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Continuiamo a parlare di Sara e Sandro. Discussione a Foligno domenica 5 luglio
Riceviamo e diffondiamo: Qui la chiamata in pdf: Continuiamo a parlare di Sara e Sandro Continuiamo a parlare di Sara e Sandro La morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 marzo a Roma a seguito dell’esplosione e del crollo di un casolare nel Parco degli Acquedotti, ha aperto una ferita che non vuole essere rimarginata. La reazione spontanea del movimento anarchico in Italia e nel mondo è stata in larghissima parte dignitosa, coerentemente con il percorso di vita di due rivoluzionari caduti combattendo. È mancato però fin’ora un vero e proprio momento di confronto. Non è un fatto di cui ci rammarichiamo, anzi pensiamo che i tempi dilatati siano in qualche modo necessari di fronte alla natura di questo evento. Sono inevitabilmente i tempi lunghi del dolore, ma sono anche i tempi lunghi della comprensione materiale dei fatti. Non crediamo che la postura da prendere nei confronti di questa tragedia debba essere quella di una lotta specifica, con le urgenze e le contingenze e l’ansia di fare qualcosa di “pratico” che una lotta specifica impone. Certamente una vicenda del genere ha avuto come corollario anche il manifestarsi di una serie di momenti di lotta: il tentativo di sabotare con ogni misero stratagemma la partecipazione ai funerali, il fermo preventivo di 91 anarchici nel tentativo di depositare dei fiori nei presi del luogo dell’incidente la mattina del 29 marzo, la macchina del fango mediatica contro la pasquetta in Valnerina in ricordo di Sara. Tutti momenti che se sono diventati di lotta lo sono diventati a causa dell’atteggiamento dello Stato e dei suoi servi, nei diversi posti di combattimento allocati (nelle questure e nelle redazioni, nei ministeri e nei tribunali), un atteggiamento teso a voler stendere una coltre di silenzio e di emarginazione morale sui nostri compagni. Si pensi su tutti alla rivendicazione politica del presidente del consiglio Giorgia Meloni del fermo preventivo dei 91 anarchici, prima applicazione assoluta di questo dispositivo introdotto nell’ultimo “pacchetto sicurezza”. Al netto di questi episodi di lotta, tanto più necessari in quanto era di primaria importanza respingere al mittente il monito da parte dello Stato teso a isolare socialmente e moralmente i due compagni caduti, non intendiamo la questione essenziale della memoria di Sara e Sandro come una vicenda da subordinare alle urgenze di una rivendicazione specifica, ma come un’eredità e un patrimonio da conservare negli anni e nei decenni, da portare esso stesso nelle lotte, in ogni lotta specifica. Pensiamo che passati alcuni mesi da questo evento possa essere convocato un primo momento di confronto globale sui fatti. Un confronto che dovrebbe prendersi il tempo necessario per riflettere su almeno tre grandi ambiti. In primo luogo, l’aspetto tecnico. Dovrebbe infatti essere prevista entro due mesi la scadenza dei tempi per il deposito dei risultati delle autopsie, così come potrebbero cominciare a essere depositate le informative di sbirri e magistrati su come a loro parere si sarebbero svolti i fatti. Dire che non abbiamo alcuna fiducia nel lavoro dei professionisti della repressione sarebbe un eufemismo, in quanto il nostro atteggiamento nei loro confronti è di aperta ostilità. Nondimeno, nelle condizioni date, con lo Stato che detiene il monopolio della scienza, della ricerca, della stessa disponibilità fisica dei corpi e del luogo dell’esplosione, le risultanze delle loro sgradite ricerche assumono il valore di materiale “oggettivo”. Un compito importante sarà allora quello di decostruire questo materiale, cercando di capire se c’è qualcosa che