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Per non dimenticare la strage del carcere Sant’Anna. Iniziativa a Modena con e per il libro di Claudio Cipriani
Riceviamo e diffondiamo: 8 MARZO 2020: in concomitanza con l’inizio del lockdown, scoppiano decine di rivolte negli istituti penitenziari italiani. Tra tentativi d’ evasione di massa e la distruzione di intere sezioni, centinaia di persone detenute si ribellano a quei veri e propri luoghi di sofferenza e morte che sono le patrie galere. Per sedare le agitazioni in un clima di crescente paura, lo Stato risponde con una violenta repressione, torture e mancati soccorsi. Il bilancio di quei giorni è tragico: 14 detenuti muoiono nelle prigioni in sommossa, 9 solo nella rivolta del Sant’ Anna di Modena. Si tratta della più grande strage carceraria italiana dal dopoguerra. A 6 anni di distanza, dopo le varie archiviazioni di Stato e il tentativo di rimozione dalla memoria collettiva, c’è chi ancora vuole tenere vivo il ricordo di quelle giornate attraverso il racconto di chi l’ha vissuto da dentro, in prima persona. Next Stop Modena 2020 è la preziosa testimonianza di Claudio Cipriani, uno dei cinque firmatari dell’ esposto alla procura di Modena per i fatti dell’ 8 marzo 2020. Essendo Claudio tuttora detenuto, la pubblicazione del suo libro rappresenta una forte crepa nel muro di isolamento tra dentro e fuori e per questo crediamo nell’importanza di sostenerne la più ampia diffusione. Inoltre, per volontà dell’ autore, il ricavato del libro sarà destinato a sostenere la battaglia per la verità portata avanti dai familiari dei detenuti morti. Abbiamo quindi organizzato la presentazione del libro di Claudio in Sala Ulivi presso l’istituto storico della Resistenza di Modena domenica 8 marzo. Che la crepa nel muro che ci divide diventi un varco ; che delle galere restino solo macerie.  
Iniziative
Carcere
Stato di emergenza
L’Aquila, 21 febbraio: Spettacolo teatrale e presentazione di Haiku Senza Haiku
Riceviamo e diffondiamo: Sabato 21 febbraio CaseMatte diventa uno spazio di arte collettiva resistente! Ore 15.00 Laboratorio teatrale a cura di Nontantoprecisi: “Il corpo è uno. Nel senso che c’è un corpo solo. Un continuo differenziato di corpi. Il soggetto è una chimera. Io è una chimera.” Diamo forma a un corpo collettivo per chiederci davvero cosa può un corpo. Ore 18.00 Presentazione di Haiku Senza Haiku “Apri gli occhi Dentro e fuori di te Sovverti tutto.” Versi scatenati da carceri, strade e stelle in stile JamPoetry a cura di Datura e Unos Necios. Porta i tuoi testi a tema libertario, i tuoi strumenti, la tua voce o scegli dei versi dalla raccolta Haiku Senza Haiku Ore 20.30 Cena “porta e condividi”. Prepara ciò che vuoi e consuma responsabilmente ciò che preparano lə altrə
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La ragnatela
Pubblichiamo una proposta di progetto di un collettivo composto da individualita`antiautoritarie nomadi e semi-nomadi: Il gancio: ” the west Is the best” (J.M.)  linee di vita e di lotta, e densità sociali da mappare,attraversare e saper maneggiare con perizia. Procedere a zigzag tessendo trame, orditi e complicità è gioco con le molteplici curvature degli spazi e dei tempi, sia individuali che sociali. È una questione di volontà e di attrezzi che possano servirci ad agganciare occasioni che si profilano nella navigazione, come a saperci sganciare da ordinarietà, autoritarismi e dalla forza di gravità sociale che ci tiene schiacciati al suolo del sempre identico e della solitudine digitalizzata. Per imbastire trame, momenti e mezzi per navigare necessitiamo di spazi e di materiali sulle rotte dove poter sperimentare forme di vita altra e di lotta. Stiamo provando a dare presa e corpo ad un nostro sogno: un punto d approdo sulle strade dove poterci incontrare e respirare assieme. Siamo una piccola tribù di nomadi e seminomadi delle Terre occidentali d’ Europa. Qui, nella zona di agen, stiamo cercando un terreno dove provare a dare vita a tutto ciò.     