Lunedì 7 settembre sono ricominciate le udienze di primo grado a carico di oltre
persone tra polizia penitenziaria, personale medico e funzionari per la mattanza
di Santa Maria Capua Vetere, avvenuta il 6 aprile 2020 come rappresaglia per la
protesta scoppiata il giorno precedente nella sezione Nilo dell’istituto. In
seguito al pestaggio un detenuto ha perso la vita.
I reati contestati vanno da lesioni personali a tortura, depistaggio, abuso di
autorità, falso e omicidio a seguito di altro reato, per i quali i pm hanno
richiesto quasi 800 anni di carcere complessivamente.
Insieme a Luigi Romano, avvocato di parte civile, abbiamo ripercorso la vicenda
e il suo contesto, le fasi del processo, i tentativi di insabbiamento da parte
statale.
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Tag - carcere
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