non torna, qualcosa da denunciare, qualcosa su cui fare controinformazione e controinchiesta. In secondo luogo, vorremmo aprire una discussione di tipo etico-politico sulla vicenda. Una discussione che per la verità è iniziata immediatamente dopo i fatti, grazie ai tantissimi comunicati che hanno rivendicato con fierezza la fratellanza e la complicità con Sara e con Sandro, che si è tenuta nelle assemblee improvvisate a poche ore dalla diffusione della notizia della loro morte, che è proseguita ai margini delle manifestazioni che ci sono state, negli interventi nei pressi dei cimiteri, come pure all’interno delle celle di sicurezza della questura di Roma. Vuoi perché alienata dalla diffusione virtuale, vuoi perché dispersa nei rivoli delle diverse iniziative, vuoi soprattutto per mancanza, del tutto naturale, di lucidità a seguito di una tragedia che per molte settimane ha sconvolto ogni nostro pensiero, è mancato un momento di discussione orizzontale e globale, convocato con sufficiente preavviso affinché i compagni potessero organizzarsi per essere presenti e che potessero arrivarci con dei ragionamenti che nel frattempo si sono sedimentati. Da ultimo vorremmo affrontare una discussione sulle questioni pratiche e organizzative da mettere in campo per continuare a far vivere Sara e Sandro nei nostri percorsi. Dalle manifestazioni pubbliche, alle iniziative di tipo editoriale, dalla dedica di spazi a loro nome alla postura da tenere nei processi in cui questi compagni erano nostri coimputati, e altro ancora che dovesse emergere nel corso della discussione. PER CONTINUARE A PARLARE DI SARA E SANDRO. PERCHÉ NIENTE SIA STATO VANO. PERCHÉ QUELLA FIACCOLA È ANCORA ACCESA. CI VEDIAMO DOMENICA 5 LUGLIO DALLE ORE 10:30 AL CIRCOLO ANARCHICO “LA FAGLIA” IN VIA MONTE BIANCO 23, FOLIGNO. IN CASO DI CALDO ECCESSIVO O SE GLI SPAZI FOSSERO INSUFFICIENTI CI SPOSTEREMO NEI VICINI GIARDINI PUBBLICI
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Bologna, 23-24 maggio: Tattoo circus benefit per i prigionieri
Riceviamo e diffondiamo: TATTOO CIRCUS BENEFIT PRIGIONIERX – 23 e 24 MAGGIO BOLOGNA La tattoo circus vuole essere un momento dedicato al tatuaggio e al piercing fuori dalle logiche di mercato, una pratica incentrata sulla solidarietà con le persone rinchiuse dentro le carceri. In un momento in cui guerre divorano corpi e territori e gli stati stringono la morsa interna della repressione, sembra fondamentale creare e supportare un’iniziativa come la tatto circus. Un’occasione in cui porre al centro i percorsi di lotta e critica radicale nei confronti della società che ci circonda, quella stessa società che produce e necessita massacri per sopravvivere e carceri per reprimere. Sarà una due giorni di discussione e condivisione di esperienze di lotta, di resistenza. La tattoo si terrà il 23 e 24 maggio al TRIBOLO in via Donato Creti 69/2. CONTRO OGNI STATO, GALERA E CPR AI CUORI GENEROSI, CON SARA E SANDRO ALFREDO LIBERO TUTTX LIBERX Programma: SABATO 23 14.00 INIZIO! 15.00 Djset e banchetti benefit 17.00 Presentazione della fanzine SBI-LANCIO Parole e immagini di una lotta ancora da finire contro 41bis ed ergastolo 19.00 Cena e inizio concerti! Con… Anafem da Lamezia Terme K19 Tribe da Palermo Digiuno con Daddi e Dj TryCatch da Torino 22.00 FINE DOMENICA 24 11.00 INIZIO 12.30 Pranzo 15.30 Presentazione del libro Next Stop Modena 2020. Viaggio tra le carceri di Claudio Cipriani …a seguire selezione di vinili 20.00 Cena 22.00 FINE Le presentazioni, i banchetti ecc… si terranno al parchetto accanto al Tribolo (Giardino Gustavo Trombetti, Via Lianori)
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Torino, venerdì 22 maggio: TAZ CONTRO LA GUERRA vol.2_Lockdown energetico o Blackout come occasione?
