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Fuori Alfredo dal 41 bis! Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026
Riceviamo e diffondiamo: Qui in pdf: fuori-alfredo-dal-41-bis-carrara-pisa-14-18-marzo-2026 Fuori Alfredo dal 41 bis Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026 Ai servi del potere dico una cosa sola: potete tenermi in galera per il resto della vita ma rassegnatevi, non riuscirete a togliermi la coerenza e il rispetto di me stesso, né tanto meno il piacere e la voglia di combattervi. Alfredo Cospito, 2021 Il 41 bis impiegato contro i rivoluzionari è una tra le principali espressioni dell’offensiva repressiva avviata dagli ultimi governi. Alfredo Cospito, anarchico finito in carcere nel 2012 per aver colpito uno dei responsabili del disastro nucleare che verrà, dopo quasi 10 anni veniva trasferito in regime di 41 bis e al contempo messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. La nuova inquisizione di Stato desiderava un annientamento totale. Tuttavia, in particolare dopo l’inizio di un lunghissimo sciopero della fame da parte di Alfredo, si è sviluppato un grande movimento di solidarietà internazionale, che ha infranto la coltre di silenzio che vigeva su un regime detentivo prima di allora inviolabile e ostacolato la macchina della repressione. Risale allo scorso anno la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di una decina di anarchici, tra cui Alfredo Cospito, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis. A prescindere da condanne e assoluzioni, sappiamo bene come il ministero della galera sia capace di scovare sempre nuove motivazioni per mantenere Alfredo in quella tomba per vivi. Così come sappiamo quanto il 41 bis sia un perno fondamentale nel sistema carcerario. Lo vediamo oggi con la riorganizzazione del regime detentivo al fine di concentrare una consistente parte dei detenuti in alcune carceri in Sardegna. Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione di questo regime nei confronti di Alfredo, torniamo in piazza contro il 41 bis. Nell’attuale contesto di guerra la tortura bianca del 41 bis è un monito contro quanti potrebbero decidere di farla finita con lo Stato e il capitalismo. Contro tutti i padroni della guerra, dello sfruttamento e delle tecno-scienze, continueremo sempre a sostenere le ragioni dell’azione diretta e rivoluzionaria. Presidi Sabato 14 marzo 2026: Marina di Carrara, piazza Ingolstadt, ore 17:30. Mercoledì 18 marzo 2026: Pisa, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17:30.
Iniziative
Stato di emergenza
Corpi, luoghi, frontiere. Invito a contribuire a un’iniziativa contro la mercificazione dei territori
Riceviamo e diffondiamo: Qui il sito dell’iniziativa in costruzione: https://luoghicorpifrontiere.noblogs.org/ INVITO A CONTRIBUIRE ALL’INCONTRO “CORPI, LUOGHI, FRONTIERE”. – TRE GIORNI CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI TERRITORI SALENTO 26-27-28 GIUGNO 2026 Nell’antica Grecia, la Xénia indicava il rituale dell’ospitalità verso lo straniero che bussava alla porta. Viaggiatore, naufrago o fuggitivo, l’ospite riceveva cure e onori che un giorno avrebbe dovuto ricambiare. Nel corso dei secoli, le regole della Xénia hanno reso il Mediterraneo uno spazio di ibridazioni e incroci, uno spazio di possibilità, dove l’alterità e l’ignoto contaminavano l’identità dei popoli. Oggi, nell’eco lontana di quell’idea, noi abitanti di un piccolo frammento di terra mediterranea sappiamo di vivere ai margini di quel centro di potere chiamato Occidente. Un Impero che ha costretto l’orizzonte universale della storia entro i confini della sua sovranità. A costo di migrazioni forzate, desertificazione, genocidi e distruzione degli ecosistemi, la sua violenza ha imposto il dominio del profitto e il pensiero unico dello sviluppo tecno-industriale inarrestabile. Nel territorio in cui viviamo, al confine meridionale dell’Impero, si parla ancora il griko, un’antica lingua derivata dal greco. In griko, sséno, mutazione di xénos, indica la provenienza da un generico altrove. Ancora oggi, mentre il Mediterraneo è uno spazio di respingimenti, frontiere militarizzate e mercato turistico, sentiamo il legame a questa radice storica ed è questa concezione dello spazio che vogliamo abitare e attraversare. Mentre il potere attribuisce agli stranieri la responsabilità della miseria in cui ha fatto sprofondare