Otto sentenze di colpevolezza per le violenze al Lorusso e Cutugno. E intanto il
decreto sicurezza allarga l’area di non punibilità proprio dentro gli istituti
penitenziari. Otto condanne. È questo …
Tag - carcere
Nell’Italia dell’emergenza permanente il bersaglio è il conflitto sociale: fermo
preventivo, zone rosse e nuove fattispecie penali per restringere piazze, spazi
antagonisti e agitazioni sindacali, mentre lo scudo penale allarga …
di Luigi Mollo Padova, detenuto suicida. Era nell’elenco dei reclusi da
trasferire. Il Garante: “Decisioni amministrative che cancellano anni di lavoro
e colpiscono i più fragili” Un uomo di 74 …
di Associazione Yairaiha Ets L’uso dello spray al peperoncino in carcere può
provocare danni respiratori, cardiaci e neurologici: fermare una pratica
pericolosa e disumana Lo spray al peperoncino non può …
di Luna Casarotti – Yairaiha ets* Fragile, disabile, affidato allo Stato: la
storia di una vita spezzata da un carcere che non cura e non protegge Vittorio
Rallo aveva trentadue …
Lo Stato sotto accusa: la Corte riconosce la tortura e condanna nove agenti, tra
cui una ispettrice, per le violenze nel carcere di Sollicciano C’è stata tortura
nel carcere di …
Lettera dal carcere di Luigi uno degli arrestati nell’operazione Ipogeo. Luigi
racconta come sicurezza, speculazione e repressione viaggiano insieme Carx
compagnx, vi ringrazio per il pensiero. Qui già prima del …
Il 29 dicembre 2025 Christian Guercio si toglie la vita nel carcere di Quarto
d’Asti. Christian era un uomo di 38 anni, dj ed elettricista, una persona con
delle fragilità, una storia di sofferenza psichica e dipendenza nota ai servizi
sanitari.L’intervista all’avvocato Lamattina, legale di Christian Guercio,
ricostruisce una vicenda che chiama in causa responsabilità profonde e
strutturali. In un momento di crisi, una richiesta di aiuto si trasforma invece
in un arresto e in una detenzione. Un intervento sanitario diventa un’operazione
di polizia, senza adeguate valutazioni cliniche né una reale presa in carico. La
detenzione viene usata come risposta alla sofferenza mentale, fino all’epilogo
tragico del suicidio in carcere. Nell’intervista emergono i punti oscuri della
vicenda e le falle del sistema sanitario, giudiziario e penitenziario, che
troppo spesso trattano i soggetti fragili con il solo strumento repressivo e
punitivo. Una storia che non riguarda purtroppo solo Christian, ma un meccanismo
che continua a colpire le persone più vulnerabili. Una morte che, secondo quanto
emerge, poteva essere evitata.
di Rachele Stroppa* Recensione al libro “Decostruire la pena. Per una proposta
abolizionista” di Giuseppe Mosconi Decostruire la pena. Per una proposta
abolizionista di Giuseppe Mosconi è un libro necessario, ora …
Prosegue il processo aperto per i fatti di Budapest contro compagnx antifa
provenienti da tutta Europa. Lx imputatx rischiano, nei peggiori dei casi, fino
a 24 anni di carcere, con l’accusa di aver partecipato in forma considerata
violenta alle contromanifestazioni della “Giornata dell’onore”, raduno annuale
dell’estrema destra e dei movimenti neofascisti europei.
A quasi 3 anni di distanza, nel mese di gennaio le vicende giudiziarie avranno
una brusca accelerazione, con i processi che inizieranno in Germania e Ungheria
e la pronuncia sulle richieste di estradizione in Francia.
Dal 15 gennaio sono previste manifestazioni di solidarietà in tutta Europa. A
Milano il 24 gennaio è previsto un corteo che partirà alle 18 da Porta Genova
per arrivare al carcere di San Vittore.
Con un compagno del Comitato antirepressione di Milano abbiamo fatto il punto
sul processo e abbiamo parlato della chiusura dei conti bancari di varie
organizzazioni politiche, riconducibili all’area antifascista, da parte di GLS e
Sparkasse in Germania.