Riceviamo e diffondiamo: Già su https://gancio.cisti.org/event/taz-contro-la-guerra-vol2 TAGLIAMO LA CORRENTE ALLE RETI DELLA GUERRA, ORGANIZZIAMOCI IN STRADA! Da dove arriva l’energia che alimenta la macchina urbana e quale legame ha con la guerra? Negli anni Settanta si è reso esplicito il nesso tra guerra e energia come ambito strategico del tecno-capitalismo. Dalla “sicurezza energetica” alle misure di austerità sociale, l’energia e la sua gestione entrano stabilmente nell’orizzonte della sicurezza nazionale e del controllo dei comportamenti. Oggi come allora, da Nord Stream, al blocco di Hormuz, ai contatori digitali, la guerra non è solo al fronte: è nelle case e nella città che si fa smart, dove il controllo passa sempre più dalla stessa infrastruttura tecnica che governa la circolazione dei “flussi”. Città dei varchi, delle soglie, delle frontiere interne, fatta di algoritmi, checkpoint, polizia. Si fa strada il concetto di “lockdown energetico”, in una continuità inquietante con l’esperienza del lockdown pandemico. Vengono descritti scenari in cui l’energia non sarebbe più sufficiente a garantire la continuità della vita sociale, rendendo inevitabili – ma solo per per qualcuno! – razionamento, riduzione dei consumi, limitazione della mobilità, secondo la solita retorica della necessità e della catastrofe naturale che cancella le cause sociali e presenta ogni scelta come inevitabile. In altri termini, una possibile di riorganizzazione coercitiva della vita ridotta a flusso da parte dello stato e dei racket che governano la riproduzione materiale di questo mondo, con effetti che si scaricano in modo diseguale sulle condizioni di vita delle classi popolari. La possibilità di lockdown energetico tiene insieme guerra esterna e guerra interna: la competizione mondiale per il controllo dell’energia si riflette direttamente nella gestione interna della scarsità indotta, nella selezione delle priorità di circolazione e nella distribuzione differenziale e coercitiva del peso e dei costi della guerra. Smart working e didattica a distanza, austerità energetica governata da contatori digitali, teleriscaldamento, ZTL, checkpoint, QR code e telecamere che decidono chi può muoversi e chi deve restare confinato, al buio o al freddo: chi ha un’auto a benzina, chi vive in un palazzo vecchio e non efficiente, chi è uno studente o un lavoratore “non essenziale”. Intanto, i data center, le fabbriche della guerra e la loro logistica energivora devono continuare a girare in regime di continuità assoluta, difesi militarmente, perché la loro interruzione coinciderebbe con un collasso del sistema. LA “SCARSITÀ” NON È UNIFORME. QUALE PARTE DELLA SOCIETÀ DEVE “RISPARMIARE” ENERGIA, E QUALE INVECE È AUTORIZZATA A DIVORARLA SENZA LIMITI? MA SOPRATTUTTO: ENERGIA PER PRODURRE E CONSUMARE COSA? PER QUALE SOCIETÀ? PER QUALE VITA? Per non farci trovare ancora una volta impreparati. Per iniziare a discutere di come organizzarci contro il prossimo lockdown. Per riattivare il rimosso di quella guerra contro la popolazione chiamata green pass. Come l’anno scorso più dell’anno scorso… TAZ CONTRO LA GUERRA VOL.2 22 MAGGIO, GIARDINI REALI × IN CASO DI PIOGGIA PARCO DORA ×   🔥BENEFIT LOTTA CONTRO LA GUERRA & OP. IPOGEO🔥 🧨DALLE 17🧨 + PANINI + BAR + DISTRO + LABORATORIO DI PRODUZIONE DI COLLA PER ATTACCHINAGGIO STAMPE CONTRO LA GUERRA CON GRAFICATTAC Porta pennellessa e secchiello! 💡ALLE 18:30 DISCUSSIONE APERTA💡 LOCKDOWN ENERGETICO O BLACKOUT COME OPPORTUNITÀ? DA NORD STREAM E HORMUZ A TORINO: CHI DECIDE COSA RESTA ACCESO E CHI PUÒ CIRCOLARE? CON: TORINO DISERTA STEFANO CAPELLO (CUB) CIBELE (RBO) ALCUNI EX NOGREENPASS DI ROMA 🪇DALLE 21 MUSICA LIVE🪇 BUDA RAKSHAZA MOMPANTRONICS …& ALTRI A SEGUIRE DJ-SET ❤️‍🔥NON FARTELA RACCONTARE❤️‍🔥
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Salento, 26, 27 e 28 giugno: Luoghi-Corpi-Frontiere. Tre giorni contro la mercificazione dei territori