intere popolazioni, riconosciamo come complici coloro che, come noi, vivono ai margini dell’Impero e rappresentano una breccia aperta su molteplici possibilità. Vivere ai margini ci permette di vedere da vicino le mura della fortezza, ma anche le sue crepe. Qui, la frontiera è un avvertimento ma anche una sfida. E’ la linea fisica o immaginaria che separa brutalmente la speranza dalla disperazione, il privilegio dallo sfruttamento, il turista dal clandestino. Ma a volte, i centri di detenzione vanno a fuoco. Viviamo in un territorio devastato dal saccheggio capitalista. Una violenza che, dopo lo spopolamento causato dall’emigrazione dei braccianti agricoli senza terra, è proseguita con l’ installazione di impianti industriali predatori. L’acciaieria di Taranto, il complesso petrolchimico di Brindisi e l’estrazione petrolifera in Lucania sono solo le ferite più visibili di un territorio fatto oggetto di operazioni cosmetiche per essere appetibile sul mercato turistico. Proposta Vogliamo organizzare tre giorni di incontri nel nostro territorio, il Salento, per dare voce ad esperienze di lotta provenienti da diversi luoghi ed elaborare insieme analisi politiche a misura delle esigenze del nostro tempo. L’interconnessione dei luoghi di amicizia potrebbe assomigliare a un’esperienza di vicinanza, una mujawara, -come lo definirebbero le nostre compagne libanesi, poiché crediamo che la solidarietà non si basi sul compimento di una «buona azione militante», ma sul considerare le altre lotte come parte delle nostre e viceversa. Riconoscersi è il motore dell’internazionalismo. Cominciamo con l’abitare un luogo dove condividere storie e prospettive, cibo, musica; un luogo di cui saremo ospiti –sséni– sulle rive del Mediterraneo. Organizzeremo, nello spazio di un campeggio, giornate di discussione e convivialità ma anche di scoperta dei territori e condivisione dei progetti di lotta. Vi chiediamo di partecipare alla costruzione di questo incontro proponendo interventi sulle vostre esperienze, analisi e pratiche sviluppate tra centri e margini; rapporti tra frontiere e attraversamenti, tra militarizzazione, speculazione turistica da un lato, ed esperienze di resistenza, sussistenza e solidarietà internazionalista dall’altro. Pubblicheremo prossimamente altri approfondimenti. Organizzeremo le proposte di intervento che perverranno al seguente indirizzo: maisiaturista@riseup.net
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Stato di emergenza
Sempre al fianco di Alfredo Cospito! Appuntamento a Spoleto il 9 marzo
Riceviamo e diffondiamo: Qui in pdf: sempre al fianco di alfredo cospito 9 marzo 2026 Sempre al fianco di Alfredo Cospito – Lunedì 9 marzo 2026 a Spoleto Lunedì 9 marzo si terrà a Spoleto un’udienza del processo che vede sul banco degli imputati alcuni tra coloro che scesero in piazza il 1º novembre 2022, accusati di aver partecipato a un corteo spontaneo che attraversò alcune vie del centro storico a seguito del presidio fuori dal carcere cittadino in solidarietà con il compagno anarchico Alfredo Cospito, allora al dodicesimo giorno del suo lungo sciopero della fame contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Un episodio senz’altro marginale, ma che rappresenta ancora una volta un’occasione per manifestare contro la detenzione del nostro compagno in questo regime di annientamento. In vista del possibile rinnovo della misura, previsto allo scadere dei primi quattro anni nel prossimo mese di maggio, è necessario tornare a mobilitarci contro l’estensione indefinita di questo trattamento vendicativo contro un prigioniero che non riescono a piegare. Mentre le tensioni internazionali ci trascinano sempre più rapidamente nell’abisso di un conflitto bellico su scala mondiale, con l’Italia – elmetto in testa – schierata al fianco della NATO, degli USA e dei sionisti su tutti i fronti, è bene ricordare come la repressione sia da sempre l’espressione più eloquente della guerra sul fronte interno, dove lo Stato e i padroni fanno di tutto per combattere i rivoluzionari e le classi oppresse. Pace fra gli oppressi, guerra agli oppressori! Sabotiamo il fronte interno supportando i prigionieri della guerra sociale! Il 41 bis è un carcere di guerra. Vogliamo Alfredo Cospito fuori dal 41 bis! Ci vediamo lunedì 9 marzo 2026 a Spoleto per una presenza nei pressi del tribunale. Appuntamento in piazza Pianciani alle ore 08:30.
