di Mai più lager- no ai Cpr* La morte di un ragazzo di 25 anni nel centro di
Bari Palese è “morte istituzionale”. Questi centri sono incompatibili con l’art.
32 …
Tag - cpr
Se curare un migrante diventa un reato, allora la disobbedienza è un dovere
civile contro la barbarie che avanza Quando la cura diventa un reato, è la
democrazia stessa a …
Meloni vara lo Stato di polizia, e il centrosinistra la segue: silenzi sul
blocco navale, ammiccamenti sui Cpr, gara a chi è più “duro” C’è una fotografia
perfetta dell’Italia di …
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il
soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia C’è
una verità che andrebbe stampata a caratteri …
Un salto di qualità nella guerra ai diritti: interdizione delle acque fino a sei
mesi, confisca delle navi, protezione umanitaria smontata e ricongiungimenti
demoliti. Salerni: “Si certifica il potere discrezionale …
Come più volte è stato ribadito ai microfoni di Harraga – trasmissione in onda
ogni venerdì dalle 15 alle 16 su radio Blackout – la decina di CPR diffusi lungo
tutta l’Italia (oltre a quello in Albania) funzionano in una cinica e
agghiacciante sincronia. Coordinazione che mira a creare un monito ai liberi, un
terrore su larga scala che – tra le altre cose – garantisce il perpetuarsi della
possibilità di sfruttamento lavorativo continuo delle persone immigrate: sui
campi, sui punti della logistica, tra le strade della città.
In questa puntata mandiamo in onda audio, di analisi e racconti, che ci arrivano
direttamente dai reclusi di Pian del Lago (lager ubicato nell’entroterra
nisseno) che non solo ci parlano della sistematica violenza a cui sono
sottoposti quotidianamente i reclusi, ma entrano anche nel dettaglio di una
violenta perquisizione a scopo punitivo subita pochi giorni prima.
Nel sottolineare la settimanale cadenza delle deportazioni verso i cosiddetti
paesi di origine cogliamo la possibilità di fare una diretta con una compagna
dell’assemblea NoCpr di Milano che ci precisa come oramai il lager di via
Corelli sia divenuto l’hub deportativo degli egiziani e dei gambiani. Non a
caso, ci contestualizza, per la prima volta dopo tanto tempo, il CPR di Milano è
stato completamente ristrutturato portando la sua capienza alla totalità delle 4
aree e dunque al contenimento di circa un centinaio di reclusi, spesso solo di
passaggio poiché destinati alla deportazione.
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie
concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche
in streaming
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-16-gennaio-venezuela-cpr-prigioni-e-manicomi-iran/
Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:
Venezuela. La partita a scacchi tra Stati Uniti e Cina
L’enorme pressione militare sul Venezuela ha dato i suoi frutti. Senza ricorrere
all’invasione di terra, è bastato al governo USA esercitare un’accorta
operazione di corruttela su gangli del regime individuati come malleabili e
abbordabili per effettuare una specie di colpo di Stato. Sequestrati Maduro e
consorte senza che le truppe d’assalto statunitensi versassero una solo goccia
di sangue, Trump ha dato il via libera ad un governo costituito dalla stessa
élite dell’epoca maduriana. L’ex presidente che diventa presidente, il fratello
che apre le porte delle carceri agli oppositori che lui stesso e i suoi accoliti
avevano messo dentro, il ministro delle risorse energetiche che stringe i patti
con chi vuole mettere le mani sull’oro nero, qualcuno che fa finta di inneggiare
al presidente deposto.
Alle nostre latitudini i campisti scendono in piazza a fianco del regime
venezuelano, incapaci di un’analisi che sappia mettere al centro le partite
reali che si stanno giocando sulla pelle della povera gente che vive in
Venezuela, stretta tra un regime corrotto, clientelare, militarista e repressivo
e il rischio di una sterzata a destra in senso ferocemente liberista.
Abbiamo provato a capirne di più con Stefano Capello
CPR: prigioni e manicomi
I CPR, le prigioni per migranti, stanno assumendo sempre più la funzione di
manicomi criminali che a prigioni.
Nelle prime settimane del 2026 diversi video usciti dai CPR mostrano la realtà
che si vive all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio: persone in
evidente stato di agitazione, trincee costruite con coperte intorno ai letti,
urla disperate nei corridoi.
