Riceviamo e diffondiamo. Scarica il programma:
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Riceviamo e diffondiamo
Riceviamo e diffondiamo:
DUE INIZIATIVE IN SOLIDARIETÀ CON UN COMPAGNO DELL’ASSEMBLEA CONTRO IL CARCERE E
LA REPRESSIONE DEL FRIULI E DI TRIESTE.
DUE INIZIATIVE CONTRO IL REGIME DI TORTURA DEMOCRATICA DEL 41 BIS.
DUE INIZIATIVE CONTRO IL SISTEMA AUTORITARIO, PREVARICATORE, SFRUTTATORE E
VIOLENTO CHE PRODUCE LA SOCIETÀ BASATA SUI PRIVILEGI.
Il prossimo 21 settembre, lunedì mattina alle h 9:00, si svolgerà a Trieste,
presso il tribunale, l’udienza di appello per un procedimento che vede imputato
un nostro compagno.
Saremo davanti al tribunale per manifestare la nostra solidarietà e ribadire che
il regime di carcerazione del 41 bis è una tortura autorizzata dallo Stato
democratico verso i soggetti che non accettano di piegarsi. È il tentativo di
blindare questa situazione per accelerare il processo di criminalizzazione del
conflitto e portarci alla guerra.
L’11 settembre, venerdì sera alle h 20:00, a Udine, allo Spazio autogestito (via
de Rubeis), verrà proiettato il documentario autoprodotto 181 giorni contro il
41 bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, che ripercorre e rievoca le
mobilitazioni e le piazze “agitate” dell’inverno 2022-’23, al fianco del
prigioniero rivoluzionario anarchico Alfredo Cospito, tutt’ora rinchiuso al
regime infame del 41 bis. Sarà anche un’occasione di approfondimento e
discussione sul recente passato, sulla gestione autoritaria della pandemia
covid-19, sulla risposta repressiva dello Stato alle richieste, a volte molto
lucide e coscienti, dei detenuti, sull’imposizione del bavaglio a chiunque abbia
osato schierarsi al loro fianco. Sulla necessità di non dimenticare e continuare
la lotta!
liberetutti [at] autistiche.org
zardinsmagneticsradio.noblogs.org
t.me/zardins
Associazione “Senza Sbarre”
casella postale 129
34121 TRIESTE
—
Assemblea permanente
contro il carcere e la repressione
del Friuli e di Trieste
liberetutti@autistiche.org
Associazione “Senza sbarre”
c.p.129, 34121 Trieste
zardinsmagneticsradio.noblogs.org
Riceviamo e diffondiamo
Riceviamo e diffondiamo questo importante testo e appuntamento:
Scarica la chiamata in pdf: testo su 9 (rev REV)
Resistenza a Oltranza
I fronti di guerra si allargano sempre di più e il genocidio in Palestina
continua senza sosta. L’Italia è in prima fila in ogni massacro. È in prima fila
in Asia occidentale con la guida della missione Aspides, con l’invio di ben 700
soldati in Arabia Saudita e con l’utilizzo delle basi militari in territorio
italiano, nonché con l’uso di radar per i bombardamenti. È in prima fila in
Ucraina, fornendo materiale bellico, supporto logistico e politico, inviando
addestratori e dando appoggio incondizionato al governo fantoccio di Kiev. È da
sempre in prima fila nel sostenere il genocidio del popolo palestinese, fornendo
copertura politica, economica e cooperazione a tutti i livelli all’entità
sionista, arrivando addirittura a lucrare sul massacro stesso, riuscendo, ad
esempio, ad accaparrarsi lo sfruttamento del gas di fronte alle coste di Gaza
tramite Eni. Per permettere che questa carneficina continui indisturbata, lo
Stato italiano deve blindare sempre di più il fronte interno e quindi portare la
guerra alle classi subalterne e a tutte le forme di opposizione e resistenza,
anche potenziali, alla macchina da guerra. Da qui nasce l’esigenza di varare una
lunga serie di provvedimenti liberticidi che hanno preso la forma di decreti o
pacchetti sicurezza. Anche il disegno di Legge Romeo si inserisce in questo
apparato repressivo ed è rivolto in particolare al movimento in sostegno alla
Palestina nato per opporsi al genocidio in corso. Come Coordinamento di
solidarietà col popolo palestinese ci siamo subito resi conto della pericolosità
di questo ennesimo attacco e insieme alla Rete Liberi di Lottare abbiamo
prodotto un’opuscolo “da battaglia” che spiega nel dettaglio i contenuti nonché
la genesi di questo ddl e lo abbiamo presentato in decine di spazi e contesti
sociali. Per questo non approfondiremo qui i contenuti specifici ma ci
limiteremo a dire che il DDL mira ad equiparare l’antisemitismo
all’antisionismo, adottando la faziosa definizione formulata dall’International
Holocaust Remebrance Alliance (IHRA, organizzazione governativa costituita dai
Paesi NATO, a cui si aggiungono Argentina ed Israele). Ci teniamo invece a
sottolineare come nella Commissione Parlamentare dedicata, tutti i partiti
dell’arco parlamentare abbiano partecipato attivamente alla stesura del testo.
