Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO
Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano
a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al
controllo).
Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo
le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia,
riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali
inchieste sul loro operato.
Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer,
che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di
uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi
lo opera:
Leggi l’inchiesta su IrpiMedia
CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO
Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo
non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra
di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto
Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine.
Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano
interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la
riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al
governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici
che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo:
NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE
Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a
cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso
l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie
applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione.
Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla
segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici:
“Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi
neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma
l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata
dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.”
Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale,
affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare,
concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha
introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani
innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine
usano gli umani”?