Le crochet : « The west Is the best » (J.M.)  Des lignes de vie et de lutte, des densités sociales à cartographier, à traverser et à savoir gérer avec habileté. Procéder en zigzaguant, en tissant des trames, des chaînes et des complicités, c’est jouer avec les multiples courbures des espaces et des temps, tant individuels que sociaux. C’est une question de volonté et d’outils qui peuvent nous servir à saisir les occasions qui se profilent dans la navigation, comme à savoir nous détacher de l’ordinaire, des autoritarismes et de la force de gravité sociale qui nous maintient écrasés au sol de l’éternel identique et de la solitude numérisée. Pour tisser des trames, des moments et des moyens de naviguer, nous avons besoin d’espaces et de matériaux sur les routes où nous pouvons expérimenter d’autres formes de vie et de lutte. Nous essayons de donner corps à notre rêve : un point d’ancrage sur les routes où nous pouvons nous rencontrer et respirer ensemble. Nous sommes une petite tribu de nomades et de semi-nomades des terres occidentales de l’Europe. Ici, dans la région d’Agen, nous cherchons un terrain où essayer de donner vie à tout cela.     The hook: ‘The West Is the Best’ (J.M.) Lines of life and struggle, and social densities to be mapped, traversed and skilfully handled. Proceeding in a zigzag pattern, weaving plots, warps and complicities, is a game with the multiple curves of space and time, both individual and social. It is a question of will and tools that can help us hook onto opportunities that arise in navigation, as well as knowing how to detach ourselves from ordinariness, authoritarianism and the social force of gravity that keeps us pinned to the ground of the ever-same and digitised solitude. In order to weave plots, moments and means of navigation, we need spaces and materials on the routes where we can experiment with other forms of life and struggle. We are trying to give shape and substance to our dream: a place on the road where we can meet and breathe together. We are a small tribe of nomads and semi-nomads from the western lands of Europe. Here, in the Agen area, we are looking for a piece of land where we can try to bring this dream to life.     El gancho: «The west is the best» (J.M.) Líneas de vida y de lucha, y densidades sociales que hay que cartografiar, atravesar y saber manejar con destreza. Avanzar en zigzag tejiendo tramas, urdimbres y complicidades es un juego con las múltiples curvaturas de los espacios y los tiempos, tanto individuales como sociales. Es una cuestión de voluntad y de herramientas que nos sirvan para aprovechar las oportunidades que se perfilan en la navegación, así como para saber desprendernos de la mediocridad, los autoritarismos y la fuerza de gravedad social que nos mantiene aplastados al suelo de lo siempre igual y de la soledad digitalizada. Para tejer tramas, momentos y medios para navegar, necesitamos espacios y materiales en las rutas donde podamos experimentar otras formas de vida y de lucha. Estamos intentando hacer realidad nuestro sueño: un lugar en las carreteras donde poder encontrarnos y respirar juntos. Somos una pequeña tribu de nómadas y seminómadas de las tierras occidentales de Europa. Aquí, en la zona de Agen, estamos buscando un terreno donde intentar dar vida a todo esto.                        