Alle denunce degli abusi e violenze fatte da assemblee di lotta ed associazioni
di medici l’unica risposta è il divieto di usare cellulari con la telecamera,
affinché sulle violenze cali il silenzio.
Ne abbiamo parlato con Raffaele Viezzi
Iran. Il silenzio dei “movimenti”
La repressione governativa si è scatenata con inaudita ferocia.
Chiusa internet, dalla scorsa settimana arriva solo qualche rara telefonata.
I morti sono probabilmente oltre i 12.000, in carcere tra torture e probabili
esecuzioni ci sono quasi 11.000 persone. Un’immane carneficina.
I media main stream danno spazio solo ai filomonarchici e a Trump, ignorando una
rivolta spontanea che solo alcuni canali internet raccontano.
“Né dispotismo religioso, né monarchia; donna, vita, libertà”. Questo messaggio
continua ad echeggiare nelle strade del paese.
La lotta contro il regime teocratico attraversa tutto il paese.
La partita è complessa, perché sul cambio di regime scommettono anche gli Stati
Uniti e Israele, che sostengono la candidatura dell’ultimo esponente della
dinastia Palhavi.
Chi scende in piazza si autorganizza e rifiuta le ingerenze esterne che
potrebbero rinforzare il regime in chiave identitaria. Ma alle nostre latitudini
solo in pochi sostengono chi si batte contro mullah e shah: prevale un’orrida
logica campista. La stessa che porta a sostenere le dittature islamiste, solo
perché avversate dal dispotismo del governo statunitense.
Ne abbiamo parlato con Lollo
Appuntamenti:
Sabato 21 febbraio
Con i disertori russi ed ucraini
per un mondo senza eserciti e frontiere
giornata di informazione e lotta antimilitarista
ore 10,30 al Balon
Venerdì 6 febbraio
Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
ore 21 in corso Palermo 46
Interverrà l’avvocato Eugenio Losco
Venerdì 13 febbraio
Storie di punk e anarchia
I Crass: una sfilza di schiaffi in faccia e di pedate sul culo
Ne parliamo con Marco Pandin di Stella Nera
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a fai_torino@autistici.org
Contatti:
FB
@senzafrontiere.to/
Telegram
https://t.me/SenzaFrontiere
Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org
www.anarresinfo.org
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Anarres, il pianeta delle utopie concrete
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout.
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Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:
Venezuela. La partita a scacchi tra Stati Uniti e Cina
L’enorme pressione militare sul Venezuela ha dato i suoi frutti. Senza ricorrere
all’invasione di terra, è bastato al governo USA esercitare un’accorta
operazione di corruttela su gangli del regime individuati come malleabili e
abbordabili per effettuare una specie di colpo di Stato. Sequestrati Maduro e
consorte senza che le truppe d’assalto statunitensi versassero una solo goccia
di sangue, Trump ha dato il via libera ad un governo costituito dalla stessa
élite dell’epoca maduriana. L’ex presidente che diventa presidente, il fratello
che apre le porte delle carceri agli oppositori che lui stesso e i suoi accoliti
avevano messo dentro, il ministro delle risorse energetiche che stringe i patti
con chi vuole mettere le mani sull’oro nero, qualcuno che fa finta di inneggiare
al presidente deposto.
Alle nostre latitudini i campisti scendono in piazza a fianco del regime
venezuelano, incapaci di un’analisi che sappia mettere al centro le partite
reali che si stanno giocando sulla pelle della povera gente che vive in
Venezuela, stretta tra un regime corrotto, clientelare, militarista e repressivo
e il rischio di una sterzata a destra in senso ferocemente liberista.
Abbiamo provato a capirne di più con Stefano Capello
CPR: prigioni e manicomi
I CPR, le prigioni per migranti, stanno assumendo sempre più la funzione di
manicomi criminali che a prigioni.
Nelle prime settimane del 2026 diversi video usciti dai CPR mostrano la realtà
che si vive all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio: persone in
evidente stato di agitazione, trincee costruite con coperte intorno ai letti,
urla disperate nei corridoi.
Alle denunce degli abusi e violenze fatte da assemblee di lotta ed associazioni
di medici l’unica risposta è il divieto di usare cellulari con la telecamera,
affinché sulle violenze cali il silenzio.
Ne abbiamo parlato con Raffaele Viezzi
Iran. Il silenzio dei “movimenti”
La repressione governativa si è scatenata con inaudita ferocia.