Riceviamo e diffondiamo: Luoghi-corpi-frontiere Salento: tre giorni contro la mercificazione dei territori Tre parole per provare a tracciare ed intrecciare un’idea di internazionalismo che, per diventare concreta, necessita di dare significato a ciò che siamo, entro e attraverso i luoghi che abitiamo. Animate da questa tensione stiamo organizzando un campeggio di 3 giorni, in Salento, confine meridionale della fortezza europea, nel tentativo di agevolare questa prospettiva attraverso incontri e dibattiti. Perché pensiamo che lottare contro la colonizzazione e la rapina capitalista debba necessariamente comportare l’osservazione dei luoghi come a degli organismi complessi, composti di elementi umani e non umani che viaggiano nello spazio e nel tempo, resistendo o piegandosi alla pressione esercitata dall’esterno. Esattamente come fanno i nostri corpi. Abbiamo visto lo stravolgimento del territorio in cui viviamo sotto la violenza della ragione dello Stato e del mercato: ridotto a discarica di rifiuti della grande industria europea, spopolato dal ricatto occupazionale, stravolto dalle infrastrutture energetiche e militari e oggi venduto sul banco del turismo. Che questa sia storia antica e non solo nostra, non ci induce a consolata rassegnazione ma ci incoraggia a cercare complicità attraverso e oltre quel limes abitato da altre come noi. Sappiamo che il colonialismo, la repressione e lo sfruttamento possono realizzarsi in forme e intensità molto diverse, fino ad arrivare al genocidio e all’ecocidio, ma sappiamo anche che c’è molto che ci accomuna, perché la frontiera, che è fatta per separare, è pur sempre il luogo in cui si può anche stare di fronte, in una postura dialogica. Radicamento e disposizione alla mobilità hanno permesso di sviluppare una capacità di condivisione che vorremmo sperimentare attraverso la realtà concreta dell’incontro. Durante i tre giorni andranno a susseguirsi interventi e dibattiti, presentazioni ed escursioni alla scoperta del territorio circostante. Parleremo e ci confronteremo su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resistenza, su forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente. Presenteremo una rivista antimilitarista redatta in Italia, che guarda da una prospettiva internazionalista alle pratiche di insubordinazione, disfattismo e sabotaggio della macchina bellica. In continuità con questo tema discuteremo di spazio mediterraneo come spazio di guerra con particolare riferimento alle rotte migratorie e alla città di Taranto come avamposto del controllo militare. Parleremo della terra e del lavoro che la lega agli uomini e alle donne nel passato e nel presente dei territori che viviamo: la resistenza dei contadini attraverso la rivolta contro l’usurpazione e l’esproprio dei mezzi di sussistenza; la condizione del lavoro agricolo oggi, sotto il ricatto dell’industria per la grande distribuzione. Parleremo di turismo come industria di estrazione di profitto, mettendo a confronto le diverse realtà dei nostri territori, discutendo sulle prospettive che riusciamo a rappresentare. Si parlerà di frontiera come luogo di possibilità: cerniera che mette le comunità una di fronte all’altra, nell’organizzazione di “ecoregioni” come quella occitana premoderna in cui le Alpi occidentali furono fertile luogo di incrocio. Ancora, frontiera come luogo da attraversare, luogo di sospensione e di pericolo, in cui fondamentale è la solidarietà e l’organizzazione: ne parleremo con un compagno attivo sul confine tra Polonia e Bielorussia. E poi ancora di frontiera come spazio di comunicazione e organizzazione fra margini, tema di discussione che sarà introdotto dalla presentazione del lavoro collettivo di “Les peuples veulent”, un piccolo libro illuminante che, in qualche modo, ha dato ispirazione e impresso una forte energia all’organizzazione di questo incontro. La tre giorni sarà ospite all’interno di un campeggio attrezzato, a circa 5 chilometri dal mar Jonio, completamente autogestita e autofinanziata. Avremo dunque necessità di sapere quanto prima il numero delle persone partecipanti. A tal fine scriveteci all’indirizzo: maisiaturista@riseup.net