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Materiali
Babele
Contro ogni fascismo: quali prospettive oggi? iniziativa a 100celle aperte, roma
CONTRO OGNI FASCISMO: quali prospettive oggi? Sabato 28 febbraio a 100celle Aperte Sabato 28 febbraio a 100celle Aperte Come individualità anarchiche proponiamo un momento di discussione con dibattito aperto sulla dilagante fascistizzazione della società e la necessità di opporvisi. A partire dalla situazione dell’anarchico prigioniero e nostro compagno Ghespe e dall’esperienza fiorentina di lotta contro Casapound, vorremmo confrontarci tra differenti soggettività su che tipo di pratiche radicali possiamo mettere in campo oggi per arginare questa nuova deriva autoritaria. Sabato 28 febbraio h 17.30 iniziativa di discussione e a seguire cena e dj set Electro Tek con Hermeside e Freshnesss A 100celle aperte, via delle Resede 5 – Roma Per consigli di lettura in vista dell’iniziativa, consultare https://bencivenga15occupato.noblogs.org/post/2026/02/09/contro-ogni-fascismo-quali-prospettive-oggi-sabato-28-febbraio-a-100celle-aperte/
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Carcere
Gradisca d’Isonzo (Go), 21 febbraio: Presidio davanti al CPR in solidarietà ai reclusi
Riceviamo e diffondiamo: Da https://nofrontierefvg.noblogs.org/post/2026/02/02/presidio-in-solidarieta-ai-reclusi-di-gradisca-e-di-tutti-i-cpr-21-febbraio-2026/ Presidio in solidarietà ai reclusi del CPR 21 febbraio, ore 16:30 CPR di Gradisca d’Isonzo (GO) Per denunciare la guerra in atto alla popolazione migrante e ai nemici interni. Per lottare contro i nuovi strumenti di repressione, marginalizzazione ed eliminazione di chi è considerato eccedenza, per la società dello sfruttamento. Soprattutto, per l’urgenza e la necessità di rendere udibile la nostra solidarietà, costruendo legami di complicità con le persone rinchiuse in quel lager. Con la Palestina nel cuore. Con i rivoltosi di ogni prigione. Fuoco a tutte le galere!
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Udine, 7 febbraio: presentazione del libro NEXT STOP MODENA di Claudio Cipriani
Riceviamo e diffondiamo: SABATO 7 FEBBRAIO alle 17.00 presentazione del libro NEXT STOP MODENA 2020 – Viaggio tra le carceri di Claudio Cipriani edito da Sensibili alle foglie allo Spazio Autogestito di Udine Via De Rubeis, 43 MODENA 2020: I DETENUTI CHIESERO SANITÁ, LO STATO RISPOSE «FATELI MORIRE!» PER NON DIMENTICARE, PER UN MONDO SENZA GABBIE, AL FIANCO DI CHI LOTTA! Il 20 novembre 2020 cinque uomini coraggiosi, cinque detenuti, presentarono alla procura di Modena un esposto: di fronte alle ripetute falsità e reticenze dei funzionari e delle guardie, responsabili di aver assassinato 9 uomini nel contesto di una massiccia rivolta scoppiata nel carcere modenese nelle giornate di esordio del primo confinamento di massa, in seguito al diffondersi del Covid 19 nel marzo di quell’anno, questi cinque detenuti diedero una svolta, raccontando la verità di quei giorni, raccontando le percosse, gli sputi, le manganellate, le negligenze, le omissioni, il terrore, le brutalità, le umiliazioni. Il racconto di Claudio, Ferruccio, Mattia, Francesco, Belmonte li espose alle rappresaglie e al rischio di morte: quando si parla franco davanti al potere, quando si dice la verità, ci insegnano gli antichi, la propria vita è esposta al pericolo. Infatti in seguito al loro racconto subirono ulteriori umiliazioni, l’isolamento e il trasferimento conclusivo in 5 differenti carceri. Ma la notizia dell’esposto trapelò e fu fatta circolare da compagne e compagni solidali nelle strade e nei quartieri sotto coprifuoco. In quel caos pilotato che fu l’emergenza Covid 19 l’esposizione mediatica, anche se debole, attutì il colpo repressivo delle autorità sui cinque di Modena. Claudio Cipriani, uno di loro, ha curato i propri materiali relativi a quella vicenda per darne una restituzione pubblica e riportare l’attenzione su quegli eventi. La presentazione del libro è promossa dall’Assemblea permanente contro il carcere e la repressione del Friuli e Trieste liberetutti@autistiche.org zardinsmagneticsradio.noblogs.org
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