La cosiddetta opposizione si è spinta addirittura a proporre varie altre
formulazioni perfettamente sovrapponibili a quella votata al Senato (es. Del
Rio). Il decreto è stato approvato al Senato anche con i voti del PD e la
ridicola opposizione di M5S e AVS. Infatti, se da un lato il M5S è responsabile
insieme al PD dell’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA sotto
il 2° governo Conte, dall’altro ricordiamo tutti le scomposte e imbarazzanti
prese di distanza dei vertici di AVS da Hannoun e compagni che continuano a
restare in galera accusati di terrorismo. Sono tutti complici. Quindi a chi
parla di difesa della democrazia facciamo presente che il regime democratico
capitalista e genocidario occidentale è la causa di tutte le guerre e i massacri
a cui stiamo assistendo e non può essere riformato ma solo combattuto con tutte
le forze di cui disponiamo. A chi si spinge a suggerire allo Stato forme
alternative e più sostenibili di repressione (ad es. la Dichiarazione di
Gerusalemme), ricordiamo che le barricate hanno solo due lati: o si sta con
l’imperialismo occidentale o si sta con le popolazioni martoriate e oppresse da
esso. L’illusione di poter riformare il sistema è sepolta sotto un cumulo di
macerie insanguinate. Per noi esiste un’unica risposta possibile a questo
ennesimo attacco repressivo: Resistenza a Oltranza! Continueremo a difendere la
gloriosa resistenza del popolo palestinese in tutte le sue forme! Continueremo a
gridare “Palestina libera dal fiume fino al mare!” Continueremo a difendere i
prigionieri politici, palestinesi e non, perseguitati dallo Stato! Continueremo
a sostenere che il 7 ottobre è stato un atto di legittima resistenza!
Continueremo a dire che Israele è un’entità coloniale, suprematista e genocida!
Per questo il 9 settembre saremo sotto il Parlamento italiano dove avrà inizio
la discussione sul ddl “salva-sionismo” che rappresenta una intollerabile forma
di censura che di fatto istituisce il “terrorismo della parola” per chi non si
allinea con il sionismo.
E continueremo poi, il 17 settembre alle 16:30 in aula Majorana al dipartimento
di Fisica, dove abbiamo convocato una assemblea a cui invitiamo a partecipare
tutti coloro che non vogliono rassegnarsi al silenzio o al collaborazionismo per
organizzarci e reagire insieme alla deriva repressiva. Avremo anche i contributi
di Georges Abdallah e dei compagni della rivista francese Supernova.
Riceviamo e diffondiamo
Riceviamo e diffondiamo
Riceviamo e diffondiamo:
Dal 7 settembre e d’ora in poi
OGNI PRIMO LUNEDÌ DEL MESE
torna il presidio di solidarietà anticarcerario sotto le infami mura della Rocca
a Forlì!!