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Lecco, 2 giugno: Corteo antimilitarista e discussione
Riceviamo e diffondiamo: 2 Giugno a Lecco Piazza Diaz ore 10 Corteo Antimilitarista contro fascismo, sionismo e ogni imperialismo Continuare a costruire mobilitazioni e percorsi di lotta in grado di bloccare la guerra globale in divenire a partire dai propri territori resta a nostro avviso la sola strada percorribile. I proclami di pace e le false tregue dei governanti dell’occidente sono serviti esclusivamente a sedare le mobilitazioni di massa contro guerra, riarmo e genocidio del popolo palestinese: una strategia propagandistica per impedire che dalla rabbia degli oppressi possano svilupparsi pratiche ancora più incisive. Chi come noi ha ben chiaro che solo una risposta dal basso può essere efficace, continua a cercare di essere sabbia negli ingranaggi del militarismo, sia esso sotto forma di produzione bellica, indottrinamento, repressione o carcere. Riteniamo essenziale che le molteplici espressioni della lotta alla guerra comunichino tra loro, in modo che ciò che viene messo in campo dagli individui e dai gruppi a livello internazionale diventi patrimonio di lotta comune; convinti noi, che solo un approccio internazionalista può incrementare la capacità di far fronte in modo sempre più efficace alla guerra che avanza. PER UNA LOTTA ANTIMPERIALISTA SENZA FRONTIERE Arrivo al parchetto AVIS a Pescarenico A seguire Ore 13 pranzo popolare Ore 14.30 Discussione a partire dalle lotte in corso contro la guerra in varie parti della penisola. AREA LIBRI, DISTRO, MOSTRE FOTOGRAFICHE
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Cesena, sabato 23 marzo: “Davanti alla repressione”. Incontro informativo su nuovi pacchetti sicurezza e non solo
Riceviamo e diffondiamo: SABATO 23 MAGGIO 2026 / Allo Spazio Libertario “Sole e Baleno”, via Sobborgo Valzania 27, Cesena * Ore 18:00 – “DAVANTI ALLA REPRESSIONE”, discussione aperta assieme a legali dell’Associazione di Mutuo Soccorso Per Il Diritto Di Espressione su come tutelarsi in occasione di interventi di polizia e situazioni di piazza + approfondimenti sugli ultimi decreti repressivi del governo. Chi si avvicina alle lotte è il primo obiettivo della repressione: con questa strategia lo Stato cerca di isolare i movimenti e scoraggiare la partecipazione e la loro crescita. Un’infarinatura di base… in modo da non farsi prendere dal panico! http://spazio-solebaleno.noblogs.org
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Forlì, lunedì 18 maggio: Presidio sotto il carcere La Rocca
Riceviamo e diffondiamo: LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026 PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI FORLÌ (lato via della Rocca) Dalle ore 18.00 alle 20.00 Per rompere l’isolamento di chi è rinchiusx, per non dimenticare che le prigioni sono il frutto di una società ingiusta, spietata, basata sul privilegio che rinchiude ed elimina chi gli è scomodx o contrarix!
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Forlì, 15 maggio: Presentazione di “disfare” (in occasione della Giornata della memoria del colonialismo)
Riceviamo e diffondiamo: VENERDÌ 15 MAGGIO 2026 al Parco di Via Dragoni di Forlì. Presentazione della rivista DISFARE – Per la lotta contro il mondo-guerra. Dalle 19:00 aperitivo e a seguire presentazione del numero di maggio in cui trova spazio un approfondimento sul nefando PROGETTO ERiS di Forlì (vedi il sito noeris.noblogs.org). Parteciperà parte della redazione. Aderiamo alla proposta di mobilitazione per fare del 15 maggio la GIORNATA DELLA MEMORIA DI TUTTE LE VITTIME DEL COLONIALISMO E DI TUTTX COLORO CHE VI HANNO RESISTITO. Collettivo Samara
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