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Stato di emergenza
Pisa, 7 marzo: Presidio al carcere Don Bosco
Riceviamo e diffondiamo: Presidio al carcere Don Bosco – Sabato 7 marzo 2026 a Pisa Sono passati 6 anni dalla sanguinosa repressione delle rivolte carcerarie scoppiate all’inizio del lockdown in cui lo Stato ha assassinato 14 detenuti. Sabato 7 marzo 2026, ore 15:00: presidio al carcere “Don Bosco” di Pisa (lato via Canavari). Microfono aperto. Contro tutte le galere. Garage Anarchico
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Mobilitazione prigionier* politici in Spagna!
Riceviamo e diffondiamo: Libertà per la rivoluzionaria prigioniera María José Baños Andújar! Nelle ultime settimane, le condizioni di salute della militante antifascista María José Baños Andújar (reclusa nel carcere spagnolo di Murcia II e che soffre di alcune patologie croniche molto gravi) si sono ulteriormente aggravate. La direzione del carcere ha inasprito le sue condizioni di isolamento e disattenzione medica, arrivando fino a negare l’accesso al carcere della sua avvocata (con l’intervento della forza pubblica!) e i colloqui che María José aveva con il suo compagno, anch’egli recluso nello stesso carcere. María José è una militante dei GRAPO (Gruppi di Resistenza Antifascista Primo di Ottobre – organizzazione armata comunista che è stata attiva nello Stato spagnolo) imprigionata dal 2002 e che continua a rivendicare con dignità e coerenza il suo percorso rivoluzionario. Dal 23 febbraio Marcos Martín Ponce (compagno di María José, militante anch’egli dei GRAPO e recluso nello stesso carcere di Murcia II) ha iniziato uno sciopero della fame a tempo indefinito. E aumenta di giorno in giorno il numero dei prigionieri rivoluzionari spagnoli e baschi che aderiscono allo sciopero della fame simbolico di un giorno alla settimana che è stato indetto dai prigionieri e dalle prigioniere politiche recluse nel carcere di A Lama. La richiesta immediata degli scioperanti, e dei/delle solidali che si stanno mobilitando nelle strade, è che María José venga trasferita in ospedale affinché possa ricevere le necessarie cure che le vengono sistematicamente negate in carcere, e che venga avviata la procedura per la sua scarcerazione per motivi di salute. A fianco di chi lotta! María José libera! Solidarietà senza frontiere! Cassa AntiRep delle Alpi occidentali Per aggiornamenti: www.presos.org.es María José Baños Andújar Marcos Martín Ponce: CP Murcia II Paraje Los Charcos, S/N Campos del Río 30191 Murcia España
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Carcere
Faenza, 7 marzo: Giornata di approfondimento sul nuovo pacchetto sicurezza
Riceviamo e diffondiamo: SABATO 7 MARZO 2026 allo Spazio Autogestito Capolinea, via Volta 9, Faenza (RA). * Alle 16.30: GIORNATA DI APPROFONDIMENTO E DIBATTITO SUL NUOVO (ENNESIMO) PACCHETTO SICUREZZA. La conoscenza, da sola, non basta ma è utile e necessario conoscere le armi che lo Stato indirizza contro di noi. Se ne parlerà con compagnx e legali dell’associazione di Mutuo Soccorso per il Diritto di Espressione di Bologna. Durante la giornata ci sarà anche spazio per un confronto sulla situazione attuale degli spazi sociali in Romagna, ormai rimasti pochissimi e sempre a rischio (vedi lo sfratto infame dello Spartaco a Ravenna e la minaccia di chiusura del Brigata Prociona di Imola). https://csacapolinea.noblogs.org
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