di Gianni Sartori Il prigioniero politico curdo Gürkan Türkoğlu muore dopo 267
giorni di sciopero della fame Lunedì 6 luglio, mentre si svolgeva il vertice
NATO di Ankara e altri …
Tag - tortura
Il pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan è detenuto senza accuse né
processo dal dicembre 2024. Il suo avvocato denuncia torture quotidiane,
pestaggi, isolamento e l’assenza di cure. Medici per …
Il Tribunale di Sorveglianza conferma il carcere duro per altri due anni. Una
decisione fondata su ipotesi, processi finiti nel nulla e sul sospetto che un
detenuto possa ancora pensare, …
di Gianni Sartori Mentre nel campo di concentramento di Gaza i bambini muoiono
di fame e per mancanza di cure, nelle carceri israeliane si allunga la lista dei
palestinesi morti …
Le testimonianze inedite lette da Enrico Zucca riportano alla luce l’orrore
della Diaz e interrogano venticinque anni di repressione, impunità e
trasformazioni dell’ordine pubblico A venticinque anni dal G8 di …
di Gianni Sartori A cinquant’anni dalla rivolta di Soweto e oltre trent’anni
dalla fine del regime razzista, il ricordo di Theresa Ramashamole e dei Sei di
Sharpeville ci restituisce i …
Il 30 Aprile con un documento di circa 75 pagine redatto da ministero della
giustizia, DNAA e altre forze di polizia, è stato rinnovato il regime di 41bis
per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. A sostenere il rinnovo una serie
di motivazioni che vanno dalle iniziative di solidarietà, anche
internazionali, e per ultimo l’episodio dell’esplosione nel parco degli
Acquedotti a Roma in cui hanno perso la vita Sara e Sandro: l’obiettivo è
costruire strutture gerarchiche e ruoli apicali all’interno delle realtà
anarchiche, mettendo al vertice la figura di Alfredo.
Venerdì 12 Giugno è stata fissata, con tempistiche eccezionali, l’udienza per il
ricorso della difesa contro questo nuovo atto di tortura che ambisce ad
estendere i confini del carcere duro. Si tratta dell’ultima possibilità sul
piano giuridico per contrastare il rinnovo del 41bis ad Alfredo. La decisione è
rimessa al tribunale di sorveglianza di Roma, con udienza a porte chiuse.
Numerose sono state le restrizioni, che andando ben oltre le esigenze imposte
dal regime speciale hanno gravato sulla vita di Alfredo: censura, limitazioni
agli acquisti e un bavaglio durato oltre un anno e mezzo.
Il 18 Maggio, però, dal tribunale di Bologna è stato possibile attraverso una
testimonianza risentire la voce di Alfredo che con una lunga dichiarazione ha
avuto modo di ricostruire l’esperienza del 41bis, dello sciopero della fame e le
condizioni a cui tante persone sottoposte al regime speciale vivono.
Insieme ad un compagno della Cassa Anti Repressione delle Alpi occidentali
rilanciamo l’iniziativa davanti alla sede del nuovo tribunale di sorveglianza di
Torino e la necessità di continuare ad organizzarsi contro il 41bis e la tortura
di Stato.
di Vincenzo Scalia* Il Comitato Onu contro la tortura denuncia carceri, Cpr,
fermi prolungati e abusi: il governo Meloni spinge il sistema penale verso una
logica inquisitoriale, dove chi viene …
Le torture e le umiliazioni contro gli attivist3 della Sumud Flotilla non sono
un eccesso: sono il linguaggio di un potere fondato su guerra, razzismo e
impunità Bolzaneto, la Diaz, …
di Gianni Sartori Contro i bombardamenti imperialisti e contro la forca degli
ayatollah: la repressione dei prigionieri politici curdi in Iran mostra che non
esiste liberazione possibile né sotto le …