Dalle 18:00 alle 20:30, lato via della Rocca: per rompere l’isolamento delle
galere, per portare solidarietà a chi resiste dentro, per non lasciare annegare
nell’indifferenza le carognate che accadono tra quelle mura!!
FUOCO ALLE GALERE!
PIETRO LIBERO!
COMPAGNX LIBERX!
Riceviamo e diffondiamo:
Qui la chiamata in pdf: DUE GIORNI CONTRO CARCERE E GUERRA
A breve il programma completo dell’iniziativa
DUE GIORNI CONTRO CARCERE E GUERRA
La guerra è sempre un fatto di politica interna.
Sia perché le sue basi materiali sono vicine a noi (come industrie, logistica,
ricerca) sia perché ha un ritorno altrettanto materiale (nei termini di guerra
al nemico interno, intruppamento della società, costi che vengono fatti pagare
alla classe proletaria).
Se il compito di rovesciare la guerra tra Stati e tra gli sfruttati in guerra
contro gli sfruttatori non può gravare sulle spalle di un qualunque movimento
specifico, a noi rimane il compito di dare concretezza alla solidarietà
internazionalista e capire come essere all’altezza delle sfide della nostra
epoca.
Un anno fa la due giorni contro “carcere e guerra” al terreno No Tav di
Acquaviva (Trento) è stata occasione per ritrovarsi tra compagni e compagne e
pensare la lotta fuori dalle carceri unita a quella dentro di esse, anche grazie
a contributi scritti di diversi prigionieri. Cadendo a ridosso delle giornate di
blocco di settembre e ottobre, ha anche permesso un confronto rispetto a quello
che stava accadendo. A un anno di distanza, tanto è successo ma non sono venute
meno le ragioni per discutere di “carcere e guerra”.
Il genocidio a Gaza continua, con l’estensione della guerra totale a Yemen, Iran
e Libano.
L’imperialismo statunitense mostra i muscoli in Sudamerica dietro la facciata
della lotta “al narco-terrorismo” e si rivale sui suoi alleati-vassalli europei,
scatenando nel frattempo la violenza anti-proletaria per le strade delle proprie
città (coi raid tecnologicamente equipaggiati dell’ICE).
La competizione tra le potenze – che per quanto ci concerne si concretizza nel
riarmo dell’Occidente – si traduce in una feroce predazione delle risorse
necessarie a un capitalismo digitale che sviluppa l’IA come nuova atomica,
mentre rende progressivamente il pianeta inadatto alla vita (come testimoniano
le temperature record dell’estate trascorsa).
Emerge in tutta la sua arroganza una tecno-oligarchia che non ha problemi a
considerare gran parte dell’umanità massa eccedente e a trattarla come bestiame
da macello.
Il razzismo sistemico si riverbera nelle periferie e nell’intera società
occidentale.
L’altra faccia del riarmo è la crescente repressione, in Italia strutturata
attorno ai costantemente aggiornati decreti sicurezza: impunità per gli omicidi
di Stato, allargamento della sorveglianza tecnologica, criminalizzazione della
gioventù immigrata, finanche la proposta di messa al bando degli “anarchici e
antifascisti” dopo la morte di Sara e Sandrone…
Ma non viviamo in un tempo in cui i soli colpi vengono assestati dal nemico di
classe.
Insurrezioni e sommosse si succedono per tutto il mondo (dall’Indonesia alla
Bolivia).
Nel ventre della Bestia alle resistenze contro l’ICE si aggiungono quelle contro
i progetti di datacenter e una crescente rabbia contro gli oligarchi capitalisti
(testimoniata dai vari attacchi a CEOs e dal ritorno del sabotaggio).
In Albania un progetto immobiliare israelo-saudita-statunitense ha scatenato un
movimento di massa contro il governo.
In Italia i moti del “Blocchiamo tutto” hanno palesato la disponibilità al
conflitto di nuove generazioni, riemersa poi in momenti di conflittualità come
la piazza bolognese per Fakir.