Chiusa internet, dalla scorsa settimana arriva solo qualche rara telefonata.
I morti sono probabilmente oltre i 12.000, in carcere tra torture e probabili
esecuzioni ci sono quasi 11.000 persone. Un’immane carneficina.
I media main stream danno spazio solo ai filomonarchici e a Trump, ignorando una
rivolta spontanea che solo alcuni canali internet raccontano.
“Né dispotismo religioso, né monarchia; donna, vita, libertà”. Questo messaggio
continua ad echeggiare nelle strade del paese.
La lotta contro il regime teocratico attraversa tutto il paese.
La partita è complessa, perché sul cambio di regime scommettono anche gli Stati
Uniti e Israele, che sostengono la candidatura dell’ultimo esponente della
dinastia Palhavi.
Chi scende in piazza si autorganizza e rifiuta le ingerenze esterne che
potrebbero rinforzare il regime in chiave identitaria. Ma alle nostre latitudini
solo in pochi sostengono chi si batte contro mullah e shah: prevale un’orrida
logica campista. La stessa che porta a sostenere le dittature islamiste, solo
perché avversate dal dispotismo del governo statunitense.
Ne abbiamo parlato con Lollo
Appuntamenti:
Sabato 21 febbraio
Con i disertori russi ed ucraini
per un mondo senza eserciti e frontiere
giornata di informazione e lotta antimilitarista
ore 10,30 al Balon
Venerdì 6 febbraio
Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
ore 21 in corso Palermo 46
Interverrà l’avvocato Eugenio Losco
Venerdì 13 febbraio
Storie di punk e anarchia
I Crass: una sfilza di schiaffi in faccia e di pedate sul culo
Ne parliamo con Marco Pandin di Stella Nera
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
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Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
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Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a fai_torino@autistici.org
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Come il pacchetto sicurezza e la gestione dei migranti stanno preparando una
svolta autoritaria generale di Fulvio Vassallo Paleologo* 1. Come si è
verificato altre volte in passato, ad ogni …
In questa puntata di Harraga parliamo di detenzione amministrativa in un modo
più diretto e vivido del solito, insieme ad alcuni reclusi nel CPR di Torino e
di un recluso al CPR di Caltanissetta; dov’è attualmente recluso anche Mohamed
Shahin, imam di Torino a rischio di deportazione per la sua partecipazione
attiva alla mobilitazione a fianco della resistenza palestinese.
Iniziamo da un riassunto di quanto accaduto nell’ultimo mese dentro e fuori i
CPR torinese di Corso Brunelleschi, tra uno sciopero della fame, proteste
portate avanti dai detenuti buttandosi dal tetto, repressione e azioni di
solidarietà. Aggiornamenti in parte già raccontati qui e qui.
Abbiamo poi ascoltato le voci dei reclusi, con contributi audio da Corso
Brunelleschi e da Pian del Lago e una diretta dal CPR torinese. Quanto ci
raccontano é come un individuo detenuto diventi un “corpo”, usato dai carcerieri
per fare profitto ad ogni costo. Quanto il razzismo e la sua efferatezza sia
fatto di pestaggi e le violenze sistematiche delle guardie che “sfogano su di
noi la propria rabbia”, “così non pensi di protestare un’altra volta per il cibo
o per la tua terapia”. Una quotidianità fatta di freddo, di cibo immangiabile,
di una gestione dei centri improntata al creare il maggior profitto con il minor
sforzo possibile, riducendo a zero i servizi e delegando a Polizia, Carabinieri,
Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco la risposta a qualsiasi richiesta dei
reclusi. Della complicità del personale sanitario e dei medici che “qua fanno
quello che fa più comodo alla polizia”. Del ruolo dell’Ufficio Immigrazione, che
quando non può deportare arriva a proporre ai reclusi un trasferimento nel CPR
coloniale in Albania o il rimpatrio volontario, come soluzione per la
liberazione. Della rabbia e dell’uso del proprio corpo come unico strumento
possibile di lotta per cercare la libertà.
“Questi che organizzano il CPR sono una banda organizzata bene, protetta dallo
Stato, che guadagnano soldi sulla gente povera. più trattengono la gente, più
guadagno entra nelle loro tasche”.
Il tutto per garantire il funzionamento di quello che é il “vero traffico di
esseri umani”, per continuare a rendere possibile il business sulla pelle delle
persone immigrate in Europa.
Buon ascolto.