l’Italia lottano contro tale forma di
sfruttamento, detenzione ed espulsione delle persone. Passando per il racconto
della storia di Sanitalia SPA, azienda che attualmente gestisce il CPR di
Torino, abbiamo poi presentato una carrellata di quelle che negli anni sono
state le azioni che hanno colpito coloro che partecipano al business delle
espulsioni. In seguito, è stata proposta un’analisi delle prerogative delle ALS
e dei medici privati pagati dagli enti gestori all’interno dei centri di
detenzione amministrativa, per infine ragionare su come funziona e che tipo di
strumento è la sanità all’interno delle carceri penali. Quest’ultima parte è
stata costruita grazie a contributi di alcune persone che il carcere lo hanno
vissuto il che ci permette di avere una visione quanto più vivida possibile.
Buon ascolto
Fanon ci ha insegnato che il mondo coloniale non scompare: cambia forma. Oggi
vive nei CPR, nei ghetti agricoli, nei decreti sicurezza, nella remigrazione e
in quel senso comune che …
Il Parlamento europeo approva il nuovo Regolamento rimpatri con i voti di
popolari, conservatori e sovranisti. Via libera a deportazioni accelerate,
detenzione fino a due anni e trasferimenti in Paesi …
di Gianluca Nigro* – Associazione Finis Terrae L’Europa accelera sulle procedure
di frontiera e sui rimpatri, ma il precedente italiano insegna che dietro la
retorica della sicurezza si nascondono spesso …
Un audio di racconto registrato direttamente dalle persone recluse nel CPR di
Torino, che chiedono di far uscire e di diffondere il più possibile le loro
voci, direttamente da dentro quel lager.
Dai racconti emergono le condizioni di detenzione all’interno del centro, la
violenza ordinaria esercitata dalla polizia e le responsabilità di Sanitalia,
l’azienda che gestisce la struttura, cioè che lucra sulla pelle delle persone
recluse.
Dalla riapertura del CPR, avvenuta lo scorso anno, le prime due aree del centro
sono state rese inagibili dalle rivolte dei reclusi, in alcuni casi anche
attraverso l’uso del fuoco. Da allora, la gestione procede a rotazione: si
chiude un’area e se ne apre un’altra, senza interventi reali di
ristrutturazione. Intanto i fondi continuano a essere incassati, mentre alcune
sezioni restano danneggiate e vengono comunque utilizzate per detenere persone.
Le voci raccontano anche il passaggio dal carcere al CPR, spesso conseguenza
della revoca del permesso di soggiorno, e raccontano situazioni di abuso e
abbandono legale.
Il CPR viene spesso presentato quasi in opposizione al carcere più che in
continuità, e molto spesso proprio da chi cerca in qualche modo di evidenziarne
l’illegittimità senza mettere realmente a critica il sistema di potere che
necessita della detenzione di determinate fasce di popolazione. Si fraintende
così, in modo più o meno volontario, il ruolo del carcere di detenere le persone
socialmente costruite come nemici interni – capri espiatori da eliminare dalle
strade, da rinchiudere a scopo repressivo ma anche come monito ai liberi: dai
militanti negli anni ’70, alle persone dal meridione e oggi le persone immigrate
e razzializzate.
La contiguità e la continuità tra la detenzione penale e quella amministrativa è
invece tangibile e riconoscibile: sia nei passaggi delle persone tra carcere e
CPR come forme diverse della stessa repressione, ma anche nella trasformazione
delle leggi e delle strutture atte a tali scopi. Per questo parliamo del centro
di Macomer – in provincia di Nuoro in Sardegna – oggi CPR e prima carcere di
alta sicurezza AS2.
Insieme a due compagni autori di un contributo pubblicato su “Luoghi di confine
– violenze e resistenze del territorio italiano”, abbiamo iniziato rintracciando
la genealogia del carcere di Macomer come centro detentivo per “islamici
radicalizzati”, chiamata dagli stessi detenuti, “Guantanamo”.
La continuità carceraria dell’attuale CPR di Macomer è riconoscibile anche nella
sua attuale conformazione: in primis la non funzionalità a condurre rimpatri
vista la sua evidente lontananza da aeroporti e gli scarsi collegamenti con
l’esterno, e quindi la sua evidente funzione punitiva e di isolamento. Parlare
di Macomer ci permette di allargare lo sguardo alla Sardegna come colonia
penale, e infine di ragionare su come le leggi europee anti-immigrazione e la
costruzione di nuovi CPR in Italia puntino ad un sistema sempre più palesemente
impuntato alla criminalizzazione, al contenimento e alla detenzione delle
persone immigrate , come il CPR-panopticon che si intende realizzare a Castel
Volturno.
Infine, un breve aggiornamento da un compagno che da Cagliari ci racconta delle
recenti rivolte e sviluppi repressivi intorno al CPR sardo.
Meloni, Piantedosi e Salvini preparano l’ennesima stretta: più CPR, più
detenzione amministrativa, più espulsioni, più sorveglianza. Dietro il
recepimento del Patto europeo su migrazione e asilo prende forma un modello …
Quattro braccianti uccisi in Calabria. Piantedosi, Salvini e Meloni
continueranno a parlare di sicurezza e invasione. Ma dietro questa strage ci
sono le loro leggi, il sistema dei decreti flussi …
Il governo annuncia nuovi centri in sei regioni e altri 106 posti nelle
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