Le sfide che ci pone la tendenza alla guerra mondiale necessitano tanto di
riflessione quanto di iniziativa.
Proponiamo questa due giorni con in testa, più che delle proposte, degli
interrogativi da affinare assieme, per avere più slancio nelle lotte a cui
partecipiamo e parteciperemo.
Che strada dovremmo prendere come internazionalisti contro un mondo di guerra,
genocidio e incarcerazione tecnologica?
Che cosa significa essere con la resistenza palestinese e contro lo Stato di
Israele?
Quali valutazioni e quali prospettive possiamo condividere a partire da quanto
si è mosso nell’ultimo anno, in Italia e non solo, contro colonialismo e
genocidio?
Quali le possibilità di lotta a partire dai nervi scoperti che strutturano i
rapporti tra Israele e stati occidentali, dalle reti logistiche alla trama
dell’interesse economico?
A quali scenari di incarcerazione tecnologica lavorano gli stati e che ruolo
giocherà l’apparato di controllo nel disinnescare e reprimere la protesta alle
nostre latitudini?
Che forme di rivolta ed evasione sono praticabili contro le sue manifestazioni
più tangibili, come i data center?
Come sta cambiando la forma del potere (e dunque la possibilità di attaccarlo)
oggi che l’apparato tecnologico sta riempiendo il mondo di enormi “contenitori”
di dati necessari al suo stesso mantenimento?
Quello che sta venendo vidimato, decreto dopo decreto, è la costruzione di un
diritto penale da stato di guerra.
La lotta dentro le carceri è punita sempre più duramente e lottando fuori è
sempre più facile finirci dentro: con l’art. 270 quinquies è sufficiente la
disponibilità di testi o materiale video per essere arrestati con l’accusa di
terrorismo, mentre alle mobilitazioni al fianco della resistenza palestinese
hanno fatto seguito decine di misure cautelari, non ci dimentichiamo dei due
compagni che hanno perso la vita mentre erano sottoposti a tali misure.
Con quali prospettive possiamo immaginare di affrontare il carcere di oggi
nell’eventualità di essere arrestati/e?
Quali insegnamenti traiamo dall’esperienza dei Prisoners for Palestine e dalla
mobilitazione internazionale in loro sostegno?
Come provare dunque a dare una dimensione internazionale alle lotte all’interno
del carcere?
In che modo un movimento contro la guerra si fa carico di sostenere i propri
prigionieri a partire dai prigionieri palestinesi attualmente detenuti in
Italia?
Come si possono affrontare le nuove forme di repressione economica (es. multe
per manifestazioni e “grida sediziose”)?
Come affrontare collettivamente la risposta repressiva agli ultimi blocchi e
alla mobilitazioni per la Palestina?
Con Sara e Sandrone nel cuore.
Anche quest’anno la due giorni si terrà al Terreno Notav di Acqua Viva
(Mattarello, Trento), Sabato 17 e Domenica 18 Ottobre. Sarà disponibile
campeggiare e sono gradite le distro.
Pranzi e cena saranno benefit per spese legali e mantenimento dei prigionieri.
Riceviamo e diffondiamo:
🐦CONTINUA LA LOTTA IN DIFESA DEGLI ORTI URBANI🌳
Chiediamo a tutte e tutti di dare il massimo risalto alla manifestazione
nazionale che si terrà il 5 settembre per controbattere alla gentrificazione
della nostra città e alla speculazione edilizia del costruttore Frangerini e del
comune suo complice.
🦎Dal 3 settembre sarà attivato anche un campeggio per chi desiderasse vivere a
pieno lo spazio🏕
Nel frattempo gli orti ospiteranno iniziative di ogni tipo, invitiamo tutta la
cittadinanza a partecipare ad una lotta che la coinvolge direttamente!
Per informazioni o adesioni scrivere a resisterealcemento@gmail.com
Continueremo a gridarlo:
CHI SEMINA CEMENTO, RACCOGLIE RESISTENZA!